1984 di George Orwell 1984 di George Orwell

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Cristina72 Opinione inserita da Cristina72    24 Febbraio, 2012
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"Tu devi amare il Grande Fratello".

La dignità umana passa necessariamente attraverso la libertà fisica e morale. La cosa più pericolosa è abituarsi a non essere uomini liberi, accettando poco per volta, come un dato di fatto, che ci vengano sottratti i nostri diritti e che qualcuno si impadronisca della nostra mente.

E' questo l'insegnamento fondamentale che si ricava dalla lettura del libro di Orwell, che mette in guardia contro qualsiasi tipo di regime totalitario, illustrando lo scenario squallido e apocalittico di un mondo rovesciato e oppresso dalla dittatura del cosiddetto Grande Fratello.

Quando il passato è abolito e ricostruito a discrezione delle alte sfere del potere, quando il presente è organizzato secondo rigidi dettami che ci vengono imposti, allora diventa prezioso qualsiasi pezzetto di libertà si riesca a “rubare” al sistema: mettere nero suo bianco i propri pensieri, condividere vecchi ricordi, amare. Per sentirsi ancora esseri umani e non ridursi alla stregua di "bacherozzi".

Non definirei quest'opera profetica, dal momento che lo scrittore, sia pure con qualche variazione sul tema, trae largamente spunto da regimi reali come fascismo e comunismo, ma sono pagine sicuramente ammonitrici. Perdere di vista se stessi e la propria individualità significa, in ogni epoca, diventare parte di una massa informe, arrendersi alla mediocrità e smettere di essere davvero vivi.

La lettura del romanzo è un po' appesantita da un saggio di una trentina di pagine (ne sarebbero bastate la metà) in cui si illustra l'ideologia del regime, e da un'appendice che approfondisce i principi della Neolingua, arido linguaggio coniato dal Partito.

Quello che colpisce, alla fine, ancor più che la descrizione di soprusi e torture contro dissidenti o presunti tali, è lo sguardo vacuo di chi ha ceduto all'imperativo, implacabile come una condanna: “Tu devi amare il Grande Fratello. Non basta obbedirlo: devi amarlo”.
Il cuore, in effetti, è l'ultimo a capitolare.

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leadger Opinione inserita da leadger    22 Febbraio, 2012
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Sconvolgente

Devo riconoscere all’autore una visione del mondo quasi profetica e uno stile di scrittura inimitabile. Con la sua penna è riuscito a trasmettermi un senso d’ansia che, una volta chiuso il libro, è permanso in me per diverso tempo.
La storia è a dir poco agghiacciante, tragica e cupa.
L’ annullamento della persona, lo standardizzare un popolo, per ottenere il controllo totale.
Una prevaricazione che coinvolge l'uomo fino a rubargli anche il più intimo dei sentimenti.
Consiglio a chiunque la lettura di questo libro, anche se a tratti l’ho trovato poco scorrevole, in quanto fa riflettere sulla condizione in cui ci troviamo oggi e sulla condizione in cui potremmo trovarci domani.

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Little_Dolly Opinione inserita da Little_Dolly    26 Dicembre, 2011
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Mi ricorda qualcosa.

Giornali e riviste censurati. Persone controllate.Idee pilotate da entità sconosciute. Oddio mi ricorda qualcosa, a voi no?
Non c'è nulla da dire, Orwell ha saputo prevedere fin troppo bene il futuro. Un libro assolutamente agghiacciante e veritiero.
Lo stile è incisivo, rimane impresso nella mente senza però essere esageratamente cruento.
Il contenuto è ciò che piace di più in questo libro e,ribadisco, è un libro che ha molto più senso letto oggi che nell'epoca in cui è stato scritto.
Non si può definire questo libro propriamente piacevole ma vi giuro che non riuscirete a staccarvene.
Se siete persone impressionabili però vi sconsiglio vivamente la lettura di questo libro e, in particolare, della sua terza parte.

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Sydbar Opinione inserita da Sydbar    18 Dicembre, 2011
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1984

Un libro che se non fosse per il titolo potrebbe essere riadattato tranquillamente ai giorni nostri, forse azzardando posso anche permettermi che si possa riadattare a qualsiasi periodo storico, si perchè l'anno, il 1984, è una mera formalità.
Lo stile di Orwell è diretto, senza similitudini, ogni capitolo ti colpisce alla bocca dello stomaco fiaccandoti il respiro, anche perchè i contenuti sono così reali ed attuali, tanto da farci chiedere, siamo sicuri che sia un libro di fantascienza o trattasi di un saggio di sociologia contemporanea???
La domanda non è poi così retorica e la risposta non è poi così banale.
Quest'opera è davvero un saggio sulla comunicazione, sul marketing, sull'annullamento di volontà, sì ed è così attuale perchè oggi siete tutti sicuri di avere una coscienza libera da inibizioni e soprattutto che la vostra volontà non sia la volontà pilotata da qualcun altro???
E quanti possono permettersi di dire che sin dalla notte dei tempi non ci sia stato un sistema oligarchico a governare i popoli, promettendo una vita migliore per poi annullarne la volontà degli individui e di gruppi di essi per plasmarla alla vera volontà dominante??? Nel libro Orwell fa riferimento ai due grandi sistemi che hanno annullato l'individuo, nazista e sovietico, soppiantati da un sistema di governo che allo stesso modo promette libertà e felicità al prezzo dell'annullamento di volontà.
Aprirò un universo di dibattiti su questo tema ma non mi spaventa, è il mio lavoro affrontare problemi e cercare di risolverli.
Alla piacevolezza non assegno il massimo dei voti solo perchè, per uno come me, non c'è possibilità di trovare il massimo del piacere da una lettura che seppur eccellente ed attuale non mi garantisce futuri rosei.
Questo è il libro del Grande Fratello, purtroppo il reality televisivo a cui ci rimanda da una decina d'anni non è neanche lontanamente vicino alla REALTA' invisibile ma esistente, narrata nell'opera.
Si rimanda anche ad un'altra opera, 1Q84 di Murakami, leggetelo e capirete il perchè.
Buona lettura a tutti.
Syd

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Fò Opinione inserita da Fò    01 Ottobre, 2011
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Grande Fratello

Forse il mio libro preferito in assoluto.

Dopo la terza guerra mondiale, le terre emerse si unificano in tre blocchi: Eurasia, Estasia e Oceania, perennemente in guerra tra loro. La nostra storia si svolge in Oceania, dove si è imposto un regime totalitario chiamato Socing (socialismo inglese)che rappresenta una non tanto velata denuncia al Nazismo e al comunismo russo. Londra è la capitale di questo Impero, e qui hanno sede i vari Ministeri governativi.
In 1984 tutto va al contrario. Così avremo un Ministero della Pace che si occupa della guerra; un Ministero della Verità che manipola stampa, e così via.
A capo di questa società c'è il Grande Fratello. -Nome ormai così abbondantemente sfruttato, ma che a me mette ancora i brividi pronunciare..- Si perchè questo Grande Fratello è una presenza che mette i brividi. Vagamente somigliante a Stalin, dall'alto dei cartelloni e sugli schermi bercia di fedeltà al Partito e propaga gli slogan portanti del pensiero totalitario: l'ignoranza è forza, la guerra è pace, la libertà schiavitù. Niente di più vero, niente di più attuale. Tutti i dissidenti sono eliminati. Tutte le parole scritte su carta vengono esaminate e approvate dal Partito. Se qualcosa non è in linea con il pensiero del Grande Fratello viene manipolato palesemente e riscritto. Nonostante tutto la gente non si rende conto delle continue contraddizioni e prende per buono tutto ciò che gli viene detto. E' un mondo in cui nessuno si fa più domende, e nessuno mette in dubbio niente. A nessuno piace pensare, e trovano tutti molto più facile far pensare il Partito al posto loro.
Solo un uomo RICORDA, e inizia a scrivere un diario, reato gravissimo, nascosto al Governo. I Prolet (proletariato)che vivono nella città vecchia, sono gli unici a godere di una certa libertà, ma vivono abbandonati dalle forze governative, nella miseria e nella povertà. Proprio in loro risiede, secondo il nostro protagonista, l'unica salvezza.
Un giorno Winston Smith (il protagonista. Orwell affianca un nome importante come quello di Churchill a un cognome diffusissimo e anonimo) si innamora di Julia e... l'Amore sarà o non sarà più forte del Grande Fratello? Lo lascio scoprire a voi..

Geniale l'uso della Neolingua, geniale il controllo delle menti tramite gli schermi televisivi, geniale lo psicoreato e il bipensiero, geniale tutto.

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chicca Opinione inserita da chicca    19 Agosto, 2011
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Sconvolge nel profondo

Un romanzo inquietante, che sconvolge nel profondo, che va assimilato piano piano e che proprio per questo non può non indurre a delle rifessioni sul nostro presente, sul potere della propaganda, dei media e del linguaggio.
Il protagonista del romanzo è Wiston Smith, un giovane membro del partito, il Socin ( partito socialista inglese).
Il Socin è il partito unico dello stato chiamato Oceania e il suo capo è il Grande fratello, un personaggio che nessuno ha mai visto e che tiene costantemente sotto controllo la vita dei cittadini.
Wiston non sopporta i condizionamenti del partito e insieme alla sua amante Julia, decide di collaborare con un'organizzazione clandestina di resistenza.
Un libro assolutamente da leggere in cui la ribellione e la resistenza del singolo si perdono nella marea degli omologati, provocando nel lettore quello stato d'angoscia che lo attanaglierà dalla prima all'ultima pagina.

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R๏гy.o° Opinione inserita da R๏гy.o°    17 Luglio, 2011
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Fa male la verità, eccome se fa male!

Vi siete mai chiesti da dove nasce la locuzione "grande fratello"? Proprio da questo libro che per fortuna non c'entra nulla con quella sorta di pseudo-programma televisivo. IL GRANDE FRATELLO VI GUARDA, una frase che compare spesso e incute timore. Ancora a scriverla mi mette i brividi.

"Fino a che non diventeranno coscienti del loro potere, non saranno mai capaci di ribellarsi, e fino a che non si saranno liberati, non diventeranno mai coscienti del loro potere".

Questo è ciò che scrive di nascosto il protagonista. Il libro fu redatto nel 1948 ma il pensiero sembra ancora moderno, nevvero?

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Paolo94 Opinione inserita da Paolo94    27 Aprile, 2011
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Nel mondo di Orwell

E' stata una lettura diuturna. Una lettura a piccoli tratti piacevole, ma ad altri tratti noiosa. Le primo cento pagine Orwell descrive la vita di Winston Smith, quello che pensa, i suoi pensieri ( lui sa che l'Oceania non è sempre stata in guerra con l'Eurasia, ma era il Grande Fratello che persuadeva le idee delle persone che si convincevano che l'Oceania era sempre stata in guerra con L'Eurasia). Il Grande Fratello spia chiunque con microfoni, attraverso gli occhi di quel manifesto. Riesce a riconosce il volume della voce. Tema attuale, oggi ci sono telecamere nelle strade, ci sono intercettazioni telefoniche, ma manca la tortura. 1984 è un libro distopico, forse è il libro distopico per antonomasia. Consiglio questo libro a chi si interessa di politica mentre lo sconsiglio a chi vuole dedicarsi ad una lettura piacevole e scorrevole, questo di scorrevole ha poco.

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Lo consiglio a chi si interessa di politica.
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darkala92 Opinione inserita da darkala92    20 Aprile, 2011
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A dystopian reality

Il comandamento dei dispotismi di una volta era: "Tu non devi!".
Il comandamento dei totalitarismi era: "Tu devi!".
Il nostro è: "TU SEI!"

Distruzione dell'individuo, spogliarlo di tutte le sue capacità, da quelle fisiche a quelle psichiche. Derubargli la sua memoria, i suoi sentimenti, la sua personalità. Questo è “1984”.
1984 rappresenta la morte. La morte dell'anima, la morte della libertà.
“Big Brother is watching you”: questa, invece, è la fine.

Orwell ci dice: “nei momenti di crisi non ci si trova mai in lotta con un nemico esterno, ma sempre contro il proprio corpo”; mai affermazione fu tanto vera. Chi ti pone contro te stesso però è il Partito, il Grande Fratello, immortale e crudele in tutte le sue forme.
1984 è l'esaltazione della dittatura, del dispotismo, dell'oppressione massima. 1984 è l'esaltazione del paradosso stesso.

La realtà non è mai stata così tanto capovolta, perchè due più due non fa quattro, ma cinque. Il Partito vuole così, e così sarà.
Lo stesso Winston scriverà nel suo diario: “la libertà sta proprio nella libertà di dire che 2 più 2 fa quattro, e non cinque”. Lui però questa libertà non l'ha avuta, perchè la società nel quale egli vive è spietata, struggente e rigorosamente controllata 24 h su 24. Non si può sfuggire dal Partito, devi imparare a condividerci, a rassegnarti della sua presenza, ad amarlo con tutto te stesso.
A lungo andare impari a controllare i tuoi movimenti, i tuoi pensieri, i tuoi sguardi, i tuoi sogni.. se non lo fai la stanza 101 è là che ti aspetta, con tutti i suoi traumi e le sue spaventose sofferenze.
1984 è anche il luogo da quale non puoi scappare, perchè qualsiasi parte tu vada, il Grande Fratello è là che ti aspetta, in agguato, pronto a distruggere la tua mente, a cancellare e a confondere i tuoi ricordi. Perchè tu devi pensare come e cosa il Partito vuole. Anche il suicidio è tanto lontano: in una realtà dove pure un goccio di veleno è introvabile; devi vivere perchè il Partito DEVE necessariamente plagiarti, deve controllarti, deve batterti, sradicando tutte le tue certezze, le tue sicurezze, eliminando la consapevolezza della tua stessa esistenza. Tu non esisti. Quando morirai nessuno si ricorderà mai di te, perchè non ci sarà più nulla di te: né una foto, né un foglio di carta che riporta il tuo nome, nulla. Ci sarà solo il tuo corpo vaporizzato che immetterà nel cielo quello che avresti potuto essere e che non sarai mai.
Questa è l'unica realtà, perchè la società dell'Oceania non ne conosce delle altre. Tutti abitano sotto lo stesso cielo, ma questo non significa che l'uomo è uguale a tutti gli altri. In una realtà in cui il confronto è severamente proibito, la libertà di ridere, di pensare, di sognare, di chiudere gli occhi anche per un attimo, di provare emozioni e di provare impulsi sessuali sono cose del tutto inimmaginabili, l'unico modo per essere lasciati in pace è essere 'prolet'.
Prolet significa avere la possibilità di pensare, pur sapendo che ti manca il cervello.

Tutto questo è 1984 (o 2011?).
Quello di Orwell è un semplice punto di vista (in parte fittizio), oppure è la predizione di quello che sarà il mondo tra qualche anno?
Orwell, grande genio o presumibile 'sciamano'?
Spero di non conoscere mai la risposta. Non voglio saperlo. Non voglio nemmeno pensarci, perchè già la realtà attuale mi fa paura, e un 1984 sarebbe... la fine di tutto.

Prima di concludere, vorrei trascrivere soltanto un piccolo sfogo, che purtroppo non riesco a tenermi dentro; dovete perdonarmi anche la volgarità..
Odio la televisione, odio i talk shows, odio quell'inutile programma del ca**o che viene chiamato Grande Fratello, che ha distrutto un concetto, un'idea. Odio tutto questo. Il termine “Grande Fratello” fa paura, ma preferisco conoscerlo e in futuro ricordarlo per quello che è, pensando a “1984” e non ad uno stupido ed insulso 'tv programm' in cui quello che viene mostrato è il culo di un'amica omnium (come avrebbe detto un 'certo' Cicerone) insieme ad altri falliti della sua specie che fanno tanto divertire questa società di merda (e passatemi il termine, questa volta).

Darkala, incazzata come non mai, passa e chiude.

Ps. Ho intenzione di portare “1984” in sede d'esame, perchè oltre alla storia che è in sé per sè qualcosa di sorprendente, ho apprezzato in un modo sbalorditivo le argomentazioni di Orwell nella parte 'storica', con cui ha giustificato il Gf e tutto ciò che ha determinato poi “1984”.
Che Orwell mi porti fortuna!!

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Renzo Montagnoli Opinione inserita da Renzo Montagnoli    13 Marzo, 2011
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Un romanzo profetico

Più distopico di così questo romanzo non potrebbe essere, con una visione di una società assolutamente indesiderabile, ma non poco profetica.
Se la suddivisione nel 1984 della terra in tre grandi potenze totalitarie perennemente in guerra fra loro non ha riscontro nella realtà, la figura del Grande Fratello, il capo onnipotente che nessuno ha mai visto, richiama quei poteri occulti ai quali si attribuiscono oggi tutti gli eventi di portata mondiale, come le crisi economiche, le speculazioni finanziarie e l’insorgere di nuovi conflitti.
Inoltre il controllo capillare dei cittadini, unito al bombardamento mediatico propagandistico attuato 24 ore su 24, pur nella trasposizione fantastica che ne fa l’autore ha un indiretto riscontro nell’asservimento mentale a cui siamo sottoposti da decenni di programi televisivi sempre più deculturizzanti, che se non si traducono in una spia della vita privata, tendono però a a depauperarla, con un appiattimento volto all’eliminazione della libertà di pensiero.
Perfino il linguaggio dei nostri politici e dei nostri commentatori televisivi va sempre più assomigliando con la Neolingua dei protagonisti del romanzo, con le parole che riducono il significato ai concetti più semplici, quasi elementari, impedendo così di fatto il sorgere di un pensiero critico individuale. Inoltre, la storia non si conosce più e in tal modo i capi possono permettersi di sbagliare, perché tanto nessuno ci farà caso o se ne ricorderà, senza dimenticare che l’assenza cognitiva delle origini induce gli individui all’incapacità di prendere decisioni, che saranno così imposte da chi regge il timone.
Certamente nel romanzo tutto ciò è portato all’estremo, viene insomma enfatizzato, ma se ci fermiamo per un attimo e guardiamo all’intorno noteremo che il 1984 è già tra noi.
Un Orwell quindi capace di andare molto avanti nel tempo e del resto non è improbabile che l’idea per il romanzo sia maturata nel 1940 quando alla BBC conduceva una trasmissione radio di propaganda rivolta all’India, paese dove era nato. Non era ancora a conoscenza dei nefasti effetti della televisione, che con l’immagine impone la verità di parte, ma la conoscenza dei metodi sovietici, da lui verificati nel corso della guerra di Spagna, oltre a ispirargli il celbre romanzo La fattoria degli animali, di certo non poco contribuirono a costituire il substrato su cui poi imbastì il geniale “1984”.
Questo libro, quindi, è senz’altro da leggere, per comprendere il presente, senza tuttavia dimenticare che qualsiasi fantasia affonda le radici nella realtà e la situazione contemporanea è il risultato di un lungo continuum storico iniziato molto prima della stesura del romanzo. Il grande merito di Orwell è di aver saputo cogliere certi fatti, i prodromi della società del futuro, la nostra, e di essere riuscito a elaborare una proiezione nel tempo dimostratasi veritiera.

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La fattoria degli animali, di George Orwell
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aittam Opinione inserita da aittam    28 Gennaio, 2011
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critica ancora attuale

BREVE RIASSUNTO: il romanzo comincia con una descrizione della situazione del mondo attraverso dei ragionamenti del protagonista e dei piccoli fatti. La storia vera e propria, invece, inizia un giorno, in cui Winston comincia a scrivere su un quaderno (uno dei pochissimi rimasti), sfogando i suoi pensieri contro il regime che opprimeva da anni il Paese. In particolare, una delle sue preoccupazioni principali era se, come sosteneva il Partito, si vivesse meglio ai suoi giorni, o nella società definita “dei capitalisti”. Una piccola speranza, nella sua avversione verso il sistema, gli viene data dalla possibile esistenza della “Confraternita”, una comunità segreta di oppositori del Partito, con a capo il suo peggior nemico, il ribelle Goldstein. In questa vicenda alquanto bloccata, la svolta arriva quando una ragazza, che fino ad allora Winston aveva ritenuto come sostenitrice del regime, gli dà di nascosto un biglietto nel quale ha scritto solo due parole: “ti amo”. Però in quella società, dove i rapporti privati tra le persone erano proibiti e pressoché inesistenti, quel contatto significava moltissimo.

PERSONAGGI: WINSTON – il protagonista è uno dei pochi che continua a pensare con la propria testa e non con la mentalità imposta dal Partito. Lavora come impiegato al Ministero della Verità, dove ha il compito di falsificare il passato, cioè di modificare tutti i documenti, giornali compresi, in cui potrebbe comparire qualcosa che contrasta con quanto detto, fatto o previsto dal Partito.


IL TEMPO: è ambientato in un ipotetico futuro immaginato dall’autore nel 1984, in cui è al potere il cosiddetto Socing (socialismo inglese) che ha imposto un regime autoritario ai limiti del possibile.
Il tempo del racconto è abbastanza lineare, e ci sono a volte dei salti in avanti, e raramente dei flashback nel passato.


IL LUOGO: il mondo è diviso in tre mega-stati perennemente in guerra tra loro: l’Oceania (Gran Bretagna, Sudafrica, Australia e Americhe), governata dal Grande Fratello a capo del “Socing”; l’Eurasia (Europa continentale, Medio Oriente e Africa settentrionale), dove governa il “Neobolscevismo”; l’Estasia (Asia e Africa Centrale), in cui regna la mentalità dell’ “Annullamento dell’Io”. In particolare, la vicenda è ambientata a Londra, la capitale di Pista Uno (l’Inghilterra).

IL NARRATORE: è interno, rappresentato dal protagonista. Anche la focalizzazione è interna, e il punto di vista è sempre quello di Wilson.

TESI: questo romanzo è un'accusa nei confronti della pretesa dei regimi totalitari di voler piegare la realtà e le persone ad un fine superiore, che idealmente coincideva con la felicità del popolo, ma alla fine era solo il potere assoluto. Potrebbe essere anche visto come un invito a non perdere la propria coscienza, la propria memoria e la propria individualità, a continuare a pensare con la propria testa senza farsi influenzare dall’esterno, anche nella situazione esagerata di questa vicenda.

GIUDIZIO PERSONALE: è un libro molto particolare, dato che in certi punti mi è sembrato che diventasse più che altro un trattato politico mascherato da romanzo. Sicuramente colpisce molto il modo in cui è raccontata la situazione in cui si trovano le persone e la mentalità del Partito, che controlla tutto tramite i teleschermi, che punta all’annullamento della personalità, con i modi più diversi e inquietanti possibili.
Per tutto il libro il protagonista rimane appeso alla realtà, nonostante il socing faccia qualunque cosa per evitare che chiunque si possa ribellare o possa anche solo pensarci.
Il finale, però, è completamente pessimistico, quindi l’autore sembrerebbe sostenere che non si possa fare nulla contro organizzazioni così forti, ed è inevitabile venirne influenzati e finire “modellati” dalle continue pressioni che esercitano.

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kobe Opinione inserita da kobe    28 Novembre, 2010
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Se penso che è stato scritto nel 1948…

Un libro senza dubbio molto impegnativo, ma assolutamente imperdibile.
Orwell fornisce una visione tetra e aberrante dei regimi totalitari, dipingendo un mondo che si sono spartite le tre grandi superpotenze sopravvissute ad una ipotetica guerra atomica: Oceania (Americhe, Gran Bretagna e Australia), Eurasia (Europa e ex Unione Sovietica), Estasia (Cina, Giappone, Mongolia, Tibet).
Pur essendo perennemente in guerra le une con le altre, è impossibile alterare lo status quo, rompere l’equilibrio e modificarne i confini. Non si fa la guerra per conquistare o per difendersi, bensì perché tutto rimanga così com’è. La guerra è pace.
La verità viene costantemente manipolata: i dati sull’andamento dell’economia, sui raccolti o sulla produzione, i bollettini di guerra, le informazioni di qualsiasi tipo…tutto è modificato o censurato in modo da rendere ogni cosa omologata, uniforme, esattamente in linea con quanto detto e predetto dal Grande Fratello. L’ignoranza è forza.
Tutti sono spiati e non possono in alcun modo dissentire dai diktat del Partito: è vietato amare, scrivere, pensare. L’uomo libero è destinato a soccombere, solo annullando la propria identità di essere umano, solo assoggettandosi completamente al volere collettivo del Partito potrà vivere in eterno. La libertà è schiavitù.
Questi sono i fondamenti del “bipensiero”, dove con la menzogna si afferma una nuova verità.
La cosa che fa accapponare la pelle è pensare a come questo libro abbia – con le dovute proporzioni – anticipato i tempi. Mentre lo leggete provate a pensare alla nostra società, alla nostra cultura, a come in fondo ci “beviamo” tutto quello che i media ci propinano, alla finta libertà in cui ci sembra di vivere perché abbiamo la fortuna di essere in Democrazia. Ci bombardano di cavolate in tv, ci danno informazioni distorte o di cui non ci potrebbe fregare di meno distogliendoci dai reali problemi, ci hanno fatto credere che per essere qualcuno bisogna apparire, spacciano gli ebook per innovazione infischiandosene di che fine potranno fare i libri, e si potrebbe continuare all’infinito.
1984 è un libro dal profondo pessimismo, che lancia un messaggio molto forte, chiaro e allarmante: il pericolo più grande che si corre è quello di perdere la possibilità di esprimere se stessi per essere modellati da chi ha il potere ed il potere “vuol dire ridurre la mente altrui in pezzi che poi rimetteremo insieme nella forma che più ci parrà opportuna.”
Ad un certo punto si legge: il comandamento dei dispotismi di una volta era “Tu non devi!”; il comandamento dei totalitari era “Tu devi!”; il nostro è “Tu sei!”… Noi ti schiacciamo in maniera irreversibile…Non sarai mai più capace di nutrire sentimenti normali, amore, amicizia, gioia di vivere, allegria, curiosità, coraggio onestà. Sarai vuoto. Ti spremeremo fino a svuotarti, poi ti riempiremo di noi”.
E' questo il rischio più inquietante.

Sono convinto che farebbe bene leggerlo a tutti almeno una volta. Nonostante sia impegnativo lo consiglio soprattutto ai giovani.

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rimax81 Opinione inserita da rimax81    16 Novembre, 2010
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Da leggere

Se dovessi trovare un aggettivo per descrivere questo romanzo direi angosciante, per non dire profetico.

Un libro che rende benissimo l'idea di chiusura, di schiavitù, di oppressione, di menzogna, di automatismo e di annichilimento di una società che non ha più vie di fuga.

Un libro ben scritto che fa riflettere anche a distanza di tempo.

Un libro che andrebbe fatto leggere a scuola.

Un libro tristemente attuale, che consiglio a tutti per aprire gli occhi su quello che accade nel mondo.

Un libro scritto 50 anni fa. Mi viene spontaneo chiedermi se Orwell fosse ancora vivo oggi cosa penserebbe...

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The hooded man Opinione inserita da The hooded man    03 Ottobre, 2010
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Un must per una buona cultura

In un colore, grigio.
Un'atmosfera di totale repressione/depressione, gente che deve temere persino di pensare qualcosa di poco convenzionale ed una guerra infinita contro un nemico ancora poco chiaro.
Questa è la vita di Winston.
Persone vestite tutte uguali e con le stesse idee inculcate nel cervello da una propaganda spietata vivono le loro insulse vite ad occhi chiusi, accettando qualsiasi cosa si dica loro esser il vero.
"Lunga vita al Grande Fratello!"
Niente altro deve uscir dalle loro bocche, nè da coscienti nè nel sonno.
Osservate 24 ore su 24 da uno schermo ronzante installato in ogni appartamento, queste persone devono temere persino di respirare nella maniera sbagliata.
Se il tuo comportamento è ambiguo, anche solo vagamente, la psicopolizia verrà a prelevarti per portarti in un edificio da cui nessuno è più uscito una volta entrato.
Nonostante questo il protagonista comincia a scrivere un diario, atto che se smascherato potrebbe costargli la vita.
Angosciante, depressivo.
Smorza qualsiasi gioia di vivere.
La gioia è proibita.
Uccide la spensieratezza dell'amore.
L'amore è proibito.
Un libro di culto, che chiunque almeno una volta nella vita deve aver letto.
5 stelle per la sua attualità ad un libro del 1948, che però a tratti risulta un pò pesante.
Abbasso il Grande Fratello

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libri veri e non la merda degli pseudo-scrittori di oggi tipo Moccia
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gracy Opinione inserita da gracy    29 Mag, 2010
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1948-1984

Incredibile viaggio in un mondo futuro pieno di odio allo stato puro, Winston Smith (Churcill, mi verrebbe da pensare)un uomo che vive in un regime di assoluta dittatura in una Londra claustrofobica e retrograda, è vietato pensare, scrivere, amare, divertirsi a volte addirittura parlare, l'unica ragione di vita è il Socing, il Partito, il Grande Fratello, il bipensiero, la psicopolizia, i vari Ministeri oserei dire del terrore. Orwell nel 1948 ha scritto un capolavoro.

LA GUERRA E' PACE
LA LIBERTA' SCHIAVITU'
L'IGNORANZA E' FORZA

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sabrinat2601 Opinione inserita da sabrinat2601    06 Aprile, 2010
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Grande fratello

Da questo romanzo hanno preso spunto per il reality Il Grande Fratello, ma con quest'ultimo ha poco a che fare, anzi. Il libro parla di un probabile futuro in cui tutto è controllato e "modificato" dalle forze al potere. Le pubblicazioni sono censurate, l'informazione è partitica, perfino la storia viene modificata a piacimento. In questo futuro non c'è libertà di espressione, di movimento, di interazione con gli altri esseri umani, tutto è subdolamente controllato. Il protagonista si innamora e cerca di fuggire all'occhio del Grande Fratello, così facendo cerca una dimensione bucolica e un ritorno al passato e alla vita più semplice dei bei vecchi tempi.
Ma si tratta di un futuro prossimo e improbabile oppure di qualcosa che stiamo già iniziando a vivere giorno per giorno?
Consigliatissimo!

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A chi guarda il grande fratello e reality simili.
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