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La regola dell'equilibrio
 
La regola dell'equilibrio 2017-12-23 09:53:07 Antonella76
Voto medio 
 
4.5
Stile 
 
4.0
Contenuto 
 
4.0
Piacevolezza 
 
5.0
Antonella76 Opinione inserita da Antonella76    23 Dicembre, 2017
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Sapore di casa...



Forse non dovrei più scrivere i commenti ai libri di Carofiglio.
Perché alla fine per me non è più importante la storia che mi racconta, lui mi fa stare bene a prescindere...è il mio porto sicuro, è consolazione, è il rassicurante odore di qualcosa di familiare.
Nei suoi libri mi sento comoda come nella vecchia tuta che uso in casa.
So già che troverò determinate cose, e sono ben felice di trovarle: Bari e le sue strade di notte, i suoi quartieri, un sacco da boxe appeso in salotto, citazioni letterarie, riferimenti musicali...
E poi l'avvocato Guido Guerrieri è un mio vecchio amore letterario, di volta in volta lo ritrovo sempre più maturo, più stropicciato dalla vita, con quella sua vena ironica e un po' malinconica che lo rende maledettamente affascinante.
Un uomo pieno di dubbi, un uomo che si è scottato tante volte e adesso preferisce stare sempre un passo indietro.
Cauto, riflessivo...ma ancora vivo, pieno d'amore e d'energia.
Sempre in perfetto equilibrio tra tecnicismo e sentimento, sottilmente ironico, elegante...Carofiglio è, per me, una garanzia: so di trovare in lui pensieri che mi appartengono, questioni etiche e morali che portano a riflettere senza appesantire.
Carofiglio parla di ciò che sa, di quello che conosce bene...la giurisprudenza, ma lo fa in un modo così bello, così naturale, da coinvolgere anche chi, come me, dell'universo giudiziario non sa niente di niente.
Ma lui conosce bene anche un'altra cosa...le parole: sa dare loro il giusto significato, il giusto peso, sa usarle, collocarle esattamente al loro posto.
E questo sapiente uso delle parole ti accompagna dolcemente verso ragionamenti, concetti, idee...ideali, che poi sono i veri protagonisti dei suoi libri.

L'eterno duello fra giusto e ingiusto...
Alla fine la regola dell'equilibrio, quello "morale", risiede unicamente nella percezione dei propri errori, della propria fallibilità: riconoscere di sbagliare, cadere e rialzarsi, o comunque cadere...e sapere di trovarsi a terra, averne la consapevolezza.

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Che bella recensione. Complimenti. concordo con la tesi il libro è bellissimo.
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