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Alla fine del viaggio
 
Alla fine del viaggio 2019-07-29 08:35:02 Simona P.
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4.0
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Simona P. Opinione inserita da Simona P.    29 Luglio, 2019
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Il male ha radici nel passato

Eccellente lettura per questa estate bollente, un giallo dalla struttura articolata e dalla trama avvincente, una storia cruenta dove il male genera il male, dove si intrecciano rabbia, rancori, sensi di colpa e vendette; un noir in cui l'assassino omnisciente, lentamente nel tempo costruisce il suo piano demoniaco, articolato in modo eccelso, maledettamente geniale, recitato da numerosi attori, tutti protagonisti o coinvolti nel male o nella perversione. Sarà il commissario Casabona, sofferente ancora una volta per le delusioni familiari, a dover sciogliere il groviglio di sangue, sembra "un film horror" dice un suo collaboratore, e capire come funziona la mente dell'assassino, per poter intervenire celermente. Trovare il bandolo della matassa però non è facile.
Siamo in una calda estate di una città della Toscana, poco prima della celebrazione del patrono, festa che vedrà fervore e turisti nella bella piazza principale, il commissario, mentre sta discutendo con la moglie che sta per lasciarlo, riceve una telefonata che lo riporta immediatamente nel mondo difficile del suo lavoro; si apre uno scenario agghiacciante, una scena al limite dell'assurdo, un uomo seduto e legato a una sedia a rotelle sui binari del treno, viene ucciso dal Frecciarossa, la vittima, difficile sapere di chi si tratti, viene fatta letteralmente a pezzi, con lui anche la sedia a rotelle. Un omicidio plateale, un'esecuzione grottesca, chi l'ha messa in scena, sicuramente non vuole passare inosservato.
L'assassino è furbo e soprattutto determinato a portare fino in fondo il suo micidiale piano, inoltre sa servirsi della tecnologia informatica in modo appropriato, dispone di tempo e energie; sarà l'intuito del famoso commissario affiancato dai suoi efficienti collaboratori, ma anche dagli esperti informatici, a capire non tanto chi è la mente capace di attuare un'opera così diabolica ma il suo modus operandi che oltre ad essere la base portante del romanzo, forse è anche il protagonista.
Ritorna l'ispettore Casabona, severo e burbero ma umano quando serve, comprensivo verso gli errori altrui (anche lui ne ha fatti tanti) e soprattutto bravo, capace e sicuro nel suo lavoro, forse il migliore; nonostante la difficile situazione familiare che a tratti emerge mentre si sgroviglia il piano dell'assassino, l'ispettore non perde mai la lucidità e la concentrazione, sa che il tempo inutilizzato è alleato dell'assassino e ogni secondo è prezioso. Con uno stile fresco, brillante, scorrevole e piacevolissimo, questo romanzo cattura il lettore anche per il suo ritmo incalzante ma soprattutto per la curiosità che riesce a suscitare costantemente, fino a un finale anch'esso cruento che conferma che gli atti estremi sono causati dal dolore e dalla sofferenza radicata profondamente nell'animo umano. Oltre ad una trama dalle tinte forti, il testo offre senza dubbio, anche spunti di riflessione che rimangono impressi, Il titolo rimanda sia a una poesia che a una metafora della vita.

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