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Pastorale americana
 
Pastorale americana 2017-11-04 14:26:04 Valerio91
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Valerio91 Opinione inserita da Valerio91    04 Novembre, 2017
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Un incubo americano

Una lettura che continuavo a rimandare, come se sentissi quanto sarebbe stato difficile portarla a termine.
Roth veste i panni del Tolstoj d'oltreoceano e in "Pastorale Americana" ci offre un affresco di quell'America del dopoguerra che prometteva tanto, che sembrava offrire soltanto successo e niente di peggio, ma che nei suoi angoli nascosti celava lati oscuri che avrebbero distrutto i cuori e le menti di chiunque.
Questa è letteratura vera e propria, con tutti i pro e i contro che ne derivano. Ciò che Roth descrive potremmo sentirlo lontano se consideriamo l'arco temporale che la storia raccontata comprende (almeno per chi è giovane come me) e per il luogo in cui si svolge, ma lo sentiamo nostro in quanto esseri umani, perché ciò che ci affligge va oltre le generazioni, il dolore ci insegue come se per lui il tempo non scorresse e ci raggiunge ugualmente; non importa quanto cambino gli scenari mondiali, il dolore si adatta. Le cause scatenanti potranno cambiare, ma lui è sempre lì, pronto ad assalirci.
Al centro della storia c'è proprio questo: una famiglia che si sforza di essere normale, composta da persone che avrebbero tutti i requisiti e anche più per essere felici, gettata nel baratro dal caos e da un'America che promette grandi cose ma non può garantirle a tutti; un'America che dietro a una facciata di onestà e gloria, cela mostruosità di cui la guerra in Vietnam era soltanto l'inizio.

Al centro di questa storia c'è Levov detto "Lo Svedese", leggenda del liceo di Weequahic ed eccellente giocatore di baseball, basket e football. Tutto, nella vita dello Svedese, sembrava essere proiettato verso il successo. Tutti avrebbero voluto essere Lo Svedese, o almeno essergli amico. In lui erano incanalate le speranze di una nazione, quando lo vedevi correre per un campo, prendere a spallate gli avversari o centrare perfettamente la palla con una mazza, potevi credere che tutto andasse bene, che quella Seconda guerra in realtà fosse solo un'invenzione e che l'unica cosa che contava era vedere quel prodigio umano sbriciolare record su record.
La vita dello Svedese era destinata ad essere indimenticabile, e l'America sarebbe stata il suo palcoscenico perfetto.
Ma lo Svedese non sceglie di calcare un qualsiasi tipo di campo sportivo, decide di prendere in mano l'azienda di guanti di suo padre e portarla avanti con successo. E' un uomo buono che va d'accordo con tutti, che riesce a superare alla grande alcuni dei periodi neri che la storia del suo paese gli pone davanti.
Poi sposa Miss New Jersey ed ha una meravigliosa figlia. Merry. Meravigliosa sì, ma fino all'adolescenza, fin quando l'America le sbatte in faccia quella che era la sua realtà di quel tempo. La guerra in Vietnam, i monaci che si danno fuoco per protesta, i bambini che muoiono di fame. Merry è una bimba nata nel posto sbagliato, al momento sbagliato. Una bimba che intraprende una strada che potrebbe essere ammirevole ma decide di percorrerla nel modo sbagliato, portando distruzione nella propria vita, in quella dei suoi cari e in quella degli altri. Come può Meredith Levov, figlia del mitico Svedese, che vive in una specie di paradiso in cui nulla sembra poter andare storto, fare una fine simile?
Pastorale Americana è la cronaca di un sogno americano, quello di Seymour Levov Lo Svedese, che va in mille pezzi nel fragore di una bomba, una bomba tirata dalla sua stessa figlia.

"La vita di Levov lo Svedese, per quanto ne sapevo io, era stata molto semplice e molto comune, e perciò bellissima, perfettamente americana."

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Commenti

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Una bella recensione, Valerio.
Libro che ho riletto. Mi è piaciuto molto , anche se c'è qualche caduta ; ad esempio, la rappresentazione del rapporto sessuale, in cucina, fra la moglie del protagonista e l'amante è proprio brutta. Forse l'autore non è portato per la rappresentazione dell'erotismo ; oppure in quel rapporto non c'era erotismo, ma solamente 'meccanica' sessuale.
In risposta ad un precedente commento
Valerio91
06 Novembre, 2017
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Ti sarò sincero, Emilio, io ero troppo in preda allo sconforto per la situazione dello Svedese (merito di Roth) per soffermarmi su come ha descritto quella scena.

Vale.
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