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Kafka sulla spiaggia
 
Kafka sulla spiaggia 2020-08-01 10:02:31 siti
Voto medio 
 
3.3
Stile 
 
3.0
Contenuto 
 
4.0
Piacevolezza 
 
3.0
siti Opinione inserita da siti    01 Agosto, 2020
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FENOMENOLOGIA DELLO SPIRITO

“Noi siamo fatti della stessa sostanza dei sogni, e nello spazio e nel tempo d'un sogno è raccolta la nostra breve vita” (W. Shakespeare, La tempesta, atto IV, scena I)

Pochi elementi narrativi, onirici e a tratti surreali, sapientemente intrecciati e dosati con una buona suspense rendono questo corposo romanzo, di agevole lettura, un‘ opera originale. L’originalità risiede di certo nella trama inizialmente molto ancorata alla realtà: una fuga da casa di un quindicenne che affronta un viaggio alla ricerca della propria identità per concludere il suo percorso di iniziazione alla vita, comprensiva di accettazione e di consapevolezza, dopo aver oltrepassato lo stesso confine della realtà rischiando, con la conoscenza, una permanenza in un aldilà atemporale. Tamura Kafka, o il ragazzo Corvo o se vogliamo l’amabile vecchietto Nakata, è un personaggio che in realtà, pur apparendo il più ancorato alla realtà, è invece l’anello di congiunzione del reale con l’irreale, del sogno con la realtà, il personaggio capace di intraprendere quel percorso di conoscenza che interpreta la fenomenologia dello spirito, per dirla come Hegel, al fine di giungere alla piena conoscenza, a una forma di sapere assoluto. Shintoismo, animismo, panismo fanno da cornice inoltre a una trama che pare abbia come scopo precipuo quello di mettere in relazione i singoli personaggi proprio tramite l’anello di congiunzione rappresentato da Tamura il cui cognome di copertura richiama Kafka, in ceco il corvo, e ancora è il titolo di un brano musicale e di un quadro, elementi narrativi che si assemblano nel titolo stesso. Soffermarsi oltre sulla trama farebbe correre il rischio di far perdere interesse verso il romanzo il cui unico pregio, a mio modesto parere , risiede proprio nel contenuto, ho trovato invece lo stile limitato dal plot narrativo, incapace di aprirsi a riflessioni di più ampio respiro che avrebbero invece permesso alla scrittura di arricchirsi di quella stessa sostanza di cui sono fatti i sogni.

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Commenti

6 risultati - visualizzati 1 - 6
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Ti confesso che Murakami non mi ha mai incuriosito. Magari con un altro suo libro potrebbe andare meglio...
Dell'autore ho letto solo questo libro. Devo ammettere che complessivamente mi è piaciuto. L'ho trovato complesse ed enigmatico, qualità positive in letteratura.
Mi pare che, come nei grandi libri da "Guerra e pace" a "I promessi sposi", tutti i conti tornino. Mi son chiesto se anche nella cultura nipponica ci sia un concetto paragonabile alla Provvidenza . Penso però di sì.
Mi unisco a Daniele. Anche io non mi sento 'chiamata' da Murakami. La tua valutazione non mi sembra poi così lusinghiera, sarà che le aspettative erano alte? I giapponesi contemporanei, non tutti spero, sembra che vogliano staccarsi dall'eredità dei loro grandi predecessori che impregnavano di significato ogni loro pagina, rendendola densa e viscosa nella lettura. Il risultato è, secondo il mio modesto parere, una scrittura leggera e impalpabile, dai significati a volte sfuggenti o per niente consistenti. Forse sono alla ricerca di un nuovo equilibrio. Chissà...
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siti
02 Agosto, 2020
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Daniele, è stato il primo approccio, non è nelle mie corde, preferisco le atmosfere nipponiche più classiche.
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siti
02 Agosto, 2020
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Emilio, per me è stato deludente. Provvidenza? Qui? Qualcosa di simile? No, non l'ho percepito, per me prevale un mix di echi religiosi più orientaleggianti.
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siti
02 Agosto, 2020
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Condivido Marianna, hanno maestri insuperabili, tra l'altro tutti citati, dalla prosa alla poesia, dallo stesso Murakami. In questo romanzo mi è piaciuta però la delicatezza con cui è stata tratteggiata la figura dell'anziano Nakata.
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