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La seconda spada. Una storia di maggio
 
La seconda spada. Una storia di maggio 2020-10-24 09:47:12 archeomari
Voto medio 
 
5.0
Stile 
 
5.0
Contenuto 
 
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Piacevolezza 
 
5.0
archeomari Opinione inserita da archeomari    24 Ottobre, 2020
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BEN VENGA MAGGIO!

Un nuovo viaggio di ritorno al paese natale, un nuovo percorso interiore che non può prescindere dai ricordi. L’austriaco Peter Handke è garanzia di qualità, indipendentemente dal lauro del Nobel. La sua penna prolifica ha un elevato peso specifico, la sua voce è quasi “ubiqua”: ora vicino al lettore, la senti quasi sussurrare nell’orecchio e contemporaneamente si allontana a narrare fatti remoti. Proseguendo nella lettura, si ha la sensazione di avere tra le mani un’opera di qualità letteraria straordinaria. Sono queste le sensazioni che suscita, dopo aver fatto esperienza di lettura handkiana con “Infelicità senza desideri” e “La ladra di frutta”.
Il richiamo a quest’ultimo romanzo è innegabile.
La preparazione di un viaggio che si dimostra un percorso interiore: l’incipit de “La ladra di frutta” ha ambientazione esterna, si apre con immagini di primavera, con la puntura di un’ape quale spinta/segnale dell’inizio di un nuovo tempo da vivere, mentre “La seconda spada” si apre in tempo primaverile, a maggio per la precisione, ma in un ambiente chiuso, col protagonista narratore che si guarda allo specchio cercando nel volto qualche indizio che gli riveli una nascosta natura di assassino e di vendicatore. Nonostante ambientazioni più urbane, come stazione, treni, alberghi, la natura torna protagonista qui come ne “La ladra di frutta”, con i suoi alberi, le cui chiome riecheggiano come “voci di bambini”, con le sue “farfalle dei Balcani” tanto care all’autore che turbinano nell’aria infuocata ai piedi della Collina Eterna, con i suoi uccelli che stavolta non sono solo ricco sfondo ornitologico, ma personaggi della stessa storia che coi loro versi diventano gli interlocutori privilegiati del narratore. Il tema del luogo di origine da scoprire/riscoprire attraverso i ricordi, una memoria involontaria di origine proustiana che scatta come una molla ad ogni profumo, ogni sapore, (anche se per captatio benevolentiae Handke sostiene “niente di paragonabile alla madeleine del tempo perduto e ritrovato di Monsier Marcel Proust”) si intreccia sapientemente all’altro tema ricorrente nelle opere di Handke, quello del sentirsi sconosciuto a se stesso, quello di sentirsi straniero in patria e contemporaneamente di appartenere a qualsiasi luogo. “Per me il senso dell’origine è molto profondo: non posso tornare indietro, ma sono sempre là…” diceva l’autore in un’intervista (E.Filippini, ediz.Castelvecchi, 2013).
Prima di partire, l’innegabile ammissione:
“Mi era sempre tornata in mente nella vita la vecchia storia, più o meno biblica, dell’uomo quale era stato afferrato da Dio o da chissà quale altra forza maggiore per una ciocca di capelli, e portato via dal suo luogo natio, da tutt’altra parte – in un altro Paese”. (pag.19)
Nel passo a pag.72 che cito come assaggio della sua scrittura ironica, a volte fredda e cristallina, torna l’immagine dello straniero di Camus, nascosto nell’io più profondo e segreto del protagonista:
“...nell’altro Paese, io, l’estraneo, lo straniero, sentendo i latrati e gli strepiti, spesso infiniti, dei cani oriundi – più oriundi di così non era possibile -nei giardini vicini, non potevo impedirmi di immaginare continuamente, scena peraltro spiacevole, di prendere un bazooka – di cui ignoro nel mondo più assoluto caratteristiche e funzionamento – per far saltare in aria la relativa casa oriunda; di livellarne il terreno, di trasformarlo in un inferno di fiamme, con tanto di lamenti di animali e uomini che ci vivevano. E un giorno o l’altro un atto di violenza lo commetterò davvero (o forse no) …”
La necessità impellente di vendicare sua madre, la sua “santa” madre, più volte ricordata nel libro, così come nell’altro, “Infelicità senza desideri”, è la spinta a percorrere questo viaggio alla ricerca di se stesso per scoprire alla fine che esiste una seconda spada.

SPOILER? Ma no, ma quale spoiler quando siamo di fronte ad un’opera a trama quasi zero, che si fa leggere per la pregevolezza dello stile e la profondità delle osservazioni sul mondo? Però vi anticipo che il libro, nel finale, si allinea a “La ladra di frutta” pur con le sue differenze, in quanto questo libro così breve, poco più di 150 pagine, rispetto al precedente dà una sensazione di compiutezza, è meno “sfuggente”.


La seconda spada, la seconda possibilità, l’alternativa alla prima, che è quella più facile ed ovvia quella della violenza e della giustizia fatta da soli. E’ una storia di rinascita, dopo aver fatto pace col passato, è la storia di una nuova primavera, già preannunciata nel sottotitolo “ una storia di maggio”, dove la natura sua interlocutrice col suo verde ed i suoi suoni, gli sussurra “Fallo”Fallo!compi la tua vendetta”, ma il vero messaggio è tutt’altro, il vero messaggio della letteratura è al limite, affermava qualche anno fa l’autore “Tutto ciò che scrivo è al limite. Solo al limite appare qualche cosa. Al limite del tempo appare l’eternità”.

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Lettura consigliata
Consigliato a chi ha letto...
La ladra di frutta
Infelicità senza desideri
le altre opere di Handke
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Commenti

3 risultati - visualizzati 1 - 3
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Handke mi aveva sempre respinto, forse perché avevo trovato - nei film che aveva sceneggiato per Wenders - la sua scrittura un po' troppo pretenziosamente ostica, ma forse, dopo aver letto il tuo bel commento, penso che dovrò riconsiderare la cosa. È sempre un piacere, Marianna, leggere le tue eclettiche recensioni (dalla Austen a Handke é un bel salto davvero!).
In risposta ad un precedente commento
archeomari
24 Ottobre, 2020
Segnala questo commento ad un moderatore
Ciao Giulio! Sono ostici Musil e Oe Kenzaburo! Ostico Handke? questi suoi tre libri (non mi esprimo sulle altre opere, che non ho letto) sono piacevoli 5stelle con lode. Trovo Handke maturo uno scrittore meritevole per profondità, acutezza di osservazioni e riflessioni, senza pretese. Leggilo!
Ps avevo letto la Austen moooolto tempo fa, non avevo avuto tempo per scrivere opinione. La preferisco in Orgoglio e pregiudizio, decisamente. Ciao!
Ciao Mari, quando avevo visto questo titolo nelle novità il mio pensiero è volato subito da te! Una bella recensione e prima o poi mi avvicinerò anche io a questo autore.
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