Cosa resta di noi Cosa resta di noi

Cosa resta di noi

Letteratura italiana

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Edo e Guia sono sposati da quattro anni e il loro sembra un matrimonio di forte complicità. La coppia è però consumata dal desiderio di avere un figlio, che non arriva. L’unione è destinata a sbriciolarsi: Edo deve trattenersi a Viareggio e attraversa un insolito periodo di separazione dalla moglie, assaporando la solitudine del mare d’inverno. Guia si immerge nella stesura del suo nuovo libro. Poi però Edo incontra Anna. Single quarantenne, Anna deve difendersi dall’invadenza, ai limiti dello stalking, del suo ex fidanzato. Fin quando Anna sparisce misteriosamente, dopo un appassionato incontro clandestino con Edo. Da qui la vicenda si avvia verso la deflagrazione. Le indagini per la scomparsa della donna suscitano un circo mediatico fragoroso e invadente, che si insinua velenosamente nelle vite dei personaggi.

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Cosa resta di noi 2018-09-10 15:15:59 lapis
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lapis Opinione inserita da lapis    10 Settembre, 2018
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“La morte vista al contrario”

“La morte vista al contrario”. È così che Guia, promettente scrittrice trentenne, chiama nel suo libro quel figlio che proprio non riesce a essere concepito. Bellissima e altezzosa figlia di una ricca famiglia toscana, sposata a un uomo che l’ha innalzata su un piedistallo dorato, Guia ha tutto, proprio tutto. Eppure, quel desiderio insoddisfatto, quel vuoto privo persino della consolazione di un ricordo, finisce per lacerare il suo matrimonio. E Guia si allontana, parte per Roma, ad inseguire un consolatorio successo.

È così che il marito Edo, rimasto in Versilia a gestire la chiusura dello stabilimento balneare dei suoceri, si ritrova solo ad affrontare quel mare autunnale che riflette, con i suoi ombrelloni chiusi, le sue onde grigie e il suo vento gelido, la malinconia di un sogno d’amore che si sta piano piano sgretolando. E finisce per avvicinarsi ad Anna. Anna con la sua bellezza sfiorita, la sua solitudine e i suoi sogni modesti. Anna che, invece, dalla vita ha ricevuto davvero poco.

Sarebbe una scappatella da dimenticare, da nascondere sotto la sabbia. Invece Anna scompare all'improvviso. Morta o fuggita? Questo l’interrogativo che rimbalza su rotocalchi e programmi televisivi, tutti a scavare morbosamente nella vita della semplice impiegata per nutrire l’insaziabile macchina dello show-business. Per Edo, però, l’interrogativo è un altro, perché lui la verità sulla scomparsa di Anna crede di saperla, ma rivelarla significherebbe distruggere definitivamente il proprio matrimonio. Cosa fare allora?

Di più non si può proprio dire perché l’ottimo noir propostoci da Giampaolo Simi merita davvero di farsi scoprire nella sua prospettiva originale e nel suo intreccio per nulla scontato. Lo stile è curato ed elegante, il tono delicato, capace di restituire tutta la malinconia e lo splendore del mare fuori stagione, in cui si specchiano emozioni e stati d’animo. Perché ciò che conta, in questo romanzo, è proprio l’approfondimento psicologico dei personaggi. Uomini e donne all'inseguimento di false chimere, eternamente insoddisfatti, che si scoprono all'improvviso fragili, incapaci di sopportare il peso dei vuoti che portano sulle spalle. Da leggere, perché la verità che racconta è ben più profonda della soluzione di un mistero.

“Nella notte il peso silenzioso della neve aveva schiantato rami di pini che sembravano architravi. Il salmastro fa così. Fuori ti lascia intatto, ma dentro ti svuota e un giorno ti scopri di colpo fragile come le ossa dei vecchi”.

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Cosa resta di noi 2015-08-04 03:18:40 Bruno Elpis
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Bruno Elpis Opinione inserita da Bruno Elpis    04 Agosto, 2015
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Dov'è Anna?

“Dov’è Anna”, così s’intitolava uno sceneggiato degli anni settanta, che aveva per protagonisti due coniugi senza figli. Nello sceneggiato, la moglie scompare misteriosamente…
Anche in “Cosa resta di noi” di Giampaolo Simi i protagonisti, Edo e Guia, non hanno figli e la prima parte del romanzo è efficacemente incentrata sul dramma della sterilità di coppia (“Guia e io non eravamo capaci di metterlo al mondo”).

Guia è rampolla di un’ottima famiglia toscana, nonché scrittrice di belle speranze (“Ora Guia è in una pizzeria di Trastevere a parlare del suo prossimo libro con Franz Donati. Io sono qui, al mare d’inverno, e c’è solo un odore freddo di muffa e di legno umido”); Edo vive per lei (“Non ho più affittato la cabina dodici…”) e amministra la stazione balneare dei suoceri: il bagno Antaura (“Aura è … lo spirito vitale. Antaura è il suo opposto").

Poi Edo conosce Anna e, provocato dall’amico-bagnino Diego o forse perché afflitto dalla crisi coniugale, si concede una scappatella. Lo stesso giorno, Anna sparisce nel nulla (“Dal pomeriggio del 14 febbraio Anna Di Fosco svanisce nel nulla senza un motivo apparente, senza lasciare dietro di sé un biglietto o un indizio, nemmeno un’impronta sulla neve caduta per San Valentino”).

La scomparsa scatena la curiosità dei mass media, sempre pronti ad approfittare di ogni occasione per spettacolarizzare il dolore.
Come nel titolo dello sceneggiato, dov’è Anna? Si è ricostruita una vita felice in un posto lontano o è vittima di un femminicidio compiuto da Giangi, comico da strapazzo ed ex amante della donna scomparsa, che ha reagito in malo modo nel vedersi respinto?

Il noir è sorretto da un buon ritmo, da trovate narrative accattivanti (su tutte, quelle di una lettera manoscritta da Anna) e dal sarcasmo amarognolo con il quale Giampaolo Simi sbeffeggia gli aspetti deteriori della società contemporanea, nella quale i rapporti sembrano esistere in ragione della loro dimensione economica, televisiva o social…

Bruno Elpis

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