La cattiva strada La cattiva strada

La cattiva strada

Letteratura italiana

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«Sei finito in una cosa troppo grossa e troppo brutta per te, fratello, ma adesso la facciamo passare.» E invece non sarebbe passata. Ora, la strada è tutto ciò che hai. Non avrebbe mai dovuto aprire quella scatola. Lo sapeva, era una delle regole non scritte dell'accordo. Invece quella volta lo aveva fatto. E sarebbe stata la sua condanna. Giosciua Gambelli non ha mai preteso molto dalla vita e la vita lo ha ricambiato allo stesso modo. Ora però, passati i trenta, ha trovato qualcosa in cui è davvero bravo. È un corriere, di che cosa non lo sa esattamente. Non ha nessuna ambizione, nessuna curiosità. Mai una domanda, mai un ritardo. Forse è proprio per questo che lo hanno scelto. Una notte, dopo aver visto ciò che sta trasportando, capisce di essere in trappola e di dover fare qualcosa che non ha mai osato prima: disubbidire. E tutto cambia per sempre. Prima viene travolto dallo smarrimento, quando pensa a un controllo della polizia. Poi dalla paura, se i mittenti scoprissero che lui ha visto. Da adesso in avanti sarà un testimone. E ha guardato troppi film per non sapere che fine fanno. Ma quando alcuni agghiaccianti indizi gli fanno capire che chi lo ha ingaggiato è lì, vicino, e controlla ogni sua mossa, comprende anche che c'è un'unica cosa da fare: fuggire. E c'è un unico luogo in cui non può accadergli nulla: l'autostrada su cui sta viaggiando e da cui non può più uscire. Paola Barbato non racconta mai la stessa storia e ogni volta riesce a sorprenderci con la sua capacità di vedere il male nascosto negli anfratti meno inquietanti della nostra quotidianità. Che sia un cellulare, una casa o una strada, la tensione che riesce a trasmetterci cresce a ogni libro. E, proprio per questo, non smetteremmo mai di leggerla.



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La cattiva strada 2022-08-21 14:22:17 Mian88
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Mian88 Opinione inserita da Mian88    21 Agosto, 2022
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On the road

Torna in libreria Paola Barbato con “La cattiva strada” edito da Piemme. Si tratta di un vero e proprio “thriller on the road” che si sviluppa e svolge sulla A1. Le nostre autostrade, cioè, questa volta si prestano a teatro di un romanzo che vede quale eroe principale un antieroe per eccellenza. Il protagonista Giosciua Gambelli è un giovane mai cresciuto, in lite e disaccordo costante con la famiglia che per campare fa “il mulo” ovvero trasporta scatole di cui non conosce il contenuto. Queste gli vengono affidate da altri per conto di altri poco raccomandabili. Si sente un po’ come il suo idolo Clint Eastwood ne “Il corriere”. Dai capelli stopposi, il sorriso largo e sghembo, le basette lunghe, ricorda molto i personaggi dei cartoni animati e mai si è posto grandi problemi su quel che trasporta.
Ma cosa potrebbe succedere se, un giorno, una di quelle scatole, per una ragione o un’altra, dovesse per qualche motivo aprirla? Sorgerebbero molti ma molti problemi ed è questo quel che accade. Oltretutto il personaggio è il classico soggetto che la vita non la vive e che attende che altri prendano decisioni per lui. Subisce gli eventi e scarica la responsabilità, concetto del vivere e del crescere che non vuol minimamente conoscere. Ne rifugge, lascia appositamente che siano altri a decidere per lui, perché non vuole alcuna forma di questa. Non stupisce, dunque, che ridotto sia il suo gruppo di “amici” e tutti appartenenti al mondo degli autogrill, luoghi che tra queste pagine vengono descritti in modo molto attento e preciso.
La carta vincente di questo titolo è racchiusa nella trama abbastanza originale per ambientazione e nel ritmo narrativo che ben si mixa ai continui colpi di scena. Non può gridarsi al capolavoro ma nel complesso, per chi ama il genere, è un gradevole romanzo. Trattiene, distrae e regala ore liete. Radicato nella sua struttura, destinato a un pubblico preciso ma nel complesso apprezzabile.

«Sei finito in una cosa troppo grossa e troppo brutta per te, fratello, ma adesso la facciamo passare.»

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sì: per chi cerca romanzi di intrattenimento dalle tinte thriller
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