Narrativa italiana Gialli, Thriller, Horror La scrittrice del mistero
 

La scrittrice del mistero La scrittrice del mistero

La scrittrice del mistero

Letteratura italiana

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Per Vani fare la ghostwriter è il lavoro ideale. Non solo perché così può scrivere nel chiuso della sua casa, in compagnia dei libri e lontano dal resto dell’umanità, per la quale non ha una grande simpatia. Ma soprattutto perché può sfruttare al meglio il suo dono di capire al volo le persone, di emulare i loro gesti, di anticipare i loro pensieri, di ricreare perfettamente il loro stile di scrittura. Una empatia innata da cui il suo datore di lavoro sa come trarre vantaggio. Lui sa che solo Vani è in grado di mettersi nei panni di uno dei più famosi autori viventi di thriller del mondo. E non importa se le chiede di scrivere una storia che nulla ha a che fare con i padri del genere giallo che lei adora, da Dashiell Hammett a Ian Fleming passando per Patricia Highsmith. Vani è comunque la migliore. Tanto che la polizia si è accorta delle sue doti intuitive e le ha chiesto di collaborare. E non con un commissario qualsiasi, bensì Berganza, la copia vivente dei protagonisti di Raymond Chandler: impermeabile beige e sigaretta sempre in bocca. Sono mesi ormai che i due fanno indagini a braccetto. Ma tra un interrogatorio e l’altro, tra un colpo di genio di Vani e l’altro qualcosa di più profondo li unisce. E ora non ci sono più scuse, non ci sono più ostacoli: l’amore può trionfare. O in qualunque modo Vani voglia chiamare quei crampi allo stomaco che sente ogni volta che sono insieme. Eppure la vita di una ghostwriter non ha nulla a che fare con un romanzo rosa, l’happy ending va conquistato, agognato, sospirato. Perché il nuovo caso su cui Vani si trova a lavorare è molto più personale di altri: qualcuno minaccia di morte Riccardo, il suo ex fidanzato. Andare oltre il suo astio per aiutarlo è difficile e proteggere la sua nuova relazione lo è ancora di più. Vani sta per scoprire che la mente umana ha abissi oscuri e che può tessere trame più ordite del più bravo degli scrittori.

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La scrittrice del mistero 2018-05-19 12:50:07 Chiara77
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Chiara77 Opinione inserita da Chiara77    19 Mag, 2018
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Finalmente l'amore

«Non un giallo, però» sorride il commissario. «Lo sa? Secondo le regole del giallo classico, il suo non sarebbe nemmeno un caso degno di un romanzo. Perché non si è nemmeno preso la briga di morire, e non si può scomodare un lettore per trecento pagine senza nemmeno dargli un morto.»
«S.S. Van Dine», cito annuendo a mo' di eco. «Più il morto è morto, meglio è.»

Ironica ed autoironica Alice Basso, che torna ad aprile 2018 con un nuovo romanzo della serie con protagonista Vani Sarca, talentuosa ghostwriter e consulente della polizia.
Ritroviamo tutti i personaggi, ormai familiari, che ci hanno fatto compagnia durante la lettura dei precedenti libri della serie: l'amica adolescente e l'amica anziana di Vani, l'ex fidanzato e scrittore, Riccardo, che sarà al centro di un delicato caso di stalking e naturalmente, l'affascinante commissario Berganza. Finalmente l'amore ha trionfato e Vani e il commissario si sono messi insieme.
In effetti quest'ultimo scritto della Basso ha forse più le sembianze di un romanzo rosa che di un giallo, condito con alte dosi di ironia.
Lo stile dell'autrice è brillante ed effervescente, le pagine sono disseminate di citazioni: tutto ciò rende la lettura piacevole. Ho notato però, purtroppo, dei difetti che nei volumi precedenti della serie erano soltanto accennati e che qui invece mi sono apparsi evidenti.
In primo luogo il contenuto della narrazione mi è sembrato, ahimè, un pochino troppo effimero: la Basso gioca giustamente d'ironia sul fatto che sia o non sia un giallo, ma la trama mi è sembrata davvero poco consistente. Inoltre lo stile dell'autrice, da un lato così frizzante, tende facilmente a diventare prolisso e, per il mio gusto personale, c'è un ricorso eccessivo al turpiloquio. Naturalmente la mia è una valutazione del tutto personale e soggettiva e quindi opinabile.
In conclusione, una lettura piacevole, ironica, divertente. Non proprio un giallo, non proprio un romanzo rosa, ma sicuramente un testo apprezzabile e godibile come letteratura d'intrattenimento.

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Consigliato a chi ha letto...
A chi ha letto i precedenti volumi della serie della ghostwriter Vani Sarca.
A chi legge letteratura d'intrattenimento che si colloca a metà strada fra genere giallo e rosa, condita con molta ironia. A chi apprezza i romanzi di Chiara Moscardelli e Alessia Gazzola.
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La scrittrice del mistero 2018-05-08 17:53:55 ornella donna
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ornella donna Opinione inserita da ornella donna    08 Mag, 2018
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la scrittrice: mistero senza fine

Torna Alice Basso, per la quarta volta, con La scrittrice del mistero: quarto appuntamento con la protagonista dei suoi libri: Vani Sarca. Lei fa un lavoro speciale, invidiato da molti di noi: la ghostwriter. Per lei è l’ideale. Le permette di stare a stretto contatto con i suoi amati libri, tenere a debita distanza il resto dell’umanità e continuare a vestirsi sempre di nero. In questo nuovo capitolo della serie è cambiata, più matura e più felice. Finalmente ha rotto con Riccardo, il saccente fidanzato professore universitario, e la sua storia d’amore con il commissario Berganza ha finalmente preso il volo. Pare tutto perfetto: fino a quando il suo ex Riccardo le rovina una splendida serata con Berganza, perché seriamente minacciato di morte. E come se non fosse sufficiente, ci si mette anche il suo datore di lavoro, Enrico, con le sue richieste assurde. Le chiede, infatti, di mettersi nei panni di un autore di thriller, Harry Black, e di scrivere qualcosa al posto suo. Nulla a che fare con gli autori amati da Vani: Ian Fleming, a Dashiell Hammett a Patricia Highsmith. In ultimo c’è la sorella di Vani, anche lei con qualche problema di difficile risoluzione.
Emerge da questa lettura una protagonista più complessa rispetto alle precedenti, sempre ironica, sarcastica, esuberante, ma anche una donna dal cuore tenero, un po’ in preda a crampi amorosi, che non esita ad aiutare chi è in difficoltà. Una storia ricca di mistero, con qualche pennellata di rosa e giallo, abilmente mescolati a formare un quadro intrigante ed affascinante come non mai.

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La scrittrice del mistero 2018-05-07 09:19:41 Mian88
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Mian88 Opinione inserita da Mian88    07 Mag, 2018
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Vani e Romeo

Crampi. Crampi. Crampi. Mai Vani avrebbe pensato di dover imparare a convivere con i crampi, o meglio ancora, con i crampi dettati dalla felicità. Perché la nostra ghostwriter è abituata all’infelicità, alle “maiunagioia”, ai libri, allo scrivere, all’entrare nella mente delle persone, ma non certo a quel miscuglio dato da gioia+crampi+farfalle nello stomaco, ovvero da lui: ROMEO BERGANZA. E adesso che si ritrova con accanto un uomo che la considera la donna più bella, con cui è perfettamente in sintonia, che le legge dentro e che riesce senza difficoltà ad entrarle nella mente, è spiazzata. Ma non è un problema, si abituerà presto e con molto molto molto piacere.
Nel frattempo insieme a Silvana e a Romeo tornano anche Randi, Enrico, Morgana, Ema, Lara e tutti i personaggi a cui Alice Basso ci ha abituato. In particolare, Riccardo si ritroverà ad essere minacciato da uno stalker che, munito di pessimo gusto, non mancherà di riservare conigli e altri oggi sanguinolenti quali minacce all’ex fidanzato e acclamato scrittore. Ancora, la Sarca dovrà entrare nella mente di un autore dalla fama mondiale convinto da Enrico a lavorare per le edizione L’Erica. Ma a quale prezzo? Perché quest’ultimo sicuramente ha sottovaluto il costo del favore che ha chiesto all’ex compagno – bulletto – di scuola e soltanto sul finale il vero compenso da questo richiesto verrà a manifestarsi. E Vani non potrà far altro che lottare con le unghie e con i denti per mantenersi il suo Happy Ending, il suo Raymond Chandler italiano, il suo Romeo. Ulteriori evoluzioni vedranno quali attori principali Morgana, Enrico stesso, Lara e Michele.
Rispetto ai romanzi precedenti ne “La scrittrice del mistero” viene dato – com’era giusto che fosse – un buono spazio alla parte sentimentale senza però trascurare né la parte del giallo né quella della ghostwriter.
Stilisticamente l’opera è perfetta: è caratterizzata da un linguaggio ironico, accattivante, pulito che conquista e affascina il lettore tanto che la Basso si conferma una sinossatrice magistrale. L’unica pecca che ho riscontrato è la prolissità. Talvolta l’opera si dimostra essere un poco ridondante, forse, volutamente. Magari con qualche pagina meno, qualche taglio in più, lo scritto sarebbe stato semplicemente completo, privo di qualsivoglia sbavatura. Sia chiaro, questo è proprio il voler cercare il pelo nell’uovo, perché “La scrittrice del mistero” è un seguito ineccepibile a quelle che sono le vicende della nostra amata protagonista.
In conclusione, avvincente, esuberante, divertente ma anche profondo.
N.B. Preparatevi ad avere anche voi i crampi.

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