Narrativa italiana Romanzi Avanti, parla
 

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Avanti, parla

Letteratura italiana

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Giovanna ha i capelli bianchi, però lunghissimi e folti. Vive in un bell’appartamento che guarda il fiume, nel centro di Roma, ma è un’operaia in pensione. In un tempo in cui tutti inseguono il successo, la popolarità, lo svago lei vive sola, non parla con nessuno, non va mai in vacanza. Le sue giornate si susseguono uguali e attente fra la musica che ascolta per dimenticarsi di se stessa e i romanzi che legge per rispecchiarsi nelle vite degli altri. Non è felice né infelice, è come se vivesse uno sconfinato tempo supplementare dopo una partita che per lei si è chiusa presto, quasi quarant’anni fa, nel secolo scorso, quando per la smania di cambiare il mondo potevi commettere sbagli così gravi da pesare sulla tua coscienza per sempre. Ha pagato il suo debito con la giustizia, Giovanna, ma se hai un’anima come la sua la punizione non basta mai. Un silenzio da penitente, dunque, quello che ha scelto, un silenzio che va in mille pezzi quando nell’appartamento accanto al suo arriva, anzi, irrompe una famiglia di beniamini degli dei: Michele, musicista svagato, Maria, bellissima e sempre un po’ spogliata, Malcolm, tredicenne impegnato a salvare il pianeta, e Malvina, tre anni di pura gioia. Giovanna prima li guarda e li ammira, poi si lascia coinvolgere nella loro vita: bambinaia volontaria, amica grande, presenza silenziosa e generosa. E infine dalla loro vita viene travolta, come succede quando l’amore apre una breccia nelle tue difese e ti ritrovi vulnerabile, nuda. Ma di nuovo viva. Una prima persona asciutta e nervosa, un memoriale che al lettore rivela, pochi indizi alla volta, un quadro finale di sconcertante, dolorosa dolcezza.



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Avanti, parla 2021-07-26 13:39:59 Stefania Riello
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Opinione inserita da Stefania Riello    26 Luglio, 2021

Il passato non è morto

Mi ha piacevolmente stupito lo stile narrativo del nuovo libro della Ravera, per i toni pacati, la ricerca del tono espressivo mai gridato, mai sopra le righe. Mi è sembrato un tono sofferto, partecipato. Non si può non affezionarsi alla protagonista, nonostante tutto il peso del suo passato che ritorna alla ribalta dopo anni di cercato oblio.Non ci sono giudizi nel libro e questo mi è sembrato un dono che l'autrice fa ai lettori, ma soprattutto a se stessa.

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