Narrativa italiana Romanzi Come un respiro
 

Come un respiro Come un respiro

Come un respiro

Letteratura italiana

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È una domenica mattina di fine giugno e Sergio e Giovanna, come d'abitudine, hanno invitato a pranzo nel loro appartamento al Testaccio due coppie di cari amici. Stanno facendo gli ultimi preparativi in attesa degli ospiti quando una sconosciuta si presenta alla loro porta. Molti anni prima ha vissuto in quella casa e vorrebbe rivederla un'ultima volta, si giustifica. Il suo sguardo sembra smarrito, come se cercasse qualcuno. O qualcosa. Si chiama Elsa Corti, viene da lontano e nella borsa che ha con sé conserva un fascio di vecchie lettere che nessuno ha mai letto. E che, fra aneddoti di una vita avventurosa e confidenze piene di nostalgia, custodiscono un terribile segreto. Riaffiora così un passato inconfessabile, capace di incrinare anche l'esistenza apparentemente tranquilla e quasi monotona di Sergio e Giovanna e dei loro amici, segnandoli per sempre. Ferzan Ozpetek, al suo terzo libro, dà vita a un intenso thriller dei sentimenti, che intreccia antiche e nuove verità trasportando il lettore dall'oggi alla fine degli anni Sessanta, da Roma a Istanbul, in un emozionante susseguirsi di colpi di scena, avanti e indietro nel tempo. Chi è davvero Elsa Corti? Come mai tanti anni prima ha lasciato l'Italia quasi fuggendo, allontanandosi per sempre dalla sorella Adele, cui era così legata?



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Come un respiro 2020-09-21 17:47:18 ornella donna
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ornella donna Opinione inserita da ornella donna    21 Settembre, 2020
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Elsa e Adele, sorelle con un segreto

Ferzan Ozpetek firma Come un respiro, un libro molto bello ed interessante, scritto con una prosa che conquista, di grande fascino. Unica pecca: il finale aperto, che dà adito a molti dubbi e travolge un po’ il senso del costrutto narrativo.
Racconta la storia di due sorelle, Elsa ed Adele, legate da un segreto inconfessabile. La trama potrebbe essere tutta qui, ma necessita di ulteriori riflessioni.
Siamo in una domenica di fine giugno a Roma, nell’appartamento di Sergio e Giovanna, che come ogni domenica sono soliti incontrarsi con degli amici. Pare essere tutto normale, ma non lo è. Suona il campanello. Sorpresa: è una anziana donna e dice di chiamarsi Elsa Corti. Chi è?
“Una signora un po’ appesantita dall’età, deve aver passato la settantina. I capelli, tinti di biondo, le sfiorano le spalle lasciando intravedere un paio di preziosi orecchini antichi. (…) il volto è segnato da una fitta rete di rughe, ma a catturarlo sono gli occhi, verdi e magnetici, sottolineati da una linea un po’ incerta di kajal.”
Costei afferma di essere vissuta in quell’appartamento in un tempo passato. La fanno accomodare e lì inizia la storia. Perché stringe una borsa con un sacco di lettere indirizzate a sua sorella Adele, sempre rifiutate? Che cosa è successo di così grave tra le due? Adele farà in tempo a incontrare nuovamente colei che non vede da cinquant’anni?
Un libro dal forte taglio cinematografico, definito come:
“Un thriller dei sentimenti”,
che narra una vicenda che emoziona e conquista. Una narrazione che scorre fluida, che scava a fondo nel sentire e nel vivere dei personaggi, abilmente descritti soprattutto nel loro vivere intimo ed intimistico. Una lettura che mi ha letteralmente conquistato, che mi ha avvinto in una morsa che trascina lontano nel tempo, in atmosfere di raro fascino.

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Come un respiro 2020-06-17 06:00:24 AndCor
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AndCor Opinione inserita da AndCor    17 Giugno, 2020
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L'animo decadente e pellegrino della vita moderna

Sergio è un trentenne che si occupa di diritto societario e che ha sposato Giovanna due anni fa dopo ben dieci di fidanzamento. E' una Domenica qualunque, e la coppia è nel proprio appartamento luminoso e accogliente in zona Testaccio in attesa di ricevere a pranzo due coppie di amici: un tipico quadretto da rilassante giornata festiva, quando al campanello suona una donna anziana che afferma di chiamarsi Elsa Corti e di aver abitato cinquant'anni addietro in quell'appartamento. Sergio è indeciso sul da farsi, ma gli occhi verdi e magnetici della signora lo convincono a farla entrare: nel frattempo, arrivano anche gli invitati, ma al contempo il clima si fa stranamente più pesante. Nessuno dei presenti ancora immagina che l'ospite inatteso nasconda un 'ipnotico flusso di ricordi' destinato a cambiare radicalmente la loro esistenza.

E' una trama che viaggia per oltre mezzo secolo lungo tre binari paralleli a rappresentare il fulcro di un romanzo conturbante e nostalgico in cui Kas, Roma, Venezia, Viterbo e Istanbul rappresentano 'un microcosmo che è allo stesso tempo un non luogo e tutti i luoghi del mondo'.
'Un crocevia di storie, destini, casualità' dove, senza alcun dubbio, spicca la città turca tanto cara all'autore e 'dall’anima antichissima ma dallo spirito così moderno': gli odori speziati, il jet set locale, 'le acque scintillanti del Mar di Marmara', le ville mozzafiato sul Bosforo, l'aria salmastra, un lussureggiante hamam e il cielo al tramonto 'come un manto di velluto dai colori cangianti' riassumono perfettamente la magia e il fascino di una metropoli che offre mille (e una) opportunità.

Non mancheranno amore, odio, delusioni, menzogne, rivalità, separazioni, disperazione, riscatto e speranze in questa 'fragile bolla di felicità', mentre una scrittura in parte epistolare, dai toni sommessi e dal ritmo musicale cercherà di riequilibrare quelle vite incerte e rimaste in sospeso.
Per poter così, finalmente, sciogliere il nastro che tiene insieme quelle lettere intonse, mai aperte, e dare un senso a quel passato che distorce il presente e che oscurerà il futuro.

Un viaggio di rara autenticità nella parte più recondita dell'animo umano, per scoprire che 'ciò di cui tutti noi abbiamo bisogno, alla fine è solo la felicità'.
Solo 'così la vita continua e la luce del giorno seppellisce le paure e i fantasmi della notte'.

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Come un respiro 2020-06-02 21:28:05 luvina
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luvina Opinione inserita da luvina    02 Giugno, 2020
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Elsa e Adele

L’ultimo libro del regista Ferzan Ozpetek è uno di quei romanzi che una volta iniziato ti trascina, ti cattura, non riesci a lasciarlo. Sostanzialmente è un thriller ma è anche un racconto di vite, presenti e passate, un materiale che Ozpetek sa utilizzare in modo magistrale nella scrittura come nel cinema. In breve la trama: a casa di Sergio e Giovanna sono attese per un pranzo domenicale di fine giugno altre due coppie, Elena e Giulio e Leonardo e Annamaria, ma prima del loro arrivo suona il campanello Elsa Corti, un’anziana signora un po’ svanita che sta cercando la sorella. Si scopre che la sorella di Elsa, Adele Conforti, è l’ex proprietaria di quell’appartamento dove aveva vissuto per cinquant’anni prima di venderlo a Sergio e Giovanna. Elsa viene invitata a pranzo dal gruppo di amici incuriositi dalla sua strana personalità e dalla storia che sembra portarsi dietro. Elsa non ha più visto né parlato con la sorella da cinquant’anni ed ha nella borsa un pacchetto chiuso con un nastro di lettere intonse, rispedite al mittente.
Non voglio raccontare di più dello splendido, trascinante intreccio che Ozpetek dipana lentamente; pagina dopo pagina ci fa conoscere Elsa tramite le lettere spedite alla sorella e Adele dalla sua stessa voce, in un lungo racconto, davanti al gruppo di amici rapito, in un assolato pomeriggio domenicale. Due sorelle, un legame forte, stretto ancora di più da un’infanzia traumatica e solitaria, un segreto che ha cambiato e diviso le loro vite.
Ma in “Come un respiro” alla storia delle due sorelle si intrecciano anche le storie e i segreti della vita del gruppo di amici come se lo svelarsi del mistero che ha diviso Adele ed Elsa chiarisca anche la natura, i sentimenti e i pensieri di Sergio, Leonardo, Giulio, Annamaria, Giovanna ed Elena.
Come usa fare nei suoi film anche in questo romanzo il regista inserisce omaggi personali alla sua vita, alla sua arte, l’amore per la stupenda e calda Istambul, gli hamam, la luce sul Bosforo. Questo libro conquista anche per la scrittura fluida, cinematografica, trascinante che a mio avviso raggiunge il punto più alto nell’ultima scena, quella del commiato di Adele dal gruppo, dove Ozpetek inserisce quel tocco di misterico che si percepisce anche in quasi tutti i suoi film e che lascia spiazzati ma soddisfatti come se tutto fosse realmente andato a posto.
“Poco importa: la vita scorre come un respiro. E dentro ci lascia la nostalgia per ciò che avremmo potuto fare e la consapevolezza di ciò che siamo diventate”

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Consigliato a chi ha letto...
Ovviamente a chi ha amato i film di Ferzan Ozpetek in special modo "La finestra di fronte" e "Il bagno turco"
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