Narrativa italiana Romanzi Divorzio di velluto
 

Divorzio di velluto Divorzio di velluto

Divorzio di velluto

Letteratura italiana

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Katarína torna da Praga a Bratislava per trascorrere il Natale insieme alla famiglia. Alle vecchie incomprensioni con la madre, si aggiunge la difficoltà di giustificare l'assenza del marito Eugen. Ma in quei pochi giorni ritrova anche le vecchie compagne di università, soprattutto Viera, che si è trasferita in Italia grazie a una borsa di studio e torna sempre più malvolentieri in Slovacchia. Le due amiche si riavvicinano, si raccontano l'un l'altra gli strappi, le ferite - Viera con Barbara, che era stata la loro insegnante di italiano, Katarína con Eugen, che l'ha abbandonata due mesi prima con un biglietto sul tavolo della cucina. Katarína ripercorre il rapporto con lui, dal primo incontro al matrimonio forse troppo precoce, con le tante difficoltà di integrarsi a Praga, fino al dolore, di cui ancora non riesce a parlare. E tra i ricordi emergono frammenti della vita a Bratislava sotto il governo comunista: l'abolizione delle festività cattoliche, la censura, le code per la carne e per qualsiasi cosa.



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Divorzio di velluto 2022-04-20 18:01:37 silvia71
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silvia71 Opinione inserita da silvia71    20 Aprile, 2022
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Lasciarsi tutto alle spalle

Un divorzio di velluto è quello tra i coniugi Katarina e Eugen.
Vite intrecciate con passione iniziale, minate poi da frasi taciute e insoddisfazioni reciproche.

Il “divorzio di velluto” è quello che divise la Cecoslovacchia in due stati indipendenti e autonomi nel 1993, ponendo una cesura tra due popoli che si percepivano differenti, culture distanti che il tempo non era riuscito ad amalgamare.

Due generi di divorzio, due binari paralleli, da sondare e percorrere, per tentare di comprendere le cause della frattura.
Il romanzo non vuole essere immerso nelle tematiche politiche, ne resta ben lontano, dedicandosi in via esclusiva alle persone, ai volti che sono i protagonisti, mariti e mogli, genitori e figli, senza dimenticare gli amici.
La divisione del paese funge da sfondo, divenendo uno degli elementi narrativi che coinvolge psicologicamente tutti.

Una storia di scissioni familiari, un viaggio all'interno di famiglie all'apparenza unite e amorevoli, ma nella sostanza terreni fertili per incomprensioni, disamore, ripicche e fughe.
Una narrazione costruita su un impianto temporale che segue il filo dei ricordi, un riaffiorare continuo di episodi, di incontri, di emozioni che la giovane Katarina vuole raccontare in primis a se stessa, per potersi fornire delle risposte che per lungo tempo non ha cercato, nella convinzione di vivere una buona vita e di aver raggiunto obiettivi solidi.
Uno dei cardini sottesi alla storia è il bisogno di integrazione e accoglienza, sia esso nell'ambito familiare o nel più vasto sentire socio-culturale, richiamando temi attuali come il rispetto delle origini altrui, degli usi e costumi, di tutto ciò che concerne l'espressione dell'individuo.

Si tratta del primo romanzo di una autrice slovacca, che ha scelto di vivere in Italia da numerosi anni, pertanto è comprensibile che siano numerosi gli spunti personali utilizzati per la stesura dei contenuti.
Interessante l'intento e l'impronta del binomio tra le due tipologie di divorzio, tuttavia manca un pizzico di brio nella prosa e qualche riferimento più sostanzioso alla separazione tra le due culture.

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