Mani nude Mani nude

Mani nude

Letteratura italiana

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Davide Bergamaschi. Occhi da bambino, corpo da adulto, forte e vivo come lo si è solo a sedici anni. Di fronte a lui, invisibile tra una folla di persone che ballano e bevono, un uomo anziano, stanco e pericoloso, lo osserva. E lo sceglie. Il ragazzo viene rapito, scaraventato a forza su un camion e costretto a lottare a mani nude contro uno sconosciuto. È il suo ingresso nel mondo dei combattimenti clandestini all'ultimo sangue: o uccidi o vieni ucciso. Dopo 1442 giorni, un centinaio di omicidi alle spalle e la perdita di ogni inibizione o moralità, di Davide Bergamaschi non sarà rimasto più niente e dalle sue ceneri sarà nato Batiza, il più feroce degli assassini.

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Mani nude 2016-06-01 13:05:12 Dimitrinight
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Dimitrinight Opinione inserita da Dimitrinight    01 Giugno, 2016
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Capolavoro nel suo genere

Una piccola perla nel panorama del noir italiano; Paola Barbato, abilissima sceneggiatrice di Dylan Dog, confeziona un'avventura nerissima e sconvolgente, tesa dall'inizio alla fine, in bilico tra la brutalità della più gratuita violenza e la bellezza, giovinezza e fragilità del protagonista. Capita di rado di immergersi in una storia e non riuscire più ad uscirne, questo è uno di quei casi. E' un vero peccato che la Barbato non pubblichi romanzi già da qualche anno, perchè "Mani Nude" merita un'attenzione particolare

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Mani nude 2014-10-14 13:03:23 Olmo
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Olmo Opinione inserita da Olmo    14 Ottobre, 2014
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L'orrore


L'orrore, quello dell'esclamazione di Kurtz in "Cuore di Tenebra", è il vero protagonista del libro. Non Batiza, non Minuto; l'orrore.
L'orrore dell'abituarsi a tutto, l'orrore dello sfruttamento della violenza, l'orrore della riduzione in schiavitù e dello svilimento completo dell'umanità. il libro è un viaggio alla scoperta di un'umanità degradata, fatta di vittime e carnefici, di persone la cui vita vale meno di quella di un cane.
Chiunque, se dovesse pensare di uccidere un uomo a mani nude, proverebbe repulsione ed orrore. Ma siamo sicuri che anche questa non possa diventare una routine, o addirittura un divertimento, senza che per questo noi diventiamo dei mostri?
Questa è la sfida che si propone la Barbato nel romanzo - e in cui riesce; condurci attraverso le fasi dell'orrore e lentamente mostrarci Batiza che cambia, ma che non si trasforma, e mantiene l'equilibrio (non uso una parola a caso) di fronte al male assoluto - cosa può esserci di peggio dell'uccidere con le proprie mani?
Troverete risonanze con mille altri romanzi, con Fight Club, Le Benevole, con Hannah Arendt, ma vi troverete spiazzati comunque. perchè la "banalità del male" non è esemplificata da uno psicopatico americano o un tranquillo imprenditore tedesco, ma da un ragazzo che potrebbe essere nostro figlio o fratello. Qui ed ora. E contro di questo, contro l'orrore, non c'è salvezza. L'orrore vince.

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Mani nude 2009-05-07 15:41:38 A.Menghini
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A.Menghini Opinione inserita da A.Menghini    07 Mag, 2009
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libro che non ha equilibrio

Lo stile della signora Barbato non dispiace(ma non va oltre il sei).

La storia manca completamente di equilibrio.

Ci sono buchi nella costruzione dei personaggi che non aiutano a liberarsi della continua sensazione che questo romanzo sia stato scritto da un adolescente.

l'autrice ha ovviamente fatto il passo più lungo della gamba tirando in ballo temi ed argomenti che non è in grado di gestire.

sconsigliatissimo.

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Mani nude 2009-05-04 15:20:05 raffaella
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Opinione inserita da raffaella    04 Mag, 2009

mani nude

Protagonista è l'uomo dentro il mistero del male. Male che, alla fine, appare perdente. Perchè, chi muore sprigionando una scintilla di senso, è Batiza, mentre chi vive appiattito nella sua monocorde interpretazione della vita, è Minuto.
Brava la scrittrice a condurre con la sola forza della narrazione il lettore a confrontarsi con domande esistenziali.

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Mani nude 2008-09-06 13:30:13 Giovanni Pollio
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Opinione inserita da Giovanni Pollio    06 Settembre, 2008

Tanta violenza per...?

Una storia senza perchè. Non è chiaro se l'obiettivo dell'autrice sia una denuncia (di cosa esattamente?) oppure una esaltazione della violenza come senso ultimo. E' un libro che lascia interdetti, sconvolti, fino alla fine in cerca di un riscatto o di una spiegazione che non arriva.

Si legge di un fiato dall'inizio alla fine, ma arrivati alle ultime righe ci si chiede "E quindi?"

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