Nives Nives

Nives

Letteratura italiana

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Dopo la morte del marito, per Nives è un problema adattarsi alla solitudine e al silenzio di Poggio Corbello. Prendersi cura del podere senza scambiare una parola con anima viva la fa sentire come un fantasma. La notte è il momento più difficile. Poi ecco la soluzione: Giacomina. E la sua chioccia preferita, la vedova comincia a tenerla con sé. Tutte le angosce svaniscono d'incanto. Nives è sollevata, eppure non sa darsi una spiegazione: ha sostituito il marito con una bestiola? Arriva addirittura a pensare di essere felice... Una sera si verifica un incidente che mette a repentaglio la salute della gallina. Dopo vari tentativi di soccorrere l'animale, s'impone l'ultima soluzione: chiamare Loriano Bottai, il veterinario. Quella che segue è una telefonata lunga una vita. Con l'occasione di una piccola emergenza, lo scambio tra Nives e Loriano devia presto altrove. Tra riletture di fatti lontani nel tempo e vecchi rancori si scoprono gli abissi di amori perduti, occasioni mancate, svelamenti difficili da digerire in tarda età. Finché risuonerà feroce una domanda: com'è scoprire di aver vissuto all'oscuro di sé?



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Nives 2021-05-01 10:15:45 Mian88
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Mian88 Opinione inserita da Mian88    01 Mag, 2021
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Nives, Giacomina e il Bottai

«Se ne stette lì, dalla sua parte di letto, e lo capì subito: a chiudere gli occhi le prendeva qualcosa, come se la solita stanza potesse cambiare in altro durante il sonno. All’improvviso era inaccettabile che il mondo continuasse a fare da sé. E poi le pareva di avere Anteo proprio a spalla.»

Tutto ha inizio con il ritrovamento del corpo privo di vita del marito Anteo, uomo con il quale Nives ha trascorso tutta la sua esistenza e che mai si sarebbe aspettata poterla lasciare così presto. La donna, che ben pensa di potersela cavare da sola e di poter continuare con la propria vita, si rende conto di essere sempre più prossima all’abbandono e che se il giorno riesce a vivere quell’isolamento alla bell’e meglio, la notte proprio non riesce a sfangarla tanto da essere colta d’insonnia e angoscia. Proprio quando sembra essere ormai giunta alla fine e sembra aver abbandonato la sua pace ecco che la Giacomina, una chioccia, si palesa nella sua quotidianità riuscendo a farle quella compagnia tale da consentirle di riposare. La chioccia è una compagnia silenziosa ma pur sempre una presenza che riesce a colmare quegli spazi che altrimenti rischierebbero di restare vuoti. E poi, proprio quando la situazione sembra essersi placata e la Nives sembra essere tornata finalmente a riposare, ecco che la chioccia si imbambola innanzi alla pubblicità del Dash. Così, dalla detta alla fatta. Che fare allora se non contattare il Bottai, il veterinario del paese dedito alla bottiglia ma pur sempre esperto in animali e galline? Alza il ricevitore, compone il numero e ha inizio quella che sarà essere una telefonata lunga una vita perché partendo dal sinistro fatto occorso alla Giacomina ecco che i due ripercorreranno i fatti di una vita intera tra risa, aneddoti esilaranti, fantasmi di un passato pronto a riaffacciarsi nuovamente.

«Che ognuno scelga la solitudine che vuole. Anche darsi una spiegazione da pazzi fa compagnia.»

Con una penna rapida, magnetica, coinvolgente e diretta, Sacha Naspini fa destinatari i suoi lettori di un componimento che desta curiosità, che si presta a una lettura rapida e che si lascia letteralmente divorare. Dialoghi divertenti e pungenti, personaggi perfettamente caratterizzati, uno stile che si distingue, una storia che avvince. Il risultato è quello di un libro che fa sorridere, strappa grasse risate e dona ore liete seppur avendo anche il coraggio di toccare tematiche importanti e profonde.

«”Con il tempo ci siamo abituati.”
“Il tempo fa così, ingoia le cose.”»

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Nives 2021-04-21 08:51:24 Donnie*Darko
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Donnie*Darko Opinione inserita da Donnie*Darko    21 Aprile, 2021
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Un telefonata allunga la vita

Trama: l'ormai anziana Nives, rimasta vedova e sola, trova bizzarro conforto in Giacomina, una gallina storpia. Quando l'animale pare ammalarsi la donna chiama Loriano, il veterinario del paese, col quale, attraverso una telefonata, tenterà di regolare i conti risalenti ad un lontano passato.

Da uno fatto dal sapore surreale Sacha Naspini prende spunto per parlare di sentimenti, per scavare in modo chirurgico in emozioni sepolte da decenni, per far riaffiorare un livore mai sopito. La morte di Anteo, consorte di Nives, provoca l'apertura di un vaso di Pandora in cui sono stati momentaneamente sepolti segreti indicibili, causa di astio alimentato dal rimpianto e dalla sensazione di aver cestinato la propria vita. Le rivelazioni, da innocuo chiacchiericcio di paese, prendono forma sempre più sconcertante e dolorosa, il tutto compresso in una telefonata fiume in cui il passato torna prepotentemente a galla con una Nives, quasi mefistofelica, pronta a mettere al muro quell'uomo reo di averla ingannata. È un romanzo breve dal ritmo indiavolato, in cui la prosa brillante dell'autore spicca tra parentesi umoristiche e un andazzo generale ben più affine alla tragedia. Scambi verbali rapidi ed incalzanti fanno di questo libro un percorso a ritroso nel tempo in cui il ricordo mostra tutta la sua soggettiva entità, mentre "Le case del Malcontento" (libro sempre di Naspini edito un paio di anni prima di questo) sembra far capolino, richiamato dal sensazionalismo provinciale racchiuso nelle vite dei due protagonisti. Si percepiscono rabbia ed amore, giustizialismo spiccio e voglia di pacificazione: Naspini costruisce con estremo realismo i suoi personaggi mettendone a nudo vizi e virtù. Il beffardo finale sa molto di vendetta compiuta, anche se il tempo ormai sprecato/sfuggito ha vinto ancora una volta la sua battaglia, lasciando sul terreno solo l'illusione dell'effimera rivalsa.

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