Narrativa italiana Romanzi Scendo. Buon proseguimento
 

Scendo. Buon proseguimento Scendo. Buon proseguimento

Scendo. Buon proseguimento

Letteratura italiana

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Questo libro insolito, intimo, curioso, riunisce un corpus di mail di Cesarina Vighy. Raro e vivido esempio di scrittura epistolare moderna, la raccolta, dalla notevole tenuta narrativa, si legge come un romanzo per la coerenza dello stile e l’estrema varietà dei registri.
Attraverso la cronaca di eventi piccoli e talvolta piccolissimi, l’insieme di questi micro testi racconta per frammenti il parallelo progredire di una sindrome che priva a poco a poco della parola e la genesi, l’ideazione, la stesura dell’Ultima estate, il romanzo d’esordio pubblicato nel 2009 con cui Cesarina ha vinto il Premio Campiello opera prima imponendosi nella cinquina dello Strega.
Nelle mail, difficoltà, invalidità, dolori, procedono di pari passo con l’affermazione di sé e il successo pubblico, vissuti dall’autrice dallo spazio ristretto di una stanza cui la malattia e la conseguente decisione di negarsi al mondo l’hanno confinata. Nei mesi delle recensioni, delle tante attestazioni di affetto, degli inviti, cui lei non può aderire - sostituita ogni volta dalla figlia Alice -, il computer è l’unico mezzo di comunicazione possibile; grazie ai meccanismi della posta elettronica, Cesarina detta Titti invia messaggi, mette in copia, inoltra allegati, creando una piccola rete di amici cui dedicare anche poche parole quando le forze lo consentono. A raccogliere stati d’animo e sensazioni ci sono –in rappresentanza del mondo- l’amico d’infanzia, il cugino “svedese”, la confidente che crede in Dio, quella che non crede, fino all’immaginario professore di letteratura, alter ego scherzoso per i giochi pseudo-filologici con Alice. Rimandati da una mail all’altra, da un destinatario a un altro, i più intimi tra i corrispondenti diventano così veri e propri personaggi come Giancarlo, il premuroso marito lunatico, Ernesto, il piccolo nipote musicista, i gatti, figure del piccolo universo ricreato di colei che scrive.
Avanza intanto il blocco fisico e l’incapacità di comunicare se non per iscritto. Nella strenua difesa della propria identità di fronte al decadimento fisico, lo stile diventa un valore irrinunciabile, mantenuto intatto dalla prima all’ultima mail. Precisazioni al limite del maniacale, citazioni colte, modi di dire familiari e alcune poesie si alternano con naturalezza e ad emergere prepotente è un black humour che stupisce e insieme diverte per il carattere di elegante imprevedibilità. La scrittura stabilizza e toglie tensioni e a prevalere è la volontà del bene: per l’amore come forza e frutto di intelligenza ordinata, spiccano senz’altro le mail “alla figlia ritrovata” con i consigli di una madre a sua volta ritrovata: lucida, dolce, saggia e, paradossalmente, proprio ora che il corpo cede e lo spirito è ridotto a pura voce, completa.

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Scendo. Buon proseguimento 2011-01-12 10:27:47 laurama
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laurama Opinione inserita da laurama    12 Gennaio, 2011
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perplessa

ho comperato questo libro attratta dalla fascia di copertina, che annuncia la prefazione a cura di Vito Mancuso, che io stimo molto.
operazione di marketing riuscita nel mio caso!
si tratta di una raccolta di e-mail nella quale, per dichiarata scelta editoriale, non sono comprese nè le eventuali risposte nè le e-mail alle quali l'autrice risponde o si riferisce.
questo rende la comprensione difficoltosa, ho avuto necessità più volte di ritornare su alcuni 'personaggi' per cercare di comprendere meglio di cosa si stesse parlando, ma spesso i riferimenti sono così personali che è impossibile capire.
lo si definisce un libro 'intimo', ecco a mio parere lo è un po' troppo, nel senso che al lettore che non sia un parente o un amico dell'autrice, dice poco.
ho letto il libro con diverse emozioni:
onestamente devo dire che il primo sentimento che ho provato è quello di una certa antipatia per l'autrice, che mi ha dato l'impressione di essere una persona saccente che vive in un ambiente snob.
antipatia che si è via via mitigata grazie al senso di autoironia che si apprezza, anche se non mi sembra così eclatante (la prefazione invece lo sottolinea invece molto).
ho provato anche una certa invidia, perchè si capisce che l'autrice è una donna con una cultura molto ampia, ci sono continue citazioni per me oscure.
ho trovato invece piuttosto inutili e sterili i riferimenti ai viaggi vip della fortunata figlia in giro per il mondo.
il 'racconto' della malattia che affligge la scrittrice è, per sua stessa volontà ed ammissione, appena accennato qua e la, ma se ne trae un'immagine piuttosto forte nel contrasto tra la mente lucida e il fisico che si indebolisce.
ho cercato di documentarmi meglio tramite internet nella speranza che una migliore conoscenza dell'autrice mi avrebbe aiutato ad una maggiore comprensione del testo.
ho trovato un filmato che ha cancellato completamente la mia impressione di antipatia, rivelando una donna sorridente, simpatica, innamorata della sua conoscenza.
ho trovato anche la notizia molto triste della sua morte.
i riferimenti continui al suo -credo- unico altro libro 'l'ultima estate' mi hanno fatto venire voglia di comperarlo e di leggerlo naturalmente, lo farò (altra operazione di marketing riuscita)
mi è rimasto il dubbio se la pubblicazione di queste mail in forma di libro sia stata più un'operazione editoriale per sfruttare il successo de 'l'ultima estate' o piuttosto una sorta di regalo affettivo nei confronti di un'autrice che purtroppo non può più scrivere nulla.
spero di leggere altre opinioni in merito perchè sono curiosa delle impressioni che altri ne possano aver tratto.
cordialmente
laura

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