Narrativa italiana Romanzi Sette diavoli
 

Sette diavoli Sette diavoli

Sette diavoli

Letteratura italiana

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«Io non avevo dichiarato nessuna guerra, era la guerra che era venuta a cercare me.» La storia di Egle comincia così: è ancora una bambina quando, nel 1945, perde i genitori e uno zio sconosciuto si fa vivo trascinandola, insieme al fratello, in un’altra città, dal sud al nord dell’Italia. La scuola interrotta, il lavoro, la fuga da quella casa, un amore impossibile e inseguimenti senza tregua: queste le dure esperienze che le insegneranno cosa significa stare al mondo. Ma si può correre, fare e disfare, tanto poi il destino ottiene sempre ciò che vuole. Così, un giorno, Egle non sarà più Egle, e diventerà “Sette diavoli” per tutti, la più desiderata. Ma qualcosa ancora l’aspetta dietro l’angolo. Sarà la prova più dura? Quando i conti da saldare diventeranno troppi, lei vivrà solo per chiuderli uno per uno. A quel punto perfino Dio – un Dio che balbetta e non risponde – sarà messo sotto accusa. Appassionata confessione di una vita, lettera d’amore e di vendetta scritta nel momento finale – quello in cui non si può più mentire e la verità è nuda –, questa è una storia incandescente e senza respiro sul destino e sul coraggio, traboccante di suspense e di passione. Il ritratto di una donna spietata e tenera che ha amato e odiato come nessuno. E sullo sfondo un’Italia stracciona e povera, sporca brutta e cattiva, che corre parallela all’illusione del boom e della ricostruzione.



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Sette diavoli 2013-04-17 08:28:18 LuigiDeRosa
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LuigiDeRosa Opinione inserita da LuigiDeRosa    17 Aprile, 2013
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l'eco di un lacero abbaiare

Durante la guerra , la Seconda, c'era poco da stare allegri, c'era poco da mangiare , c'era poco di tutto e quando ti muoiono il padre e la madre e rimani sola, adolescente indifesa, con tuo fratello più piccolo che soffre di un ritardo mentale, beh, la storia della tua vita è proprio cominciata male: malissimo.
Marco Archetti,scrittore
Per fame finisci a vivere con uno zio, l'unico parente che ti rimane, ubriacone, scansafatiche e libertino che ti costringe a lavorare in una di quelle bettole dove oggi che l'Italia è cresciuta, così si dice?, sono destinate ai Cinesi , e lì , tagli e cuci tutto il santo giorno, anche sotto le bombe, perchè il padrone ti raddoppia la misera paga, se non scappi al rifugio e a casa, se non li porti tu i soldi: non si mangia.
Poi ,un giorno a quel bastardo, viene in mente di portare una delle sue "amiche" d'osteria e soprattutto: carne !
Chi l'ha vista mai, la carne in tempo di guerra?
Il guaio è che dopo averla mangiata scopri che il porco ha ucciso un tedesco e la carne era del corpo di quel disgraziato e tu vomiti pure l'anima, così decidi di fuggire da quell'inferno, ma dove vai?
Alla fine un'amica, amica?, ti spiega che a questo mondo per una donna giovane , nè bella e nè brutta, la soluzione alla fame e alla sete, ci sta, è in mezzo alle gambe , così diventi "Sette Diavoli" come ti chiamava la nonna quendo ti muovevi come un'impossessata. Da qui , dal baratro dove sei caduta, mia cara Egle, se sei brava puoi pure scavarti la fossa e scoprire che si può andare pure più giù dell'Inferno. Povero Maurino! Chissà se si salverà , quel fratellino, l'unica anima innocente di tutta questa storia ? Marco Archetti racconta la miseria della Seconda Guerra Mondiale, se in
"Agnese va morire" di Renata Viganò ci hanno raccontato "la donna coraggio" e
ne "La Ciociara" di Alberto Moravia ," la donna vittima della barbarie", in Sette Diavoli c'è la donna perduta, quella a quale neanche Dio ha voluto dare una seconda chance.


P.S. "l'eco di un lacero abbaiare" è verso di Bruno Galluccio da Verticali;Einaudi,2009

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