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Storia controversa dell'inarrestabile fortuna del vino Aglianico nel mondo Storia controversa dell'inarrestabile fortuna del vino Aglianico nel mondo

Storia controversa dell'inarrestabile fortuna del vino Aglianico nel mondo

Letteratura italiana

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Strana davvero la vita! Il brillante Riccardo Fusco sembrava destinato a grandi cose e ora trascina la sua esistenza schiacciato dal successo della moglie regista che lo ha ridotto al ruolo umiliante di baby-sitter delle quattro figlie, tradendolo inoltre col primo attore di passaggio. Graziantonio Dell'Arco, una vecchia conoscenza del liceo su cui nessuno avrebbe scommesso una lira, è invece divenuto uno degli uomini più ricchi e famosi d'Italia. Ma anche lui ha i suoi guai, insolentito com'è dall'inimitabile dandy Yarno Cantini che lo ha additato alla nazione intera come il principe dei neo-cafoni. L'incontro fortuito tra i due amici di un tempo sembrerà dare a Riccardo una via di fuga dalla sua piatta esistenza catapultandolo nel mondo dorato del jet set, e a Graziantonio l'occasione di vendicarsi di Yarno, attraverso una storia piena di colpi di scena, dove in un esilarante gioco d'incastro tra presente e passato s'incontrano personaggi come Chatryn Wally Triny, la sofisticata critica newyorkese cui spetta di stabilire qual è il vino migliore del mondo, e la ributtante strega Lia la Bavosa detentrice dei segreti della magia lucana; l'avido latifondista Michelantonio Dell'Arco che da improbabile re del gas metano si trasformerà in re della gassosa, e il subdolo giocatore di biliardo Carmine Addario suo complice; l'artista Mikail Nikolaevic Trepulov, costretto a dipingere ritratti di Stalin e lo sfortunato pittore italiano Ernesto Dell'Arco.



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Storia controversa dell'inarrestabile fortuna del vino Aglianico nel mondo 2012-04-10 16:33:13 Bruno Elpis
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Bruno Elpis Opinione inserita da Bruno Elpis    10 Aprile, 2012
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"Storia controversa dell’inarrestabile fortuna del

Davvero controversa, questa storia del “Barolo del Sud”.
Ambientata a Ferrandina, sulla collina materana, la vicenda ha per protagonista Riccardo Fusco, uomo in piena crisi d’identità: “dopo un avvio promettente in cui si era illuso di poter diventare un celebre intellettuale, la sua vita non era stata che un’inesorabile disfatta.” Per converso, sua moglie Eleonora “aveva realizzato ogni suo sogno, anzi più di quello che avesse mai sognato, superandolo in tutto …” Eleonora, per la cronaca, dirige il teatro stabile di Potenza e cornifica il marito con giovani attori, tra i quali il “magnetico clone” di George Clooney.
Naturale che un uomo, in queste condizioni, sia in crisi d’identità: alla prima occasione, Riccardo fa comunella con i vecchi compagni di liceo, lo stralunato pittore Giacenere e il ricco Graziantonio Dell’Arco, tra le altre cose produttore di vini. Questi è l’erede di Michelantonio, latifondista che ha infinocchiato i contadini locali vendendo il proprio fondo con annesso giacimento di metano (“l’oro diafano”) un attimo prima dell’esproprio, convertendosi poi alla produzione della gassosa.
I tre ex compagni si alleano per vendicarsi del conte Yarno Cantini, reo di aver mortificato in pubblico Graziantonio: perché se il conte “era lo splendido che non fa niente per esserlo, rifulgendo automaticamente di luce propria come una pietra preziosa”, Graziantonio è un “volgare azzimato parvenu”, un arricchito, in una parola il principe dei neo cafoni. I tre alleati concepiscono insieme una vendetta: far declassare il Chianti del conte e superarlo, nella classifica dei migliori vini, con l’Aglianico. E per ottenere lo scopo, cosa c’è di meglio se non servirsi di un’antica fiamma di Riccardo, la sofisticata critica enologa Chatryn Wally Triny, che sta giocando le sue ultime carte per avere un figlio e che giudica i vini con frasi tipo “Questo è più austero, solenne tipo una cantata di Bach … quest’altro è più setoso, morbido come una sinfonietta mozartiana …”?
Ovviamente, Riccardo si avvantaggerà dell’amicizia con Graziantonio, che gli promette un futuro di fama e di ricchezza.
Il romanzo scorre attraverso le improbabili biografie di personaggi altrettanto improbabili e il lettore è in crisi d’ansia, curioso com’è di verificare se l’Aglianico – che “è uno di quei vini così morbidi, corposi, che una volta che inizi a berne è difficile mollarli: gli altri ti sembrano tutti vinelli finti, incipriati, inconsistenti” - riuscirà a superare il Chianti.
Le caricature di Gaetano Cappelli sono impietose nel disegnare tipologie e ambienti: il tycoon lucano, il jet set, il mito del “forever young”, l’essere “cool” a tutti i costi, le cinquantenni “convertite al fitness o al ballo sudamericano o all’alterazione sistematica di volti e corpi con la chirurgia plastica …” E tanti altri, in una girandola di situazioni e storie che fanno venire i capogiri al lettore. La narrazione è condita con gustosissimi personaggi minori dal nome evocativo: come, nella vita di paese, il becchino Gufius, la megera indovina “Lia la Bavosa” che inscena riti rivoltanti e raccapriccianti, le Aggobbate.
Lo stile è composito e ironico: periodi articolati, ricchi di incidentali e parentetiche, infarcito di citazioni strumentali (“L’importanza di chiamarsi Ernesto”, la pascoliana “pile succiare”, il mito di Ercole) e demistificate. Un libro per divertirsi. Così è stato per …

… Bruno Elpis

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Storia controversa dell'inarrestabile fortuna del vino Aglianico nel mondo 2008-04-12 01:34:59 Mara
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Mara Opinione inserita da Mara    12 Aprile, 2008
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Affabulatore visionario

Il titolo di questo libro è curioso e smodatamente lungo, ma alla fine resta impresso nella memoria, quasi come una filastrocca. Così come, resteranno impressi, alcuni personaggi indimenticabili: Carmine Addario, il tycoon lucano Graziantonio Dell’Arco e l'americanissima Chatryn Wally Triny.

Cappelli è un affabulatore visionario, capace di aprire epicicli narrativi, fondendo e confondendo le storie, aggiungendo e sottraendo personaggi in maniera vorticosa. Ma nulla è lasciato al caso, tutti gli intrecci narrativi saranno condotti in porto in modo mirabile. Il romanzo si avvale di una scrittura colta e perfida (spesso inframmezzata da frasi in dialetto), il tutto pervaso da genialità creativa e una buona dose di ironia.

Altrettanto belli, dello stesso autore, sono i romanzi "Parenti lontani" e "Il primo". Buona lettura:)

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