Narrativa italiana Romanzi Tempo di imparare
 

Tempo di imparare Tempo di imparare

Tempo di imparare

Letteratura italiana

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Una donna e il suo bambino si muovono tra fisioterapisti e burocrati, insegnanti e compagni di classe, barcollando o danzando, ma sempre stringendo nel pugno una parola difficile che comincia per «H», e che sembra impossibile far germogliare. Perché se hai tatuato addosso il numero 104 - quello della legge sulla disabilità - e vivi in un mondo «che non ha proprio la forma della promessa», mettere un passo dopo l'altro diventa ogni giorno più difficile. Ma c'è chi prima di loro e insieme a loro ha solcato lo stesso mare impetuoso, facendosi le stesse domande: «Stiamo tornando indietro o andando avanti? Quando si è in navigazione da tanti anni si perde la rotta».



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Tempo di imparare 2014-04-08 19:30:35 ant
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ant Opinione inserita da ant    08 Aprile, 2014
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Consapevolezza


Una mamma che affronta con lucidità, sensibilità e soprattutto con parole, espressioni e frasi molto delicate il problema della disabilità del proprio figlio, Arturo. Un excursus molto toccante quello della Parrella , mai capitoli banali in questo romanzo, tutto molto profondo e da metabolizzare. Niente viene tralasciato al lettore, dai momenti di cupa tristezza e malinconia(..."abito al sesto piano, il parapetto è già studiato da anni. Basta un salto"...) a momenti di commozione e tenerezza, dopo un inatteso invito a giocare da un altro bimbo ad Arturo(..."d'un tratto figlio, ho veduto un posto per te nel mondo, lo spazio di un pomeriggio, e se c'è uno spazio per te, allora ce n'è uno anche per me"...). Molto ben delineate anche le tematiche relative alla burocrazia, che un genitore di un figlio disabile deve affrontare in una società come la nostra, per non parlare della diffidenza, del distacco e dell'indifferenza non solo di estranei, ma purtroppo spesso anche di personale qualificato ad affrontare certe situazioni. Al contrario è molto commovente l'unione e la solidarietà che s'instaura fra genitori nel gruppo che l'autrice chiama simpaticamente "Boh", che non è un sinonimo di stupore, ma solo un anagramma. Voglio concludere questa recensione estrapolando un passaggio che mi ha particolarmente colpito(pag 115)
..""".la disabilità è una possibilità della vita, e quando ne acquisiamo consapevolezza dopo un poco impariamo a sentirla in maniera naturale, istintiva. Ma l'incapacità di mettersi davanti al problema, questa cosa qui genera l'handicap e rende gli uomini miseri, e io e te figlio, a questa abiezione non ci dovremo mai chinare""..
Bello
brava Valeria Parrella

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Tempo di imparare 2014-02-26 17:00:31 Andrea
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Opinione inserita da Andrea    26 Febbraio, 2014

17euro buttati

Tempo di imparare è un libro scadente, privo di una trama vera e propria, non lo definirei neanche come "libro" ma piuttosto lo vedo come una raccolta di pensieri, riflessioni e idee.
La protagonista non fa altro che continuare a ripetere le stesse cose, e come se non bastasse non succede un bel niente in questo libro, a parte qualche breve episodio come visite ospedaliere aspetti riguardanti la scuola (scelta di quest'ultima, inizio delle lezioni o una gita di cui viene descritta solamente la partenza e l'arrivo).
Se mi chiedessero di fare un riassunto di questo libro non saprei neanche con che parole iniziare, dato che non si può fare perchè, come ho già scritto, non è narrata alcuna vicenda.
Si' lo so che un libro non deve necessariamente raccontare una vicenda per essere definito tale, ma in questo caso la mancanza di essa non è stata colmata, almeno per me, dal momento che le riflessioni della protagonista sono vaghe e spesso fuori contesto ma anche esagerate per l'argomento toccato.

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