Cuore di cane Cuore di cane

Cuore di cane

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Sotto il bisturi di uno scienziato un cane viene trasformato in uomo. Ma non è la bestia a diventare più nobile, è lo spirito umano ad abbassarsi al livello canino. O forse la verità è un’altra? Forse, semplicemente, l’uomo è più crudele e insensato di qualsiasi animale? La storia del cane/uomo Pallino nella Russia della rivoluzione è allo stesso tempo un racconto vibrante e una satira spietata: un romanzo che si tiene sempre in magico equilibrio tra la narrativa e il teatro, tra la precisione scientifica e il grottesco, tra la dura realtà quotidiana dei soviet e l’assurdo.



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Cuore di cane 2020-04-29 12:11:01 Bruno Izzo
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Bruno Izzo Opinione inserita da Bruno Izzo    29 Aprile, 2020
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Il fedele amico

Esistono temi fissi che ormai ritroviamo a cadenza regolare nelle cronache: per esempio, la genetica, la manipolazione del DNA, le ricombinazioni di geni e cromosomi.
Leggiamo con sempre maggiore frequenza anche di tecniche di medicina, e in particolare di chirurgia, rivoluzionarie e sempre più ardite, spesso molto invasive, tanto da suscitare più di un interrogativo etico: è giusto travalicare i confini che la natura ha spontaneamente imposto alla creazione?
Ancora, riscuote sempre molto interesse la sperimentazione in vivo, con la mai tanto abbastanza esecrabile vivisezione.
Più in generale, si discute animatamente del rispetto dovuto alle specie animali, indifesi contro le crudeltà umane, argomento questo che diviene sempre attuale in estate e riguarda in particolare i cani, con il vergognoso fenomeno dell’abbandono in coincidenza della partenza per le vacanze.
Infine, non ci si stanca mai di leggere, e indignarci, per i privilegi di una “casta politica” sempre più privilegiata e intoccabile, ben arroccata sulle sue posizioni di difesa dei propri personali vantaggi, anche se a spese dell’assai meno fortunato “popolo”, di cui si fanno indegnamente rappresentanti e paladini.
Tutto quanti i particolari della cronaca quotidiana, appena citati, potrebbero essere fonte d’ispirazione di un romanzo descrittivo della società attuale, e, in effetti, lo sono, ma un libro che li comprende già c’è.
Esiste da tanto una storia con questi ingredienti, e per quanto inverosimile non è un racconto scritto di recente, bensì nel lontano 1925, nella Russia sovietica da poco costituitasi a seguito della Rivoluzione del 1917.
“Cuore di cane” è un piccolo gioiello di Mikail Bulgakov, un libro sempre assai attuale nonostante l’epoca di scrittura, un gioiello piccolo sia per le dimensioni del libro, non è, infatti, un tomo poderoso, ma un piccolo gioiello inteso in senso inversamente proporzionale, poiché l’esiguità del numero di pagine non lo rende certo meno prezioso, anzi.
La vicenda narra, dal punto di vista del protagonista, il cane Pallino, randagio per le vie di Mosca all'indomani della NEP, Nuova politica economica, voluta dai vertici del Soviet, le bassezze umane volte alla tutela del proprio personale ed egoistico interesse.
Pallino è un cane comunissimo, attento e osservatore, e pur con la sua psicologia spicciola di randagio, è un cane”colto”, sa leggere ed orientarsi nella “giungla”moscovita.
Si rende conto che l’avvento del nuovo sistema politico, lungi dall’aver portato un’equa distribuzione dei beni, che per il cane s’identifica nel concetto di cibo con i parametri di disponibilità e abbondanza, ha invece rafforzato ancora di più, se possibile, la suddivisione degli individui in classi.
Gli umani sono semmai sempre più in contraddizione, e in competizione tra di loro, per la soddisfazione dei più elementari bisogni, con l’inevitabile insorgere di ruberie, sopraffazioni, furbizie volte al predominio dei propri meschini interessi.
Pallino osserva quindi tutto questo con estrema chiarezza, evidenzia come coloro dotati di qualche potere lo usino a proprio esclusivo vantaggio, non esiste per niente tra gli umani alcuna forma di solidarietà né di empatia, o di calore e considerazione.
Assiste quindi allo spettacolo di una misera e diffusa umanità, forte con il debole e debole con i forti, una umanità meschina perché ancora immersa nel bisogno, malgrado l’eguaglianza e l’abolizione di differenze e privilegi che la classe politica tenta di far credere.
Tanto bene lo descrive, quest’andazzo, che il romanzo non ebbe vita facile.
Infatti, “Cuore di cane”, poiché è una critica nei confronti della società sovietica, verso i nuovi ricchi del periodo che segue la rivoluzione sovietica, fu un romanzo proibito, censurato, che fu possibile editare solo anni dopo dalla sua stesura.
Un romanzo scomodo, perché descrive con un pretesto assurdo una realtà doppiamente assurda, e però reale, veritiera e direttamente verificabile.
Pallino tutto osserva, specialmente la crudeltà degli umani: e la sua avventura comincia con questo, sperimentando di persona tale crudeltà quando viene crudelmente scacciato, e ferito, da un getto d’acqua bollente.
Il povero animale si trascina per le vie della città presagendo il suo prossimo infelice destino quando, contro ogni sua aspettativa, viene approcciato da un ricco signore che con garbo, allettandolo con del cibo, lo invita a seguirlo e lo porta presso la sua ricca residenza.
Qui Pallino è accolto, curato, rifocillato, dal suo benefattore.
Il padrone di Pallino è un medico, il dottor Filip Filipovi? Preobraženskij, che insieme al suo assistente, il fido dott. Bormental, ha accolto Pallino poiché in realtà ha in animo di compiere un insolito esperimento.
Un esperimento chirurgico che trasforma il cervello della bestia in quello di un presunto uomo nuovo; l’uomo cane Pallinov che disquisisce retoricamente di Marx ed Engels, partecipa alle riunioni politiche dei vari comitati dei soviet, si procura non tanto un lavoro bensì una carica politica. Pallinov parla come un uomo, dice oscenità, ruba e si fa prestare soldi che non restituisce, mostra il peggio di sé a riprova che il vero autentico selvaggio non è certo l’animale Pallino, come appare nel fisico, ma il greve Pallinov, di cui il canide ha l’intelletto.
Si tratta come vediamo quindi dell’eterno mito della bella e la bestia, del dottor Jekill e mister Hyde, del bene e del male contrapposti: e tra l’uomo e il cane, è evidente in questo romanzo chi è il male, chi la bestia, la vera bestia.
L’essenza del romanzo è tutta qui, e lo dice lo stesso autore, quando fa dire allo scienziato, novello Frankenstein, riferito alla creatura da lui creata:
“Dovete capire, invece, che il vero disastro è che lui non ha più un cuore di cane ma un cuore di uomo.”
Cui pone giustamente rimedio, restituendoci Pallino con il suo melodioso abbaiare.



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Bulgakov...e a chi ama i cani!
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Cuore di cane 2015-07-24 13:17:34 sonia fascendini
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sonia fascendini Opinione inserita da sonia fascendini    24 Luglio, 2015
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Non c'è pietà per Pallino

Siamo nella Russia del 1924. Il protagonista di questo romanzo è un randagio qualunque, neppure molto bello, anche se lui sospetta ce la nonna abbia peccato con un Terranova trasmettendogli un certo fascino.
Lo accompagniamo nel primo capitolo, appostandoci dentro la sua mente. Seguiamo i suoi pensieri, i commenti che fa su chi incontra, ne aprezziamo l'ironia canina e ci dispiaciamo per le sue vicenda di cane del sottoproletariato. Poi, ecco il colpo di fortuna negli eleganti abiti di un uomo con in tasca un pezzo di salame. Come non seguirlo scodinzolando fino a casa, accettare il guinzaglio, che dà ben più privilegi di quanto si immaginino.
Ma quello che è troppo bello.. è troppo bello e quindi prima o poi cambia. Così scopriamo che quel simpatico signore altri non è che un famoso medico che si occupa di sperimenare trattamenti per il ringiovanimento. Il povero cane, nel frattempo diventato Pallino è destniato a uno di questi esperimenti, che prevede l'impianto dell'ipofisi di un uomo. Contro ogni aspettativa del luminare l'esperimento riesce e anche in questo cso quado una cosa è troppo bella....
Così il nostro povero Pallino in pochi giorni si trasforma in Pallinovic: un uomo nell'aspetto, ma nella mente un incrocio delle miserie di un uomo e di un cane. La situazione non può che essere sfruttata per raccontarci episodi divertenti e situazioni paradossali. Il finale è amaro: cane mazziato e contento, professore contento e basta.
Sullo sfondo la situazione russa del periodo rivoluzionario. Comitati degli inquilini improbabili, che si approfittano del povero Pallinovic per vendicarsi del medico. Funzionari corrotti che vigilano solo fin dove fa comodo a loro. Burocrazie assurde con tanto di lessico burocratico altrettanto incredibile.
Un libro quindi di satira politica, di denuncia verso i rischi che si corre ad andare contro natura. Però è anche un volumetto piacevole da leggere con parecchi spunti per sorridere. Scritto tra l'altro da un medico che quindi è capace di dare credibilità a un intervento chirurgico decisamente improbabile soprattutto se pensiamo che stiamo parlando di un secolo fa.

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Cuore di cane 2015-02-25 13:37:40 C.U.B.
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C.U.B. Opinione inserita da C.U.B.    25 Febbraio, 2015
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Ei fu Pallino

Per quale motivo modificare un cane con cuore di cane, visto poi cosa sono certi uomini con cuore di uomini.
Superare i limiti in nome della scienza e del progresso, dell'ambizione ? 
In poche righe la questione che pongo io e' probabilmente la medesima che si pose Bulgakov quando ritenne di confezionare questo racconto. 
Ambientato nella madre Russia rivoluzionaria, la vena satirica e polemica verso il sistema e' il fulcro stesso del libro. Le regole del proletariato e le controregole delle minoranze al potere sono criticate attraverso il grottesco, sono una contrapposizione feroce e lampante, talmente ampia da sembrare comica.
Infreddolito ed impaurito nel rifugio improvvisato dietro il portone, il povero randagio di indole buona piange di lacrime vere quel suo destino ingiusto. Vittima cosciente delle violenze gratuite degli umani, morso dalla fame, dal freddo, dalle ferite.
Poi un signore elegante e potente lo toglie dalla strada, lo rifocilla, lo cura. La gratitutine e la fedelta' del cane hanno ben poco di umano, diversamente molto umano e' il subdolo tornaconto pianificato dall'uomo.
Pallino non e' nato diverso dai suoi sfortunati compagni  randagi, come ama pensare trastullandosi in tanta fortuna. Egli sfiorera' la morte diversamente dai suoi simili, con un trapianto incredibile che lo trasformera' in un uomo.

Confessando la mia assoluta dissuetudine dalla letteratura russa, isolata la pura penna dell'autore dalla trama, non posso evitare un voto moderato allo stile che non mi ha entusiasmata. Credo di avere concluso la lettura solo per la brevita' del testo, per il contenuto molto invitante, il messaggio intelligente e la tematica a me particolarmente compatibile.

Se la Shelley ci pacifica con un surplus di merito, laddove il  dottor Frankenstein e la sua creatura hanno il pregio di riconoscere l'errore, di dichiararlo e di cercare in ogni modo di riparare il danno cosicchè esso non si ripeta, nel caso del professor Preobraženskij  il realismo di Bulgakov ha la meglio: sbagliando non si impara. Concetto universalmente umano, buona lettura.

"Sono d'accordo. Ecco, dottore, cosa si ottiene quando un ricercatore, invece di procedere in armonia con la natura , forza le cose e solleva il velo : ora tieniti Pallinov e goditelo."

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Cuore di cane 2014-10-25 17:49:39 Valerio91
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Valerio91 Opinione inserita da Valerio91    25 Ottobre, 2014
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Metamorfizzato in un mostro

Chiunque abbia mai avuto un cane, molto probabilmente ha provato quasi impossibile non affezionarsi a quelle stupende creature che per il solo prendersi cura di loro, ci ricambiano con un intenso amore incondizionato.
Anche Pallino, protagonista di questo romanzo, prova amore per il suo benefattore, Filipp Filippovic, che lo ha strappato al freddo e alla fame per portarlo in una sorta di paradiso per cani, ovvero un appartamento caldo dove è servito del cibo succulento, apparentemente soltanto per carità, benevolenza, senza alcun secondo fine. Bulgakov fa un ottimo lavoro nel descrivere i pensieri “cagneschi” di Pallino, per mezzo dei quali è narrata la prima parte del libro.
Ma questo secondo fine non tarda a rendersi noto, noi esseri umani, difficilmente non abbiamo secondi fini, e Pallino si troverà cavia di un esperimento, verrà tramutato in un uomo in seguito ad un intervento chirurgico effettuato proprio da colui che amava e vedeva come una divinità. In questo libro ci ho letto un po' di Frankeinstein, l’uomo ambizioso che vuole sconvolgere la natura e sostuituirsi a Dio, per poi rigettare la sua creatura, come se non fosse stata da lui creata. A differenza di Frankeinstein però, nel quale la creatura seppur in superficialità orribile era inizialmente un anima buona, quella creata dal dottor Filippovic sarà fin dal principio una creatura egoista, stramba e problematica, in quanto la creatura di cui stiamo parlando, è un uomo.
Pallino diventa Pallinov, cane diventa uomo e mai metamorfosi fu peggiore. “Trasformare un cane gradevolissimo in una cosa immonda da far rizzare i capelli”, questo pensa del suo lavoro il suo stesso artefice. Eppure ha creato un suo simile. Nonostante ciò, possono esistere creature che ci amano nonostante i nostri difetti umani. Se imparassimo ad amarci gli uni gli altri come quei piccoli esseri amano noi nonostante tutto... cosa sarebbe di questo mondo secondo voi? Ho potuto provarlo sulla mia pelle, lo ho ricevuto questo amore incondizionato, e vi dirò, per me il mondo sarebbe un posto migliore.

“Ma ecco, dottore, quel che accade quando un ricercatore, anziché procedere in totale accordo con la natura, forza un problema e ne solleva il velo! E allora eccovi il nostro Pallinov e godetevelo!”

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Frankeinstein di Mary Shelley.
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Cuore di cane 2014-01-13 10:18:05 cuspide84
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cuspide84 Opinione inserita da cuspide84    13 Gennaio, 2014
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LETTERA DA UN PALLINO DIVERSO DAGLI ALTRI

Salve a tutti, mi presento: mi chiamo Pallino, o almeno così mi chiamano tutti, anche se non ho ancora capito perché, ho circa due anni e i portoni delle case erano il mio rifugio dal freddo e dalle botte degli umani, fino al giorno in cui un uomo, un dottore stimato della mia città, non mi ha adottato!

Da quel giorno sono vissuto nella sua casa piena di stanze, una bella cuccia comoda e calda insomma, dove ho trovato cibo a sufficienza, tanto che mi sono rimesso in sesto dopo l’ultima batosta subita, ancora non so per quale motivo…

La mia vita sembrava un sogno… niente più ricerca di scarti alimentari nella spazzatura, niente più lotte all’ultimo osso, niente più bastonate e corse per salvarsi la pelliccia; in effetti col mio intuito canino dovevo capire che qualcosa non andava… la maggior parte degli uomini non fa niente per niente, ha sempre uno scopo, un tornaconto… ahimè, l’ho capito troppo tardi.

Sono morto, ma grazie alla buonanima di mia nonna e alla genetica di cui sono dotato, sono resuscitato, ma in un corpo strano, in continua trasformazione, giorno dopo giorno avevo un’altra testa, ho iniziato a parlare, a bestemmiare, a bere!!!

Il mio paparino mi ha sgridato, mi sgridava sempre in quel periodo in cui ero me ma non ero me… ho cercato di sopravvivere in quella situazione, andavo al circo, incontravo altre persone, ho persino trovato un lavoro; ma il mondo umano è troppo complicato per la mia testa canina… troppo crudele, a tratti falso e costantemente insoddisfatto; forse l’ha capito anche chi mi ha ridotto così… adesso finalmente tutto è passato! Tranne un fastidioso mal di testa che ogni tanto mi assale, ma sono qui a raccontare la mia storia, il cibo non mi manca e il mio paparino umano mi vuole di nuovo bene come prima! Faccio fatica a ricordare cosa sia successo, ma noi cani siamo così, viviamo nel presente e presto dimentichiamo il passato.

Vi saluto con una raccomandazione: non picchiate senza motivo i miei simili meno fortunati di me.

Una carezza a volte vale più di mille parole.

Bau a tutti.

Pallino

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Cuore di cane 2013-09-07 07:45:33 Ginseng666
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Ginseng666 Opinione inserita da Ginseng666    07 Settembre, 2013
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L'ignobile natura dell'uomo e la trasformazione de

Con Bulgakov ci si diverte sempre e si riflette, mentre lo scrittore ci trascina in un mondo alternativo dal sapore favolistico ma sempre con un'amara ironia sulla realtà del suo paese..
Cuore di cane è la storia di un cane abbandonato, randagio, affamato che infine trova conforto nella generosità di un uomo che dopo averlo raccolto, sfamato e curato, lo toglie dalla sua condizione di fame e miseria..
Ahimè, il povero cane non sa di essere finito nelle mani di un fantasioso scienziato russo che compie esperimenti per il ringiovanimento umano...ma che vuole usarlo...per trasformarlo in un uomo...
L'esperimento apparentemente riesce, senonchè l'essere scaturito dal connubio del cervello canino e il corpo defunto di un uomo, crea un autentico mostro con gli istinti canini che si rivela ingestibile, non educabile...e pericoloso per i rapporti civili fra il fantasioso scienziato e i suoi simili..
E' l'uomo ad aver regredito a livello animale o l'animale ad aver assorbito le caratteristiche umane più abiette?
Il libro si chiude con un'amarissima soluzione...e lasciandoci con questo dilemma...
Mentre con lo stile di Bulgakov il possibile si fonde con l'impossibile e l'elemento grottesco finisce infine per farci sorridere...mi son chiesta...
Ma davvero è più facile la gestione di un cane rispetto a quella di un uomo?
Forse si, nei casi in cui l'uomo non è in grado di assorbire la civile convivenza con i suoi simili.
Consiglio questa lettura a tutti coloro che amano le letture insolite.
A me questo autore piace particolarmente, anche per il suo stile inusuale e originalissimo.
Saluti.
Ginseng666

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Il Maestro e Margherita.
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Cuore di cane 2013-08-10 14:35:39 Giovannino
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Giovannino Opinione inserita da Giovannino    10 Agosto, 2013
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Meglio i cani....

Non so di chi sia stata l'idea di riproporre i grandi classici, ma gli devo un caffè. Questo infatti è già il secondo acquisto che faccio a 0,99, e anche stavolta sono rimasto più che soddisfatto da questo libro. "Cuore di cane" è forse l'opera più famosa di Michail Bulgakov, scrittore ucraino di inizio novecento. Il libro è scritto in maniera semplice e spontanea e risulta molto scorrevole, ma non poco accurato, soprattutto leggendo i vari riferimenti a altre opere bibliografie che l'autore fa di continuo soprattutto nella parte iniziale. Un'altra caratteristica fondamentale dell'autore, in questo romanzo più che mai presente, è l'ironia, che Bulgakov usa continuamente sia per rendere ridicole situazioni reali (evidentissima ad esempio quando parla del regime comunista), sia per rendere più piacevoli situazioni estreme o surreali. Il romanzo racconta della storia di un cane randagio che per strada incontra un ricco borghese russo che, con l'esca del cibo, riesce a portarselo a casa. Inizialmente il cane è felicissimo della sua nuova situazione, il pensiero del cane ci viene infatti raccontato dallo scrittore come se il cane ci stesse parlando. Egli riceve quotidianamente cibo e acqua in abbondanza, e gli viene anche perdonato qualche danno da "eccesso di foga". Finché un giorno, il dottore con il suo fido assistente non decidono di trapiantare nel cane l'ipofisi di un uomo deceduto (ex criminale) ed anche i suoi genitali. L'esperimento, che inizialmente doveva servire per ringiovanire i tessuti, in realtà finisce invece per "antropologizzare" il cagnolino che da Pallino diventa Poligraf Polgrafovic Pallinov. Il cane non solo assume le sembianze umane ma degli uomini prende anche le peggiori abitudini ed i peggiori vizi. Alla fine il dottore ed il suo assistente, esasperati dalle continue angherie del cane/uomo decidono di prendere una decisione estrema. Il libro, che è uscito ben 20 anni prima della "Fattoria degli animali", ha a mio avviso una grande similitudine con quest'ultimo per quello che riguarda il comportamento degli ex animali poi umanizzati, il cane in Bulgakov ed i maiali in Orwell. Anche qui infatti è notevole la trasformazione caratteriale verso i peggiori eccessi umani da parte del cane nel momento in cui diventa umano, come ha sottolineare che, in tutto il regno animale, l'essere più crudele e malvagio è l'uomo (idem con i maiali in Orwell, che erano gli animali che più si erano staccati dal regno animale avvicinandosi a quello umano). Altra analogia tra i due libri è la critica al regime staliniano, di cui Bulgakov era un fervente detrattore (anche se poi fu costretto ad aderirvi). Ultimo particolare da non perdere è la descrizione accurata di ogni minimo gesto durante l'operazione sul cane, Bulgakov è infatti minuzioso e pieno di particolari, capiamo infatti dalle grandi conoscenze tecniche sul campo quale era il suo lavoro, il medico appunto. Un libricino veramente molto simpatico e piacevole che si legge tranquillamente sotto l'ombrellone, ed in cui non mancano gli spunti di riflessione.

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Cuore di cane 2013-07-11 07:28:50 AndCor
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AndCor Opinione inserita da AndCor    11 Luglio, 2013
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L'uomo-cane che mette a nudo l'Urss e la Nep

Se siete ancora dubbiosi riguardo gli effettivi vantaggi che la Nep ha fornito nello sviluppo dell'Unione Sovietica degli anni '30, allora non potete non inserire questo testo nella lista dei libri che dovete leggere il più presto possibile.

Si tratta di un romanzo breve, composto da Bulgakov nel 1925, ma la sua pubblicazione vedrà la luce solo sessantadue anni dopo, perché verrà ritenuto un libro dal contenuto sovversivo e controrivoluzionario, e non conforme al regime politico presente in quel periodo nell'Est Europa.

L'evento principale del libro riguarda l'intervento chirurgico del dottor Filipp Preobrazenskij, che trasforma il protagonista, un cane randagio di nome Pallino, in un sovietico di nome Pallinov. Un'operazione che rappresenta la feroce metafora con cui Bulgakov si schiera contro la Nep e contro la classe dei 'nuovi ricchi' che essa ha portato alla ribalta;
Pallinov è un essere umano solo sulla carta d'identità, perché si riempie la bocca delle parole di Marx, ma impazzisce non appena vede i gatti, si comporta in modo rozzo, si esprime attraverso bestemmie e turpiloqui, vive nell'emisfero diametralmente opposto a quello delle 'buone maniere' e soprattutto esce notevolmente ridimensionato se confrontato al cane che era prima. Ed il fatto che gli sia stata trapiantata l'ipofisi di uno scapestrato c'entra relativamente.

La trama è pressoché inesistente, e verte solamente sulla quotidianità di Pallinov, che esaspera l'esistenza del dottore Filipp e di tutte le persone che convivono (forzatamente) con lui. Fino a quando il dottore, dopo l'ennesimo colpo di testa del paziente, sarà costretto a tornare sui suoi passi e compirà quel gesto estremo che segnerà la fine del romanzo.

L'intera vicenda è narrata con uno stile assurdo, che si delinea tra una teatralità grottesca ed un umorismo tagliente, e che non fa nulla, ma proprio nulla per difendere la neonata Russia rivoluzionaria. L'inutilità accertata dei soviet, il dramma esistenziale dei personaggi privi di personalità e catapultati in un nuovo contesto da cui sono avulsi, una satira spietata che attacca tutto e tutti sono solo il preambolo alla questione di fondo, ancora oggi attuale, che Bulgakov vuole porci: cosa accade quando la scienza supera i suoi limiti e sconfina in un campo 'extra-scientifico e naturale' che non gli compete?

È l'autore stesso a fornirci la risposta:
"Ecco, dottore, che cosa succede quando il ricercatore, invece di seguire una via parallela e conforme alla natura, forza la questione e solleva il velo: tie', beccati Sharikov e mangiatelo a Colazione.": eh, caro Filipp, poi non venirci a dire che non te la sei cercata.

Un romanzo innovativo, sagace e anticonformista. Consigliato, come ogni satira che si rispetti.

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Cuore di cane 2013-06-24 08:47:01 Cristina72
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Cristina72 Opinione inserita da Cristina72    24 Giugno, 2013
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Cuore di uomo

Gustoso pezzo di satira fantascientifica, queste breve romanzo suscita compassione, ilarità e raccapriccio a fasi alterne, caratterizzato com'è da immagini vivide e da una prosa potente che non perde un colpo.
Ed è un crescendo di tensione emotiva, mentre i fatti si susseguono tra il comico e il grottesco, riportati con dovizia di particolari e logica apparente.
C'è Pallino, cane randagio e maltrattato, che osserva e giudica acutamente il genere umano, con un'innocenza inconsapevole che lo rende subito simpatico: “Uuuuhhh, guardatemi sto morendo!”.
C'è il luminare della scienza che lo raccoglie dalla strada, facendone di lì a poco una cavia per un esperimento senza precedenti: trasformarlo in essere umano con il trapianto di ipofisi e organi genitali prelevati da un cadavere.
E Pallino diventa “il signor Pallinov”, mentre i suoi occhi fedeli si velano di sarcasmo e i latrati diventano turpiloquio.
Ma è lecito sopprimere una buona bestia per ridare vita ad un cattivo essere umano?
Le leggi di natura vilipese scatenano il caos e l'omuncolo, ex cane, rivela subito un animo rozzo e meschino, finendo per legare con politicanti “amici del proletariato” e assimilando il loro ottuso burocratese contro il suo “paparino”: “Il vero disastro è che lui non ha più un cuore di cane ma un cuore di uomo”.
I sostenitori del regime sovietico vengono descritti senza tanti giri di parole alla stregua di un manipolo di cialtroni (il che portò al sequestro dell'opera da parte del KGB), ma l'ironia di Bulgakov non risparmia neppure lo scienziato altezzoso, che lucra quotidianamente sul desiderio di ringiovanimento dei suoi pazienti con interventi aberranti.
Non è certo fra questi personaggi, diversi ma tutti ugualmente specchio di una società malsana, che vanno ricercate verità e purezza, ma nei pensieri di una bestiola che adora senza condizioni il suo “benefattore”, sdraiata in dormiveglia su un tappeto: “E' vero che m'hanno tagliuzzato la testa in lungo e in largo e chissà perché... ma passerà”.

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