La ragazza del treno La ragazza del treno

La ragazza del treno

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La vita di Rachel non è di quelle che vorresti spiare. Vive sola, non ha amici, e ogni mattina prende lo stesso treno, che la porta dalla periferia di Londra al suo grigio lavoro in città. Quel viaggio sempre uguale è il momento preferito della sua giornata. Seduta accanto al finestrino, può osservare le case e le strade che scorrono e, quando il treno si ferma puntualmente a uno stop, può spiare una coppia, un uomo e una donna senza nome che ogni mattina fanno colazione in veranda. Un appuntamento cui Rachel, nella sua solitudine, si è affezionata. Li osserva, immagina le loro vite. Ma una mattina Rachel, su quella veranda, vede qualcosa che non dovrebbe vedere. E da quel momento per lei cambia tutto e la sua stessa vita diventerà legata a quella della coppia. Ma che cos’ha visto davvero Rachel?



Recensione della Redazione QLibri

 
La ragazza del treno 2015-07-18 12:17:49 Mian88
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Mian88 Opinione inserita da Mian88    18 Luglio, 2015
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La vita non è un paragrafo, e la morte non è una p

Ogni giorno lo stesso tragitto, il medesimo treno, i soliti pensieri. Puntuale come un orologio, alle 8.04 la donna è sul convoglio che la porterà da Ashbury a Londra e su quello che inesorabilmente alle 17.56 la ricondurrà a casa. Non ha più un lavoro Rachel, non ha altra certezza nella vita se non l'alcool e nonostante abbia poco più di trentanni si sente inutile, non ha più scopi.
La separazione dal marito è stato un colpo troppo grande da poter affrontare, gestire e tollerare; si è dimostrato essere un qualcosa che la donna ha vissuto come il fallimento non solo della relazione ma anche della sua stessa vita, si è sentita svuotata, persa, tradita da quell'uomo a cui ha dato tutto e che non ha esitato un attimo a scegliere un'altra, una donna che senza remore ha preso il suo posto nella vita di Tom donandogli perfino una figlia. Il passaggio da depressione ad alcolismo è stato inevitabilmente rapido.
Ma non riesce ad ammettere nemmeno con sé stessa quanto grave sia divenuta la situazione, anche il solo confidare all'amica nonché coinquilina Cathy di aver perso il proprio impiego perché ubriaca è un qualcosa che non può esporre.
E così ogni mattina fa finta di andare al lavoro e in quel breve tragitto è preda di pensieri sulla vecchia Rachel grintosa e determinata e sulla nuova arrendevole ed superflua. Il percorso le consente di osservare anche la zona in cui un tempo abitava con Tom al 23 di Blenheim Road ma la sua attenzione è rivolta al civico 15 dove Jess e Jason vivono quella che agli occhi della protagonista è l'esistenza perfetta. Lui è moro e robusto, un tipo protettivo con una bella risata argentina, lei è minuta, graziosa, con la carnagione chiara e i capelli biondi, corti.
Ma non sempre “il giardino del vicino” è migliore del nostro, non sempre quella perfezione che immaginiamo negli altri esiste davvero. Un giorno come tanti, di Jess si perde ogni traccia.
Ed è così che Rachel apprende che Jess è in realtà Megan e Jason, Scott; che la loro relazione era problematica come quella di chiunque altro ed assiste ad un qualcosa a cui mai avrebbe pensato di dover far fronte. Le sue parole sono vane, chi crederebbe mai ad un'ubriacona? Soprattutto quando Anna, la nuova moglie dell'ex coniuge, non fa altro che buttare “carne al fuoco” per screditare quella che crede essere una minaccia.
Megan non può essersi volatilizzata, deve esserle accaduto qualcosa. Un motivo, una ragione per la quale si è allontanata da casa, per la quale ha rinunciato a tutto. E se non se ne fosse andata volontariamente? Se qualcuno o qualcosa l'avesse costretta? E se le fosse stato fatto del male?
Gli inquirenti sono in stallo, non hanno prove per fermare alcun sospettato ne una vera e concreta idea di quel che potrebbe essere successo; per Rachel, colei che all'inizio del componimento è percepita dal lettore quale una persona sgradevole, inavvicinabile, rude, venire a capo del mistero è un (nuovo) obiettivo dalla portata tale da significare anche un beneficio inaspettato , volendo una rinascita...
Stilisticamente il romanzo è accattivante, solletica la curiosità di chi legge spingendolo a risolvere egli stesso l'enigma. Scritto sotto la forma del diario alternando più voci narranti (Rachel, Anna, Megan) ed avvalorato da un ben costruito intreccio, il testo scorre rapido giungendo celermente a conclusione e giustificando il successo avuto. Un fenomeno da 2 milioni di copie in 5 mesi, piacevole e dalla ben ponderata suspence.

“La vita non è un paragrafo, e la morte non è una parentesi”.

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La ragazza del treno 2021-09-09 19:58:21 GioPat
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GioPat Opinione inserita da GioPat    09 Settembre, 2021
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Quella coppia era l'incarnazione del vero amore

Rachel prende il treno per Londra ogni mattina e, per sfuggire alla routine, guarda fuori dal finestrino scorgendo la casa in cui un tempo viveva con Tom, suo ex marito ora sposato con Anna, e alcune case più in là un’allegra coppia che non conosce. Rachel ogni mattina riesce a scorgere qualcosa della vita familiare della coppia dal finestrino del treno, appassionandosi alla loro vita e arrivando a dar loro nomi inventati (Jess per Megan e Jason per Scott). Tuttavia una mattina vede qualcosa di strano che la porta a far crollare tutte le sue certezze sulla coppia, e da allora ha inizio per lei la ricerca della verità, passando per amicizie, ex amori, conoscenze e sconosciuti.

Racconto molto suggestivo di Paula Hawkins che mi ha tenuto con il fiato sospeso fino alla fine. La storia è una sorta di diario con le date ed i momenti della giornata in cui avvengono i fatti, ed è narrata in prima persona da Rachel, Anna e Megan. Tale scelta è risultata a mio parere un’arma a doppio taglio: l’ho apprezzata perché, quando si fa riferimento alla storia di due personaggi narranti lo stesso giorno, si possono seguire gli avvenimenti da più punti di vista. Tuttavia non mi è piaciuta questa scelta perché più volte mi sono ritrovato a chiedermi quale dei tre personaggi avesse compiuto determinate azioni, essendo che la narrazione, talvolta, segue un certo personaggio per molto tempo e si fatica a ricordare le ultime vicende accadute agli altri.

I capitoli sono abbastanza corti e scorrevoli; quelli narrati da Megan fanno riferimento al passato quindi il lettore viene messo a conoscenza degli antefatti avvenuti, consentendo di delineare i personaggi secondari, al pari di quelli principali che sono ben caratterizzati e tutti utili al fine della narrazione. Non ci sono stati, personalmente, cali di interesse nella lettura perché la scrittrice è stata capace di farmi entrare nel suo racconto e vivere ciò che leggevo, attraverso un racconto scorrevole e scritto con un linguaggio semplice.

Consiglio questo libro perché dentro vi è un racconto interessante ed intelligente allo stesso tempo: la storia di tre donne, nonché le narratrici, che combaciano alla perfezione tra amore, odio, paura e disgrazie. Questo racconto ci fa prendere consapevolezza del fatto che molte volte la vita perfetta che crediamo gli altri abbiano, è pura illusione.

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La ragazza del treno 2021-08-30 09:01:14 La Lettrice Raffinata
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La Lettrice Raffinata Opinione inserita da La Lettrice Raffinata    30 Agosto, 2021
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Se Il diario di Bridget Jones fosse un thriller

Nonostante questo romanzo sia estremamente popolare, tanto da aver ottenuto anche un adattamento cinematografico di successo, ammetto che non ero particolarmente interessata a leggerlo, ma avendo ricevuto una copia come regalo mi sono decisa a dare una chance a Paula Hawkins. Pur ritenendolo un valido thriller nell'insieme, devo dire che difficilmente mi fionderò a recuperare altre opere di questa scrittrice... anche se ai regali libreschi non dico mai di no!
La storia ci viene narrata attraverso tre POV: quello principale è affidato alle parole della trentenne Rachel, una donna che ha rovinato la sua vita personale e lavorativa a causa di un grave problema di alcolismo, al punto da dimenticare intere giornate quando è ubriaca. Per svagarsi dalle preoccupazioni quotidiane, Rachel si diverte ad immaginare la vita perfetta di Jess e Jason, una coppia che sbircia dal finestrino del treno su cui viaggia ogni giorno; e proprio dal quel finestrino, la donna finirà con l'assistere ad una scena che farà crollare le sue illusioni sul loro idillio, e le cose peggioreranno ulteriormente quando Rachel si troverà coinvolta perfino in un'indagine.
Affiancanti ai capitoli di Rachel, troviamo quelli di altri due personaggi che per non entrare troppo nella trama preferisco non nominarvi; personalmente ho trovato questi POV funzionali in alcune scene, in particolare per la costruzione del colpo di scena finale, ma completamente inutili in altre, soprattutto quando vanno a ripetere dei concetti già ben chiari al lettore.
Come accennato prima, il romanzo svolge appieno la sua funzione di intrattenimento per quanto riguarda la parte thriller grazie ad una narrazione dal ritmo serrato e ad uno stile estremamente scorrevole nel suo essere diretto; forse anche troppo, se consideriamo che a più riprese il narratore di turno rivolge delle domande al lettore stesso, anche se il registro narrativo non diventa mai un vero diario personale. Altro punto a favore del libro è l'alternanza tra due linee temporali, non troppo lontane tra loro ma bilanciate in modo ottimo per creare tensione e far crescere l'interesse per la vicenda.
Vicenda che per contro si rivela nulla più di un (tristemente) banale caso di cronaca nera, come ne sentiamo tanti nei notiziari; a rendere la narrazione più movimentata sono i buchi neri nella memoria di Rachel ed il suo ricorrere continuamente alla menzogna, sia nei confronti degli altri personaggi sia di se stessa, e di conseguenza del lettore. Un buon espediente con un solo, grave difetto: questi blackout che la affliggono da anni, svaniscono miracolosamente nel finale, per permetterle dare una risoluzione alla storia. Perfino nell'epilogo non si menziona in modo serio come lei abbia risolto il suo problema di dipendenza o se questo l'affligga ancora, puntando l'attenzione su altri elementi della trama.
Ad esclusione di Rachel, penso che i personaggi non vengano approfonditi abbastanza; inoltre, essendo pochi, fanno sì che la shockante rivelazione finale non sia poi così shockante. Per quanto riguarda la protagonista, ho apprezzato il suo essere una narratrice decisamente inaffidabile, ma di certo non mi ha conquistata a livello emotivo, nonostante l'autrice faccia di tutto per renderla patetica e farci empatizzare con le sue sfortune. Sarebbe stato forse più facile apprezzarla se avessimo assistito a qualche sforzo concreto per migliorare la sua situazione, anziché vedere tutti i suoi problemi magicamente risolti (o ignorati) nel finale.

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La ragazza del treno 2021-04-22 08:26:35 AndCor
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AndCor Opinione inserita da AndCor    22 Aprile, 2021
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Il Sabato sera che ti cambia la vita per sempre

Periferia di Londra, Luglio 2013.
Rachel è una ragazza sola e senza amici che ogni giorno prende lo stesso treno alla stessa ora per andare a lavoro. Un pendolo di noia e dolore che passa per l'attimo fugace del piacere di una sosta lungo il tragitto, grazie alla quale può curiosare dal finestrino nella vita di Jason e Jess, 'una bella coppia, praticamente perfetta', che abita una villetta lì vicina. La routine scivola via senza alcun sussulto degno di nota, quando una mattina nota Jess che sta baciando appassionatamente un uomo che non è Jason. Il senso di scoramento che le suscita questa visione non è che l'inizio di un autentico uragano che sta per abbattersi sulla vita della protagonista e che finirà per coinvolgere anche perfetti sconosciuti e persone del suo passato che non vogliono più sapere nulla di lei.

Autodistruzione, alcolismo, amnesie, bugie, instabilità, ossessioni: queste le parole-chiave, in rigoroso ordine alfabetico, che riassumono la vita di Rachel, che ammette di aver 'perso il controllo di tutto. Anche dei luoghi che si trovano dentro la mia testa' e che è rimasta ancorata al lontano 2005. Un matrimonio da favola con Tom, una bella casa non distante dalla ferrovia e dai treni che adora, una bella compagnia e un lavoro di tutto rispetto: un quadretto idilliaco che, a sorpresa, va in frantumi. Ed è qui che, ancora più inaspettatamente, va in frantumi anche l'unicità della narrazione: da una voce narrante, tre voci narranti. Tre profili, tre ritratti, tre caratterizzazioni psicologiche mai così distanti fra loro e mai così accomunate dal dolore, dal senso della perdita e dal desiderio di riscatto.

Un romanzo metapsicanalitico scritto in modo leggero, pulito, lineare e dalla trama ricca di cambi di ritmo, con flashback, flashforward, suspance e pause amalgamate in modo sapiente. Il tutto mentre, tra un ipermercato Tesco e qualche vetrina di JD Sports sparsa qua e là, le identità dei personaggi si intorbidiscono a tal punto che una vittima non è altro che un carnefice sapientemente camuffato.

«... se scoprirò il segreto per concentrarmi sulla felicità del presente e godere dell’attimo […] allora andrà tutto a posto.»

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La ragazza del treno 2020-04-26 08:04:07 Dario_
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Dario_ Opinione inserita da Dario_    26 Aprile, 2020
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Un best-seller un po' troppo acclamato

Un giallo con venature thriller senza infamia e senza lode.

Rachel è una donna disoccupata in preda all'alcolismo causato dalla fine del suo matrimonio con Tom. Ogni giorno però, per far contenta Cathy, l'amica che la ospita, prende il treno facendo finta di andare a lavoro, il che le permette di passare quotidianamente di fronte alla casa di una coppia, a cui ha dato i nomi Jess e Jason, moglie e marito idealizzati come una coppia da sogno che vivevano la vita che Rachel non poteva più avere.
Un giorno però, Rachel vede nella solita casa e dal solito finestrino qualcosa che le sconvolgerà la vita.

Narrato secondo tre punti di vista; Rachel, Megan, ovvero la Jess vista dal finestrino del treno, e Anna, la nuova moglie di Tom, "La ragazza del treno" si presenta come un giallo modestamente avvincente.
Con una confusione mentale di Rachel che a volte confonde anche il lettore, l'intera storia procede in modo abbastanza piatto, con qualche picco nei colpi di scena discretamente telefonati obbligatoriamente presenti nella storia.
Ho definito questo romanzo però "senza infamia e senza lode" perché comunque presenta aspetti positivi che evidentemente hanno superato quelli negativi, rendendolo di fatto un best-seller: personaggi ben caratterizzati anche se dimenticabili, azzeccato metodo di narrazione e buona rappresentazione scritta del concetto e degli effetti dell'alcolismo.
Per il resto, è un libro che non lascia molto al lettore: quando si raggiunge l'ultima pagina si chiude il libro senza troppi problemi.

Come si può evincere dal centro nevralgico di questa mia modesta recensione, ho apprezzato non molto il racconto nella sua interezza, consapevole di dichiarare qualcosa di evidentemente impopolare.
Appena appena passabile in quanto, rischiando di essere ripetitivo, al me lettore e al me persona non ha lasciato nulla.


Voto unico dato nel complesso 5/10

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La ragazza del treno 2019-03-15 04:40:57 Bruno Elpis
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Bruno Elpis Opinione inserita da Bruno Elpis    15 Marzo, 2019
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La testa nel forno, proprio come Sylvia

Rachel, La ragazza del treno di Paula Hawkins (“La mattina prendo il treno delle 8.04, la sera ritorno alle 17.56. È il mio treno, l’unico che prendo. Tutto qui”), dopo la cocente delusione di un matrimonio fallito, si costruisce una vita parallela: si fa ospitare da un’amica e, ogni giorno, si reca a Londra (“Penso al mucchietto di vestiti lungo i binari, mi sembra di soffocare”), anche se in realtà ha perso il lavoro a causa dell’etilismo (“Come non ho fretta di arrivare a Londra la mattina, non ne ho nemmeno di tornare ad Ashbury la sera”).

Il pendolarismo quotidiano le consente di fantasticare – osservando Jess e Jason dal finestrino - su una coppia che incarna l’ideale della felicità. Poi Jess sparisce e della scomparsa in un primo tempo viene sospettato l’amante, lo psicoterapeuta Kamel Abdic, poi il marito (Jason che in realtà si chiama Scott), infine la stessa Rachel, che patisce un’amnesia causata da crisi etilica e che stalkerizza l’ex marito Tom e la sua seconda moglie (“Io penso a Ted Hughes che ha portato Assia Wevill a vivere nella casa che aveva diviso con Sylvia Plath… Voglio chiamare Anna per dirle che Assia è finita con la testa nel forno, proprio come Sylvia”).

Giudizio finale: avvincente, teso, pendolare.

Bruno Elpis

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La ragazza del treno 2018-09-19 14:24:03 Liebestraum
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Liebestraum Opinione inserita da Liebestraum    19 Settembre, 2018
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Tre donne ed una storia.

La Ragazza del Treno è l'ottimo romanzo di esordio della scrittrice Paula Hawkins.
La storia parte da un elemento semplice e quasi banale: quanti di noi viaggiando su un treno si sono soffermati a guardare le case che scorrono lungo i binari? E quante volte guardando quelle case ci siamo immaginati le storie che si svolgevano all'interno? Ebbene, è questo quello che fa la protagonista della storia, Rachel, donna dalla vita difficile e problematica che ogni mattina prende il treno per Londra e, durante la fermata del treno presso un semaforo, si perde nell'immaginare la vita di una graziosa coppietta che osserva in una casa lungo i binari. La vita di Rachel, quindi, si lega pian piano a quella della giovane coppia che lei immagina essere una coppia felice e senza problemi, sin quando - una mattina - non vede (sempre dal finestrino del treno) la donna che bacia un altro uomo.
Da questo momento in poi la storia inizia a farsi ricca di suspense e colpi di scena ed il racconto diventa corale. Infatti la scrittrice utilizza la efficace tecnica di far raccontare la storia da tre donne che man mano raccontano i singoli episodi su cui ruotano tutti gli eventi, ciascuna dal proprio punto di vista.
Questa tecnica di narrazione, che a prima vista potrebbe sembrare rendere più ostica la lettura, finisce con il diventare il punto di forze di un romanzo capace veramente di incollare il lettore alle pagine.
Alla fine del racconto, infatti, tutti i nodi vengono al pettine e tutti tasselli si sistemano come in un puzzle perfetto.
Tra tutti personaggi quelle meglio tratteggiate sono, ovviamente le tre donne. Gli altri personaggi sono un po' più meno definiti e dai contorni più vacui.
La storia, come detto, funziona e trascina, anche se ad un certo punto (ben prima della fine del libro) ad un lettore attento non sfuggirà la soluzione finale.
La narrazione è agile (grazie anche alla suddivisione in capitoli ed in paragrafi anche molto brevi).
In definitiva un romanzo consigliato, una lettura piacevole e coinvolgente. Non è un best seller, ma sicuramente è da leggere.

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La ragazza del treno 2018-05-22 22:50:20 Ale89
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Ale89 Opinione inserita da Ale89    23 Mag, 2018
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Tre donne e un mistero

Quando ho cominciato a leggere questo libro ci ho messo un po' ad abituarmi allo stile dell'autrice per tre motivi: la storia è raccontata in prima persona in forma di diario da tre narratrici, le riflessioni delle tre donne si somigliano fra loro, ci sono continui salti temporali. Le riflessioni hanno un ritmo molto incalzante, e descrivono flussi di pensieri frenetici e anche per questo motivo la lettura richiede una certa dose di concentrazione. Una volta abituatisi però la storia diventa piuttosto coinvolgente sia per via del personaggio principale, Rachel, una donna con un matrimonio fallito alle spalle che ha perso il lavoro ed è diventata un'alcolizzata; e sia per il curioso punto di partenza: la stessa Rachel prende il treno tutte le mattine e osserva una coppia sul balcone del loro appartamento durante il tragitto. Una mattina la donna che lei osserva viene dichiarata scomparsa dalla polizia e questo consentirà a Rachel di ritrovare uno scopo nella vita aiutando la polizia nelle indagini. Il tutto si fa confusionario perché l'ex marito di Rachel si è risposato con una donna e i due sono i vicini di casa della donna scomparsa, che allo stesso tempo era stata ingaggiata da quest'ultimi come tata. Inoltre, per puro caso la notte della scomparsa Rachel è stata avvistata nei pressi dell'abitazione, ma lei non ricorda nulla perché era ubriaca. Dovrà quindi cercare di ricomporre i pezzi di un puzzle per ritrovare la memoria e risolvere il caso. Quando è uscito questo libro ha avuto un grandissimo successo e tutti ne parlavano. Forse come ho letto in altre recensioni la storia non è cosi sensazionale da giustificare un successo così esagerato ma a mio parere è comunque un libro piacevole e che vale la pena di essere letto.

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La ragazza del treno 2017-05-26 08:48:41 Lady Libro
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Lady Libro Opinione inserita da Lady Libro    26 Mag, 2017
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Tra giallo e sentimenti

Se “La ragazza del treno” è stato a lungo, ed è tuttora, uno dei maggiori bestsellers di sempre, lo si deve senza dubbio alle aspettative che esso soddisfa in pieno e ai contenuti che ogni thriller che si rispetti dovrebbe possedere: un’eccellente scrittura in prima persona che coinvolge ben tre protagoniste, fornendo così una visione complessiva e ben riuscita dell’insieme, che crea un intreccio coinvolgente, colpi di scena e depistaggi narrativi continui incapaci di far chiudere il libro fino alla risoluzione del tutto.
Il vero punto di forza, però, risiede nella caratterizzazione dei personaggi, in particolare in quello di Rachel: una donna depressa, con seri problemi di alcolismo, incapace di accettare la fine del proprio matrimonio, che si tuffa in una personalissima indagine che coinvolge persone che apparentemente con lei non hanno niente a che fare, ma ai quali lei si è involontariamente affezionata, vedendo in loro la rappresentazione della perfezione, l’incarnazione di una felicità che lei non ha potuto ottenere. In questa ricerca, Rachel intravede la possibilità di aiutare qualcuno, di fare del bene, ma anche di diventare parte di qualcosa che vada al di là della propria squallida vita, di avere un ruolo di rilievo per qualcuno, di emergere dal suo torpore.
La componente gialla si mischia così alla descrizione di sentimenti che accomunano tutti coloro che popolano il romanzo: la repulsione per la noia e l’insoddisfazione, il disgusto per il vuoto e il non far niente. Ogni personaggio è alla ricerca di un barlume di vita e vivacità che illumini una routine monotona e stancante. Una routine colma per ognuno di bugie e segreti che a poco a poco vengono a galla, rompendo quella tanto odiata immobilità esistenziale.
“La ragazza del treno” è quindi un vivido ritratto di una realtà umana da cui cerchiamo tutti invano di sottrarci, spesso con esiti tragici, e, al tempo stesso, uno dei thriller più belli degli ultimi anni, consigliabile anche a chi di solito non legge romanzi di questo genere.
Rimarrà piacevolmente sorpreso e coinvolto.

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La ragazza del treno 2017-03-26 19:28:37 ALI77
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ALI77 Opinione inserita da ALI77    26 Marzo, 2017
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RACHEL, MEGAN E ANNA


La ragazza del treno è uno di quei romanzi che non mi convinceva appieno, forse perché in molti ne parlavamo e alcune volte con recensioni anche negative.
Ho aspettato a leggerlo proprio perché volevo che il clamore si affievolisse ma nonostante tutto il romanzo rimane ancora in classifica, causa l’uscita del film e la riedizione con la cover della pellicola cinematografica. Ho trovato questo thriller molto incalzante e ricco di suspence, lo stile dell’autrice porta il lettore a continuare incessantemente la lettura fino alla conclusione della storia.
Non si può che provare simpatia per Rachel, che vive un momento di forte crisi nella sua vita, beve, mangia molto, ha perso il lavoro e si sente estremamente sola da quando il marito l’ha lasciata per un’altra donna.
Ogni mattina prende il treno per andare a Londra, fingendo con la sua amica/coinquilina di andare a lavorare, e nella corsa verso la città vede continuamente una coppia alla quale dà dei nomi inventati e si immagina come possa essere perfetta la loro vita e gli invidia perché vorrebbe anche lei essere ancora felice con il suo ex marito.
Un giorno la ragazza che lei vede attraverso il treno, Megan, scompare e per lei diventa una questione fondamentale capire e scoprire cosa sia successo alla ragazza.
I capitoli sono alternati, troviamo tre voci narranti, quella di Rachel, Megan e Anna la nuova compagna dell’ex marito della protagonista. Il lettore non può che “odiare” il personaggio di Anna così pieno di sé e così egoista, tanto da non aver sensi di colpa per quello che ha fatto a Rachel, in fin dei conti è stata lei ad essere l’amante e non il contrario. Fino alla fine il suo personaggio rimane sempre della stessa opinione nei confronti di Rachel, non ha un’evoluzione oppure un’ammissione della colpa che ha compiuto nei confronti della donna.
Nei capitoli di Megan, conosciamo la dura vita di questa ragazza, disseminata di uomini e storie sbagliate, una donna fragile, succube della sua bellezza ma che ci risulta un personaggio da compatire più che da colpevolizzare.
Rachel, invece, così fragile e così impaurita anche di se stessa, dove l’alcool alcune volte le fa vedere cose non reali ed estramente sbagliate, che non viene creduta da nessuno nemmeno dalla polizia che non ha nessun dubbio su di lei, la considera solo una povera pazza ubriacona e che non crede alle sue parole, al suo disperato bisogno di aiuto.
Lo stile del romanzo è molto scorrevole e serrato e fino a trequarti della storia, avevo dei sospetti sul possibile colpevole, anche se di capitolo in capitolo la mia opinione passava da un personaggio all’altro.
Ho trovato il finale alquanto scontato, sicuramente questo successo è dovuto più alla pubblicità giusta che è stata fatta al libro e non al valore reale dell’opera stessa.
Un buon thriller che non annoia il lettore, con alcuni punti su cui si può riflettere, sul valore della fiducia, sull’amore incondizionato verso un’altra persona e sulla fragilità delle persone che a volte a causa di un trauma reagiscono in maniera differente.

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La ragazza del treno 2017-01-11 12:04:47 Vincenzo1972
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Vincenzo1972 Opinione inserita da Vincenzo1972    11 Gennaio, 2017
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i buchi della vita non si chiudono più..

Anche chi nella propria vita non è mai stato un pendolare può facilmente immaginare che il dilemma, il cruccio più grande per un viaggiatore cronico è quello di trovare un modo piacevole per trascorrere i minuti, le ore necessarie per giungere a destinazione.
Le alternative sono diverse e mi piace pensare che, a seconda della scelta, si possa anche intuire qualcosa sulla personalità del pendolare: c'è chi in treno si lascia cullare dal suo movimento sussultorio e, incurante del rumore di sottofondo, anzi forse incoraggiato da esso, si addormenta senza remore e senza vergogna e senza timore di perdere la propria fermata perchè ormai il suo orologio corporeo è perfettamente sincronizzato con la corsa del treno.
C'è invece chi, tendenzialmente dotato di una personalità più dinamica e solerte, preferisce impiegare quel tempo leggendo, lavorando, giocando, chattando o genericamente cazzeggiando; rientrano in questa categoria anche gli iper-loquaci, facilmente riconoscibili perchè cercano sempre posti poco isolati, e hanno bisogno di parlare, parlare, non importa di cosa o con chi, l'importante è parlare.. inutile dire che sono mal visti dalla precedente categoria.
Poi c'è il sognatore, ipnotizzato dallo scorrere comunque mutevole del mondo al di là del finestrino, con lo sguardo puntato all'infinito e la mente persa nell'indefinito.
E infine c'è chi, come Rachel, 32 anni, nel suo viaggio giornaliero di andata e ritorno verso Londra, osserva. E pensa.
Pensa a quando era felice mesi prima nella sua casa al civico 23 di Blenheim Road, proprio vicino ad una delle fermate del suo treno che adesso non è più la sua fermata, perchè quella non è più casa sua: ci vive ancora il suo uomo Tom, con la nuova compagna Anna, tanto lesta nel rubarle l'uomo quanto spregiudicata nell'occupare quella casa che lei ha tanto desiderato ed amato.
I pensieri corrono indietro nel tempo mentre il treno procede nella sua corsa, vuole capire Rachel come ha potuto perdere tutto ciò che aveva conquistato, Tom, la casa, il lavoro, la sua dignità; ma non ricorda, ora la sua mente è offuscata dall'alcol che è diventato l'unico suo compagno di vita, l'unico in grado di darle conforto, se non fosse per quel suo maledetto difetto di annebbiarle la memoria. Così i suoi pensieri si interrompono, come se finissero su un binario morto.
"Ho perso il controllo di tutto. Anche dei luoghi che si trovano dentro la mia testa."

E lei non può far altro che colpevolizzarsi, se non avesse iniziato a bere i suoi litigi con Tom non sarebbero degenerati e Tom non sarebbe caduto tra le braccia, e le gambe, di quell'altra; Tom le voleva bene e non l'avrebbe mai tradita se lei non l'avesse portato all'esasperazione.
La sua vita sarebbe potuta scorrere felice e serena come quella della coppia che abita poco più in là, al civico 15: li osserva mentre sono in veranda a colazione, può notarne i particolari perchè il treno rallenta per il semaforo proprio vicino alla loro abitazione.
I loro visi sono radiosi, gli sguardi complici, si amano. Senza dubbio.
"Loro sono ciò che io ho perso. E tutto quello che voglio essere."
O questo almeno pensa Rachel quando osserva dal treno; scoprirà ben presto che la vita dall'altro lato del finestrino non sempre è come appare.

Scesa dal treno, la sua vita s'intreccerà con quella di Anna e Megan, la giovane donna che abita al civico 15 e che improvvisamente scompare senza lasciare alcuna traccia.
La narrazione, inizialmente affidata a Rachel, la ragazza del treno, viene così condivisa con le altre due protagoniste femminili del romanzo, Anna e Megan; si raccontano, si confessano, riemergono ricordi, esperienze drammatiche vissute tempo prima ma con cicatrici ancora non rimarginate e progressivamente emerge l'immagine di tre donne facilmente soggiogabili, ciascuna con un proprio demone da combattere, che sia l'alcol o un trauma del passato o il timore di perdere quanto conquistato.
Sono tre potenziali vittime delle loro stesse debolezze, contro cui cercheranno alla fine un tentativo di rivalsa.
"Sentirsi vuoto: lo capisco perfettamente. Comincio a credere che non esista una soluzione. L'ho imparato dalla psicoterapia: i buchi della vita non si chiudono più. Devi crescere intorno a loro, come le radici che affondano nel cemento, e devi rimodellarti intorno alle crepe."

Romanzo dai chiari connotati del thriller psicologico che riprende un tema ormai abusato e prevedibile perchè comune a tanti romanzi dello stesso genere pubblicati di recente: spesso il male cova e si cela dove meno ci se lo aspetta, nella quotidianietà di un ambiente familiare apparentemente felice e sereno.
Tuttavia, a fronte di una trama che non eccelle per originalità, la lettura rimane comunque piacevole grazie ad una prosa molto fluida e scorrevole... rapida come un freccia rossa.

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