La ragazza del treno La ragazza del treno

La ragazza del treno

Letteratura straniera

Classificazione

Editore

Casa editrice


La vita di Rachel non è di quelle che vorresti spiare. Vive sola, non ha amici, e ogni mattina prende lo stesso treno, che la porta dalla periferia di Londra al suo grigio lavoro in città. Quel viaggio sempre uguale è il momento preferito della sua giornata. Seduta accanto al finestrino, può osservare le case e le strade che scorrono e, quando il treno si ferma puntualmente a uno stop, può spiare una coppia, un uomo e una donna senza nome che ogni mattina fanno colazione in veranda. Un appuntamento cui Rachel, nella sua solitudine, si è affezionata. Li osserva, immagina le loro vite. Ma una mattina Rachel, su quella veranda, vede qualcosa che non dovrebbe vedere. E da quel momento per lei cambia tutto e la sua stessa vita diventerà legata a quella della coppia. Ma che cos’ha visto davvero Rachel?

Recensione della Redazione QLibri

 
La ragazza del treno 2015-07-18 12:17:49 Mian88
Voto medio 
 
3.5
Stile 
 
3.0
Contenuto 
 
3.0
Piacevolezza 
 
4.0
Mian88 Opinione inserita da Mian88    18 Luglio, 2015
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

La vita non è un paragrafo, e la morte non è una p

Ogni giorno lo stesso tragitto, il medesimo treno, i soliti pensieri. Puntuale come un orologio, alle 8.04 la donna è sul convoglio che la porterà da Ashbury a Londra e su quello che inesorabilmente alle 17.56 la ricondurrà a casa. Non ha più un lavoro Rachel, non ha altra certezza nella vita se non l'alcool e nonostante abbia poco più di trentanni si sente inutile, non ha più scopi.
La separazione dal marito è stato un colpo troppo grande da poter affrontare, gestire e tollerare; si è dimostrato essere un qualcosa che la donna ha vissuto come il fallimento non solo della relazione ma anche della sua stessa vita, si è sentita svuotata, persa, tradita da quell'uomo a cui ha dato tutto e che non ha esitato un attimo a scegliere un'altra, una donna che senza remore ha preso il suo posto nella vita di Tom donandogli perfino una figlia. Il passaggio da depressione ad alcolismo è stato inevitabilmente rapido.
Ma non riesce ad ammettere nemmeno con sé stessa quanto grave sia divenuta la situazione, anche il solo confidare all'amica nonché coinquilina Cathy di aver perso il proprio impiego perché ubriaca è un qualcosa che non può esporre.
E così ogni mattina fa finta di andare al lavoro e in quel breve tragitto è preda di pensieri sulla vecchia Rachel grintosa e determinata e sulla nuova arrendevole ed superflua. Il percorso le consente di osservare anche la zona in cui un tempo abitava con Tom al 23 di Blenheim Road ma la sua attenzione è rivolta al civico 15 dove Jess e Jason vivono quella che agli occhi della protagonista è l'esistenza perfetta. Lui è moro e robusto, un tipo protettivo con una bella risata argentina, lei è minuta, graziosa, con la carnagione chiara e i capelli biondi, corti.
Ma non sempre “il giardino del vicino” è migliore del nostro, non sempre quella perfezione che immaginiamo negli altri esiste davvero. Un giorno come tanti, di Jess si perde ogni traccia.
Ed è così che Rachel apprende che Jess è in realtà Megan e Jason, Scott; che la loro relazione era problematica come quella di chiunque altro ed assiste ad un qualcosa a cui mai avrebbe pensato di dover far fronte. Le sue parole sono vane, chi crederebbe mai ad un'ubriacona? Soprattutto quando Anna, la nuova moglie dell'ex coniuge, non fa altro che buttare “carne al fuoco” per screditare quella che crede essere una minaccia.
Megan non può essersi volatilizzata, deve esserle accaduto qualcosa. Un motivo, una ragione per la quale si è allontanata da casa, per la quale ha rinunciato a tutto. E se non se ne fosse andata volontariamente? Se qualcuno o qualcosa l'avesse costretta? E se le fosse stato fatto del male?
Gli inquirenti sono in stallo, non hanno prove per fermare alcun sospettato ne una vera e concreta idea di quel che potrebbe essere successo; per Rachel, colei che all'inizio del componimento è percepita dal lettore quale una persona sgradevole, inavvicinabile, rude, venire a capo del mistero è un (nuovo) obiettivo dalla portata tale da significare anche un beneficio inaspettato , volendo una rinascita...
Stilisticamente il romanzo è accattivante, solletica la curiosità di chi legge spingendolo a risolvere egli stesso l'enigma. Scritto sotto la forma del diario alternando più voci narranti (Rachel, Anna, Megan) ed avvalorato da un ben costruito intreccio, il testo scorre rapido giungendo celermente a conclusione e giustificando il successo avuto. Un fenomeno da 2 milioni di copie in 5 mesi, piacevole e dalla ben ponderata suspence.

“La vita non è un paragrafo, e la morte non è una parentesi”.

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Trovi utile questa opinione? 
430
Segnala questa recensione ad un moderatore
 

Recensione Utenti

Guarda tutte le opinioni degli utenti

Opinioni inserite: 34

Voto medio 
 
3.7
Stile 
 
3.7  (34)
Contenuto 
 
3.5  (34)
Piacevolezza 
 
3.9  (34)
Voti (il piu' alto e' il migliore)
Stile*  
Assegna un voto allo stile di questa opera
Contenuto*  
Assegna un voto al contenuto
Piacevolezza*  
Esprimi un giudizio finale: quale è il tuo grado di soddisfazione al termine della lettura?
Commenti*
Prima di scrivere una recensione ricorda che su QLibri:
- le opinioni devono essere argomentate ed esaustive;
- il testo non deve contenere abbreviazioni in stile sms o errori grammaticali;
- qualora siano presenti anticipazioni importanti sul finale, la recensione deve iniziare riportando l'avviso che il testo contiene spoiler;
- non inserire oltre 2 nuove recensioni al giorno.
Indicazioni utili
 sì
 no
 
La ragazza del treno 2019-03-15 04:40:57 Bruno Elpis
Voto medio 
 
4.3
Stile 
 
4.0
Contenuto 
 
3.0
Piacevolezza 
 
5.0
Bruno Elpis Opinione inserita da Bruno Elpis    15 Marzo, 2019
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

La testa nel forno, proprio come Sylvia

Rachel, La ragazza del treno di Paula Hawkins (“La mattina prendo il treno delle 8.04, la sera ritorno alle 17.56. È il mio treno, l’unico che prendo. Tutto qui”), dopo la cocente delusione di un matrimonio fallito, si costruisce una vita parallela: si fa ospitare da un’amica e, ogni giorno, si reca a Londra (“Penso al mucchietto di vestiti lungo i binari, mi sembra di soffocare”), anche se in realtà ha perso il lavoro a causa dell’etilismo (“Come non ho fretta di arrivare a Londra la mattina, non ne ho nemmeno di tornare ad Ashbury la sera”).

Il pendolarismo quotidiano le consente di fantasticare – osservando Jess e Jason dal finestrino - su una coppia che incarna l’ideale della felicità. Poi Jess sparisce e della scomparsa in un primo tempo viene sospettato l’amante, lo psicoterapeuta Kamel Abdic, poi il marito (Jason che in realtà si chiama Scott), infine la stessa Rachel, che patisce un’amnesia causata da crisi etilica e che stalkerizza l’ex marito Tom e la sua seconda moglie (“Io penso a Ted Hughes che ha portato Assia Wevill a vivere nella casa che aveva diviso con Sylvia Plath… Voglio chiamare Anna per dirle che Assia è finita con la testa nel forno, proprio come Sylvia”).

Giudizio finale: avvincente, teso, pendolare.

Bruno Elpis

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Trovi utile questa opinione? 
140
Segnala questa recensione ad un moderatore

La ragazza del treno 2018-09-19 14:24:03 Liebestraum
Voto medio 
 
3.8
Stile 
 
4.0
Contenuto 
 
3.0
Piacevolezza 
 
4.0
Liebestraum Opinione inserita da Liebestraum    19 Settembre, 2018
Top 500 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Tre donne ed una storia.

La Ragazza del Treno è l'ottimo romanzo di esordio della scrittrice Paula Hawkins.
La storia parte da un elemento semplice e quasi banale: quanti di noi viaggiando su un treno si sono soffermati a guardare le case che scorrono lungo i binari? E quante volte guardando quelle case ci siamo immaginati le storie che si svolgevano all'interno? Ebbene, è questo quello che fa la protagonista della storia, Rachel, donna dalla vita difficile e problematica che ogni mattina prende il treno per Londra e, durante la fermata del treno presso un semaforo, si perde nell'immaginare la vita di una graziosa coppietta che osserva in una casa lungo i binari. La vita di Rachel, quindi, si lega pian piano a quella della giovane coppia che lei immagina essere una coppia felice e senza problemi, sin quando - una mattina - non vede (sempre dal finestrino del treno) la donna che bacia un altro uomo.
Da questo momento in poi la storia inizia a farsi ricca di suspense e colpi di scena ed il racconto diventa corale. Infatti la scrittrice utilizza la efficace tecnica di far raccontare la storia da tre donne che man mano raccontano i singoli episodi su cui ruotano tutti gli eventi, ciascuna dal proprio punto di vista.
Questa tecnica di narrazione, che a prima vista potrebbe sembrare rendere più ostica la lettura, finisce con il diventare il punto di forze di un romanzo capace veramente di incollare il lettore alle pagine.
Alla fine del racconto, infatti, tutti i nodi vengono al pettine e tutti tasselli si sistemano come in un puzzle perfetto.
Tra tutti personaggi quelle meglio tratteggiate sono, ovviamente le tre donne. Gli altri personaggi sono un po' più meno definiti e dai contorni più vacui.
La storia, come detto, funziona e trascina, anche se ad un certo punto (ben prima della fine del libro) ad un lettore attento non sfuggirà la soluzione finale.
La narrazione è agile (grazie anche alla suddivisione in capitoli ed in paragrafi anche molto brevi).
In definitiva un romanzo consigliato, una lettura piacevole e coinvolgente. Non è un best seller, ma sicuramente è da leggere.

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Trovi utile questa opinione? 
130
Segnala questa recensione ad un moderatore
La ragazza del treno 2018-05-22 22:50:20 Ale89
Voto medio 
 
4.3
Stile 
 
4.0
Contenuto 
 
5.0
Piacevolezza 
 
4.0
Ale89 Opinione inserita da Ale89    23 Mag, 2018
Top 1000 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Tre donne e un mistero

Quando ho cominciato a leggere questo libro ci ho messo un po' ad abituarmi allo stile dell'autrice per tre motivi: la storia è raccontata in prima persona in forma di diario da tre narratrici, le riflessioni delle tre donne si somigliano fra loro, ci sono continui salti temporali. Le riflessioni hanno un ritmo molto incalzante, e descrivono flussi di pensieri frenetici e anche per questo motivo la lettura richiede una certa dose di concentrazione. Una volta abituatisi però la storia diventa piuttosto coinvolgente sia per via del personaggio principale, Rachel, una donna con un matrimonio fallito alle spalle che ha perso il lavoro ed è diventata un'alcolizzata; e sia per il curioso punto di partenza: la stessa Rachel prende il treno tutte le mattine e osserva una coppia sul balcone del loro appartamento durante il tragitto. Una mattina la donna che lei osserva viene dichiarata scomparsa dalla polizia e questo consentirà a Rachel di ritrovare uno scopo nella vita aiutando la polizia nelle indagini. Il tutto si fa confusionario perché l'ex marito di Rachel si è risposato con una donna e i due sono i vicini di casa della donna scomparsa, che allo stesso tempo era stata ingaggiata da quest'ultimi come tata. Inoltre, per puro caso la notte della scomparsa Rachel è stata avvistata nei pressi dell'abitazione, ma lei non ricorda nulla perché era ubriaca. Dovrà quindi cercare di ricomporre i pezzi di un puzzle per ritrovare la memoria e risolvere il caso. Quando è uscito questo libro ha avuto un grandissimo successo e tutti ne parlavano. Forse come ho letto in altre recensioni la storia non è cosi sensazionale da giustificare un successo così esagerato ma a mio parere è comunque un libro piacevole e che vale la pena di essere letto.

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Trovi utile questa opinione? 
100
Segnala questa recensione ad un moderatore
La ragazza del treno 2017-05-26 08:48:41 Lady Libro
Voto medio 
 
5.0
Stile 
 
5.0
Contenuto 
 
5.0
Piacevolezza 
 
5.0
Lady Libro Opinione inserita da Lady Libro    26 Mag, 2017
Top 50 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Tra giallo e sentimenti

Se “La ragazza del treno” è stato a lungo, ed è tuttora, uno dei maggiori bestsellers di sempre, lo si deve senza dubbio alle aspettative che esso soddisfa in pieno e ai contenuti che ogni thriller che si rispetti dovrebbe possedere: un’eccellente scrittura in prima persona che coinvolge ben tre protagoniste, fornendo così una visione complessiva e ben riuscita dell’insieme, che crea un intreccio coinvolgente, colpi di scena e depistaggi narrativi continui incapaci di far chiudere il libro fino alla risoluzione del tutto.
Il vero punto di forza, però, risiede nella caratterizzazione dei personaggi, in particolare in quello di Rachel: una donna depressa, con seri problemi di alcolismo, incapace di accettare la fine del proprio matrimonio, che si tuffa in una personalissima indagine che coinvolge persone che apparentemente con lei non hanno niente a che fare, ma ai quali lei si è involontariamente affezionata, vedendo in loro la rappresentazione della perfezione, l’incarnazione di una felicità che lei non ha potuto ottenere. In questa ricerca, Rachel intravede la possibilità di aiutare qualcuno, di fare del bene, ma anche di diventare parte di qualcosa che vada al di là della propria squallida vita, di avere un ruolo di rilievo per qualcuno, di emergere dal suo torpore.
La componente gialla si mischia così alla descrizione di sentimenti che accomunano tutti coloro che popolano il romanzo: la repulsione per la noia e l’insoddisfazione, il disgusto per il vuoto e il non far niente. Ogni personaggio è alla ricerca di un barlume di vita e vivacità che illumini una routine monotona e stancante. Una routine colma per ognuno di bugie e segreti che a poco a poco vengono a galla, rompendo quella tanto odiata immobilità esistenziale.
“La ragazza del treno” è quindi un vivido ritratto di una realtà umana da cui cerchiamo tutti invano di sottrarci, spesso con esiti tragici, e, al tempo stesso, uno dei thriller più belli degli ultimi anni, consigliabile anche a chi di solito non legge romanzi di questo genere.
Rimarrà piacevolmente sorpreso e coinvolto.

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Trovi utile questa opinione? 
140
Segnala questa recensione ad un moderatore
La ragazza del treno 2017-03-26 19:28:37 ALI77
Voto medio 
 
3.0
Stile 
 
3.0
Contenuto 
 
3.0
Piacevolezza 
 
3.0
ALI77 Opinione inserita da ALI77    26 Marzo, 2017
Top 100 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

RACHEL, MEGAN E ANNA


La ragazza del treno è uno di quei romanzi che non mi convinceva appieno, forse perché in molti ne parlavamo e alcune volte con recensioni anche negative.
Ho aspettato a leggerlo proprio perché volevo che il clamore si affievolisse ma nonostante tutto il romanzo rimane ancora in classifica, causa l’uscita del film e la riedizione con la cover della pellicola cinematografica. Ho trovato questo thriller molto incalzante e ricco di suspence, lo stile dell’autrice porta il lettore a continuare incessantemente la lettura fino alla conclusione della storia.
Non si può che provare simpatia per Rachel, che vive un momento di forte crisi nella sua vita, beve, mangia molto, ha perso il lavoro e si sente estremamente sola da quando il marito l’ha lasciata per un’altra donna.
Ogni mattina prende il treno per andare a Londra, fingendo con la sua amica/coinquilina di andare a lavorare, e nella corsa verso la città vede continuamente una coppia alla quale dà dei nomi inventati e si immagina come possa essere perfetta la loro vita e gli invidia perché vorrebbe anche lei essere ancora felice con il suo ex marito.
Un giorno la ragazza che lei vede attraverso il treno, Megan, scompare e per lei diventa una questione fondamentale capire e scoprire cosa sia successo alla ragazza.
I capitoli sono alternati, troviamo tre voci narranti, quella di Rachel, Megan e Anna la nuova compagna dell’ex marito della protagonista. Il lettore non può che “odiare” il personaggio di Anna così pieno di sé e così egoista, tanto da non aver sensi di colpa per quello che ha fatto a Rachel, in fin dei conti è stata lei ad essere l’amante e non il contrario. Fino alla fine il suo personaggio rimane sempre della stessa opinione nei confronti di Rachel, non ha un’evoluzione oppure un’ammissione della colpa che ha compiuto nei confronti della donna.
Nei capitoli di Megan, conosciamo la dura vita di questa ragazza, disseminata di uomini e storie sbagliate, una donna fragile, succube della sua bellezza ma che ci risulta un personaggio da compatire più che da colpevolizzare.
Rachel, invece, così fragile e così impaurita anche di se stessa, dove l’alcool alcune volte le fa vedere cose non reali ed estramente sbagliate, che non viene creduta da nessuno nemmeno dalla polizia che non ha nessun dubbio su di lei, la considera solo una povera pazza ubriacona e che non crede alle sue parole, al suo disperato bisogno di aiuto.
Lo stile del romanzo è molto scorrevole e serrato e fino a trequarti della storia, avevo dei sospetti sul possibile colpevole, anche se di capitolo in capitolo la mia opinione passava da un personaggio all’altro.
Ho trovato il finale alquanto scontato, sicuramente questo successo è dovuto più alla pubblicità giusta che è stata fatta al libro e non al valore reale dell’opera stessa.
Un buon thriller che non annoia il lettore, con alcuni punti su cui si può riflettere, sul valore della fiducia, sull’amore incondizionato verso un’altra persona e sulla fragilità delle persone che a volte a causa di un trauma reagiscono in maniera differente.

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Trovi utile questa opinione? 
90
Segnala questa recensione ad un moderatore
La ragazza del treno 2017-01-11 12:04:47 Vincenzo1972
Voto medio 
 
4.0
Stile 
 
5.0
Contenuto 
 
3.0
Piacevolezza 
 
4.0
Vincenzo1972 Opinione inserita da Vincenzo1972    11 Gennaio, 2017
Top 100 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

i buchi della vita non si chiudono più..

Anche chi nella propria vita non è mai stato un pendolare può facilmente immaginare che il dilemma, il cruccio più grande per un viaggiatore cronico è quello di trovare un modo piacevole per trascorrere i minuti, le ore necessarie per giungere a destinazione.
Le alternative sono diverse e mi piace pensare che, a seconda della scelta, si possa anche intuire qualcosa sulla personalità del pendolare: c'è chi in treno si lascia cullare dal suo movimento sussultorio e, incurante del rumore di sottofondo, anzi forse incoraggiato da esso, si addormenta senza remore e senza vergogna e senza timore di perdere la propria fermata perchè ormai il suo orologio corporeo è perfettamente sincronizzato con la corsa del treno.
C'è invece chi, tendenzialmente dotato di una personalità più dinamica e solerte, preferisce impiegare quel tempo leggendo, lavorando, giocando, chattando o genericamente cazzeggiando; rientrano in questa categoria anche gli iper-loquaci, facilmente riconoscibili perchè cercano sempre posti poco isolati, e hanno bisogno di parlare, parlare, non importa di cosa o con chi, l'importante è parlare.. inutile dire che sono mal visti dalla precedente categoria.
Poi c'è il sognatore, ipnotizzato dallo scorrere comunque mutevole del mondo al di là del finestrino, con lo sguardo puntato all'infinito e la mente persa nell'indefinito.
E infine c'è chi, come Rachel, 32 anni, nel suo viaggio giornaliero di andata e ritorno verso Londra, osserva. E pensa.
Pensa a quando era felice mesi prima nella sua casa al civico 23 di Blenheim Road, proprio vicino ad una delle fermate del suo treno che adesso non è più la sua fermata, perchè quella non è più casa sua: ci vive ancora il suo uomo Tom, con la nuova compagna Anna, tanto lesta nel rubarle l'uomo quanto spregiudicata nell'occupare quella casa che lei ha tanto desiderato ed amato.
I pensieri corrono indietro nel tempo mentre il treno procede nella sua corsa, vuole capire Rachel come ha potuto perdere tutto ciò che aveva conquistato, Tom, la casa, il lavoro, la sua dignità; ma non ricorda, ora la sua mente è offuscata dall'alcol che è diventato l'unico suo compagno di vita, l'unico in grado di darle conforto, se non fosse per quel suo maledetto difetto di annebbiarle la memoria. Così i suoi pensieri si interrompono, come se finissero su un binario morto.
"Ho perso il controllo di tutto. Anche dei luoghi che si trovano dentro la mia testa."

E lei non può far altro che colpevolizzarsi, se non avesse iniziato a bere i suoi litigi con Tom non sarebbero degenerati e Tom non sarebbe caduto tra le braccia, e le gambe, di quell'altra; Tom le voleva bene e non l'avrebbe mai tradita se lei non l'avesse portato all'esasperazione.
La sua vita sarebbe potuta scorrere felice e serena come quella della coppia che abita poco più in là, al civico 15: li osserva mentre sono in veranda a colazione, può notarne i particolari perchè il treno rallenta per il semaforo proprio vicino alla loro abitazione.
I loro visi sono radiosi, gli sguardi complici, si amano. Senza dubbio.
"Loro sono ciò che io ho perso. E tutto quello che voglio essere."
O questo almeno pensa Rachel quando osserva dal treno; scoprirà ben presto che la vita dall'altro lato del finestrino non sempre è come appare.

Scesa dal treno, la sua vita s'intreccerà con quella di Anna e Megan, la giovane donna che abita al civico 15 e che improvvisamente scompare senza lasciare alcuna traccia.
La narrazione, inizialmente affidata a Rachel, la ragazza del treno, viene così condivisa con le altre due protagoniste femminili del romanzo, Anna e Megan; si raccontano, si confessano, riemergono ricordi, esperienze drammatiche vissute tempo prima ma con cicatrici ancora non rimarginate e progressivamente emerge l'immagine di tre donne facilmente soggiogabili, ciascuna con un proprio demone da combattere, che sia l'alcol o un trauma del passato o il timore di perdere quanto conquistato.
Sono tre potenziali vittime delle loro stesse debolezze, contro cui cercheranno alla fine un tentativo di rivalsa.
"Sentirsi vuoto: lo capisco perfettamente. Comincio a credere che non esista una soluzione. L'ho imparato dalla psicoterapia: i buchi della vita non si chiudono più. Devi crescere intorno a loro, come le radici che affondano nel cemento, e devi rimodellarti intorno alle crepe."

Romanzo dai chiari connotati del thriller psicologico che riprende un tema ormai abusato e prevedibile perchè comune a tanti romanzi dello stesso genere pubblicati di recente: spesso il male cova e si cela dove meno ci se lo aspetta, nella quotidianietà di un ambiente familiare apparentemente felice e sereno.
Tuttavia, a fronte di una trama che non eccelle per originalità, la lettura rimane comunque piacevole grazie ad una prosa molto fluida e scorrevole... rapida come un freccia rossa.

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Trovi utile questa opinione? 
130
Segnala questa recensione ad un moderatore
La ragazza del treno 2016-12-04 14:06:16 Anna_Reads
Voto medio 
 
2.0
Stile 
 
2.0
Contenuto 
 
2.0
Piacevolezza 
 
2.0
Anna_Reads Opinione inserita da Anna_Reads    04 Dicembre, 2016
Top 100 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Va' dove ti porta il treno.

La Ragazza del Treno – Paula Hawkins, 2015

Si sa che quando sono gli allievi a proporre dei titoli… gli insegnanti leggono, non fosse che per la gioia che provano.
Così ho fatto anch’io.
Che dire?
“La ragazza del treno” è un libro onesto, quasi ignavo da quanto è senza infamia e senza lode.
Parte da uno spunto potenzialmente interessante, cioè le vite degli altri che più o meno regolarmente incrociamo senza sapere nulla di loro e lo allunga decisamente un po’ troppo, a mio parere.
A narrare la vicenda si alternano diverse voci narranti femminili: Rachel, Anna e Megan.
Dal dipanarsi della storia ed “incrociando” i dati (senza grande fatica e richiesta di intuizione, va detto) scopriamo le loro storie, le loro interazioni il loro passato.
La voce “dominante” è quella di Rachel, alcolista, con un divorzio traumatico alle spalle ed aggrappata alle sole pallide vestigia si normalità che è riuscita a non mandare in frantumi.
È un personaggio poco riuscito, secondo me, perché va bene tutto, l’alcol, il dolore, il delirio etc; è anche tenera quando immagina le belle vite delle persone che coglie dal finestrino del treno.
Va bene, però dopo un po’ basta.
Che un personaggio stia a fantasticare per pagine e pagine e pagine e pagine va bene se è Anna dai Capelli Rossi e se abbiamo nove anni. Se è una trentenne e il libro è per un pubblico adulto, anche no.
Oltre alle fantasticherie di Rachel abbiamo l’assoluta superficialità di Anna (che si legge molto poco, per fortuna) e che si concede giusto un timido riscatto finale e la pretestuosità di Megan che viene inserita – a forza – giusto per portare avanti la trama gialla, a mio parere. Poco credibili le storie delle protagoniste e anche meno i personaggi di contorno.
Per quanto concerne la trama gialla…
Be’, diciamo che nessuna delle tre protagoniste ha brillato di particolare acume.
Per carità, so che spesso non si conoscono proprio le persone che sono più vicine, però qui i segni di squilibrio si vedevano tutti e i “cattivi” non erano affatto geni del male!
Di positivo c’è una scrittura scorrevole che – al di là della pochezza della trama – non tedia il lettore e porta a compimento il suo obiettivo in tempi relativamente brevi (fantasticherie di Rachel a parte).
Da leggere la mattina presto, in un treno o in un tram affollato di pendolari, magari aggrappate ad una precaria maniglia. O alla sera, in condizioni analoghe e un po’ sbadiglianti.
Non fa male, ma neppure lascia nulla dietro di sé.

Trovi utile questa opinione? 
110
Segnala questa recensione ad un moderatore
La ragazza del treno 2016-11-16 08:48:40 Phoenix25
Voto medio 
 
2.5
Stile 
 
2.0
Contenuto 
 
2.0
Piacevolezza 
 
3.0
Phoenix25 Opinione inserita da Phoenix25    16 Novembre, 2016
Top 500 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

bottiglia con vista

Rachel è una pendolare alcolizzata a tratti e paranoica costantemente. Stesso treno, stesse facce, stessa coppia che osserva dal finestrino. Fino al giorno in cui vede qualcosa di diverso, che cambierà la sua vita.


Nonostante i thriller non facciano parte dei miei romanzi preferiti, ho divorato questo in un paio di giorni, non tanto per il contenuto in sè, ma per la scorrevolezza del linguaggio. Trattandosi di un romanzo dove le diverse protagoniste narrano in prima persona, il linguaggio non può che essere semplice, diretto, immediato. Ed è questo che attrae il lettore fino ad immedesimarsi nei pensieri delle 3 donne, non patteggiando per nessuna in particolare, ma diventando empatico con tutte allo stesso modo.

Finale non proprio inaspettato, se devo trovare un tasto dolente.

Ho apprezzato la scelta di narrare al femminile col punto di vista delle 3 donne, con sentimenti diversi, pensieri diversi e sensibilità diverse. (e allo stesso tempo non ho molto apprezzato come ne escano, invece, gli uomini, da questo romanzo: escluso il poliziotto, gli altri: pessimi, quasi psicopatici)

Incuriosita dalla trasposizione cinematografica, probabilmente andrò a vederlo.

Indicazioni utili

Lettura consigliata
no
Trovi utile questa opinione? 
160
Segnala questa recensione ad un moderatore
La ragazza del treno 2016-11-16 06:33:10 MATIK
Voto medio 
 
3.8
Stile 
 
4.0
Contenuto 
 
3.0
Piacevolezza 
 
4.0
MATIK Opinione inserita da MATIK    16 Novembre, 2016
Top 50 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

La ragazza del treno.

"Una per il dolore, due per la gioia, tre per una ragazza, quattro per un ragazzo, cinque per l'argento, sei per l'oro, sette per un segreto che non si può dir loro."
Rachel è una ragazza sola, abbandonata dal marito e alcolizzata, ogni mattina si sposta in treno dalla periferia fino alla città di Londra, dal finestrino lei osserva sempre una coppia che si immagina sia la perfezione: innamorati, belli e complici, tutto quello che lei e Tom ormai non sono più, lei ha distrutto tutto, non è riuscita ad avere un figlio e per questo si consola bevendo, ma un giorno tutto cambia, vede la donna baciarsi appassionatamente con un altro uomo e poi poco dopo viene dichiarata la sua scomparsa.
"Non c'è sofferenza più grande né tormento più atroce del non sapere: è come una tortura senza fine."
Il libro è raccontato da tre donne: Rachel la ragazza del treno, Megan la donna spiata dal finestrino e Anna la nuova moglie dell'ex marito di Rachel.
L'autrice dipinge tre ritratti di donne complicate, instabili e deboli, per cui il lettore non è portato ad amarne nessuna, anche gli uomini del libro non sono positivi, anzi risultano equivoci, possessivi e violenti.
Il libro nel complesso risulta appassionante, intenso e travolgente, si legge velocemente perché come ogni buon thriller che si rispetti è necessario scoprire il colpevole, il tema principale è: "niente è come sembra" infatti succede spesso di pensare che gli altri stiano meglio di noi, ma la realtà spesso è diversa, perché ognuno vive piccoli o grandi dramma, ma non possiamo saperlo la nostra mente ragiona su un fermo immagine (una coppia al ristorante, una ragazza che si scatena in una danza, una donna che abbraccia un bambino ecc.) che ci porta a credere che noi abbiamo il peggio e gli altri il meglio, soprattutto se abbiamo sofferto, siamo stati traditi e delusi, tutto questo rende speciale "La ragazza del treno".
Grazie al grandissimo successo ne è stato tratto un film con la brava Emily Blunt, sono curiosa di sapere se questa versione rende giustizia al cartaceo.

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Consigliato a chi ha letto...
buon thriller
Trovi utile questa opinione? 
140
Segnala questa recensione ad un moderatore
La ragazza del treno 2016-11-13 13:35:56 piquadro
Voto medio 
 
4.0
Stile 
 
4.0
Contenuto 
 
4.0
Piacevolezza 
 
4.0
piquadro Opinione inserita da piquadro    13 Novembre, 2016
Top 1000 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Tutto scorre

Come il treno, che porta Rachel a osservare, immaginare e poi capire la sua vita. Un bel romanzo da leggere d'un fiato, con una protagonista insolita, finalmente dipinta non come una bellezza standardizzata ma come una donna normale, con le sue debolezze e la sua forza. La storia è originale e non cosí scontata, almeno fino a un certo punto. Ci ho messo poco a leggerlo e questo significa che è un buon libro, ottima trama di un film. Infatti andrò presto a vederlo al cinema...

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Trovi utile questa opinione? 
40
Segnala questa recensione ad un moderatore
 
Guarda tutte le opinioni degli utenti
 

Le recensioni delle più recenti novità editoriali

Assolutamente musica
Valutazione Utenti
 
3.5 (1)
Lo stato dell'unione. Scene da un matrimonio
Valutazione Utenti
 
3.5 (1)
Una vecchia storia. Nuova versione
Valutazione Utenti
 
3.3 (1)
La palude dei fuochi erranti
Valutazione Utenti
 
4.3 (1)
Il treno dei bambini
Valutazione Utenti
 
5.0 (1)
La bambina del lago
Valutazione Utenti
 
4.0 (1)
Il pittore di anime
Valutazione Redazione QLibri
 
5.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Rosamund
Valutazione Utenti
 
4.0 (1)
I testamenti
Valutazione Utenti
 
3.6 (2)
L'istituto
Valutazione Redazione QLibri
 
4.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Impossibile
Valutazione Redazione QLibri
 
4.3
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
L'ultima notte di Aurora
Valutazione Redazione QLibri
 
4.5
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)

Altri contenuti interessanti di QLibri