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I miei piccoli dispiaceri I miei piccoli dispiaceri

I miei piccoli dispiaceri

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Elf è sempre stata la più bella. Ha stile, idee geniali, ti fa morir dal ridere; le capitali del mondo la ricoprono allegramente di dollari per farle suonare il pianoforte e gli uomini si innamorano perdutamente di lei. Yoli è la sorella squinternata. Ha messo al mondo figli con padri diversi, ha un amante avvocato, se si rompe la macchina fa sesso con il meccanico, ha il conto sempre in rosso e una carriera mancata. E cos’è adesso questa storia che Elf vuole morire? Quali sono le cose giuste da dire per salvare una vita? Yoli la prende in giro, la consola, la sgrida, aggredisce lo psichiatra dell’ospedale, non sa più che pesci pigliare. Cospira con la madre, con zia Tina, con il tenero marito scienziato di Elf, con Claudio, il suo agente italiano, e tra cene alcoliche, sms di figli ed ex mariti, sorrisi e ultime frontiere del pianto, lottano tutti per convincere Elf a restare.

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I miei piccoli dispiaceri 2016-07-12 15:57:44 Antonella76
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Antonella76 Opinione inserita da Antonella76    12 Luglio, 2016
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Quel fragilissimo pianoforte di vetro...



Denso.
Questo, secondo me, è l'aggettivo che meglio descrive questo romanzo.
Denso di parole, denso di significati... e paradossalmente (per un libro che parla di "voglia di morire") denso di vita.
Sì, quella vita che Elfrieda non vuole e non riesce a vivere, nonostante la sua bellezza, il suo talento, l'amore di suo marito e della sua famiglia...quella vita che sente sempre in pericolo, in procinto di frantumarsi in mille pezzi, come il pianoforte di vetro che custodisce nel suo ventre...ma anche la vita di Yolandi, perennemente incasinata sia professionalmente che sentimentalmente, ma sempre pronta a cercare di insufflare ossigeno vitale nella sua amata sorella, attraverso i ricordi, i rimproveri, le carezze, i fiumi di parole e l'ironia...tanta ironia.
Lei, la sorella minore, quella meno bella, meno dotata, meno adorata, ma in grado di vivere, di cercare l'amore...vero, di fare due figli con due uomini diversi, di divorziare due volte, di scrivere libri che non la soddisfano, di adempiere al suo ruolo di madre, di sorella, di figlia, sbagliando, ricominciando, piangendo, sorridendo, lottando...(perché vivere è tutto questo)...lei ci racconta quanto sia difficile convincere a restare chi se ne vuole andare, ma si chiede anche quanto sia giusto avere il "dovere" di vivere.
Arriva un momento in cui, forse, bisogna smettere di combattere, arrendersi all'inutilità delle parole, all'inefficacia dei ricordi, anche se...dopo...sono l'unica cosa che resta.
Bellissimo.

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I miei piccoli dispiaceri 2015-07-14 14:21:40 Bookaholic
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Bookaholic Opinione inserita da Bookaholic    14 Luglio, 2015
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IMPD

Non voglio svelare troppo di questo libro tanta è la bellezza della sua lettura, lasciarsi cullare dalle pagine mentre si ascolta il racconto di una e tante vite tutte legate, tutte segnate dal dolore e dalla speranza.
Miriam Toews racconta un pezzo della sua vita, forse il più difficile da superare o forse uno dei tanti che ha dovuto affrontare da che ha memoria. E questo pezzo di vita ti entra dentro, diventa tuo e riesci a sentire la forza di una vita che vale la pena di essere vissuta ma anche la forza di una vita che desidera abbandonarsi a ciò che vita non è. In questo romanzo, che è ben più di una semplice narrazione, si intrecciano le vite delle donne di casa Toews: le due sorelle protagoniste, la loro madre e la sorella della loro madre e anche la figlia della sorella della madre, o meglio, le figlie anche se una ormai non c'è più.

Un libro triste che racconta ciò di cui tutti abbiamo timore, la morte, e lo fa con una forza e un inno alla speranza degni di una grande scrittrice e ancor più di una grandissima persona

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