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Una carezza al cuore
Sin da “Gli insospettabili” Anna Melissari si è presentata come una protagonista eclettica e vivace, una figura da scoprire e capace di solleticare l’anima. Ancora una volta, con “La banda dei colpevoli”, il personaggio nato dalla penna di Sarah Savioli conquista il lettore e lo coinvolge senza difficoltà. Come sappiamo Anna, a causa di un problema neurologico ischemico, ha ricevuto il dono di poter interloquire con altri esseri viventi. Questo le ha consentito di entrare a far parte dell’agenzia Cantoni come collaboratrice con un ruolo sempre più stringente. Questo in particolar modo per quei casi che non sembrano avere risoluzione o ancora che, per qualche motivo, sembrano proprio non trovare luce. Quei casi in cui tutto sembra ovvio quando ovvio non è.
Il libro ha inizio con Anna intenta a subire una seduta psicoterapeutica tenuta da una professionista del settore. Obiettivo della stessa è quello di far prendere consapevolezza ad Anna su quelli che sono i suoi sensi di colpa, il suo sentirsi sempre inadeguata, inadatta e non all’altezza. Anche, se proprio vogliamo essere precisi, sul suo senso del dovere senza sosta e che nella sua ottica è l’unico modo per ottenere amore e affetto.
Prima entrare nel giallo occorre, ancora, delineare il quadro in cui essa si trova: attualmente il marito Alessandro si trova in Islanda tra geyser e muschi per lavoro, il piccolo Luca accusa la mancanza del padre e gli effetti di una scuola non sempre positiva, il padre deve essere seguito nelle cure per la sua malattia e infine la sorella è alle prese con il nuovo appartamento da arredare. Perché è importante questo focus? Perché sarà da qui che Anna entrerà nel vivo della prossima indagine.
Una giovane donna, Lucia Calici, nipote della vittima Ines di sessantasei anni, si rivolge all’agenzia perché qualcosa nella morte dell’amata zia proprio non le torna. Apparentemente questa sarebbe deceduta durante una rapina in casa ma nello scavare e osservare, emerge che molti sono i fantasmi e gli scheletri nell’armadio tra parenti. Asti, sospetti, invidie, vendette. È vero che la donna soffriva di gravi problemi di salute, è vero che una banda di malviventi si sta divertendo a tormentare il quartiere con rapine e sevizie ai malcapitati di turno, ma qualcosa proprio non quadra.
Da qui ha inizio l’indagine che la coinvolgerà ancora una volta con i suoi amici non umani. È bene precisare che Sarah tratta gli animali e le piante con molta attenzione e che ogni suo scritto oltre che ad essere intriso di una profonda componente morale che si fonde e mixa alla componente gialla è anche dotato di profondo acume e ironia. Non mancano infatti le situazioni esilaranti e divertenti come i personaggi eclettici ma tutti ben delineati. Tra tutti la gatta vegana dedita all’aiuto di topolini abbandonati.
A ciò si aggiunge la componente psicologica che regala ai lettori uno spaccato di riflessione su quello che è il moralismo umano e in particolar modo su quel senso di inadeguatezza che spesso ci accompagna. Ha dunque luogo un altro piacevolissimo viaggio in compagnia di Anna e di tutta la squadra, un viaggio che è una carezza al cuore che dona empatia e che invita a lottare contro il pregiudizio. Tra sorrisi e commozione, tra corde che solleticano il cuore. Come pochi autori sono in grado di fare.