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Il giorno prima della felicità
 
Il giorno prima della felicità 2015-06-25 09:45:10 Donnie*Darko
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Donnie*Darko Opinione inserita da Donnie*Darko    25 Giugno, 2015
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Gaetano e lo Smilzo

Napoli benedice l’'amicizia tra un ragazzino rimasto solo e un uomo dalla grande saggezza.
Costui persona umile e gentile, portiere di un palazzo, mai altezzoso o arrogante nell’ergersi a guida, gran conoscitore del mondo e della gente. Leggenda vuole che sia in possesso di prodigiose capacità, come quella di captare gli altrui pensieri.

In realtà Don Gaetano sguazza nel mondo circostante come pochi altri, sa leggere nel cuore delle persone senza aver bisogno di alcuna capacità profetica.
Con fare sornione introduce quel ragazzino sparuto -chiamato lo Smilzo- all'età adulta, ponendosi come amico e padre putativo.
Affamato di sapere e volenteroso, rimasto solo troppo presto, il ragazzo non lancia strali verso il destino infame, bensì ribalta le carte in tavola trasformando la sfortuna in un flusso di speranza sotto l'egida di quell’uomo mosso da un altruismo commovente, appreso durante la guerra, mentre i tedeschi fomentavano il terrore all'ombra del Vesuvio.

Si consuma un percorso di crescita in cui le orme lasciate dal mentore vengono nuovamente solcate da quello che potrebbe essere il suo successore.
Tutt' intorno una Napoli viva e solare, nonostante le ferite riportate durante un conflitto riferito in racconti spesso dolorosi, ma anche eroici e allegri, sopravvissuti all’oblio generato dallo scorrere del tempo, conservati da una memoria storica impressa a fuoco nell'anima di tante, troppe, persone.

La città partenopea si riflette nella prosa di De Luca, che è commistione riuscita tra dialetto autoctono e lingua italiana.
Un ibrido verbale capace di creare passaggi di grande profondità, battute folgoranti e aforismi tutt'altro che banali.
Semmai a latitare un poco è la storia, seppur il bilanciamento tra ironia e tragedia sia sempre adeguatamente composto dall'autore, bravo ad incarnare il carattere dissacrante e al tempo stesso composto della cornice geografica, luogo in cui il ragazzino si fa uomo conoscendo il piacere del sesso, la passione dell’amore e la paura del sangue. Non senza dimenticare gli amati libri, maestri di vita quanto l’uomo che al suo fianco lo instrada con ferma dolcezza.
L’infatuazione per la bella Anna viaggia seguendo coordinate spiazzanti, a dimostrazione che spesso l’amore infantile/adolescenziale è idealizzato sino a diventare chimera. Se non altro ennesimo utile tassello per una presa di coscienza basilare, per una crescita indispensabile in perpetuo divenire.
Fino a raggiungere una nave pronta a solcare l’oceano, il bambino si è fatto uomo.
Ora sarà artefice del suo destino.

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Commenti

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Ciao Alessandro. Un bel commento per un libro che non ho letto. Dopo due deludenti esperienze di lettura, almeno per ora ho mollato l' autore.
Ale il tuo commento è molto bello ma mi sembra inversamente proporzionale alle stelline di gradimento....
In risposta ad un precedente commento
Donnie*Darko
26 Giugno, 2015
Ultimo aggiornamento:
26 Giugno, 2015
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Ciao Emilio, grazie!
Di De Luca in pochi mi hanno parlato bene, questo mi è stato regalato e ho voluto non sprecarlo. In realtà non mi ha esaltato più di tanto. Una lettura media la definirei.
In risposta ad un precedente commento
Donnie*Darko
26 Giugno, 2015
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Ahahahaha, in effetti Silvia, come darti torto?
Grazie per i complimenti! In realtà, come dicevo ad Emilio, non mi ha esaltato :)
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