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La musica del caso
 
La musica del caso 2016-01-20 07:52:22 Mario Inisi
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Mario Inisi Opinione inserita da Mario Inisi    20 Gennaio, 2016
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Hard rock


Il caso: questo individuo che uno si immagina soprattutto indifferente, che ti può far vincere al gioco o bruciare la casa… Be’, non è di questo pacifico individuo che tratta il romanzo di Auster. Forse non bisognerebbe nemmeno chiamarlo Caso.
Perciò, se come me, prendendo questo romanzo in mano, vi immaginavate una innocua partitella a poker con batosta finale dei nostri eroi, cioè un romanzo alla Tevis, avete sbagliato libro.
Il caso, se vogliamo continuare a chiamarlo così, inizia adagio la sua musica. Il protagonista del romanzo Jim, un pompiere, scopre il gusto di viaggiare spingendosi sempre più lontano con l’auto, il gusto diventa un’esigenza e infine una necessità. Non pensa ad altro. Lo stato mentale del viaggio compensa la sua irrequietezza, lo fa stare in pace con se stesso. Al viaggio sacrifica perfino un amore. Ha ricevuto un’eredità, lasciato il lavoro e si dedica al viaggio che diventa il suo stato d’essere. Viaggia non per vedere, non per conoscere ma per viaggiare. In uno di questi viaggi incontra un giocatore di carte, Jack Pozzi, bravo e geniale, e decide di finanziare con tutto il gruzzolo dell’eredità che gli resta la partita di Pozzi con due miliardari: se vince potrà continuare a viaggiare senza necessità di fermarsi. Se perde …
Non voglio raccontare il romanzo se no toglierei il gusto al prossimo lettore. Dico solo che il caso perde la sua faccia di assoluta indifferenza. Jim intuisce nei due miliardari qualcosa di strano, non sono i buontemponi sprovveduti che pensava, hanno qualcosa di feroce, una ossessività nei pensieri, una precisione paranoica nelle cose che portano avanti. Ha persino un’intuizione di sadismo, di follia lucida. Ma come immaginare l’iceberg sotto la punta che potrebbe essere visibile in ogni essere umano? Come non fidarsi in parte, in piccola parte, almeno, come immaginare che l’altro è un gatto che ha bisogno del suo topolino con cui giocare? Piano piano il lettore incredulo si trova catturato dal grado di stranezza crescente delle situazioni, catturato mentalmente perché l’ambiguità, la mancanza di punti fermi e di riscontri, l’impossibilità di confrontarsi con chiunque, di fidarsi di chiunque hanno costruito il muro attorno ai due amici. Il caso suona ora la sua musica martellante e ipnotica. La follia del mondo attraversa il mondo e contamina i nostri eroi turbando il lettore, fino alla bellissima conclusione. Il romanzo è in crescendo di tensione e di interesse. E’ il tipo di storia che di solito cerco di non leggere ma devo dire che mi è piaciuta.
Credo che ci siano elementi simbolici: l’automobile piena di musica (la libertà), il viaggio (la ricerca di sé), il muro (la prigione), la lettera (il messaggio) , la pistola (la minaccia), la partita (il caso), il bambino (l’innocenza).

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