Narrativa italiana Romanzi La rilegatrice di storie perdute
 

La rilegatrice di storie perdute La rilegatrice di storie perdute

La rilegatrice di storie perdute

Letteratura italiana

Editore

Casa editrice


La copertina antica finemente lavorata avvolge le pagine ingiallite dal tempo. Sofia con gesti delicati ed esperti sfiora la pelle e la carta per restaurare il libro e portarlo al suo splendore di un tempo. La legatoria è la sua passione. Solo così riesce a non pensare alla sua vita che ha visto scivolarle di mano giorno dopo giorno. Ma quando arriva il momento di lavorare sulle controguardie, il respiro di Sofia si ferma. Nascondono un segreto: delle pagine scritte a mano. La storia di una donna, Clarice, che ha il sogno di fare la rilegatrice nell'Ottocento. Una donna che ha affidato a quelle pagine la sopravvivenza di ciò che ha di più caro. Per scoprire cosa sia, Sofia dovrà seguire gli indizi da un libro all'altro, da una città all'altra. E mentre lei ridà voce a Clarice, la storia di Clarice le ridona la speranza nel futuro e nell'amore.

Recensione della Redazione QLibri

 
La rilegatrice di storie perdute 2017-11-25 18:28:16 sonia fascendini
Voto medio 
 
2.3
Stile 
 
3.0
Contenuto 
 
2.0
Piacevolezza 
 
2.0
sonia fascendini Opinione inserita da sonia fascendini    25 Novembre, 2017
Top 50 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

per romantici e sognatori

Clarice, una ragazza che vive nella Germania di inizio "800, diventata rilegatrice dapprima per passione e poi per lavoro inserisce nella copertina di un volume un messaggio che dovrà servire a chi lo troverà a conoscere la sua storia e attraverso una sorta di caccia al tesoro a scoprire un segreto. Lo troverà 200 anni dopo Sofia, una romana di origini tedesche sposata, ex bibliotecaria, ex ragazza entusiasta della vita. Il foglio inserito nel primo volume di una trilogia dello scrittore tedesco Fohr, che lei ammira e da cui è ispirata, la spinge ad un passo che non ha il coraggio di fare. quello di lasciare il marito per il quale si è annientata, senza riuscire però a compiacerlo del tutto. Convinte di essere in debito con Clarice per averla aiutata in questa svolta vuole ripagarla portando alla luce i suoi segreti. Ad aiutarla in una viaggio attraverso l'Europa sarà Tomaso, un grafologo ed esperto di libri antichi un po' blandito e un po' tormentato da questa donna insicura, e allo stesso tempo prepotente e capricciosa.
Cristina Caboni ha scelto di raccontare in parallelo le storie di queste due donne, alternando i capitoli che ricordano la storia di Clarice e quelli che ci informano sulle indagini di Sofia. Scelta azzeccata che ha fornito al lettore aspettative sulla continuazione delle due storie. Mi è piaciuta la ricostruzione che stata fatta dello scrittore Roth, con numerose citazioni sui suoi presunti libri. difficile trovare una scrittore che si impegni nella storia tanto da ricostruire anche gli scritti di uno dei suoi personaggi. Anche la parte che ci parla del lavoro di rilegatura dei libri è accurata e evidenzia uno studio dell'argomento, o quantomeno dimestichezza col tema.
Purtroppo il realismo della stria finisce qui. Le vicende di alcuni dei personaggi sono a dir poco inverosimili. Le montagne di disgrazie che si abbattono sulle spalle di alcuni sono bilanciate da impensabili gesti di generosità o colpi di fortuna al di là di ogni immaginazione. Allo stesso modo le ricerche dei libri sono completamente campate per arie e assolutamente gestite dal caso e dalla fortuna.
In tutto questo devo aggiungere che sono stati trattati temi come la violenza domestica, sia fisica che psicologica che mi sembra stonino in questo contesto leggero e rilassato.
Riconosco comunque alla Caboni il dono della coerenza, visto che anche il finale è in tema col resto del racconto. Il lieto fine è talmente lieto da non permettere di immaginare nulla di più perfetto.
Volume adatto a chi apprezza colpi di fulmine, destini scritti in cielo e donzelle portate in salvo da un aitante cavaliere..

Indicazioni utili

Lettura consigliata
  • no
Trovi utile questa opinione? 
130
Segnala questa recensione ad un moderatore

 

Recensione Utenti

Opinioni inserite: 3

Voto medio 
 
3.8
Stile 
 
3.3  (3)
Contenuto 
 
4.0  (3)
Piacevolezza 
 
4.0  (3)
Voti (il piu' alto e' il migliore)
Stile*  
Assegna un voto allo stile di questa opera
Contenuto*  
Assegna un voto al contenuto
Piacevolezza*  
Esprimi un giudizio finale: quale è il tuo grado di soddisfazione al termine della lettura?
Commenti*
Prima di scrivere una recensione ricorda che su QLibri:
- le opinioni devono essere argomentate ed esaustive;
- il testo non deve contenere abbreviazioni in stile sms o errori grammaticali;
- qualora siano presenti anticipazioni importanti sul finale, la recensione deve iniziare riportando l'avviso che il testo contiene spoiler;
- non inserire oltre 2 nuove recensioni al giorno.
Indicazioni utili
 sì
 no
 
La rilegatrice di storie perdute 2018-10-05 09:05:15 MATIK
Voto medio 
 
3.8
Stile 
 
3.0
Contenuto 
 
4.0
Piacevolezza 
 
4.0
MATIK Opinione inserita da MATIK    05 Ottobre, 2018
Top 50 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

La rilegatrice di storie perdute.

"Io li interrogo ed essi mi rispondono, e per me parlano e cantano... Alcuni allontanano le preoccupazioni e riportano il sorriso... altri mi insegnano a conoscere me stesso"... "I libri possiedono un grande potere. Accendono ciò che hai dentro, sono come scintille. Agiscono su quello che già esiste, permettendogli di crescere e svilupparsi."
In La rilegatrice di storie perdute, quarto romanzo di Cristina Caboni, a mettere insieme i pezzi di una storia dimenticata è Sofia Bauer, bibliotecaria di Roma alle prese con la separazione dal marito Alberto. Sofia si imbatte in una vecchissima edizione di uno scrittore romantico e decide di restaurarla. Ma le rilegatrici sono due: c’è anche Clarice, nobildonna vissuta i primi dell’Ottocento tra Vienna e Roma, che ha appreso l’arte della rilegatura in segreto.
Tra le due donne c’è una corrispondenza incredibile: la comune passione per i libri, spesso usati per evadere dalla realtà, un matrimonio sbagliato, il bisogno di fuggire e ricominciare. A connetterle è, naturalmente, il libro che Sofia sta restaurando, che nasconde pagine segrete scritte da Clarice. La ricerca della verità porta Sofia a incontrare Tomaso Leoni, schivo e affascinante grafologo, l’unica persona con cui Sofia non senta la necessità di “un negoziare continuo, un trovare compromessi”, l’unico con cui tornerà a “essere se stessa completamente”.
C’è indubbiamente molto fascino, dicevamo, nell’idea di trovare un libro antico, una storia, mettersi a investigare sulle tracce di un passato sbiadito. Purtroppo il fascino è proprio ciò che manca a questo romanzo.
Molto della magia di un libro viene dal suo linguaggio, dalla capacità dell’autore di inserire dialoghi serrati dove servono, in altri casi solo descrizioni, gesti. E a volte nulla (l’effetto del taglio di una frase, che rende la narrazione meno didascalica, può essere enorme). A mio giudizio qui manca il ritmo. Ho provato a chiedermi se il problema non fosse un altro: ho sbagliato libro, ma agli estimatori del genere questo tipo di linguaggio piace da matti. Non credo sia questo il punto: il romanzo è costruito sull’alternanza di due storie che procedono in parallelo ma sono narrate con un registro completamente diverso. Tra i due ho preferito quello della storia di Clarice, perché meno ridondante, più asciutto, efficace (pur essendo la sua storia ambientata due secoli fa). Quanto a Sofia, le parole della sua storia sono artificiose, costruite; troppe moine, sguardi, troppi dettagli banali di cui il lettore può anche fare a meno. Trovo che una parte del romanzo (quella ambientata ai giorni nostri) penalizzi l’altra.
Altra nota dolente: questa edizione del libro presenta diversi errori grammaticali, che francamente disturbano la lettura (per chi se ne accorge; per gli altri, è un’occasione mancata di imparare qualcosa da un libro).
Interessante, invece, l’idea di far precedere ogni capitolo da una citazione (Goethe, Dickens, Hemingway, Shelley, Austen, solo per citarne alcuni). È questo, credo, uno degli aspetti del volume che meglio esprimono l’amore per la lettura, la volontà dell’autrice di scrivere per gli appassionati, per chi considera il libro un fine e non un mezzo. Questo e, certamente, il fatto stesso che i libri siano ciò che salva le due protagoniste, in un caso offrendo un rifugio, nell’altro una spinta a rimettere in movimento la vita. Per un romanzo che ha l’ambizione di esprimere la passione per la lettura, di parlare con i librai e i lettori, però, il linguaggio non è adeguato, il finale è un po’ debole (parlo sempre della storia di Sofia, quella di Clarice sarebbe bastata a se stessa, sotto ogni punto di vista), il risultato non convince.

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Consigliato a chi ha letto...
per chi ama le storie che parlano di libri
Trovi utile questa opinione? 
80
Segnala questa recensione ad un moderatore

La rilegatrice di storie perdute 2018-03-06 14:31:55 ornella donna
Voto medio 
 
4.8
Stile 
 
4.0
Contenuto 
 
5.0
Piacevolezza 
 
5.0
ornella donna Opinione inserita da ornella donna    06 Marzo, 2018
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

I libri e la loro infinita potenza

Cristina Caboni, dopo aver scritto Il sentiero dei profumi e La custode del miele e delle api, torna in libreria con La rilegatrice di storie perdute. Un libro sui libri, sulla magia che comunicano e sull’amore per essi, poiché:
“i libri erano possibilità, nuove occasioni. Erano risposte. Custodirli, offrirli a chi li cercava era molto più che un mestiere. La sua era una vocazione.”
E ancora:
“Un libro sogna. Il libro è l’unico oggetto inanimato che possa avere sogni. Lo diceva Ennio Flaiano.”.
Sofia è una giovane donna, sposata con il marito Alberto. Per lui ha perso la propria identità, si è dedicata per tanti anni alla sua cura e alla sua persona, dimenticandosi di sé stessa, dei suoi sogni, dei suoi desideri. Si è completamente auto annullata in lui, e ora si rende conto di aver sbagliato, che intorno a lei c’è solo il vuoto. Cerca di riprendere in mano la propria vita, e un giorno si reca da un libraio, nel quartiere romano di Coppedè, dove risiedono i suoi nonni. Lì rimane affascinata da un vecchio libro, maltenuto, con la copertina rossa lavorata, le pagine ingiallite. Si offre di rilegarlo e il libraio, colpito da tanta determinazione, glielo regala. Quando si accinge a rimetterlo a posto, nel dorso scopre una lunga lettera, in cui una nobildonna del 1800 racconta la propria storia. Si chiama Clarice, è appassionata di storia e di libri, è la prima donna rilegatrice, vissuta ai primi dell’Ottocento, quando alle donne era proibito esercitare quella professione. Il libro, inoltre, è di Christian Philipp Fohr, un autore romantico di discreto successo, e riporta ai margini due tipi diversi di corsivo. Per Sofia è come trovare un tesoro. Si appassiona alla vicenda e incomincia la ricerca per trovare gli altri due volumi mancanti, che lei percepisce come determinanti per la ricostruzione della storia. In questo lavoro incontra un uomo, tanto affascinante quanto enigmatico: Tommaso Leoni, esperto grafologo e cacciatore di libri antichi. I due insieme ricompongono il puzzle intero, iniziando anche una loro personale storia d’amore.
Molto interessante è l’idea di far precedere ogni capitolo da una citazione: Goethe, Dickens, Hemingway, Shelley, Austen. E’ un aspetto ulteriore per esternare l’amore per la lettura,e la volontà di chi scrive per gli appassionati, per chi considera il libro un fine e non un mezzo.
Uno stile di scrittura scorrevole, veloce, articolato, e musicale, mai pesante e ripetitivo. La narrazione è in terza persona, ma la caratteristica personale del libro è la doppia linea temporale sulla quale viaggia il romanzo: da una parte la vicenda di Clarice, ambientata nell’800, in giro per l’Europa: da Vienna a Roma a Londra; dall’altra quella di Sofia ai nostri tempi. Il doppio filone narrativo è rispecchiato negli animi delle due protagoniste. Tutte e due, con coraggio, trovano la salvezza nell’amore per i libri, nell’arte della rilegatura e tutte e due devono affrontare dolore e sofferenza per riuscire a modellare se stesse e trovare una propria indipendenza e sicurezza nel mondo. Due donne che si compenetrano vicendevolmente, per una storia unica bellissima ed intrigante. Su tutto spiccano i libri, e il rapporto con essi, poiché:
“loro ti scelgono”.
I libri sono messaggeri, sono protettori, sono scudi contro il dolore, e armi potenti con cui combattere,
“possiedono qualcosa di speciale. Per loro stessa natura contengono potenzialmente risposte a ogni sorta di domanda. (…) I libri spariscono e riappaiono di continuo. E’ come se vivessero di vita propria.”.

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Consigliato a chi ha letto...
Consigliato a chi ha letto Cristina Caboni, Il sentiero dei profumi e La custode del miele e delle api.
Trovi utile questa opinione? 
100
Segnala questa recensione ad un moderatore
La rilegatrice di storie perdute 2017-11-18 15:01:32 Mian88
Voto medio 
 
3.0
Stile 
 
3.0
Contenuto 
 
3.0
Piacevolezza 
 
3.0
Mian88 Opinione inserita da Mian88    18 Novembre, 2017
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Sofia, Tomaso e il mistero di Clarice.

Sofia Bauer a seguito del suo matrimonio con Alberto De Santis ha dovuto accantonare tutte le sue passioni nonché il suo lavoro in biblioteca. Essendo il legame giunto a conclusione, la donna decide di separarsi dal compagno. Da questo momento la sua vita cambia: se da un lato un misterioso libro riesce ad affascinarla e a risvegliare tutti i suoi interessi, dall’altro, Tomaso Leoni, grafologo che l’accompagna nella risoluzione del segreto che ruota attorno a quelle pagine, forse riuscirà a farle battere il cuore come nessuno è mai riuscito a fare.
E’ mediante “Discorso sulla natura”, primo volume de “L’elogio della perfezione” (composto da: “Discorso sulla natura”, “Discorso sull’uomo” e “Discorso sul pensiero”) di Christian Philipp Fohr, che la protagonista viene a conoscenza dell’esistenza di Clarice Marianne Von Harmel, giovane nobile nata e cresciuta nel 1800 e in qualche modo legata al tedesco. Nel restaurare il testo, ormai lacero e rovinato dal tempo, essa recupera una lettera da quest’ultima scritta. Chiaramente questa rinvia agli altri capitoli, ma perché? Che indichi l’esistenza di un disegno più grande collegato alla trilogia? E che ruolo ha Clarice in tutto questo? Affiancata da Tomaso, Sofia non si fermerà davanti a nulla, perché deve scoprire dell’arcano. E sarà tramite questa analisi che ritroverà anche se stessa.
Con un linguaggio chiaro e elegante, Cristina Caboni dà vita ad un elaborato piacevole che racchiude al suo interno molteplici riflessioni su quella che è la condizione della donna e la sua evoluzione nei secoli. Lo scritto si fa scoprire rapidamente da chi legge e invoglia ad andare avanti soprattutto per la riscoperta dell’enigma che si cela dietro la figura dell’autrice delle lettere.
Unica difficoltà che ho riscontrato nello scorrimento è stata l’eccessiva impostazione fiabesca del componimento. La sensazione è infatti quella di trovarsi di fronte ad un testo che negli intenti ha un’ottima base di presupposti ma che nel concreto fatica a risultare plausibile perché troppo novellato. A più riprese, non celo, di essermi trovata a pensare di essere di fronte ad una favola.
Nel complesso, quindi, un libro gradevole, non impegnativo, adatto a chi ama le storie romantiche e con quell’alone di mistero radicato nel passato. Da leggere ma con questi presupposti.

«Non sarò certo io a doverle ricordare che i libri sognano. [..] Un libro sogna. Il libro è l’unico oggetto inanimato che possa avere sogni» p. 83 (cit. di Ennio Flaiano).

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Trovi utile questa opinione? 
170
Segnala questa recensione ad un moderatore
 

Le recensioni delle più recenti novità editoriali

Il re di denari
Valutazione Utenti
 
3.5 (1)
L'ultima volta che ti ho vista
Valutazione Utenti
 
2.0 (1)
Vuoto per i bastardi di Pizzofalcone
Valutazione Utenti
 
4.5 (1)
Da molto lontano
Valutazione Utenti
 
4.8 (3)
La resa dei conti
Valutazione Redazione QLibri
 
2.3
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
La vergogna
Valutazione Redazione QLibri
 
5.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Middle England
Valutazione Redazione QLibri
 
5.0
Valutazione Utenti
 
4.0 (1)
Storia di una balena bianca raccontata da lei stessa
Valutazione Redazione QLibri
 
5.0
Valutazione Utenti
 
4.0 (1)
Nel muro
Valutazione Redazione QLibri
 
1.8
Valutazione Utenti
 
1.0 (1)
Donne che non perdonano
Valutazione Redazione QLibri
 
3.0
Valutazione Utenti
 
2.8 (1)
Uno sporco lavoro
Valutazione Utenti
 
4.0 (1)
La misura dell'uomo
Valutazione Redazione QLibri
 
3.5
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)

Altri contenuti interessanti su QLibri