Narrativa italiana Romanzi La vita intima
 

La vita intima La vita intima

La vita intima

Letteratura italiana

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«La paura finisce dove comincia la verità». Maria Cristina Palma ha una vita all’apparenza perfetta, è bella, ricca, famosa, il mondo gira intorno a lei. Poi, un giorno, riceve sul cellulare un video che cambia tutto. Nel suo passato c’è un segreto con cui non ha fatto i conti. Come un moderno alienista Niccolò Ammaniti disseziona la mente di una donna, ne esplora le paure, le ossessioni, i desideri inconfessabili in un romanzo che unisce spericolata fantasia, realismo psicologico, senso del tragico e incanto del paradosso. Niccolò Ammaniti è ritornato più cattivo, divertente e romantico che mai.



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La vita intima 2023-08-10 19:06:20 marialetiziadorsi
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marialetiziadorsi Opinione inserita da marialetiziadorsi    10 Agosto, 2023
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Sopravvalutato

Sopravvalutato. Non riesco a trovare altre parole per questo nuovo romanzo di un autore molto osannato. Ascoltato su Audible, ho trovato la scrittura banale e prevedibile, le similitudini e le metafore fanno talvolta sorridere tanto sono poetiche nelle intenzioni, ma solo in quelle. Voluto? Forse.
La storia vuole essere di attualità: la donna, “schiava” della propria apparenza nei confronti del proprio pubblico e incapace di guardarsi dentro e trovare la strada per una vita soddisfacente e soprattutto propria e che rispecchi chi siamo indipendentemente da come ci percepisce la community. Il marito della protagonista ovviamente questa strada, pur se a modo suo, l’ha trovata nel potere e ci sguazza. Ma la donna, ovviamente, no.
Da qui parte il processo di liberazione. Il tutto raccontato volutamente molto sopra le righe, in modo spesso comico (scelta dell’autore, ovviamente)
Molte le domande che sorgono. Siamo davvero sicuri che una “influencer” non possa in alcun modo trovare un proprio percorso di vita e affettivo soddisfacente? Siamo davvero sicuri che la community unita alla ricchezza costituiscano una schiavitù? Occorreva trovare il facile aggancio ai social e al marito-uomo di potere per trattare un tema così universale?
Riconosco all’autore la capacità di creare una leggera ansia nel lettore in modo da spingerlo a proseguire sempre nella lettura, che però lascia con un profondo senso di aver letto una storiella che nulla lascia. Certo, anche le storielle bisogna saperle scrivere, ma tali rimangono, senza pretendere che siano altro.
Mi permetto in chiusura una considerazione sul fatto che non è così scontato che un uomo-scrittore possa immedesimarsi in una donna, crearla per come la immagina e pretendere di farla assurgere a modello, negativo in questo caso, almeno in partenza, poi redento. Quando gli uomini smetteranno di parlare di donne sarà sempre troppo tardi.

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La vita intima 2023-08-09 13:23:53 ornella donna
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ornella donna Opinione inserita da ornella donna    09 Agosto, 2023
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I social e il loro potere distruttivo


Niccolò Ammaniti torna sulla scena letteraria con un libro assai avvincente, intitolato La vita intima, edito da Einaudi.
Tanti commenti, non sempre positivi, ho letto su questo romanzo. Personalmente reputo essere un libro che induce alla riflessione, soprattutto in riferimento alla vacuità di una società di mera apparenza, dove i soggetti perdono di importanza, sovrastati da un social del tutto inconsistente, ma terribilmente punto di riferimento per gli umani.
La storia è sorprendente. Racconta la vita di Maria Cristina, moglie di un Presidente del Consiglio, tale Domenico Mascagni:
“Un uomo potente, rampollo di una antica stirpe di avvocati che hanno salvato industrie, rappresentato Stati e holding internazionali. Si narra che un suo antenato, un certo Tancredi Mascagni, trovandosi a passare dall’Inghilterra abbia contribuito alla redazione della Magna Carta”.
Lei è considerata la donna più bella del mondo:
“Quando era uscita la storia della donna più bella del mondo, il Bruco era euforico e deciso a cavalcare l’improvvisa e gratuita popolarità. L’obiettivo era rendere la coppia presidenziale, se possibile, ancora più distante dalla gente comune.Il ricco avvocato prestato alla politica, e l’ex modella di buona famiglia, icona di eleganza e con un passato funestato dai lutti. In pratica due stronzi.”
La loro vita scorre placida, e sui riflettori del mondo, fino a quando Maria Cristina incontra un suo vecchio amore, che pare ancora essere innamorato di lei, nonostante sia passato tanto tempo. La sconvolgente verità è che lui è in possesso di un video hard proprio con lei, girato quando si frequentavano. Il potere distruttivo è insito nello stesso:
“Maria Cristina , la testa sotto al cuscino, precipita in una fossa oscura, l’illusione diurna si è dissolta nel disincanto della notte. Il potenziale distruttivo di quel video ora le è chiaro, e giace tremante.”
Il suo ex fidanzato userà il video? Cosa accadrà? A Maria Cristina, considerata da tutti come una first-lady che succederà?
“chiariamo che non ho fatto niente di male. Io sono la vittima. Sono stata ingannata e ricattata per qualcosa che nemmeno ho capito cos’è.”
Niccolò Ammaniti firma un romanzo potente. Fotocopia fedele dei tempi attuali, dove la stessa tecnologia esercita un potere pressante ed infelice sulle relazioni umane. Una lettura, il cui contenuto narrativo è assai potente, per non parlare dei personaggi. Un mondo dominato da regole e finzioni al limite del paradossale. La mente di una donna è analizzata e scandagliata con finezza ed astuzia. Una lettura specchio della realtà per veri intenditori. Per me una lettura che mi ha conquistato nell’intimo , dove le apparenze valgono più dei sentimenti e delle anime umane. Bellissima!

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La vita intima 2023-02-02 13:04:39 68
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68 Opinione inserita da 68    02 Febbraio, 2023
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La vita non intima…..

Premessa. Il commento contempla una prima parte che include la sintesi del romanzo cercando di non spoilerare, una seconda ne individua i temi dominanti, una terza che è un parere complessivo sull’ opera. Le tre parti non sono connesse ne’ consequenziali anche se trattano il medesimo testo e la lettura della prima potrebbe lasciare intendere una valutazione diversa. Ma qui ci troviamo di fronte a un dilemma, e soprattutto a un parere personale, quindi fallace, cercando di comprendere perché il romanzo è stato accolto con entusiasmo e viceversa perché potrebbe non piacere.

….”Le storie, quelle importanti, quelle che cambiano i destini, sono fiumi impetuosi, difficili da imbrigliare. E a ma piace che questa storia inizi così, con un urlo di dolore”….

Il ritorno di Niccolò Ammaniti attraversa una settimana della vita di Maria Cristina Palma, detta Maria Tristina, con incursioni in un futuro prossimo, ex atleta, ex modella di lingerie, vedova di uno scrittore famoso, raffinata ed elegante quarantaduenne con un corpo eccezionale, attualmente moglie del presidente del consiglio Domenico Mascagni, considerata da uno studio di un’università americana la donna più bella del mondo.
Una protagonista esposta quotidianamente all’ ondivago flusso mediatico della popolarità, il privato prigioniero del pubblico, una netta separazione tra ciò che è ciò che avrebbe voluto essere, inzuppata di verosimiglianza, vestita di niente, sovente poco vestita, trasformata e frastornata da un mondo che vive di pancia, superficie, pettegolezzi, ipercriticita’, esposta a un’ onda mediatica realmente irreale.
Il solito dilemma, essere o apparire, traumi infantili trascinati e tralasciati, tuttora vividi ( la prematura e dolorosissima scomparsa dell ‘ amato fratello Alessio in un incidente subacqueo in Grecia, il precoce sgretolamento famigliare dopo la morte per malattia della madre quando Maria Cristina era dodicenne ), un’ infanzia trascorsa con i nonni, la feroce e ansiogena ricerca di un riscatto personale e sociale, un amore, forse l’ unico, precocemente spezzato, il matrimonio perfetto con il Mascagni, potere e denaro, una vita divisa tra privilegio e tragedia, corredata da un’ infinita lista di sciagure.
Chi è realmente Maria Cristina, un semplice oggetto dei desideri, la bellissima e silente moglie del premier, una donna frivola disposta a tutto pur di arrivare, un orpello senza talento da esibire o una persona fragile e irrisolta, che ha sofferto sin da bambina, che nasconde profondità, che vorrebbe essere amata e vivere intensamente i propri giorni?
Difficile dirlo quando le circostanze inducono a una vita di apparenza e di stereotipi, siamo quello che gli altri vogliono, credono, desiderano, invidiano, recitiamo una parte che ben ci si adatta, c’è qualcuno che pensa per noi, ci dosa le parole, ci sceglie gli abiti, ci ha sottratto la speranza, ci siamo arresi alle circostanze, siamo soli.
Quando uno spezzone di passato improvvisamente ritorna per assumere le sembianze di un incubo, inconsapevole, casuale, disinteressato, viceversa architettato ad arte o con secondi fini, il nostro mondo rischia di spezzarsi e perdere i pochi affetti reali, anche se c’è qualcuno che continua ad amarci.
E’ allora che costruiamo tutt’ altra storia, una trama terribile, impossibile, ugualmente fragile, sospettando l’ inverosimile, imbrigliati in un labirinto di non senso, congetture e ipotesi da verificare.
È allora che si risveglia una coscienza dormiente, soverchiati dai sensi di colpa, dai traumi irrisolti, scoperchiando il vero senso del vivere, nudi di fronte a uno specchio di menzogne e paura.
È allora che possiamo decidere, continuare la recita o riappropriarci di noi, aspirare al quieto vivere o alla vita vera, sacrificare una parte di se’, riabbracciare il passato per un presente e un futuro diversi.


Una trama che pare colmarsi di significati e di profondità, essere e apparire, pubblico e privato, verità e menzogna, immoralità e coscienza, egocentrismo e senso famigliare, opportunismo e senso dell’ amicizia, amore e indifferenza, uno spaccato torbido della contemporaneità nelle misteriose assenze-presenze di una donna sola nel cuore di una società mutevole e mutante, pochi gli affetti sinceri, esposta alla cinica e algoritmica formula di potere e denaro, alla violenza dei social, alla patinata società della Roma bene.
Una vita sterile indirizzata a un nulla di fatto ma ancora pervasa da un senso di onestà intellettuale , dal risveglio della coscienza, dal desiderio di sentirsi donna, essere umano, non un semplice e freddo oggetto da esposizione.


Purtroppo l’ essenza irrisolvibile del romanzo esplode in tutta la sua pochezza, profondità solo accennate, una totale assenza di forma e contenuti, quasi che l’ autore che ricordavamo si fosse perso e scordato di se’. Il linguaggio è banalmente scorrevole perché naviga sempre in superficie, inzuppato di cliché, ripetizioni, stereotipi, volgarità, poche invenzioni, scarsa ironia, citazioni sterili e pressappochismo, uno sgradevole miscuglio di ingredienti scadenti e male assortiti.

….Maria Cristina è ruzzolata giù per la scala evolutiva ben oltre i vertebrati e i molluschi, lì dove il pensiero latita e si è trasformata in una spugna pregna di alcool…
…Il passato te lo puoi pure scordare ma lui non si scorda di te…
…Mi ero preso una cotta esagerata, ho faticato a dimenticarti. Ti avevo puntato dal primo giorno….
… A te ti spezzano come un grissino, a me mi muoiono dentro...
…È giunta a un’ età in cui senza trucco si sente disarmata...
..Tutto la fa vibrare come una ragazzina al primo appuntamento...
…Devo riconoscere che negli anni sei diventata più intensa….
..Il dolore dell’ esistenza di Maria Cristina è ciclico, scompare per consunzione e si rinnova come un bulbo a primavera…
….Un righello che al posto dei centimetri ha i defunti...
…La perseguita un malessere toppo banale e troppo complesso da esprimere...
…Tu sei pazza, sei uno schianto, fai palestra tutti i giorni, sei una figa spaziale….

I personaggi paiono la parodia di una parodia tanto sono inverosimili, la protagonista include mille forme di se’, nessuna credibile e vera.
La trama è una fiaba un po’ horror e nauseante a lieto fine, con tutti i connotati della commediola romantica, quando cerca di spingersi oltre si copre di sgradevolezza, invischiata nel proprio articolato non essere, abbandonando il lettore a un senso di vuoto e di indifferenza. Rarissimi gli spunti di interesse ( qualche sprazzo descrittivo), assente l’ ironia, l’ intimismo auspicato mai pervenuto.
Difficile districarsi tra le pagine, spingersi oltre, ricercare significati, un’ inversione di rotta, laddove il deludente sconfina nell’ imbarazzante, di certo il titolo andrebbe riformulato in “ La vita non intima “….

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La vita intima 2023-01-30 13:34:45 Antonella76
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Antonella76 Opinione inserita da Antonella76    30 Gennaio, 2023
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Ammaniti torna, ma non è lui



Si sta parlando molto, anche troppo, di questo tanto atteso ritorno di Ammaniti dopo otto anni di silenzio, (chi urla al capolavoro, chi lo definisce una cagata pazzesca)...tanto da chiedermi se il mondo abbia davvero bisogno anche del mio inutile parere.
Ovviamente no.
E quindi lo dico lo stesso ????.

Ammaniti, per quanto mi riguarda, ha due modi di narrare: uno più intenso che smuove e fa male ed uno più grottesco e tragicomico che, attraverso l'ironia, sa essere feroce.
Personalmente apprezzo entrambe le versioni.
"La vita intima" però, secondo me, resta in una sorta di limbo tra le due.
Non è drammatico e nemmeno grottesco, è più una commedia brillante... il cui luccichio però arriva un po' in ritardo, diciamo pure nelle ultime 100 pagine.
E per l'ultimo capitolo, le ultime due pagine proprio, farei una recensione a parte perché non mi capacito come possa averle scritte lui... avete presente il finale di "Ti prendo e ti porto via"?...ecco, siamo lontani anni luce...

L'ho sentito un po' superficiale, "esteriore"... un po' come la vita della protagonista.
Mi sono mancati i graffi.
Pur essendoci una continua critica a certi ambienti italici, non ho avvertito l'affondo della lama.
Lui sa essere molto più incisivo, più spietato, più caustico.

Certo rimane intatto il suo modo di catturarti, di incollarti alle pagine e trascinarti nella storia, perché Ammaniti è comunque un ottimo narratore.
Ha creato qui un personaggio femminile sfaccettato, imprigionato in una vita soffocante, per quanto dorata, apparentemente debole e frivolo, ma capace di evolversi.

Quindi mi è piaciuto?
Non lo so. Davvero non lo so.
Sono troppo onesta con me stessa per non pormi qualche domanda fondamentale: "se non l'avesse scritto Ammaniti avrei questi dubbi? Esiste una sorta di condizionamento in noi lettori quando uno scrittore"ci piace"? Quanto siamo disposti a perdonare ad un autore per non deludere noi stessi e le nostre aspettative?

Di certo non tra i suoi migliori, via.




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