La stanza dei morti La stanza dei morti

La stanza dei morti

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Cosa ci fa un uomo con una borsa piena di soldi sul ciglio di una strada isolata, di notte, nei pressi di Dunkerque? Vigo e Sylvain, due giovani disoccupati, non possono saperlo; sanno però di averlo investito e ucciso. Cosa fare? Denunciare l'incidente alla polizia o prendere il denaro e fuggire? Dopotutto non c'è nessun testimone, si dicono. E allora nascondono il cadavere e fuggono col bottino. Eppure qualcuno, dal ciglio di quella strada, li ha osservati. Perché quei soldi erano il riscatto per il rapimento di una ragazzina, un riscatto che non sarà più pagato. E allora il rapitore, mosso da una spietata determinazione, colpisce ancora, s'impadronisce di un'altra vittima innocente e, nel frattempo, si mette sulle tracce dei due "ladri".



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La stanza dei morti 2014-02-26 10:43:06 Anna Silvia
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Opinione inserita da Anna Silvia    26 Febbraio, 2014

Una poetica dell'assassinio realizzata con partico

Una strada fatta di sangue che porta a un futuro ricco di nuove opportunità per due informatici disoccupati. Un serial killer che uccide bambine e le trasforma in bambole, riflesso di un passato tinto di morte e rimpianti. Una poliziotta ossessionata dalle menti criminali al punto di sentirsene affine. Quattro vite che si intrecciano e si scontrano per rivelare un segreto agghiacciante: tutti siamo portatori di una patologia mentale, di una debolezza di spirito che ci può condurre alla rovina. La nostra caduta dipende solo dalla situazione e dalla nostra forza di resistervi. La parte più segreta della nostra mente: una stanza abitata da incubi, speranze e morti.
Franck Thilliez, ingegnere e scrittore francese, dipinge con abilità una storia cupa e adrenalitica, svelando un talento non da poco. Una scrittura, la sua, fatta di metafore e sensazioni che tracciano un quadro realistico che travolge il lettore, sebbene spinte all'eccesso possano confonderlo un poco. Una lode ulteriore va senz'altro attribuita agli studi che precedono la realizzazione del libro sulla tassidermia e la chirurgia, arricchendo un'opera già macabra e inquietante, senza appesantirla. Un romanzo ben costruito che aggiunge un pizzico di originalità e buona costruzione narrativa a un argomento, quello delle menti psicopatiche, fin troppo sfruttato dopo “Il silenzio degli innocenti”. Una lettura senz'altro piacevole per gli appassionati del genere thriller e non adatta ai più sensibili.
Una pecca: per un romanzo così promettente, il finale è deludente, affrettato e posticcio.

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Foresta Nera e L'osservatore dello stesso autore.
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La stanza dei morti 2010-11-20 16:28:26 Cristina V
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Cristina V Opinione inserita da Cristina V    20 Novembre, 2010
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Thriller ad alta tensione.


Primo romanzo del giovane autore francese Franck Thilliez; stile che ricorda per certi versi il suo conterraneo Jean Christophe Grangé , ed anche Maxime Chattam.

L'inizio è intrigante al massimo.
Due amici disoccupati investono ed uccidono una notte, guidando a fari spenti, un uomo che porta con sè due milioni di euro in una borsa.
Che fare? La tentazione è troppo grande.
Se ne impadroniscono.
Ma non sanno, i due poveracci, che quello era il riscatto da pagare per una bimba rapita ( e ritrovata morta) e - peggio- che l'assassino li ha visti!

Da quel momento ha inizio una serie di vicende drammatiche, che andranno in crescendo, e che non lasciano al lettore il tempo di respirare...

La storia procede in due direzioni parallele.
Da una parte, l'indagine poliziesca da parte del brigadiere Lucie Hennebelle, che studia da sempre il Male, e spera di trovare sulla sua strada "quel" serial killer...
Dall'altra, per i due amici, i tragici avvenimenti che seguono a ruota quella prima "cattiva azione" ..
Tutto questo è inframmezzato da flash terribili, che ci mostrano all'opera l'assassino con le sue azioni deliranti...

E' un vero giallo da brividi; scritto con stile conciso e asciutto, non lascia tregua fino all'ultima pagina.
Naturalmente è adatto ad amanti dei gialli a tinte forti; per questi, consigliato!

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