Le ribelli Le ribelli

Le ribelli

Letteratura straniera

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Sloane, Ardie, Grace e Rosalita lavorano da anni alla Truviv, marchio di abbigliamento sportivo con sede a Dallas, e con molte delle loro colleghe hanno due cose in comune: sono madri lavoratrici e si muovono al di qua di una linea invisibile che le separa dai collaboratori uomini, nell’ombra del loro prepotente superiore Ames Garrett. Quando il CEO della Truviv muore improvvisamente e loro scoprono che la persona più vicina ad assumere il controllo del ruolo vacante è proprio Ames – che ha appena assunto una nuova ragazza, giovane, bella e single – capiscono che è arrivato il momento di fare qualcosa. Troppo a lungo, infatti, ci sono stati solo sussurri, bisbigli messi ripetutamente a tacere, ignorati o nascosti dai complici. Sloane, avvocato dell’azienda, convince le altre a fare qualcosa. Qualcosa di apparentemente innocuo, qualcosa che sembra un sussurro ma presto diventa un grido. La loro decisione metterà in moto una serie di catastrofici eventi all’interno dell’ufficio: le bugie saranno scoperte, i segreti verranno rivelati. E non tutti sopravvivranno. Le vite delle quattro protagoniste e delle persone a loro vicine – altre donne, colleghi, mogli, amici e persino avversari – cambieranno drasticamente di conseguenza.



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Le ribelli 2020-06-04 22:32:22 ALI77
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ALI77 Opinione inserita da ALI77    05 Giugno, 2020
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LE DISCRIMINAZIONI DELLE DONNE NEL LAVORO

Partiamo intanto con il dire, che se una CE decide di indicare nella cover del libro "Le ribelli", la dicitura thriller, il lettore si aspetta una lettura di questo genere.
Così non è stato. Questo romanzo non è un thriller.
La storia si concentra nel descrivere la vita di quattro donne completamente diverse: Ardie, Grace, Sloane e Rosalita.
Il libro ha come scopo quello di mettere in evidenza le differenze e le disparità che ci sono tra gli uomini e le donne nella vita ma, soprattutto, nel campo lavorativo.
"Agli uomini era concesso essere evasivi.Veniva interpretato con un segno di prudenza. Ma se lei avesse esitato, avrebbe dato l'impressione di non sapere che pesci pigliare."
Nel prologo del romanzo, l'autrice accenna al ritrovamento di una persona che si è suicidata, è poi facile e intuibile nel corso del romanzo, sapere chi fosse la persona coinvolta.
Le quattro donne sono differenti per età, per status social, per origine, ma lavorano tutte per la Truviv Inc, azienda leader nell'abbigliamento che sponsorizza i maggiori campioni americani.
"Per prima cosa, avevamo meno tempo a disposizione per lavorare rispetto ai colleghi maschi. [...] Trenta minuti la mattina per asciugare i capelli..., dieci minuti per lisciarli, un quarto d'ora per il trucco, ecc.[...] Se poi diventavano mogli e madri, il tempo diventava ancora più prezioso, perchè ce n'erano sempre meno."
I capitolo sono lunghi e pesanti, l'unica parte che ho trovato interessante è stata quella dove c'erano le trascrizioni delle deposizioni dei vari testimoni o degli indagati.
I temi che l'autrice tocca in questo romanzo sono molti: il cyberbullismo tra gli adolescenti, la disparità delle donne nel lavoro, l'integrazione degli immigrati dal sud America, la maternità e il ruolo delle madri lavoratrici.
Questi sono sicuramente degli argomenti importanti e delicati e capisco perché la Baker abbia deciso di inserirli nel libro, alla fine dello stesso c'è anche una nota che lo spiega.
Certo che però, la mia valutazione si abbassa perché questa storia è stata inserita nei thriller, mentre invece questo libro ci racconta la vita di queste donne che tra mille difficoltà, cercano di gestire una carriera o un lavoro e la loro vita personale.
"Il lunedì ci portava un mix di senso di colpa, paura, stress, stanchezza e sollievo. Durante il weekend diventano internet-dipendenti, Sbavavamo alla prospettiva di fare shopping online e di trangugiare un caffè dopo l'altro senza che nessuno ci interrompesse."

Noi donne sappiamo cosa significa essere discriminate sul lavoro, sfido chiunque di noi a non aver avuto dei problemi, piccoli o grandi, nella sfera professionale solo perché siamo donne.

Capisco quale sia stato lo scopo dell'autrice e c'è tutta la mia solidarietà femminile, ma non credo che sia stata la cosa migliore costruire un intreccio narrativo del genere; questo è più una sorta di libro-denuncia sulle disparità delle donne nell'ambito lavorativo che un thriller.
Quello che ho trovato noioso è in particolare, ogni inizio capitolo, dove c'era un inutile e a volte scontato discorso su quanto le donne siano svantaggiate, su quanto debbano faticare dieci volte in più degli uomini.
Nella narrazione c'è un elemento che sembra solo un accessorio alla storia che forse poteva essere sviluppato maggiormente. E' un file excel, chiamato BAD MEN, con i nomi di uomini che molestano le donne sul luogo di lavoro, tema importante che però rimane marginale rispetto al resto.
Per farvi capire meglio quello che ho detto in precedenza, un accenno di indagine, arriva solo a pagina 260, non prima.
Questo libro nonostante abbia un gran potenziale, non decolla, non c'è suspense, non ci sono colpi di scena significativi, nè nulla che possa rendere interessante e scorrevole la lettura.
Pertanto se cercate un thriller vi sconsiglio assolutamente di leggere questo romanzo.

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Lettura consigliata
no
Consigliato a chi ha letto...
non è un thriller, ma un libro di narrativa con un tema molto attuale
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