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Nel bosco

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Il protagonista, detective con una "cicatrice" emotiva tanto profonda quanto misteriosa risalente alla sua infanzia, investiga assieme a una collega sul misterioso omicidio di un'adolescente nei pressi di un sito archeologico alla periferia di Dublino. Non molto lontano da lì era stato trovato lui stesso, tanti anni prima, selvaggiamente avvinghiato al tronco di un albero, mentre dei suoi compagni non era stata trovata mai più traccia, e sull'accaduto l'amnesia del bambino e l'infruttuosità dell'indagine avevano fatto calare un velo di silenzio. Mentre le varie piste seguite dai due investigatori portano alla luce una trama di intrighi e inquietanti segreti in seno alla comunità d'origine della ragazzina, il protagonista non potrà fare a meno di confrontarsi con il suo passato e di ricordare.



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Nel bosco 2026-04-21 13:43:18 La Lettrice Raffinata
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La Lettrice Raffinata Opinione inserita da La Lettrice Raffinata    21 Aprile, 2026
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Per niente O'ke(ll)y!

Con una "carriera" da lettrice lunga quasi tre decadi alle spalle, ho notato che sempre più spesso mi appoggio a una ristretta cerchia di autori ben conosciuti e apprezzati, mentre fatico parecchio quando si tratta di dare un'occasione a una penna nuova. Con ogni probabilità è un meccanismo difensivo: in passato avevo invece l'insana abitudine di acquistare a scatola chiusa anche due o tre libri di uno scrittore mai provato prima, rimanendo delusa dal risultato spesso e volentieri. Ogni tanto però quel piccolo sforzo riesco ancora a farlo, a esempio con Tana French e il suo romanzo d'esordio "Nel bosco", primo capitolo in una serie di volumi grossomodo autoconclusivi che -per ragioni che andrò a elencare a breve- non progetto di continuare in futuro.

Per l'ambientazione l'autrice sceglie il suo Paese d'adozione, l'Irlanda. Ci troviamo infatti a Knocknaree una località fittizia non lontana da Dublino, dove degli archeologi rinvengono un cadavere; nulla di strano, se non si trattasse del corpo di una ragazzina vittima di un omicidio fin troppo recente. A indagare sulla vicenda sono i detective Adam Robert "Rob" Ryan (aka, la nostra voce narrante) e Cassandra "Cassie" Maddox, i quali ben presto identificano il corpo come quello della giovane promessa del balletto Katharine "Katy" Siobhan Devlin. Il mistero non è però così semplice da ricostruire, sia per l'ostruzionismo della famiglia che per i collegamenti con un caso di vent'anni prima: nel 1984 quella stessa zona è stata infatti il teatro della sparizione di Germaine "Jamie" Elinor Rowan e Peter Joseph Savage, dei dodicenni come Katy ma soprattutto i più cari amici d'infanzia dello stesso Rob.

Un legame che ovviamente influenza le reazioni e l'atteggiamento del protagonista, delineando un quadro interessante sul piano psicologico ma anche molto problematico. Rob infatti ha una quantità spropositata di difetti personali e mancanze professionali, che mi hanno portata in più momenti a chiedermi come possa aver avuto così tanti successi nel suo lavoro di detective. Questa caratterizzazione lo ha reso per me insoffribile come narratore e odioso come protagonista, e se è vero che un personaggio non dev'essere per forza moralmente ineccepibile è altrettanto vero che un autore non può basare la totalità dei colpi di scena sull'idiozia di un carattere. O peggio ancora dell'intero cast, perché in realtà c'è un'unica personaggia che dimostri intelligenza e genuino interesse per il proprio lavoro: peccato che French costringa anche lei a comportarsi da mentecatta per pilotare l'intreccio a proprio gusto.

Tra personalità detestabili oppure stereotipate al massimo, il cast non spicca come punto di forza del volume, tra i quali si possono invece includere le metafore visive che danno carattere allo stile dell'autrice e la scelta di affrontare dei temi decisamente rilevanti; non sono convinta del tutto del risultato ottenuto, ma devo ammettere che la descrizione di un nucleo famigliare disfunzionale le è riuscita molto bene. Un pregio con riserva riguarda invece il racconto dell'indagine, che è davvero dettagliata e tiene conto dei tecnicismi del caso, ma allo stesso tempo rallenta moltissimo il ritmo in un genere di romanzo dove ci si aspetterebbe un coinvolgimento più rapido. Un'ulteriore zavorra narrativa è rappresentata dalla lunghezza eccessiva dei capitoli -circa 50 pagine ognuno-, altro elemento insoluto per un thriller.

Come si sarà intuito, non reputo l'intreccio granché riuscito: le svolte dell'indagine sono per la maggior parte fortuite, e anche gli ostacoli compaiono per puro caso anziché per merito dell'acume dimostrato dagli antagonisti. Ho trovato inoltre svogliata l'edizione nostrana (sarebbe costato tanto includere qualche nota esplicativa a fondo pagina?) e fastidiosa la scelta di spiegare i comportamenti dei personaggi anziché farli desumere dal contesto. Forse questo è dovuto alla presenza di un unico POV, e a tal proposito: con chi sta parlando Rob? il testo è costellato di suoi commenti e giustificazioni rivolti a un misterioso pubblico, come se si stesse interfacciando con qualcuno che gli chiede conto e ragione delle sue azioni, ma alla fine non c'è nessun chiarimento in merito! Inoltre è un narratore inaffidabile, espediente letterario fin troppo pigro per questo genere di storie; tra i demeriti soggettivi menzionerei poi la sensibilità datata e l'impressione che sia più vicino al noir di quanto io tenda ad apprezzare.

In relazione al lato investigativo c'è poi un enorme difetto, ossia le pochissime risposte sulla scomparsa degli amici del protagonista. Non escludo in modo assoluto vengano fornite nei seguiti, ma lo reputo molto improbabile considerando che di certo Rob non ritorna come protagonista negli altri romanzi, e a questo punto non saprei se considerarlo un bene o meno: da un lato l'ho detestato e non potrei sopportare altre narrazioni dal suo punto di vista, dall'altro trovo frustrante la scarsità di spiegazioni fornita su una figura teoricamente centrale all'interno della storia. Di sicuro la sua assenza non rappresenta una motivazione sufficiente per sorbirmi di mia sponte una seconda indagine con il contagocce a opera della cara Tana.

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Nel bosco 2017-10-10 14:23:56 Mirella Milanese
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Opinione inserita da Mirella Milanese    10 Ottobre, 2017

Idea interessante ma mal sviluppata

Trovo il romanzo troppo lungo. La psicologia dei personaggi è troppo spesso preponderante sulla trama rendendo il racconto pesante, a volte inutile. L’intreccio delle due indagini, una sul presente e l’altra sul passato, è un’idea interessante ma l’indagine sul passato rimane marginale e si sviluppa più che altro nel dramma psicologico del protagonista la cui mente ha cancellato quel pezzo di passato ondeggiando fra il riemergere e lo scomparire di ricordi a volte vividi e nostalgici ma comunque non determinanti. Il risultato è che questo continuo vagare nella continua ricerca di se stesso e nella paura di ritrovarsi finisce per rompere quel filo che unisce le due indagini e che avrebbe reso il romanzo interessante fino alla fine. E infatti da un certo punto in poi tutta la suspense di questo parallelismo sparisce e il romanzo rimane monco. Ne va avanti solo una metà mentre l’altra viene abbandonata e mai più ripresa. Al punto che non si saprà mai che cosa è accaduto ai due bambini scomparsi. Questo mistero avrebbe potuto avere un senso e inserirsi in un finale senza soluzione ma solo se ci fosse stato un filo conduttore che l’avesse reso presente nel racconto fino alla fine e non solo nel continuo e astratto vagare della mente del protagonista.

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Nel bosco 2014-07-28 20:56:20 mariodb
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Opinione inserita da mariodb    28 Luglio, 2014

Delusione

Avendo letto la breve trama riportata dietro al libro ne rimasi davvero colpito, pensando che stessi acquistando un thriller degno di questo nome. La storia inizia, a passo lento, lo stile di scrittura risulta piuttosto pesante. Ma poi prende il via e il lettore comincia a entusiasmarsi piano piano al testo. Il rapporto tra il protagonista e la collega detective fa da cornice a una storia che, sebbene non stimolante come dovrebbe, innesca la curiosità del lettore a saperne sempre di più. E poi si arriva al punto morto. La storia si infanga. Il colpevole viene identificato ma il finale è enigmatico e sconcertante. Tanta carne al fuoco, piste sempre nuove ma totalmente irrilevanti. Il mistero che affascina il lettore nel retro del libro, all'improvviso, senza un vero perchè, viene archiviato come, del resto, viene meno l'entusiasmo di chi legge. Insomma, un libro che del thriller ha solo il nome, purtroppo.

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Nel bosco 2013-07-11 15:31:26 LolloP
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LolloP Opinione inserita da LolloP    11 Luglio, 2013
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Decisamente...NO!

Se dovessi stilare una classifica dei libri che non mi sono piaciuti, piazzerei " Nel bosco" sicuramente nei primi posti.
La trama brevemente riportata nel retro copertina mi aveva in effetti colpito: un efferato omicidio in uno scavo archeologico celtico , un detective che proprio in quello stesso luogo aveva subito un violento trauma da bambino, tanto da non ricordare cosa fosse accaduto, le nebbie dell'Irlanda a fare da cornice alla vicenda. A prima vista sembrano esserci tutti gli ingredienti per un thriller ben costruito.
Peccato che manchi davvero tutto il resto.
Caratterizzazione dei personaggi alquanto scialba, trama piuttosto piatta e poco coinvolgente. Preferisco non addentrarmi oltre nel descrivere quelle che, a parer mio, sono le tante mancanze riscontrate.
Ciò che tuttavia più ho davvero odiato, dopo aver chiuso l'ultima pagina del libro , è stato non capire nulla di ciò che fosse avvenuto al detective da bambino, non capire in che modo la sua infanzia venisse ricollegata alle vicende raccontate ( piuttosto banali tra l'altro), nè in che cosa consistesse questo famigerato trauma tanto ricorrente.
Non ho capito tutto ciò non perchè non avessi prestato attenzione al testo. Nè è possibile sostenere che venga lasciato al lettore facoltà di immaginazione. Bensì , semplicemente, nulla viene detto in merito.
Ebbene sì. Si apre un intreccio e lo si lascia sospeso nel vuoto.
I primissimi capitoli sembrano tratteggiare una trama misteriosa e complessa per poi concludersi nel nulla più assoluto. Come se l' autrice, dopo aver iniziato a scrivere, si fosse stancata e avesse sbrigativamente concluso il tutto, senza dare spiegazioni di alcun tipo.
Se mai aveste la tentazione di acquistarlo il mio consiglio è di non farlo, a meno che non vogliate capire come NON scrivere un thriller !

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Nel bosco 2012-07-25 16:50:26 Valentina
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Opinione inserita da Valentina    25 Luglio, 2012

rapita

L'ho letto nell'estate 2007 e mi ha letteralmente rapita.
Ritmo serrato che ti porta a divorare il libro.
Fitta trama che io sinceramente non ho trovato così scontata.
Il finale lascia aperte molte possibilità, lasciando al lettore il compito di trovare una risposta in merito ai fatti successi nell'84.
Sotto questo punto di vista, il romanzo mi ricorda molto il film "pic nic ad hanging rock" (tratto dall'omonimo romanzo) per cui non si saprà mai cosa realmente sia successo alle protagoniste e che ti "lascia addosso", o almeno così è stato per me, un profondo senso di mi stero e curiosità... insomma: tutto da ragionare!

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Nel bosco 2012-03-06 17:30:28 Federico
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Opinione inserita da Federico    06 Marzo, 2012

Che delusione...

L'incipit del libro è molto interessante... L'autrice sapientemente collega l'omicidio di una ragazzina ad un fatto accaduto 20 anni prima, mettendo suspance nel lettore. Purtroppo andando avanti con la lettura ci si rende conto di quanto i 2 fatti viaggino su binari paralleli! La risoluzione del caso dell'omicidio della ragazzina è alquanto banale... E per giunta non si scoprirà mai cosa sia successo nell'84 ai ragazzini scomparsi nel bosco...
Peccato.

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Nel bosco 2011-05-29 18:23:02 lorypitt
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lorypitt Opinione inserita da lorypitt    29 Mag, 2011
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Non si fa così Tana !

So che puo' apparire contraddittorio il mio dare voti piuttosto alti a questo libro ma sconsigliarne la lettura. La mia delusione è dovuta dal fatto che ho ritenuto veramente senza senso che l'autrice abbia creato un alone di mistero ed una suspence veramente coinvolgenti fin dalle prime righe parlando di un mistero che alla fine non chiarisce. Ho avuto come l'impressione che abbia ricamato talmente tanto intorno a cio' che alla fine qualsiasi spiegazione sarebbe risultata deludente, pertanto ha deciso di non darne nessuna. Una specie di sindrome da Twin Peaks insomma, che lascia sconcertati e fa quasi dimenticare di quanto sia stato scritto bene il libro.

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Nel bosco 2010-06-23 20:15:25 leadger
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leadger Opinione inserita da leadger    23 Giugno, 2010
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Non l'ho capito!!!

Un pomeriggio di agosto del 1984 tre dodicenni: Jamie, Adam e Peter scavalcano, come d'abitudine, il muro che separa la zona abitata di Knocknaree, per andare a svagarsi nel fitto bosco limitrofo.Per i tre ragazzini il bosco è come una seconda casa, un posto tutto per loro. Purtroppo però, quel giorno, solo Adam uscì dal bosco, sconvolto, con macchie di sangue e nemmeno un ricordo di ciò che era avvenuto a lui e ai suoi amici, misteriosamente scomparsi. Vent' anni dopo questo oscuro fatto Adam, diventato investigatore della sezione omicidi della polizia di Dublino, viene assegnato ad una caso di omicidio avvenuto a Knocknareee. Da quel momento è costretto a rivivere e ricordare gli sconvolgenti avvenimenti accaduti molti anni prima.
La trama è interessante, le descrizioni quasi perfette, peccato che, arrivati all’ultima pagina si scopre che tutto rimane in sospeso. L’autrice non dà infatti nessuna spiegazione su quanto accaduto a quei ragazzini nel 1984. Per questo motivo la mie note concernenti il contenuto e la piacevolezza sono così basse.

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