Narrativa straniera Romanzi All'ombra di Julius
 

All'ombra di Julius All'ombra di Julius

All'ombra di Julius

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Dall’autrice della saga dei Cazalet, un nuovo romanzo toccante e divertente. Nuovi personaggi e una nuova storia, raccontati con lo stesso stile, la stessa eleganza e la stessa intelligenza. Sono passati vent’anni dalla morte di Julius, ma il suo ultimo gesto eroico ha lasciato il segno nelle vite di chi gli era vicino. Emma, la figlia minore, ventisette anni, ha paura degli uomini. Cressida, la maggiore, vedova di guerra, cerca l’amore in una serie di relazioni con uomini sposati. Esme, la vedova, ancora attraente alla soglia dei sessant’anni, è persa nella routine domestica della sua bellissima casa. E poi c’è Felix, ex amante di Esme, che l’ha lasciata quando il marito è morto. E infine Dan, un estraneo. Si ritrovano tutti a trascorrere un weekend insieme in campagna: giornate disastrose e rivelatrici, sulle quali incombe, prepotente, l’ombra di Julius.

Recensione della Redazione QLibri

 
All'ombra di Julius 2018-04-20 15:24:18 Chiara77
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Chiara77 Opinione inserita da Chiara77    20 Aprile, 2018
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Amore, matrimonio, adulterio

L'ultimo libro di E.J. Howard pubblicato in Italia, uscito il 9 aprile 2018, racconta la storia di una famiglia borghese nell'Inghilterra degli anni Sessanta.
La famiglia in questione è formata da tre donne: Esme, la madre, di 58 anni, rimasta vedova ormai da una ventina d'anni, Cressy, la figlia maggiore di 37 anni, anch'essa giovanissima vedova di guerra e pianista di dubbio talento ed Emma, la sorella minore, di circa dieci anni minore di Cressy, apparentemente indifferente all'amore ed agli uomini, che lavora nella casa editrice di famiglia. Emma e Cressy vivono insieme in un appartamento a Londra, ma ogni fine settimana cercano di raggiungere la madre nella casa di campagna nel Sussex.
E' un venerdì ed il romanzo narra le vicissitudini di un fine settimana particolare, durante il quale i precari equilibri che hanno governato la vita delle tre donne per lungo tempo, saranno destinati ad essere infranti e rimescolati.
In quella settimana di novembre infatti decide di tornare a trovare Esme anche Felix, un medico che circa vent'anni prima, quando era ancora in vita Julius, era stato il suo giovane amante e che l'aveva lasciata senza spiegazioni proprio dopo aver saputo della morte del marito. Alla strana comitiva si unisce anche Daniel, un eccentrico poeta che conosce Emma nella casa editrice e viene invitato dalla ragazza a trascorrere il fine settimana insieme nella casa di campagna di famiglia.
Come già nei romanzi della saga dei Cazalet, l'autrice dà prova di uno stile inconfondibile: le accurate descrizioni di luoghi e oggetti lasciano spazio a poco a poco alla psicologia dei personaggi, in particolare di quelli femminili, dei quali possiamo indagare a fondo angosce, intimi desideri, solitudine e innamoramenti.
Questo romanzo fu scritto dalla Howard prima dei Cazalet, fu pubblicato in Gran Bretagna nel 1965, una delle prime opere di questa autrice. Viene quindi spontaneo fare dei paragoni, anche se forse bisognerebbe cercare di evitarli. Come ho scritto prima, lo stile della scrittrice è già riconoscibile e maturo, i temi affrontati sono simili: la vita delle famiglie e soprattutto delle donne borghesi nell'Inghilterra fra gli anni Quaranta e Sessanta del Novecento, l'ipocrisia che vi si poteva nascondere e la contemporanea ricerca della sincerità e dell'amore. Ho trovato tuttavia “All'ombra di Julius” un po' meno coinvolgente e profondo della saga dei Cazalet, dove venivano sviscerate anche questioni più spinose, come l'omosessualità, la violenza all'interno delle famiglie, la malattia, la sofferenza; questo invece, a tratti mi è sembrato simile ad un romanzo rosa.
Ciò non toglie che sia un libro scritto in modo impeccabile, piacevole, dal sentore vagamente cinematografico o teatrale (ricorda delle commedie romantiche del cinema anglosassone) e che può essere letto come “introduzione” allo stile della Howard. I Cazalet però, secondo me, sono superiori.

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La saga dei Cazalet di E.J. Howard o a chi ha intenzione di conoscere l'autrice
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All'ombra di Julius 2018-08-23 19:25:06 68
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68 Opinione inserita da 68    23 Agosto, 2018
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Illusioni e speranze amorose...

I resti di una famiglia, un marito, Julius, misteriosamente deceduto venti anni prima durante la Grande guerra, una moglie Esme, alla soglia dei sessant’anni, sola, che vive di una ripetuta e noiosa mondanità, due figlie ancora da maritare, Cressy, la maggiore, piuttosto inquieta, maliziosa ed estroversa, da sempre persa in relazioni disastrose e senza futuro, ed Emma, disillusa e mansueta, che pare non avere mai conosciuto l’ amore.
Tra loro l’ improvvisa ed ingombrante comparsa di due uomini ed un weekend da condividere nella abitazione di famiglia. Felix, ex amante di Esme, ed unico uomo che abbia amato, è un medico senza fissa dimora, Dan uno sconosciuto aspirante poeta nullafacente.
In questa famiglia allargata e ritrovata l’ ombra di Julius, da cui il titolo del romanzo, si mostra e scompare nei ricordi personali, avendone definito i tratti, indirizzato le vite, un uomo piuttosto enigmatico e del tutto sconosciuto, forse un eroe, un padre premuroso o semplicemente un egoista, volutamente assente o solo profondamente ferito.
Di fatto le vite delle tre donne paiono nebulose e controverse, costruite su solitudini e balbettii, sottratte da tempo alla solidità di un pater familias la cui ombra è comunque sempre presente.
Al momento vivono una confusione manifesta, un giuoco cinico e fatalista inserito in questi pochi giorni condivisi, nella formalità di gesti ripetuti, dialoghi spezzettati, dubbi, ansie, aspettative, una fragilità di sentimenti che ricerca ciò che si è smarrito o semplicemente mai conosciuto, una personale dose di amore e felicità .
In un crescendo relazionale, sullo sfondo di un desiderio di accomodamento matrimoniale che ci riporta a “Orgoglio e pregiudizio “ di Jane Austen ( attuale lettura di Esme ), nulla è come sembra, Julius è stato presto dimenticato e prematuramente sostituito, da qualcuno rimpianto, e la disgregazione affettiva e famigliare è segnata da una lacerazione personale e dall’ incapacità di stabilire rapporti profondi e duraturi.
Ecco che, nel respiro di una fragilità protratta, ha inizio una tragi-commedia degli equivoci, tra amori scaduti ed inattese albe sentimentali, trascinando i resti di storie di declino personale e riaccomodando giorni inutili e lontani.
Si intrecciano anime solidali, vite incontratesi in attesa di altro, impaurite, ciniche, disamorate e la scoperta tardiva di un uomo ( grazie ai suoi scritti ), Julius, dotato di sentimenti e profondità cristalline.
Di certo il mondo a cui ci ha abituato la Howard e che è espressione della sua essenza, in una linearità ed eleganza di forma e contenuti, traccia e delinea femminilità fragili e complesse ed un universo maschile spesso brutale ma capace di slanci inaspettati.
In questo angolo di falsità, sotterfugi, fine psicologia, arrendevole e silenzioso, malizioso ed invadente, si aspira ad eludere un certo male di vivere accudendo l’altro ed unendo solitudini apparentemente senza speranza.
Ma c’ è anche chi, china e raccolta nel proprio passato, vive il silenzio del presente, prendendosi tutto il tempo necessario per se’….

….” per la prima volta da quando era morto, desidero’ ardentemente che Julius fosse lì con lei e non in una tomba, distante, inaccessibile, immobile ed inutile, per essere andato a soccorrere delle persone che nemmeno conosceva “….

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All'ombra di Julius 2018-04-29 07:47:59 ornella donna
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ornella donna Opinione inserita da ornella donna    29 Aprile, 2018
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Un weekend all'insegna del ricordo

Elizabeth Jane Howard, dopo aver firmato con ottimo successo la saga dei Cazalet, pubblica All’ombra di Julius, redatto nel 1965, totalmente slegato ed autonomo rispetto alla saga. Un romanzo corale, che narra i sentimenti e le emozioni dei personaggi che ne animano la trama con grazia e profondità. La scrittura dell’autrice è sicuramente elegante, ricca di dettagli e profondamente intimistica. Tuttavia, non mi ha convinto del tutto. La scelta di far trascorrere un weekend nella casa di campagna, accomunando personaggi diversi tra loro, uniti dalla presenza ingombrante di Julius che alita su di loro, non mi è parsa essere particolarmente originale.
Julius era un militare combattente, che vent’anni prima ha perso la vita in un gesto eroico durante l’evacuazione di Dunkerque. La sua morte ha provocato profondi sensi di colpa in tutta la sua famiglia, che si ritrovano tutti a vivere una vita segnata in modo indelebile. Emma, la figlia più piccola, lavora nella casa editrice di famiglia, e tiene gli uomini lontani, troppo occupata e persa nel suo lavoro e nei suoi studi. Cressy, l’altra figlia, ha sposato giovanissima un ragazzo morto in guerra, a poca distanza dal matrimonio. Da allora si getta in relazioni inconcludenti con uomini sposati, alla ricerca disperata di un po’ di affetto. La moglie Esme, è una donna molto curata ed attraente, alla soglia dei sessant’anni, e anche lei non è stata uno specchio di onestà nei confronti di Julius, ripetutamente tradito. Poi c’è Felix, ex amante di Esme, che l’ha lasciata e ora torna dopo vent’anni di assenza. Infine c’è Dan, un poeta un po’ eccentrico, con poche qualità. Tutti si ritrovano in questa grande tenuta, e l’occasione sarà foriera di difficoltà e di chiaroscuri che interagiscono forzatamente con i ricordi di un passato, ancora troppo ingombrante e difficile.
Il libro è scritto con eleganza di scrittura e di intelligenza. Fa difetto una scarsa pregnanza narrativa, a mio personale giudizio.

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Consigliato a chi ha letto ed amato della stessa autrice La saga dei Cazalet.
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