Narrativa straniera Romanzi La città dei ladri
 

La città dei ladri La città dei ladri

La città dei ladri

Letteratura straniera

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1941, è l'ultimo dell'anno e Lev Beniov, ragazzo diciassettenne, è solo a Leningrado. La madre e la sorella sono evacuate a settembre prima che l'assedio cominciasse; il padre è stato richiamato alle armi nel 1937. I guai di Lev cominciano quando un paracadutista tedesco, morto assiderato, atterra sulla sua strada, il ragazzo abbandona la sua postazione e ruba il coltello al tedesco, ma viene arrestato dai soldati russi e incarcerato con la minaccia di condanna a morte. Il suo compagno di cella è il ventenne Kolja, disertore cosacco presuntuoso e sprezzante che non manca di prenderlo in giro per il suo grosso naso da ebreo. L'ostilità iniziale tra i due ragazzi si trasforma però presto nei più stretto e solido dei legami.



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La città dei ladri 2016-08-29 17:29:07 catcarlo
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catcarlo Opinione inserita da catcarlo    29 Agosto, 2016
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Forse scontato, ma molto coinvolgente

Romanzando, in quale proporzione non è dato sapere, o inventandosi il passaggio all’età adulta del nonno durante l’assedio di Leningrado, Benioff scrive un libro allo stesso tempo di formazione e di avventura capace di coinvolgere dalla prima all’ultima pagina: non racconta nulla di nuovo, ma lo con notevole efficacia dando alla narrazione un ritmo serrato debitore con ogni probabilità dell’occupazione principale dell’autore, ovvero lo sceneggiatore cinematografico. Un eccesso di bianco-o-nero potrebbe indispettire un lettore particolarmente esigente, ma il piccolo difetto è ben compensato dall’accurata resa delle psicologie nonché dell’interazione fra i giovani protagonisti aggiunti alla ricostruzione ambientale che trasporta a Piter (il nomignolo affibbiato dagli abitanti a quella che è tornata a chiamarsi san Pietroburgo) e dintorni nell’inverno del 1941. Il quindicenne Lev e il poco più anziano Kolja scampano alla fucilazione per futili motivi (sono un ladruncolo e un disertore, entrambi involontari) per essere spediti alla ricerca di uova in una città in cui mancano le basi stesse della sussistenza, stremata com’è dal freddo e dai bombardamenti: le peripezie li condurranno prima attraverso gli orrori che si nascondono fra palazzi fatiscenti ed esseri umani trascinati dalla fame ai limiti (e oltre) della pazzia per poi portarli ad affrontare quelli diversi eppure altrettanto terribili che tormentano le campagne innevate nelle quali i contadini sono abbandonati ai feroci capricci dell’invasore. Al termine di una serie di avventure tra l’horror e il picaresco, la strana coppia approda a un appropriato finale dolceamaro grazie all’abilità con gli scacchi di Lev unita a una buona dose di incoscienza: tutto è bene quello che finisce (quasi) bene e non è una sorpresa, anche perché il capitolo iniziale lo mette da subito in chiaro. In aggiunta agli avvenimenti incastrati con i tempi giusti, il punto di forza del romanzo sta nella caratterizzazione dei personaggi, con l’insicuro e ancora bambinesco protagonista trascinato dalla sfrontatezza di Kolja, sciupafemmine e coraggioso, ma pure timido nelle sue aspirazioni di romanziere. Attorno a loro si muove una folla di figure per mezzo delle quali vengono evocate le difficoltà del momento storico, tra profittatori e imboscati, cannibali e prostitute (entrambi per disperazione), civili vittime e militari impreparati: su tutti incombono l’incubo della fame e della ferocia nazista in un modo che non si sa dire quale sia la minaccia peggiore.

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La città dei ladri 2009-06-21 16:06:55 aldebaran
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Opinione inserita da aldebaran    21 Giugno, 2009

La struttura della favola

Eccellente stesura di un romanzo che si articola sui canoni tradizionali della favola medievale.

In una dimensione astratta la 2° Guerra Mondiale è un pretesto per ambientare, pur realisticamente, in un'epoca che si avvia alla mitizzazione una narrazione che ricalca i dettami delle avventure più classiche: l'orfano incaricato dal potente locale di una "quest" quasi impossibile che entra progressivamente nell'età adulta man mano che la vicenda si dipana; un classico del romanzo di iniziazione. L'aiutante magico, gli orchi, le fanciulle in pericolo, il Male personificato, la bella ma non indifesa, la paura e la fame reali, il pericolo e la morte, la vittoria e l'amarezza del trionfo sono tutti gli elementi,sapientemente dosati da un grande scrittore, che trasformano un semplice resoconto in un romanzo di grande spessore e profondità, commovente e coinvolgente. Altamente consigliato.

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romanzi fantasy e saghe nordiche
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La città dei ladri 2008-11-22 09:41:56 andrea70
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andrea70 Opinione inserita da andrea70    22 Novembre, 2008
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Bello

La seconda guerra mondiale vista attraverso gli occhi e le vicende di due ragazzi russi nella Leningrado assediata dai tedeschi.

Il freddo, la fame, la paura, la crudeltà degli invasori, poteva uscirne un romanzo pesante , anche per situazioni e temi trattati, ma l'autore sceglie un profilo "spicciolo" adatto allo spirito dei giovani protagonisti: provati e spaventati , inorriditi e offesi , ma pronti a tutto per sopravvivere riuscendo anche a strappare qualche sorriso al lettore senza la pretesa di perdersi in profonde riflessioni filosofiche sulle brutture della guerra .

Un bel libro !

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