Narrativa straniera Romanzi La felicità del cactus
 

La felicità del cactus La felicità del cactus

La felicità del cactus

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A Susan Green non piacciono le sorprese: vuole avere tutto sotto controllo. Con buona pace di famiglia e colleghi, che la trovano fredda e spigolosa. Ma la vita di Susan è perfetta... per Susan. Ha un appartamento a Londra tagliato su misura per una sola persona, un lavoro che soddisfa la sua passione per la logica e un accordo molto civile con un gentiluomo che le garantisce adeguati stimoli culturali, e non solo, senza inutili sdolcinatezze. Guai perciò a chiunque tenti di abbozzare un maggior coinvolgimento emotivo e di accorciare le distanze: Susan punge, come i cactus che colleziona. Eppure, si sa, la vita sfugge a ogni controllo. E l'aplomb di Susan inizia a vacillare quando deve fare i conti con un lutto improvviso e con la prospettiva, del tutto implausibile secondo lei, di una gravidanza. All'improvviso il mondo sembra impazzito, sia dentro che fuori di lei. Ma proprio quando Susan teme di non riuscire più a fare tutto da sola, riceverà aiuto dalle persone più impensabili. E l'inflessibile femminista di ferro, la donna combattiva e spinosa come i suoi cactus, si troverà a fiorire.

Recensione della Redazione QLibri

 
La felicità del cactus 2018-09-16 19:47:19 ALI77
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ALI77 Opinione inserita da ALI77    16 Settembre, 2018
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IL CACTUS NON E' FIORITO

Susan è una donna che ama avere tutto sotto controllo e che programma ogni singolo istante della propria vita sia privata che professionale.
In realtà oltre al lavoro nella sua vita c’è veramente poco, il suo carattere molto particolare, spigoloso, saccente e anche il suo essere critica nei confronti degli altri, la rende sicuramente una persona molto antipatica e poco socievole.
Non ha un vero e proprio fidanzato, ma un uomo, Richard, con cui si incontra una volta a settimana e ha un rapporto solamente fisico senza coinvolgimento emotivo.
All’inizio la storia e anche il personaggio di Susan mi incuriosivano molto, ma poi non ho trovato tutta questa originalità e questa novità in quello che ho letto.
La cosa che mi ha spaventato di più, è che la donna nonostante tutto quello che le è successo rimanesse piatta e senza emozioni, davanti a un lutto importante e anche ad altri eventi che le accadono lei è sempre rimasta impassibile.
Questo credo non sia solo perché Susan sia un’anaffettiva, ma perchè è una persona egoista e immatura, che vuole rimanere dentro uno schema prestabilito dal quale non vuole uscire.
Il suo personaggio stona e non mi ha convinto in molti punti, non vuole condividere i propri spazi, odia le sorprese, non ama essere presa alla sprovvista ma questo suo carattere e questo suo modo di vedere le cose non è causato da un qualcosa, ma solamente da se stessa.
Mi spiego meglio, lei non è diventata così perché le è successo qualcosa nel suo passato o ha qualche particolare paura, ma solamente perché lei non vuole superare i limiti e le barriere che lei stessa si è creata.
Questi paletti fissi che lei mette in ogni cosa della sua vita, se le impone lei da sola non a causa degli altri e non cerca di migliorare se non nella parte finale.
Susan ha un rapporto difficile con il fratello e la maggior parte del libro è incentrato sulla sua “vendetta personale” nei confronti del parente, per riprendersi la casa dove erano vissuti da piccoli.
La trama è quasi inesistente e il libro è sicuramente troppo lungo, nel corso della narrazione ci sono dei momenti in cui Susan racconta alcuni episodi del suo passato, queste pagine secondo me sono molto descrittive e in alcuni passaggi superficiali. Ma il vero peccato è che la maggior parte del romanzo è noioso e la curiosità iniziale svanisce dopo qualche capitolo.
E’ un vero peccato perché si capisce che il personaggio è inventato e non risulta molto realista ma alquanto artefatto e il lettore fa molto fatica ad entrare in contatto con la donna che risulta essere da subito troppo antipatica.
“[…] gli uomioni si aspettano da me sempre più di quanto sia disposta a dare.”
Quello che riconosco a Susan, è il fatto che sia concreta nelle cose importanti della vita, il lavoro, comprare un appartamento e avere un mutuo ma questa sua razionalità a volte è troppo forte e sovrasta anche tutte le emozioni che lei invece prova ma che non mostra mai.
“ A Londra ho costruito la vita perfetta per me. Ho una casa che soddisfa le mie attuali esigenze, un lavoro adeguato alle mie capacità e facile accesso a stimoli culturali di ogni genere.”
In questa frase come vediamo viene usato con forza l’aggettivo possessivo mie, infatti Susan parla solo di se stessa e delle sue esigenze e quindi di fronte alla concretezza di alcuni cose nella sua vita, c’è dall’altra parte uno stato di profonda immaturità nei sentimenti e nei rapporti umani.
La passione che ha per i cactus è azzeccata e in linea con la sua persona, loro non possono parlare e darle fastidio ma in realtà possono pungere a volte e questa è la sua visione della vita: un percorso netto e sempre uguale senza sorprese. Ma quando c’è qualcosa di diverso, che punge appunto, lei lo affronta continuando per il suo percorso senza esitazioni.
Anche la gravidanza che noi intuiamo fin da subito e che lei conferma dopo pochi capitoli, viene vissuta in maniera approssimativa e non sembra smuovere in Susan nessuna emozione.
Sono stati quindi due i punti che mi non hanno convinta e che hanno fatto scendere la mia valutazione, il primo è sicuramente Susan un personaggio forse troppo fuori dagli schemi, egoista e a tratti surreale, mentre il secondo è la mancanza di una vera e propria trama che invece poteva far crescere e maturare la protagonista.
Il libro è molto scorrevole per il linguaggio semplice e diretto che usa l’autrice e trovo corretto l’utilizzo della prima persona che rende la lettura più agevole.
Devo essere sincera con voi e ammettere che negli ultimi capitoli, la storia riprende un po’ il ritmo dell’inizio ma ormai era troppo tardi perchè il cactus è sì fiorito, ma molto in ritardo.

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La felicità del cactus 2019-06-13 11:41:34 sonia fascendini
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sonia fascendini Opinione inserita da sonia fascendini    13 Giugno, 2019
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I fiori di cactus durano un giorno

Se la metafora che ci vuole trasmettere questo libro è che proprio grazie alle difficili condizioni in cui vivono i cactus, all'apparire della prima vera pioggia primaverile danno il meglio di loro, così come ha fatto la protagonista, io aggiungo che poi nel giro di una giornata il fiore avvizzisce e loro tornano a essere piante spinose e inaccessibili. Forse non è questa loro particolarità a renderli così amati dagli intenditori? Ho trovato questo libro come un insieme di stereotipi triti e ritriti conditi da qualche spruzzo di melassa e da una abbondante dose di irrealtà. Ci racconta di una donna in carriera che dalla sua ha la capacità di essere molto concreta e autonoma. Pratica e efficiente è capace di organizzare le se giornate tenendo conto solo dell'esito di un attento esame costi/benefici lasciando da parte romanticherie, sentimentalismi e patemi d'animo. Questo la porta a essere arida e priva di empatia. E' inoltre saccente, arrogante e presuntuosa. Nonostante questo per ragioni inspiegabili si trova a conoscere anche alcune persone che insistono a voler trovare dentro di lei la copia della perfetta amica/mogliettina. In effetti nel corso delle pagine qualcosa riescono a trovare e sembra proprio che sia quel famoso bocciolo di cactus, che nel giro di pochi attimi si trasforma in un fiore attorno a cui ronzano insetti festanti. Io comunque insisto nel dire che questi fiori durano poco e lo stesso vale per l'improvvisa metamorfosi della protagonista e per questo libro.

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La felicità del cactus 2018-12-02 09:26:25 ornella donna
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ornella donna Opinione inserita da ornella donna    02 Dicembre, 2018
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Susan Green e i cactus

Sarah Haywood, avvocato, pubblica il suo primo romanzo, La felicità del cactus. Una storia bella, intensa, ironica, di una donna che sotto una spessa cortina di ferro nasconde, in realtà, ferite ataviche, che la segnano in profondità, ma:
“anche il cactus più spinoso fiorisce….”.
La storia narrata è quella di vita di Susan Green, una donna poco amata, un po’ spigolosa, un po’ fredda, poco propensa ai sentimenti, che pretende sempre di avere tutto sotto controllo e in perfetto ordine e stile. Susan vive del suo lavoro, vive in un piccolo appartamentino, si sposta benissimo in metropolitana, ha una relazione con un uomo, con cui si incontra una volta alla settimana, per poi tornare ognuno alla propria vita, nella più totale indipendenza, anche di sentimenti. Ha un solo amore assoluto ed incondizionato: quello per i cactus. Infatti dispensa ottimi consigli al riguardo:
“Come far fiorire una pianta di cactus: innaffiare con parsimonia iniziando con poche gocce perché si abitui dopo tanta siccità; darle autonomia e spazio sufficiente; esporla in modo costante alla luce e al calore.”.
Ma Susan è davvero come quelle piante che tanto ama? In lei è pronto un cambiamento totale che la porterà a rivedere totalmente i propri atteggiamenti.
Una lettura fresca, giovanile, frizzante. La storia di un cambiamento radicale, totalizzante, rivoluzionaria. Una bella storia, con una profonda riflessione sottintesa, importante e di buon pregio.

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