Pedro Páramo Pedro Páramo

Pedro Páramo

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"Con 'Pedro Páramo', Juan Rulfo annuncia il modo attraverso cui la cultura di un intero continente trova forse per la prima volta una voce propria, magari a partire dalla contrazione di nuovi debiti, primo fra tutti quello con William Faulkner, e dalla contemporanea accensione di futuri crediti, come la citatissima apertura del frammento 41: 'Il padre Rentería si sarebbe ricordato molti anni dopo della notte in cui la durezza del suo letto lo tenne sveglio e poi lo obbligò a uscire', che è evidente modello per il famoso incipit di 'Cent'anni di solitudine': 'Molti anni dopo, di fronte al plotone di esecuzione, il colonnello Aureliano Buendia si sarebbe ricordato di quel remoto pomeriggio in cui suo padre lo aveva condotto a conoscere il ghiaccio'. Con quella voce trovata l'America Latina entra in conversazione con il resto del mondo e a sua volta lo rigenera, lo porta a trovare nuove strade, racconti e nuove voci ancora." (Dalla prefazione di Ernesto Franco)

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Pedro Páramo 2018-01-09 18:18:13 Laura V.
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Laura V. Opinione inserita da Laura V.    09 Gennaio, 2018
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“Mi ha portato qui l’illusione.”

Non solo dell’illusione, ma anche del sogno e di uno stato continuo di dormiveglia questo romanzo ha tutte le sfumature.
Proprio per via della sua dimensione onirica, a tratti evanescente, “Pedro Páramo” non è un romanzo come tanti; Juan Rulfo, autore messicano del secolo scorso, inaugurò un nuovo modo di scrivere, influenzando altri scrittori sudamericani, come per esempio Gabriel García Márquez che, stando alla sua diretta testimonianza, lesse per ben due volte il libro in questione nel corso della stessa notte. Non a caso, cattura molto la lettura di queste pagine, dove sogno e realtà s’intrecciano, vita e morte si confondono, passato e presente si amalgamano in una dimensione atemporale dal fascino e dalla suggestione straordinari. Splendide le descrizioni di ambienti e paesaggi che finiscono per coincidere con stati dell’anima scanditi dallo scrosciare della pioggia, dal rincorrersi di albe e tramonti, dal palpitare delle stelle e dall’incedere delle notti più buie durante le quali si accendono spesso le voci e i sussurri di un villaggio ormai muto e disabitato ma pur pieno di echi.
Una storia di umane passioni e miserie sullo sfondo di lotte e rivendicazioni sociali. Per me un filone senz’altro da approfondire, questo della letteratura latinoamericana, di cui, fatta eccezione per un assaggio di Sepúlveda, ancora non conosco granché.

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