Narrativa straniera Romanzi Una stanza tutta per gli altri
 

Una stanza tutta per gli altri Una stanza tutta per gli altri

Una stanza tutta per gli altri

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C’è una finzione letteraria nella costruzione di questo libro: l’autrice inventa di aver trovato il diario della domestica più emotivamente aggrovigliata nei fili psicologici di casa Woolf, confronta gli episodi da lei narrati con i diari, questi autentici, di Virginia e li sistema con gli appunti stesi durante una ricerca storico biografica, raccolti allo scopo di un racconto sul gruppo di Bloomsbury e la sua enigmatica protagonista. Così, Una stanza tutta per gli altri (già nel titolo, rovescio del celebre saggio emancipazionista della Woolf, Una stanza tutta per sé), romanzo su un romanzo da scrivere, è sopratutto il romanzo di Nelly, la domestica che dal 1916 al 1934 servì in casa Woolf.



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Una stanza tutta per gli altri 2011-10-14 14:51:26 lella gritti
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lella gritti Opinione inserita da lella gritti    14 Ottobre, 2011
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... ma quale femminista?

Sapevo che in questo libro non avrei ritrovato i miei amatissimi Firmin e Pedra. Però volevo comunque verificare come se la cavava la Gimenez Bartlett con un tema del tutto estraneo alla sua famosa serie "gialla".
Già il titolo è una presa di distanza (o anche presa in giro?) da "Una stanza tutta per sè", il saggio femminista di Virginia Woolf. L'assunto di base del libro della Woolf era che una donna per emanciparsi dovesse "avere soldi e una stanza tutta per sè per poter scrivere".
La Bartlett finge di ritrovare il diario della cuoca-cameriera di casa Woolf (per 18 anni) e lo mette a confronto con quel che Virginia scrive nel proprio diario. Lo scopo è di svelare particolarmente i retroscena e i non detto dei vari eventi.
Quel che ne emerge è un quadro devastante dei cosiddetti intellettuali del gruppo Bloomsbury di cui fanno part Virginia, il marito e amici: gente impegnata a difendere i diritti di tutti, il riscatto sociale, ecc. ma soprattutto a parole o distante da casa (una specie di sindrome NIMBY dell'epoca). Non certamente con la cameriera di casa - Nelly - con la quale si mantengono sempre le distanze.
La stessa Virginia Woolf è così presa dalle sue missioni e dalla sua scrittura che non ha tempo per curarsi delle cameriere. Da qui il titolo del libro "una stanza tutta per gli altri" perchè la povera Nelly non ha mai poturo godere di una stanza tutta per sè. Tanto meno di una qualsiasi emancipazione, incastrata nella sua misera classe sociale e non certo aiutata ad affrancarsene attraverso i suoi padroni.
Un libro molto crudo. Che rivela i lati "non ufficiali" di Virginia Woolf. Uno spaccato dell'epoca, quando dell'emancipazione se ne parlava ma non la si praticava (se non di nascosto, magari in camera da letto... con il riferimento lesbico a Virginia). O, peggio, dove l'emancipazione era una cosa da salotti, solo per intellettuali.
Visto con gli occhi di oggi il rapporto Virginia-Nelly è come quello di padrona-schiava.
Sollecito gli amanti di Virginia Woolf a leggere questo libro e a confrontarsi.

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