Poesia Poesia italiana Frecce e pugnali
 

Frecce e pugnali Frecce e pugnali

Frecce e pugnali

Letteratura italiana

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Vacca è un creatore di idee, oltre che di emozioni, e per di più il politicamente scorretto di Frecce e pugnali non se la prende con minoranze svantaggiate, ma soprattutto con la Minoranza Assoluta, autoposta nella posizione più vantaggiosa, Dio: “Dio ha creato l’uomo a sua immagine e somiglianza. Forse per questo, in seguito, ha inventato il male”. Né Vacca risparmia gli uomini di Dio: “Per giustificare il silenzio di Dio gli uomini di fede hanno inventato il dogma del libero arbitrio”. Non è poco, in un’epoca di teo-cons imperanti e di atei-devoti più devoti che atei. E, scrive Vacca, “L’unico modo per sopravvivere alla realtà è quello di scriverne”. (Giordano Bruno Guerri)



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Frecce e pugnali 2008-07-24 03:30:34 antonello saccoccia
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Opinione inserita da antonello saccoccia    24 Luglio, 2008

Frecce e pugnali: una via d'uscita

Di quesi tempi abbiamo bisogno di parole taglienti.

Frecce e pugnali è un libro meravigliosamente irriverente, antimoderno e soprattutto politicamente scorretto.

L'autore si muove su una linea anticonformista e nei suoi aforismi non si risparmia.

Quella di Nicola Vacca è una scomoda anarchia di pensiero che finisce per scuotere le coscienze.I buonisti e i deboli di cuore non devono avvicinarsi a queste pagine esplosive.

Vacca usa la parola come dinamite.

Il risultato è un inventario di pensiero forte destinato a svegliare e a procurare ferite che difficilmente potranno rimarginarsi.

Il nostro tempo ha trovato il suo fustigatore. Le sue frecce e pugnali sono pronte per colpire e affondare la mediocrità dei benpensanti comodi e inutili.

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Cioran, Ceronetti, Nietzsche e tutti i libri liberi che fanno pensare.
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Frecce e pugnali 2008-07-02 04:43:31 Renzo Montagnoli
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Renzo Montagnoli Opinione inserita da Renzo Montagnoli    02 Luglio, 2008
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Perle di saggezza

L’aforisma (o aforismo) è una frase breve che, tuttavia, riesce a concentrare un sapere di carattere filosofico o morale.

Per quanto creati anche in passato, la loro diffusione si è incrementata in modo notevole a partire dalla seconda metà del XX secolo, con numerose pubblicazioni di raccolte di aforismi di autori diversi, insomma delle vere e proprie antologie.

Più raro è il caso di libri costituiti da queste massime a opera di un solo autore e fra questi rientra Frecce e pugnali di Nicola Vacca, già conosciuto come poeta e come critico letterario.

Come precisa giustamente l’autore, nel corso dell’intervista che gli ho fatto in concomitanza con l’uscita di quest’opera, l’aforisma è un modo efficace per essere ironici e divertenti, ma è anche, nel caso specifico, un mezzo per scuotere e far pensare una società che sembra vivere in una sorta di limbo, avulsa da una concreta realtà, prigioniera di un’illusione propinatale e che ha recepito volentieri: vivere senza esistere.

E così Vacca ci trascina in un vortice di punzecchiature mentali sulle quali pare impossibile non sentire la necessità di riflettere, mettendo in discussione le nostre convinzioni, frutto di anni di martellanti lobotomie tese al nostro annullamento, volte a toglierci quella innata capacità di raziocinio.



Perché vi ostinate a pregare un Dio che non porge mai l’altra guancia quando deve diffondere nel mondo il bene? Che è poi il motivo fondamentale per cui l’essere umano gli è ciecamente devoto.





Oppure



In ognuno di noi c’è un ribelle. Abbiamo talmente paura di credere nelle nostre potenzialità, che amiamo contaminarci con il mito dell’uguaglianza.



Oppure ancora una stilettata come questa:



L’imbecillità incontra sempre il favore degli dei. Dio incontra il favore degli imbecilli.



Non c’è che dire, perché ci troviamo di fronte a delle vere e proprie perle di saggezza e quel che è più interessante è che scavano dentro, incidono fino in fondo, pongono immediatamente dei quesiti che fanno vacillare teoremi che crediamo innati, ma che ci sono stati subdolamente imposti.



L’ avvento di un dio è un luogo comune che impedisce di pensare.



Ce n’è poi una che mi trova concorde al 100% perché è da tanto tempo che vado ripetendo certe cose, tanto da metterle anche in poesia, ed è questa:



Il ventesimo secolo è morto sotto i colpi dell’Utopia. Il ventunesimo lo sta assassinando una decadenza che non ha eguali nella Storia.





Bruciante, nella sua verità, è poi la seguente:



Nella società della comunicazione l’unico dialogo fecondo è quello con la nostra solitudine.



Diviso in una sorta di capitoli, o meglio ancora di oggetti (Alfabeto della crudeltà, La perfezione del male, Allegria del terrore, Dio e lo scettico) questo libro è tutto da meditare e se anche solo dovesse farvi sorridere sarebbe la prova che ha comunque raggiunto il suo scopo.

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