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Il gioco di Ripper
 
Il gioco di Ripper 2013-12-18 17:37:42 LittleDorrit
Voto medio 
 
4.0
Stile 
 
4.0
Contenuto 
 
4.0
Piacevolezza 
 
4.0
LittleDorrit Opinione inserita da LittleDorrit    18 Dicembre, 2013
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Rivelazioni

Isabel Allende si ripropone ai lettori nella veste insolita di scrittrice di thriller.
Portando in scena questo rinnovamento però, è riuscita ugualmente a non perdere il suo talento narrante e il suo punto di vista delicato rispetto ai personaggi femminili e alle dinamiche famigliari.
La trama del romanzo ruota intorno a due donne: una madre e una figlia adolescente.
Due personalità molto diverse a confronto.
Amanda è una ragazza fuori dall'ordinario; attratta dai risvolti oscuri dell'animo umano e con una passione smodata per l'investigazione e i killer seriali.
Sempre defilata dai ragazzi della sua età, vive un rapporto di affetto e complicità profondo con il nonno materno Blake Jackson, che condivide con lei la passione per Ripper.
Indiana, è una giovane donna; divorziata da anni da Bob Martin, padre di Amanda e ispettore capo della omicidi di San Francisco, si guadagna da vivere facendo la massaggiatrice in una clinica olistica ed è molto richiesta e apprezzata dai suoi clienti.
Ha buon cuore, un ricco amante, un caro amico sempre disponibile ed una bellezza che difficilmente passa inosservata.
Sullo sfondo di queste due vite si muove Ripper,
un gioco di ruolo on line ambientato nella Londra di Jack lo squartatore.
Solo sei utenti vi partecipano.
Sei amici virtuali molto diversi e distanti tra loro che vestono i panni di personaggi alternativi.
Quando a San Francisco iniziano a susseguirsi strani omicidi che all'apparenza non sembrano collegati fra loro, Amanda, attratta dai meccanismi perversi messi a punto nei delitti, decide, di comune accordo con gli altri utenti, di cambiare lo scenario di gioco e di spostare l'ambientazione nella metropoli per poter indagare da vicino questi crimini.
Ma i delitti sembrano avere un collegamento.
Un killer seriale si muove nell'ombra e Indiana, misteriosamente, scompare.
Le due cose sembrano essere collegate.
Amanda è l'unica a capirci qualcosa.
Ma il tempo scorre e bisogna agire in fretta.

Con un incipit impattante, il lettore si trova subito nel vivo del thriller. Gli avvenimenti verranno svelati lentamente, cambiando prospettiva da un personaggio a l'altro che, pagina dopo pagina, rivelerà qualcosa in più di sé. Si crea così una vera e propria empatia tra lettore e personaggi. Essi non sono semplicemente descritti ma scavati nel profondo, messi in evidenza attraverso i loro lati più deboli e umani restando, per questo, indelebili.
La trama non è originalissima ma ben orchestrata.
La penna della Allende, impeccabile, scorre morbida, fluida e puntella, con piccoli rimandi al realismo magico, tutto il romanzo fino ad arrivare a sdrammatizzare gli eventi più cruenti deviando l'attenzione sulla psicologia e sull'indagine. Per poter definire il romanzo un thriller a tutto tondo, a mio avviso, avrebbe dovuto essere leggermente più equilibrato; c'è troppa introspezione e poco brivido, ma tutto questo non
è veramente importante perché il risultato finale è comunque molto buono e la storia risulta godibile e appassionante.
Una carrellata di personaggi con le loro "storie di confine", accompagnano la vicenda di fondo senza annoiare o indebolire l'effetto finale. Se il risultato delle sperimentazioni di genere è questo, non ci resta che aspettare...di sicuro la Allende ci sorprenderà ancora.

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Commenti

6 risultati - visualizzati 1 - 6
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Ciao Marcella, ho letto con molto interesse la tua recensione, perchè ho letto tanti romanzi dell'Allende e mi stupisce questa svolta verso un contenuto noir...
il giudizio da te espresso è nel complesso buono e questo mi fa piacere.....ti confesso che trovai l'ultimo romanzo dell'autrice (Il quaderno di Maia) debole per contenuto e stile narrativo
In risposta ad un precedente commento
LittleDorrit
18 Dicembre, 2013
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Cara Silvia, è possibile che dopo molti anni di scrittura basata su uno stesso genere la scrittrice si sia assuefatta e abbia esaurito la carica espressiva. Della Allende ho letto in passato e l'avevo trovata brava, con questo suo exploit nel thriller si è confermata tale. Prova a darle una nuova chance...io non amo i thriller ma questo è davvero ben scritto. Poi....de gustibus.....grazie mille cara. :)
quando ho visto questo romanzo in libreria sono rimasto perplesso...una grande scrittrice come Isabel Allende che si da ad un genere trito e ritrito come il thriller non mi convinceva...ma la tua recensione mi fa venire voglia di leggerlo, anche perchè so che della tua opinione ci si può fidare
In risposta ad un precedente commento
LittleDorrit
20 Dicembre, 2013
Segnala questo commento ad un moderatore
Ti ringrazio Enrico...spero di meritare la tua fiducia.
Posso solo dirti che anch'io non amo troppo i thriller....ma in questo c'è spessore e voglia di mettersi in gioco da parte della scrittrice....
il talento della Allende è indiscutibile anche in un genere come questo....prova a darle una chance....potresti rimanere piacevolmente sorpreso....:)
Sembra interessante!
Mi hai incuriosita con la tua bellissima recensione: grazie!
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