Dettagli Recensione

 
Kitchen
 
Kitchen 2014-09-14 09:16:07 siti
Voto medio 
 
4.3
Stile 
 
5.0
Contenuto 
 
4.0
Piacevolezza 
 
4.0
siti Opinione inserita da siti    14 Settembre, 2014
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UN BUON LIBRO

Nata nel '64, nell' '88, quando diede alle stampe il suo primo lavoro, l'autrice aveva ventiquattro anni . Figlia d'arte, il padre noto critico e saggista, irrompeva nella scena letteraria al momento giusto. In Giappone venne accolta trionfalmente da una parte e vista come una meteora dall'altra. Nel 1991, quando venne tradotta, in anteprima mondiale, in Italia divenne anche da noi un caso letterario. Ha dimostrato, vista la nota bibliografica, di non essere stata una meteora.

Per chi si accinge al primo incontro con l'autrice consiglio di leggere la prima edizione Feltrinelli, quella con annesso il racconto Moonlight Shadow, il lavoro letterario, primo vero esordio della penna nipponica, che siglò il suo percorso universitario.
Consiglio di partire da quel delicato racconto perché è struggente ed armonioso ma soprattutto perché contiene tutti i motivi presenti nelle due sezioni - racconti di quello che poi è Kitchen, romanzo in miniatura, di soli due capitoli.
Lo consiglio quest'approccio perché, a digiuno di scrittura nipponica, ho incontrato difficoltà e personali resistenze.
Ho letto il primo racconto tentata fortemente di non ultimare la lettura e dispiaciuta per il mancato incontro con l'autrice, rea confessa, io, di non riuscire ad apprezzarla.
Ho rivalutato tutto grazie al piccolo annesso racconto di laurea, passatemi l'espressione, al postscriptum dell'autrice, umile e deliziosa, alla utilissima postfazione del bravissimo Giorgio Amitrano che aiuta ad inquadrare l'opera.
Il leit-motiv della scrittura, tutta, è il lutto con il doloroso bagaglio che comporta. La tematica è affrontata con il sentimento di una persona giovane ma la maturità e la saggezza di un' anziana. Il dolore è efficacemente accostato al piacere, del cibo in primo luogo, dello spazio o meglio degli spazi, (interni: cucina, divano, pavimento, casa / esterni: vie più o meno deserte, luoghi pubblici, bar o ristoranti in prevalenza, limitare di un fiume o del mare), del tempo (atmosferico e metafisico). Il dolore è accostato ad un'altra tematica: il sogno e alla commistione, dagli esseri umani sempre provata, percepita, accarezzata tra le due dimensioni.

Se come me proverete inizialmente fatica in questa nuova lettura, potrete in alternativa iniziare da capo leggendo il postscriptum dove la giovane autrice candidamente afferma i suoi intenti di scrittura. Se non rimarrete rapiti da quelle parole... fatico a non anticiparle.

BUONA LETTURA comunque la affrontiate.
Per me un libro è buono anche quando mi lascia il gusto di scoprire come saranno le successive prove dell'autore.

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Commenti

5 risultati - visualizzati 1 - 5
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Complimenti per la recensione.
Anche a me il libro e' piaciuto, come anche il successivo ''N P''. Ho letto altri libri dell'autrice, che ho trovato sempre deludenti.
In risposta ad un precedente commento
siti
15 Settembre, 2014
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Ciao. ..che peccato...mi sembra così promettente.
Grazie per gli apprezzamenti.
In risposta ad un precedente commento
Mian88
15 Settembre, 2014
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Davvero Emilio, mentre Kitchen e NP sono due opere che il lettore legge volentieri e ben disposto; le successive diventano sempre più deludenti. Comunque questa mi è particolarmente piaciuta :)
Mian88
15 Settembre, 2014
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Brava Siti, ottima recensione ed ottimi consigli. L'annesso post laurea fa veramente la differenza e lascia quel qualcosa in più. Anch'io lessi questa edizione e ne ho un caldo ricordo nel cuore:
Buona giornata :)
In risposta ad un precedente commento
siti
15 Settembre, 2014
Segnala questo commento ad un moderatore
Ciao, grazie e buona giornata anche a te.
5 risultati - visualizzati 1 - 5

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