Il male non dimentica Il male non dimentica

Il male non dimentica

Letteratura italiana

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Libia, 31 agosto 1969. La madre di Mike, Italia Balistreri, precipita da una scogliera, e quella notte Muammar Gheddafi rovescia la monarchia prendendo il potere. Suicidio o delitto? Roma, estate 2011. Mentre la Primavera araba scuote il Medio Oriente e la Libia precipita nella guerra civile, il feroce omicidio della giovane Melania Druc e di sua figlia fa rincontrare Michele Balistreri, ora commissario capo della Omicidi, e la giornalista Linda Nardi, cinque anni dopo la conclusione della caccia all’Uomo Invisibile. Ma l’indagine, che Linda vuole e Michele no, finirà per travolgere la parvenza di serenità conquistata da un uomo stanco di vivere, costringendolo ad affrontare un passato mai veramente sepolto.



Recensione della Redazione QLibri

 
Il male non dimentica 2014-09-17 06:14:21 Sydbar
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Sydbar Opinione inserita da Sydbar    17 Settembre, 2014
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Il male non dimentica

Il male non dimentica è l'ultimo capitolo della trilogia del male di Roberto Costantini.
Sicuramente, essendo il libro di conclusione, andrebbe letto dopo i primi due e anche con molta concentrazione ed attenzione perchè tutto quello che è cominciato in Libia con l'avvento di Gheddafi e quanto occorso ad un giovanissimo Michele Balistreri, protagonista assoluto della trilogia, viene snocciolato e portato a nudo con la consapevolezza di dover aver letto l'intero progetto dell'autore. Intricatissimo avvicendarsi di epoche e di avvenimenti che spaziano da contesti molto intimi ad altri di rilevanza pubblica ed internazionale di cui tutti siamo a conoscenza, vedi il ribaltone che portò al comando della Libia il suo dittatore ed alla sua caduta, nonché di tutti quegli intrighi internazionali che hanno visto l'Italia e lo Stato del Vaticano con la Sua Banca oscura, lo IOR.
All'interno di tutto questo contesto Balistreri si ritrova a dover fare i conti una volta per tutte con il suo passato, con la sua famiglia, con i suoi amici ma soprattutto con se stesso e la sua coscienza.
Un libro molto intimistico nel tratteggio dei personaggi che risultano ben descritti e delineati nell'ambito del romanzo.
La struttura dell'opera è rappresentata da capitoli brevi che ci fanno rivivere avvenimenti della fine degli anni '60 ai quali si annodano quelli del 2011.
Unico vero neo è rappresentato, per chi non conoscesse la trilogia, dal fatto che sono richiamati innumerevoli personaggi ed avvenimenti su cui si basano i primi due capitoli della saga sapientemente organizzata da Costantini, una saga le cui trame sono così intricate che possono richiamare il nido di una rondine pronto ad accogliere il lettore che vuole trovare pace e ristoro o la tela di un ragno che aspetta inesorabile la cattura del lettore stesso che si ritroverà divorato da una storia al cardiopalma, una storia che non da tregua, ricca di colpi di scena fino all'ultimo... e che purtroppo si conclude con la parola FINE.
Le mie impressioni sono condizionate dal fatto che quest'autore mi piace tantissimo per il suo stile narrativo, certo la storia è complicata ed a volte quasi al limite, conclusa la lettura mi sento esausto ed ho avuto bisogno di 24h per metabolizzarne la valutazione.
Rimane anche questo un gran bel libro se lo si inserisce nel quadro generale della trilogia, letto singolarmente non avrebbe senso.
Complimenti all'autore ITALIANO Roberto Costantini, con questa trilogia rende omaggio ai suoi natali libici e ci consegna un elaborato romanzo della storia italiana.
Buona lettura a tutti.
Il Syd

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"Tu sei il male" e "Alle radici del male" dello stesso autore
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Il male non dimentica 2018-03-15 11:56:06 Pelizzari
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Pelizzari Opinione inserita da Pelizzari    15 Marzo, 2018
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Il senso di ogni particolare

Terzo libro della trilogia del male di Costantini. In assoluto il più bello. Per ritmo. Per intrecci. Per colpi di scena. E’ un libro che dà senso al tutto. Cuce tutti gli eventi del passato. Riscatta il protagonista, che non è sempre stato un personaggio positivissimo nel corso delle vicende narrate. Sulla zattera alla deriva della propria vita, è fuggito da ciò che era, con dentro di sé il tarlo di capire, di sapere, di chiudere dei cerchi della propria vita. Michele Balestrieri è un uomo che ha lasciato la vita molto prima di morire. Ma in quest’ultimo capitolo rinasce. La verità del passato e quella del presente erano una sola, la stessa. Quando capisce, comprende, perdona, ritrova, prima di tutto se stesso. In una trilogia in cui ogni cosa è stata più sabbiosa del ghibli e più rossa del sangue, un finale, davvero sorprendente, illumina di vita anche gli angoli più bui del passato. Davvero bello, nel profondo, perché il lettore comprende che il disegno iniziale nella testa dell’autore era molto ben definito fin da subito e che ha dosato tutto con magistrale equilibrio. Di cuore, chapeau.

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Il male non dimentica 2017-09-27 12:15:15 Vita93
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Vita93 Opinione inserita da Vita93    27 Settembre, 2017
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Sabbia e sangue, terza parte

Terzo e ultimo capitolo di una trilogia che ha consacrato Roberto Costantini come uno dei più apprezzati autori italiani di romanzi gialli degli ultimi anni, " Il male non dimentica " si propone di risolvere un mistero, avvenuto nel secondo romanzo della serie, che da più di quaranta anni rappresenta un chiodo fisso per l' ombroso Commissario Balistreri.

In una caotica Roma del 2011 tanto stupenda quanto colma di violenza, una serie di omicidi costringe Balistreri a confrontarsi dopo tanti anni con alcune vecchie conoscenze. Volti mai dimenticati come quelli del senatore Busi e di Monsignor Pizza. Gli stessi che Michele aveva imparato a conoscere da ragazzo negli anni vissuti a Tripoli, sempre intenti sin dai primi sussulti delle loro carriere a progettare affari e congetture politiche tra l' Italia e la Libia con il padre, il facoltoso ingegner Balistreri.
Riaffrontare i vecchi demoni sarà per il commissario l' occasione di dipanare la matassa di omissioni e menzogne che gli hanno sempre impedito di scoprire il volto dell' assassino della madre Italia, caduta in circostanze misteriose da una scogliera della costa libica nel 1969 e precipitosamente dichiarata suicida.
Lo stesso anno dell' ascesa al potere di Gheddafi. E sono proprio la Libia del 1969 e la Roma del 2011 i due teatri messi in scena dall' autore per scoprire una verità troppo a lungo celata.

Costantini si mantiene fedele ai due elementi principali che avevano contraddistinto i due precedenti e riusciti romanzi : l' alternanza temporale tra due epoche lontane ma accomunate dagli stessi personaggi, e l' utilizzo del genere investigativo di ampio respiro e imponente mole per evidenziare le contraddizioni e i lati oscuri di un paese nel corso degli ultimi decenni tra corruzione, intrighi politici e finanziari.
Uno stratagemma letterario che tra i tanti ha fatto la fortuna di un certo Stieg Larsson.
Ritroviamo nel Commissario Balistreri del 2011 un uomo che non ha mai smesso di fare i conti con gli errori e i fardelli del passato. Stanco e solitario ma tuttavia sereno, abituatosi a passare le giornate tra sigarette, whisky e cd di Leonard Cohen, in contrasto con l' energico e ribelle Michele degli anni libici.
Così come non tardiamo, durante la lettura, a riprendere confidenza con il brillante mix di misteri, colpi di scena, interessi politici e monetari, personaggi affascinanti che caratterizzano le circa 1800 pagine della trilogia.

Stavolta si accentuano alcuni difetti che nelle prime opere erano a malapena marginali, tra i quali un' eccessiva lunghezza della stesura in rapporto a ciò che succede, una certa predisposizione alla fanta-politica e una sospetta puntualità delle coincidenze che tuttavia non stonano completamente nel romanzo e soprattutto nel genere.
A mio avviso potevano essere gestite meglio le ripetizioni di alcuni fatti ambientati nella Libia degli anni '60 e '70 e già descritti in " Alle radici del male " . E con ripetizioni intendo interi pezzi di testo, a volte capitoli, ricopiati dal precedente romanzo. Un espediente che se da una parte facilita la comprensione della trama, dall' altra fa storcere la bocca a quei lettori perennemente affamati di novità tra un libro e l' altro di una stessa serie.

" Il male non dimentica " chiude dignitosamente una trilogia che ho letteralmente divorato e che consiglio a chiunque per qualità media dell' intreccio e spessore dei personaggi, pur risultando il capitolo meno riuscito e trascinante.

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Il male non dimentica 2015-01-25 08:45:31 joshua65
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joshua65 Opinione inserita da joshua65    25 Gennaio, 2015
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Il lunghissimo addio

E siamo al terzo capitolo della Trilogia del Male, proviamo un po’ a riepilogare.

Anno 2011, sono passati cinque anni dalla soluzione del caso dell’Uomo Invisibile, Michele Balistreri è un uomo oramai stanco e disilluso e sta provando a dissolvere lentamente gli spettri del suo passato, o forse stanno morendo insieme a lui.

Della sua vita è rimasto poco, chiuso quasi sempre nel suo ufficio con le persiane abbassate, un fratello che vede ogni tanto, i ricordi oramai sbiaditi di amori mai iniziati, caffè, alcool e sigarette, un ginocchio che lo tormenta quando cammina troppo.

E’ davvero questo il male? Un veleno sottile che non ti lascia? L’oppio che ti ottenebra portandoti ad una lenta e ovattata eutanasia? Balistreri è oramai un uomo stanco e solo, senza più presente, sconfitto dal suo passato, incapace di immaginare qualsiasi futuro.

Ma il passato non dimentica, specie quando il conto non è stato saldato, e Michele Balistreri, grazie alla Primavera Araba che di lì a poco farà cadere la dittatura di Gheddafi, si ritroverà di nuovo davanti alla cassa per pagare, questa volta per l’ultima, il rendez-vouz atteso da quarant’anni.

Cosa dire di questo libro? Che vi consiglio di leggerlo immediatamente dopo il secondo volume della Trilogia, e tutto d’un fiato. Che ancora una volta mi ha fatto sobbalzare sulla sedia per i continui colpi di scena. Che l’ho trovato emozionante e che mi ha fatto soprattutto riflettere, portandomi alla inevitabile e ovvia conseguenza che al di là del Male c’è soltanto il Bene.

“Non sono stati persi questi anni. Non ci sono partenze, destinazioni, arrivi. Solo viaggi se vogliamo viaggiare”

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I primi due capitoli della Trilogia del Male, ma soprattutto il secondo, e che vorrebbe qualcosa di meglio de "Il ritorno dello Jedi" :-)
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Il male non dimentica 2014-10-25 09:14:35 Fonta
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Fonta Opinione inserita da Fonta    25 Ottobre, 2014
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IL MALE DI CUI NON CI SCORDEREMO

Il male non dimentica.

Dimentica. Un verbo declinato al presente ma, con un forte radicamento nel passato. Un evento trascorso che va appunto nel dimenticatoio, nello spazio che la mente umana usa per eliminare nozioni in esubero, o per cancellare dei ricordi dolorosi.

E la mente di Michele Balistreri, commissario in declina di una polizia in cui lui non crede più ed in cui forse non ha mai creduto, vuole far uscire dei ricordi da quello spazio di oblio e giacenza in cui dei pensieri dolenti che ora più che mai si rifanno vivi, con elementi concreti e paure tangibili.
Un passago dove Michele era Mike, un ragazzino italiano in una Tripoli losca, sobillatrice e per certi versi un'anticipazione del Bel Paese che sarebbe venuto.mdove corruzioni, giochi di potere e diversità culturali si manifestavano meno sottotraccia ma, con maggior rilievo e forse crudeltà.

Costantini chiude con questi elementi una delle più belle trilogie thriller/noir italiane che abbia mai letto. Un libro dinamico, con nozioni storiche che, per mia ignoranza, nonavevo mai avuto occasione di conoscere e che grazie a questo scritto mi hanno fatto venir voglia di approfondire e sviscerare.

Balistreri è un personaggio speciale, uno di quei protagonisti con il quale si intreccia una sorta di amore ed odio tra esso ed il lettore, uno spirito ribelle, voglioso di riportare la giustizia, di esaltare dei valori umani che, sono stati soppiantati da interessi economici e speculazioni che calpestano tutto e tutti. Una lotta impari, che non può essere vinta da un singolo individuo ma che, lo cambierà fortemente.

Leggendo questi libri si può notare come il nostro Paese sia cambiato nel corso degli ultimi anni e di come, Costantini abbia avuto una capacità di lettura straordinaria dello status del popolo italiano inerte e sopraffatto dalla classe politica.

Una trilogia che va letta per glia amanti del genere. Un libro diverso, ambientato in luoghi e culture diverse, con molte diversità che diventano uguaglianze o semplicemente spaccature,

Buona lettura

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