Tu sei il male Tu sei il male

Tu sei il male

Letteratura italiana

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Roma, 11 luglio 1982. La sera della vittoria italiana al Mundial spagnolo Elisa Sordi, giovane impiegata, scompare nel nulla. L'inchiesta viene affidata a Michele Balistreri, commissario di Polizia dal passato oscuro. Balistreri prende sottogamba il caso, e solo quando il corpo di Elisa viene ritrovato sul greto del Tevere si butta nelle indagini. Qualcosa però va storto e il delitto rimarrà insoluto. Roma, 6 luglio 2006. Mentre gli azzurri battono la Francia, Giovanna Sordi, madre di Elisa, si uccide gettandosi dal balcone. Il commissario Balistreri, ora a capo della Sezione Speciale Stranieri, tiene a bada i propri demoni con gli antidepressivi. Il suicidio della donna alimenta i suoi rimorsi, spingendolo a riaprire l’inchiesta. Ma rendere giustizia a Elisa Sordi avrà un prezzo più alto del previsto.

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Tu sei il male 2018-10-01 09:44:33 lapis
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lapis Opinione inserita da lapis    01 Ottobre, 2018
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La verità è un cerchio

Nel 1982 Michele Balistreri è un giovane commissario di polizia. Una nomina ottenuta grazie ad agganci politici. Un passato irrequieto e violento come picchiatore fascista. Un lavoro svolto in modo indolente e superficiale, tra una donna e l’altra, tra una serata e l’altra, in attesa di decidere cosa fare della propria vita.

Così, quando durante la finale del campionato del mondo viene chiamato per occuparsi di una ragazza scomparsa, la giovane e bellissima Elisa Sordi, Michele rimanda. Tutto è irrilevante, tutto può aspettare. Solo che la morte non aspetta proprio nessuno, e nemmeno il senso di colpa. Il corpo martoriato di Elisa verrà ritrovato pochi giorni dopo, dando il via a un’indagine senza colpevole e senza soluzione. E Michele non lo dimenticherà mai.

Lo ritroviamo ventiquattro anni dopo, ancora poliziotto ma molto cambiato. Solo e malconcio, vittima di incubi e tormenti, che placa con antidepressivi e rettitudine. Finché all’improvviso il passato tornerà a bussare alla sua porta. Un assassino seriale le cui modalità ricordano quel famoso omicidio. L’improvviso suicidio della madre di Elisa, ancora durante una finale dei mondiali di calcio. Personaggi che escono dalla memoria per intrecciarsi agli eventi del presente. La verità è un cerchio e per Michele è arrivato il momento di chiuderlo.

“Ora non servivano più gli antidepressivi, i gastroprotettori, il controllo sul fumo e sull'alcol […]. Serviva solo ciò che fin da bambino aveva sempre cercato, a costo di qualunque guaio: la verità. Senza compromessi, con la forza se necessario, a costo di distruggere anche sé stesso.”

Dopo avere fatto la conoscenza di Michele Balistreri mi sono chiesta come avrei fatto a sopportare per quasi settecento pagine un protagonista così antipatico. Invece le parole ti imprigionano, la scrittura scorre fluida e veloce, la trama si infittisce e si aggroviglia, lasciandoti continuamente a immaginare possibili collegamenti e soluzioni. Perché il vero protagonista non è l’uomo o il poliziotto; è l’intreccio, la storia.

Non si può non dare merito a Roberto Costantini di avere ideato un progetto davvero ampio e ambizioso, tratteggiando con cura ogni dettaglio e incastonandolo all’interno di un disegno molto articolato. Ma non si tratta di puro esercizio narrativo perché la grande forza di questo romanzo sta nella sua capacità di raccontarci la società italiana attraverso la sua capitale e i suoi abitanti. Alti prelati e malavitosi immigrati, volontari bigotti e povere prostitute, affaristi spregiudicati e agenti corrotti. Tutti uniti dal male, che serpeggia a ogni livello, mosso da mani invisibili. E da un protagonista che nel corso della storia trova umanità e non vuole arrendersi. Riuscirà ad arrivare alla verità? E a che prezzo? A tutti coloro che vorranno scoprirlo, auguro buona lettura.

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Tu sei il male 2017-12-12 11:11:48 Pelizzari
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Pelizzari Opinione inserita da Pelizzari    12 Dicembre, 2017
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Riaprire porte

Quando un cerchio non si chiude, l’anima resta inquieta. Questo giallo tipicamente italiano è il primo volume di un ciclo che ben promette. Va letto con molta attenzione, perché è sostanzialmente diviso in tre parti e la parte centrale sembra essere un intermezzo troppo lungo e poco pertinente con la prima parte della storia che hai già letto e che sai già avrà un seguito. Invece tutti gli elementi sono importanti, tutti i personaggi, tutta la sequenza. E’ una storia fatta di molte rimarchevoli coincidenze, che piano piano capisci che non sono tali ed è stando attento anche a tutti i più piccoli particolari che puoi più apprezzare appieno tutta la girandola di inganni e, soprattutto, la capacità dell’autore di pensarli, costruirli, concatenarli. Davvero notevole. Il protagonista è cinico ed irritante, ma di lui, conoscendolo pagina dopo pagina ed anno dopo anno, colpisce soprattutto la catena della paralisi, ovvero la sequenza tra senso di colpa, rimorso e pentimento, che è un aspetto profondamente umano. Vive in attrito con il mondo, ma ci sono momenti in cui, pur non sopportandolo, un po’ ti identifichi in lui. Splendida la parte finale, in cui il burattinaio indiziato numero uno fa impennare la suspence fino a condurci all’inatteso finale.

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Tu sei il male 2015-05-18 07:56:41 Vita93
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Vita93 Opinione inserita da Vita93    18 Mag, 2015
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Cosa hai fatto per tutto questo tempo ?

Michele Balistreri nel 1982 ha 32 anni, è commissario del quartiere Vigna Clara situato nella parte nord di Roma.
Zona estremamente tranquilla, appartenente alla cosiddetta Roma bene, è stata negli anni di piombo il punto di ritrovo della estrema destra di cui Balistreri ha fatto parte durante il periodo universitario.
Uomo dal passato misterioso e dall’ adolescenza movimentata trascorsa in Libia, a Tripoli, Balistreri non ama il proprio lavoro, si disprezza per essere diventato un “ servo dello Stato “ in cui non crede grazie alle raccomandazioni del fratello e alla vita di ufficio preferisce di gran lunga la compagnia di una ragazza diversa ogni sera o una partita a poker con l’ amico Angelo Dioguardi, che lavora alle dipendenze del cardinale Alessandrini, zio della fidanzata Paola, nel complesso residenziale di Via della Camilluccia abitato da importanti figure ecclesiastiche e politiche.
Una curiosa amicizia tra un cattolico fervente che crede nel giudizio universale, Angelo, ed un cinico che non crede in nulla, Michele.
La tranquilla routine viene spezzata dalla violenta morte di Elisa Sordi, studentessa diciottenne che lavorava per Angelo e per il cardinale, uccisa la sera della finale del Mondiale tra Italia e Germania.
Michele si occupa del caso in ritardo e in maniera superficiale.
23 anni dopo, nel 2006, Balistreri è diventato capo della Sezione Speciale di Roma.
La notte della finale tra Italia e Francia la madre di Elisa si getta dal balcone. E se le due morti fossero collegate ? E se ci fossero altre donne uccise ?

“ Tu sei il male “, primo libro di una trilogia, è un bellissimo e potente romanzo che non può essere catalogato unicamente come thriller.
Intorno alla figura di Michele Balistreri e dell’ indagine, Costantini costruisce uno spaccato socio-culturale dell’ Italia tra gli anni ottanta e gli anni duemila tra politica, corruzione e immigrazione in una storia permeata di mezza verità dove tutto è bluff e strategia, proprio come in una delle tante partite a poker affrontate dal protagonista.
Come spesso accade, in questo caso il genere thriller si dimostra terreno fertile per un’ analisi approfondita e fedele della società che ci circonda.
Così come in “ Uomini che odiano le donne “ di Stieg Larsson, l’ autore utilizza personaggi e avvenimenti straordinari lontani dalla vita di tutti i giorni per parlarci di problemi che invece sono presenti e attuali nella realtà intorno a noi.
E’ un romanzo sui sensi di colpa, sul rimorso, dove nessuno riesce mai a trovare la pace e lasciarsi tutto alle spalle.
Nel 1982 troviamo un Michele Balistreri arrogante, sfrontato, non particolarmente dedito al proprio lavoro ma comunque disposto a tutto pur di far emergere la verità, anche ad usare le maniere forti e ad autodistruggersi.
Nel 2006 è un uomo calmo, riflessivo, consumato da troppo alcool e sigarette, che ricopre un ruolo più importante e che apparentemente ha imparato a tenere a freno il proprio animo bellicoso grazie all’ esperienza e soprattutto ai sensi di colpa che non lo abbandonano da anni.
Ho apprezzato la scelta stilistica dell’ autore di non forzare la mano con troppi colpi di scena, che sono presenti ma in maggior parte sul finale della storia, come ogni buon thriller che si rispetti.
Il resto dell’ indagine, suddivisa in capitoli ognuno corrispondente ad un giorno lavorativo e a volte talmente fitta di personaggi da risultare irrisolvibile, avanza lentamente tra la scoperta di piccoli indizi e numerosi interrogatori, come succede veramente in un caso poliziesco.
La caratterizzazione dei personaggi è di alto livello, sia a livello fisico che comportamentale e psicologico, non solo per quanto riguarda i protagonisti principali, e alcuni di essi restano impressi con le loro vicende e personalità anche al termine della lettura.

“ Tu sei il male “ è un romanzo accattivante, forte e importante, una delle migliori sorprese del panorama letterario italiano degli ultimi anni, e spero che i due libri successivi della trilogia si mantengano sullo stesso ottimo livello.

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Tu sei il male 2014-11-09 21:12:31 Vincenzo1972
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Vincenzo1972 Opinione inserita da Vincenzo1972    09 Novembre, 2014
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Noir 'de noantri' ... assolutamente niente male

Cazzuto!
Si può scrivere? Va bene, lo scrivo, perché non mi vengono in mente altri aggettivi per definire meglio questo thriller tutto italiano, prima opera di Costantini e primo di una trilogia che a questo punto non mancherò di completare.
Il suo punto di forza è nel realismo della storia, non ci sono supereroi e superdetective dai poteri soprannaturali, il protagonista è un certo commissario Balistreri, uomo dalla gioventù movimentata, estremamente movimentata, visto il suo carattere ribelle, insofferente, alla ricerca di un valido ideale a cui aggrappare la sua vita, usando spesso la lotta per il suo raggiungimento come pretesto per sfogare la sua rabbia interiore,
Col passare degli anni, crollano gli ideali, gli spiriti si placano, almeno quelli più nobili, mentre s'infiammano quelli meno nobili e Balistreri si trasforma in uno sciupafemmine senza scrupoli, pronto ad appagare subito e senza troppi rimorsi ogni suo desiderio e piacere, restio ad ogni tipo di legame affettivo duraturo ed impegnativo e che non si esaurisca nel giro di una notte, massimo due.
Tutto questo sotto le apparenze 'borghesi' di un commissario di polizia, veste guadagnata in modo poco onorevole grazie alle raccomandazioni dell'onorevole fratello, sinceramente desideroso di garantirgli una 'vita' più tranquilla ed ordinata.
Ma il senso di giustizia, il suo innato desiderio di lottare contro qualsiasi forma di sopruso e prevaricazione, non si spegne mai:
"Onore, lealtà e coraggio erano ancora lì, ma come vecchi ricordi sfumati nella viscosità del reale."

E quando una giovane ragazza muore, assassinata ed abbondonata nel Tevere, gli occhi spenti e rassegnati dei suoi genitori impotenti dinanzi a questo crudele destino che ha sottratto loro l'unica figlia, accendono in Balistreri il senso di colpa per non aver dato il giusto peso a quella scomparsa ed il desiderio di non lasciare impunito quel delitto.
Questo è quanto raccontato nella prima parte del romanzo... quello che accade dopo, a distanza di anni, è un susseguirsi di eventi ben congegnati in una trama fitta ma senza facili scappatoie, e soprattuto inserita in un contesto, che è quello della capitale nei primi anni del 2000, specchio efficace e veritiero della condizione politica e sociale di quel tempo, a cavallo di tangentopoli e con i problemi sempre più pressanti legati all'integrazione degli extracomunitari.
Ed il finale, avvincente ed in crescente tensione, non è assolutamente da meno al resto del romanzo.

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Consigliato a chi ha letto...
A chi almeno una volta nella vita si è fermato in macchina sul lungomare vicino al pontile di Ostia in pieno inverno a parlare del più e del meno col suo migliore amico sino all'alba in attesa degli storici ed immortali krapfen alla crema...
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Tu sei il male 2014-09-12 07:20:09 ferrucciodemagistris
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ferrucciodemagistris Opinione inserita da ferrucciodemagistris    12 Settembre, 2014
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Tu sei il male

Un eccellente thriller-noir italiano; il romanzo, molto dettagliato e articolato, descrive anche l'Italia degli anni '80 fino ad arrivare all'Italia dei nostri giorni con le problematiche ancora più accentuate rispetto al passato. Molti i personaggi protagonisti che intrecciano una trama che non dà tregua fino alla fine; colpi di scena, situazioni inaspettate, intrighi politici in connubio con accadimenti che cambiano continuamente il percorso del sentiero per indurci ad arrivare all'agognata soluzione dell'enigma. Ricco di frasi raffinate che danno luogo a profonda riflessione

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Tu sei il male 2013-10-03 18:32:01 Gondes
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Gondes Opinione inserita da Gondes    03 Ottobre, 2013
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TU SEI IL MALE

E’ da molto tempo che mi capitava di incrociare questo libro sulle scaffalature delle librerie, ma chissà per quale motivo, alla fine la mia attenzione era catturata da qualche altro titolo. Sono passati così due anni e ancora dovevo decidermi.

Poi un giorno mi è capitato di leggere l’entusiasmante recensione di Michele (Fonta, per gli amici di QLibri) e ho avuto finalmente lo slancio per dire: questa volta lo compro!

Faccio ammenda al mio istinto e dico un grazie a Fonta, perché mi ha fatto scoprire veramente un ottimo thriller poliziesco.
Forse ero ben disposto, ma sono entrato subito in sintonia con lo stile dell’autore; molto generoso nel presentare il tratto caratteriale di tutti i personaggi. Il particolar modo mi è piaciuto il commissario Balistreri; la tipica persona che la ami o la detesti appena la incontri per la prima volta.

Mi sono chiesto perché questo romanzo mi ha particolarmente coinvolto, quasi avendo la sensazione di far parte in qualche modo della storia. Credo che sia dipeso dalla scelta da parte dell’autore di far ruotare tutta la vicenda attorno a due date, che anche a distanza di anni, ci danno la possibilità di ritornare indietro con la memoria in modo abbastanza facile. Mi riferisco alle due magiche notti in occasione delle vittorie dei mondiali di calcio in Spagna ed in Germania.

Grazie al libro possiamo rivivere le sensazioni e le emozioni di quei giorni. Fare un parallelo fra la storia raccontata nel libro e il nostro ricordo. Ci chiederemo dove ci trovavamo la sera in cui fu uccisa Elisa Sordi e cosa facevamo quando sua madre molti anni dopo si suicidò. Quasi tutti sapremo darci probabilmente una risposta ed entrare quindi anche noi nella storia raccontata nel libro. Questo coinvolgimento è stato per me fatale, facendomi apprezzare il libro ancor di più.

Per quanto riguarda invece l’architettura della storia l’ho trovato un tantino complicata; con risvolti molto ampi, mancano gli UFO e poi siamo al completo!. Comunque l’autore, in più occasioni, cerca di aiutare il lettore, facendo il punto sulle indagini, anche perché diversamente si rischia di perdersi nei meandri della vicenda. Le pagine sono un tantino troppe, ma comunque la complessità della vicenda richiede una stesura appropriata.

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Tu sei il male 2013-07-11 06:56:57 davide
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Opinione inserita da davide    11 Luglio, 2013

Ottimo esercizio di scrittura, trama banale

Credo che il romanzo nel complesso sia ben scritto, i personaggi sviluppati bene e con ampia descrizione delle varie sfaccettature che danno "profondità" alla personalità degli stessi. Ma purtroppo la storia fa acqua da tutte le parti: temo che l'autore abbia pensato che mescolando tanti buoni ingredienti (tanto per citarne alcuni: una nobile famiglia decaduta, un poliziotto sciupafemmine all'inizio e un saggio investigatore in seguito, l'ombra di complotti finanziari, la sinistra presenza della Chiesa e del Vaticano, buttafuori, giornaliste, rom, cardinali, politici, mignotte...) si possa preparare un buon piatto, cosa purtroppo non vera tanto in letteratura quanto in cucina.
Aggiungo che un buon giallo, a mio avviso, dovrebbe dare al lettore la possibilità di poter interpretare gli indizi insieme allo svilupparsi della vicenda e in un certo senso fornirlo degli strumenti necessari a risolvere l'enigma autonomamente, cosa che qui purtroppo non accade (e non dico altro perchè svelerei la vicenda). I gialli più belli sono quelli in cui arrivati finalmente alla sconcertante verità su chi sia il "mostro di turno" il lettore pensa: "Ma certo, come ho fatto a non arrivarci!". Sono i romanzi in cui il lettore pur avendo tutti i pezzi del puzzle a disposizione, non riesce a comporre il quadro d'insieme perchè c'è qualcosa di sfuggente e che si intuisce solo inconsciamente. In questo libro, invece, il lettore non riesce a comporre il puzzle semplicemente perchè l'autore decide di fornire tutti i pezzi necessari solo alla fine...

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Tu sei il male 2013-05-27 18:27:58 marlon
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marlon Opinione inserita da marlon    27 Mag, 2013
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IL MALE QUOTIDIANO

Ho letto questo libro poco tempo fa, attratto dal titolo molto chiaro: TU SEI IL MALE. Leggendo la trama, lo trovai interessante, perché era ambientato in un’Italia che non c’è più. Siamo a Roma nel luglio del 1982 e questo periodo evoca ricordi indelebili per chi, come me, ha vissuto i famosi mondiali di calcio. Avevo 9 anni e non si può dimenticare … Il protagonista del libro è il commissario Balistreri, giovane irritante, dal passato poco chiaro, forse raccomandato, dalla vita disordinata: il Balotelli delle forze dell’ordine. Si deve occupare della scomparsa di Elisa Sordi, dipendente di una società immobiliare del vaticano (Emanuela Orlandi?). Naturalmente c’è la finale dei mondiali, le donne, le feste d’estate nelle case romane e il commissario (troppo giovane e svogliato) si dedica alla dolce vita, considerando tale scomparsa una cosa di poca importanza. Quando viene ritrovato il corpo, ormai è tardi e la coscienza di Balistreri si fa pesante come un macigno. Le indagini condotte all’italiana non portano da nessuna parte e così ci catapultiamo sempre a Roma, ma stavolta nel 2006. Ancora in estate, a ridosso della finale dei mondiali di calcio tra Italia e Francia, si suicida gettandosi dal balcone l’ormai anziana madre della vittima Elisa Sordi. Questo fulmine a ciel sereno risveglia il commissario ormai ombra di se stesso e schiavo di farmaci antidepressivi e dei suoi fantasmi. Dovrà risolvere il caso per redimersi, ma non sarà facile risolvere un cold case, poiché l’assassino ha molteplici volti.. Vorrei tornare a parlare del titolo del libro, che è una chiara accusa, un marchio infamante. In questi giorni i media continuano drammaticamente ad elencare le donne vittime di violenze, di omicidi, di torture e soprusi. I numeri in Italia (MI FERMO ALL’ITALIA) sono spaventosi. Per svariati motivi gli uomini uccidono le donne. TU SEI IL MALE. Per chi non ha letto questo libro scoprirà (niente di nuovo) che alcuni uomini uccidono le donne per PAURA. La PAURA che li governa, che li rende incapaci di affrontare i problemi e le avversità che la vita ci riserva ogni santo giorno. La PAURA di rimanere soli, le botte inflitte per PAURA di essere abbandonati, la PAURA di essere scoperti (Garlasco?). Anche le donne hanno paura ma raramente uccidono. Inorridiamoci e meditiamo ….(E se il MALE si nutrisse delle nostre paure?)
Consiglio il libro agli amanti del giallo /noir e faccio i complimenti all’autore per l’originalità e per lo stile.

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Tu sei il male 2013-04-18 18:32:44 Donatella
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Opinione inserita da Donatella    18 Aprile, 2013

pagato a parole? unica giustificazione per usarne

Troppe parole, troppi personaggi, troppa pretesa d'intrico;
in alcuni punti ho rilevato dei "buchi" nella storia e delle incongruenze.
L'intrico della trama si conclude in modo deludente, poco realistico; i voli pindarici vanno bene in altri generi, non nei gialli (secondo me, ovviamente!)
Come mi sono chiesta nel titolo: ma gli scrittori sono nuovamente pagati in base al numero delle parole scritte, come si usava ai tempi di Dumas?

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Tu sei il male 2013-03-10 16:31:28 ChiaraLotus
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ChiaraLotus Opinione inserita da ChiaraLotus    10 Marzo, 2013
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Progetto ambizioso

Mi sono trovata a leggere questo libro quasi per caso.
A metà novembre, mi ero beccata una brutta influenza e non sapevo come passare il tempo.
Dopo aver rischiato di tagliarmi le vene alla decima pagina delle "sfumature di grigio", ho chiesto a mia madre di fare un salto alla Mondadori. "Sai che con i thriller vai sul sicuro!".
La commessa le ha proposto "Alle radici del male", appena uscito. Ma non avendo letto nulla di questa trilogia, mia mamma ha trovato più sensato farmi cominciare dall'inizio.
Morale?
Una settimana dopo avevo già iniziato il secondo libro.

Nonostante la mole, si tratta di un libro che si legge da solo: una volta che entri nel vivo, non riesci a staccarti finchè non arriva la fine. Il mondo descritto è vicino al lettore: è la nostra Italia, è la nostra storia. Non si ha a che fare con un mondo distante ed asettico, ma ci si sente parte delle vicende narrate, perchè le si è in un certo senso vissute.

Io non ricordo i mondiali dell'82, avevo pochi mesi. Ma essi sono comunque nel mio immaginario attraverso i racconti di genitori, zii e amici che, invece, hanno potuti viverli. Quelli del 2006 invece li ricordo bene. A 24 anni, sei nel vivo delle cose. Le respiri. Ti entrano nelle ossa. Conosco la questione dei ROM. E, fin da piccola, seguo la vicenda di Emanuela Orlandi, personaggio molto vicino a quello della vittima Elisa Sordi. Quindi non c'era nulla di veramente nuovo per me, in questo libro. E ciò può essere un bene, può essere un male. Per me è stato un bene. Mi piace sentirmi vicina alle situazioni, quando leggo.

Per quel che riguarda il giallo, la vicenda è intricatissima. Ma si segue bene. Si segue perfettamente. Costantini è molto bravo a disseminare indizi nel romanzo. Ciascuno di esso viene spiegato, man mano che le situazioni si fanno più chiare. Alla fine, il lettore ha tutto sotto gli occhi. Non ci sono enigmi, non ci sono dubbi.

Interessante anche il rapporto fra il commissario Balistreri e l'amico Angelo: se la fede è una guida, all'interno del libro, questi due personaggi rappresentano il classico concetto manicheo che vede il mondo suddiviso fra bene e male. Sono due lati della stessa medaglia. Sono due individui complementari che finiscono per fondersi in una persona unica e completa, fatta di luci e di ombre.

Sicuramente è una lettura che consiglio a tutti!

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La trilogia Millennium di Stig Larsson
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