Borgo Sud Borgo Sud

Borgo Sud

Letteratura italiana

Editore

Casa editrice

È il momento più buio della notte, quello che precede l'alba, quando Adriana tempesta alla porta con un neonato tra le braccia. Non si vedevano da un po', e sua sorella nemmeno sapeva che lei aspettasse un figlio. Ma da chi sta scappando? È davvero in pericolo? Adriana porta sempre uno scompiglio vitale, impudente, ma soprattutto una spinta risoluta a guardare in faccia la verità. Anche quella più scomoda, o troppo amara. Così tutt'a un tratto le stanze si riempiono di voci, di dubbi, di domande. Entrando nell'appartamento della sorella e di suo marito, Adriana, arruffata e in fuga, apparente portatrice di disordine, indicherà la crepa su cui poggia quel matrimonio: le assenze di Piero, la sua tenerezza, la sua eleganza distaccata, assumono piano piano una valenza tutta diversa. Anni dopo, una telefonata improvvisa costringe la narratrice di questa storia a partire di corsa dalla città francese in cui ha deciso di vivere. Inizia una notte in-terminabile di viaggio – in cui mettere insieme i ricordi –, che la riporterà a Pescara, e precisamente a Borgo Sud, la zona marinara della città. È lì, in quel microcosmo così impenetrabile eppure così accogliente, con le sue leggi indiscutibili e la sua gente ospitale e rude, che potrà scoprire cos'è realmente successo, e forse fare pace col passato. Donatella Di Pietrantonio torna dopo L'Arminuta con un romanzo teso e intimo, intenso a ogni pagina, capace di tenere insieme emozione e profondità di sguardo.



Recensione Utenti

Opinioni inserite: 5

Voto medio 
 
3.5
Stile 
 
3.8  (5)
Contenuto 
 
3.2  (5)
Piacevolezza 
 
3.4  (5)
Voti (il piu' alto e' il migliore)
Stile*  
Assegna un voto allo stile di questa opera
Contenuto*  
Assegna un voto al contenuto
Piacevolezza*  
Esprimi un giudizio finale: quale è il tuo grado di soddisfazione al termine della lettura?
Commenti*
Prima di scrivere una recensione ricorda che su QLibri:
- le opinioni devono essere argomentate ed esaustive;
- il testo non deve contenere abbreviazioni in stile sms o errori grammaticali;
- qualora siano presenti anticipazioni importanti sul finale, la recensione deve iniziare riportando l'avviso che il testo contiene spoiler;
- non inserire oltre 2 nuove recensioni al giorno.
Indicazioni utili
 sì
 no
 
Borgo Sud 2021-06-25 10:34:38 Con.i.libri.si.vola
Voto medio 
 
4.0
Stile 
 
4.0
Contenuto 
 
4.0
Piacevolezza 
 
4.0
Con.i.libri.si.vola Opinione inserita da Con.i.libri.si.vola    25 Giugno, 2021
Top 1000 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

legami imprescindibili

????????
"Da ragazzine eravamo inseparabili, poi avevamo imparato a perderci."

In "Borgo Sud" ritroviamo l'Arminuta e la sorella Adriana dopo parecchi anni. Sono due donne profondamente diverse per carattere, il legame tra loro è diventato più conflittuale ma rimane sempre molto forte.

Una chiamata dall'Italia costringe la protagonista a lasciare Grenoble, dove lavora, per far ritorno a Borgo Sud, il quartiere di pescatori dove Adriana vive.

Questo porterà l'Arminuta a rivivere i ricordi di una vita, gli amori e gli abbandoni che la accomunano alla sorella.

"C'era qualcosa in me che chiamava gli abbandoni."

Ho trovato lo stile essenziale e scorrevole come nel primo libro, mi è piaciuto molto il tipo di scrittura malinconica ma nello stesso tempo con un effetto "calmante" nonostante parli di sofferenze e dolori.

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Consigliato a chi ha letto...
L'Arminuta, per coglierne ogni sfumatura
Trovi utile questa opinione? 
70
Segnala questa recensione ad un moderatore
Borgo Sud 2021-04-26 14:19:14 Bruno Izzo
Voto medio 
 
3.0
Stile 
 
3.0
Contenuto 
 
3.0
Piacevolezza 
 
3.0
Bruno Izzo Opinione inserita da Bruno Izzo    26 Aprile, 2021
Top 100 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Partite e ritornate

Questo romanzo è un sequel, per la precisione è il seguito del fortunato: “L’arminuta”, che ha portato successo e notorietà piena, e direi ben meritati, alla sua autrice Donatella di Pietrantonio.
Come capita per tutti i sequel, il racconto successivo non riesce mai bene come quello che lo ha preceduto, non perché non meriti, non è questo il caso, “Borgo sud” è parimenti incisivo come l’”Arminuta”, ma apparentemente non soddisfa completamente il lettore.
E se è vero, come è vero, è per motivi diversi, non per differente qualità.
Perché stavolta la storia è diversa, ed il lettore inconsciamente vuole il “già visto”.
Ed a torto; questa è una buona storia, forse d’impatto emotivo minore, sorprende di meno, ma è un racconto più tosto, più maturo, articolato, con una attenta rifinitura nei particolari, dettata dalla precedente esperienza di scrittura, già essenziale di per sé, asciutta e concisa, che qui vede con maggiore enfasi una mano che lima, toglie, carteggia con foglio abrasivo a grana fine, infine restituisce un elaborato tanto avvincente quanto sintetico.
È la scrittura in sé il valore aggiunto, è il come è scritto che rende proprio per questo ancora più bello e struggente un racconto che lo è già di suo, per trama ed intenzioni.
“Borgo Sud” non ha per protagonista stavolta chi parte e ritorna, ma il posto; l’arminuta qui fa i conti non con chi l’ha ceduta e da chi poi è ritornata, ma con il luogo, l’origine, non la culla, ma la terra, la terra vera, con i suoi solchi, le sue zolle, , le sue radici profonde, la sua roccia.
Stavolta la Di Pietrantonio non ci parla del rapporto tra genitori e figli, propri o acquisiti.
Non accenna ad una figura senza nome indicata solo come un ritorno, una ritornata, una restituita soddisfatta e rimborsata, sballottata da una famiglia all’altra, da una vita ad un’altra, radicalmente diverse l’uno dall’altra.
Ci parla invece di un altro rapporto, che prepotentemente “ritorna” nella vita della protagonista, quello tra fratelli, o meglio tra sorelle.
“…Abbiamo litigato a parole aspre, ma anche come bambine, a spinte e strattoni. Adriana sapeva riportarmi indietro, a tutto quello che avevo voluto lasciare...”
Una storia della stessa durezza e magnificenza, letteralmente permeata, avente la stessa scorza della terra d’Abbruzzo, il luogo vero protagonista, il personaggio principe ed ambivalente, reso a perfezione nei suoi due aspetti precipui.
Un modo di essere da borgo, come da titolo che rimanda ad un quartiere periferico di Pescara, che però contiene sia una ruspante scontrosità d’essere tipica di un microcosmo, sia allo stesso tempo la drammaticità delle più grandi e moderne città, discordanti, prosperose ma aride d’affetti ad un tempo.
Questo doppio, questa ambivalenza, questo uno di fronte all’altro senza interferenze, direttamente, sempre e comunque nel bene e nel male, permea atmosfere, dialoghi, modalità d’essere e di mostrarsi, si conserva anche in luoghi lontani da questa terra, comunque ambedue i libri riguardano un rapporto binario, madre/figlia nel primo racconto, e sorella/sorella in questo più recente.
Nel primo romanzo la protagonista era una “ritornata”, vale a dire una bimba, e poi ragazza, partita, o meglio ceduta da una famiglia povera ad una coppia benestante ma sterile, e poi ritornata coattivamente all’origine, con tutto quanto di sconcertante e di doloroso che ne deriva, sia dal trauma del doppio abbandono, prima e dopo, sia dall’incontro/confronto/scontro tra le due mamme, le due diverse famiglie, differenti condizioni non solo economiche ma anche logistiche con la quale colei che ritorna deve confrontarsi.
In “Borgo sud” questo dualismo del racconto globale si estrinseca in due luoghi diversi e lontanissimi tra loro, Grenoble e Pescara, l’università tempio della cultura e del pensiero civile e positivo ed il quartiere dei pescatori, talora disperato e disperante, rozzo ed aspro, stili di vita diversissimi ma ognuno a suo modo estrinseca una propria crudeltà d’essere.
Perché questo è un romanzo breve, ma è un racconto cattivo, è una storia di durezza e di meschinerie, che il linguaggio altrettanto rude quanto leale rende al meglio, è al tempo stesso l’apoteosi dell’amore della famiglia, della sua importanza, della sua essenzialità per il corretto crescere ed evolversi dell’affettività di ciascuno, quando è pieno, maturo, costruttivo, mancando il quale, e con quelle caratteristiche per quanto forti e marcate, tutto si riduce a giri a vuoto su sé stessi invece che a proficui ritorni, poiché un ritorno infine altro non è che un nuovo inizio, una nuova partenza, più spesso felice.
L’amore valorizza il borgo, qualunque borgo; l’amore della famiglia allora è il borgo natale, quello che rincuora, e restituisce vigore.
I vincoli di sangue, di terra, di appartenenza, in una parola sola, i vincoli di famiglia, sono l’unico amore fatto di tenerezza e antipatie, di premure e rigidità, di affetto e rigore, di delicatezza e scontri cruenti, che sono i primi, e perciò quelli che ti segnano da subito, in particolare, per sempre.
Speciale tra tutti, sono i legami tra sorelle: insieme, quando unite, diventano quasi invincibili, dormono insieme, si confidano, rilevano incongruenze e discrepanze che l’altra non vede o non riesce a vedere nella propria vita, anche in quella del proprio partner, ognuna di lei a tempo debito, quasi a turno, si prende cura dell’altra, corre dall’altra e dall’altra ritorna per lenirle le ferite, che spesso, se non sempre, coincidono, lasciando cicatrici uguali. Sperando di non arrivare tardi, perché:
“Il ricordo è una forma di recriminazione. È il perdono che non trovo.”.
Credo che alla maggioranza dei lettori, forse anche della critica, infine, resterà maggiormente impresso l’”Arminuta”, non me ne meraviglierei, e forse con ragione.
Tuttavia “Borgo Sud” splende di luce propria, ed è una buona luce, solo che più che faro o fascio diretto, è una luce di chiaroscuri, con un proprio fascino, crea una bell’atmosfera diffusa, ma certamente è diversa. Come è diversa ogni famiglia: è composta da persone, ognuna a suo modo, ma legati tenacemente tra loro da qualcosa d’altro oltre lo stesso borgo natio.
Specialmente in Abruzzo.


Indicazioni utili

Lettura consigliata
Consigliato a chi ha letto...
"L'Arminuta", della stessa autrice
Trovi utile questa opinione? 
130
Segnala questa recensione ad un moderatore
Borgo Sud 2021-04-05 17:40:08 archeomari
Voto medio 
 
2.3
Stile 
 
3.0
Contenuto 
 
2.0
Piacevolezza 
 
2.0
archeomari Opinione inserita da archeomari    05 Aprile, 2021
Top 50 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Forzature

In realtà, ho letto prima questo libro e poi “L’Arminuta”, che ho trovato decisamente migliore, pur se drammatico, ma comunque mi è sembrato più realistico, mentre “Borgo sud”, in generale mi ha lasciata perplessa. L’ho letto più di una settimana fa e posso ben dire che nel complesso mi è sembrata una storia un po’ “forzata”.
La conoscenza del libro precedente non inficia la comprensione di “Borgo sud”: anche in questa vicenda, la protagonista non ha nome, non è chiamata neppure “arminuta”, cioè la ritornata, poichè cresciuta, ormai affermata docente universitaria, e nei luoghi in cui è nata ci torna davvero poco, in quanto si sposta tra Pescara città e la Francia.
In effetti posso dire di non aver trovato le stesse sorelle: il rapporto della protagonista con la sorella Adriana qui è a volte più conflittuale, la vita ha fatto prendere loro strade diverse che le ha allontanate. L’io narrante se ne rende conto ben presto: è la comunità dei pescatori la vera famiglia di sua sorella, che si rivolge a lei solo perché in difficoltà, ragazza-madre innamorata di un uomo che non la merita, implicato in strani traffici.
Adriana incolta, rozza, e lei, la protagonista, che è stata sempre più fortunata, avendo conosciuto l’agiatezza, adottata da un’altra famiglia, imparentata con i suoi genitori biologici. Entrambi però accomunate dal destino di dolore: una famiglia biologica che le disprezza, uomini che non le amano abbastanza. Ho trovato qualche passaggio disturbante, ha urtato la mia sensibilità, ma ho apprezzato lo stesso la scrittura della Dipietrantonio, secca, asciutta, anche se nel complesso, come si può capire dal tono del mio commento, non mi ha esaltata.

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Consigliato a chi ha letto...
Ne consiglio la lettura solo perchè ognuno è libero di costruire la propria opinione.
Sicuramente ci saranno lettori che apprezzeranno il romanzo
Trovi utile questa opinione? 
170
Segnala questa recensione ad un moderatore
Borgo Sud 2021-02-08 15:35:11 Antonella76
Voto medio 
 
4.8
Stile 
 
5.0
Contenuto 
 
4.0
Piacevolezza 
 
5.0
Antonella76 Opinione inserita da Antonella76    08 Febbraio, 2021
Top 50 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

L'Arminuta è cresciuta



"L'Arminuta è diventata grande"...così cita la pubblicità di questo romanzo.
E tu, che L'Arminuta l'hai amata visceralmente, ti chiedi se sarà possibile ritrovare le stesse vibrazioni, lo stesso magone nella pancia, la stessa commozione...
Mi sono avvicinata al libro con emozione e timore, voglia di rincontrarla e paura di non riconoscerla.
La punta delle dita in fibrillazione e gli occhi ansiosi... e già questo basterebbe in realtà.

Poi inizi a leggere e tutte le preoccupazioni vengono spazzate via...
Lei c'è, la ragazzina "restituita" è diventata una donna realizzata, ma ancora alle prese con gli abbandoni, c'è sua sorella Adriana con il suo carico di vitalità e irrequietezza, c'è l'Abruzzo con il suo entroterra aspro (anche nei sentimenti) e con il suo mare, il pesce appena pescato, la comunità che si fa famiglia.
C'è ancora la maternità e ciò che resta di un'infanzia trascorsa nel disamore, nell'anaffettività.
Ci sono le crepe lasciate aperte da queste mancanze, vuoti da colmare con l'amore e che, nonostante tutte le difficoltà, lasciano sempre passare la luce.
C'è il matrimonio e la ricerca "necessaria" della propria identità, anche a costo della felicità dell'altro.
C'è il passato che torna, torna sempre...

Sopra ogni cosa c'è il rapporto tra due sorelle, due anime profondamente diverse, inizialmente estranee eppure indivisibili.
Il disagio trasformato in affetto diventa il più forte dei sentimenti.

"Con mia sorella ho spartito un'eredità di parole non dette, gesti omessi, cure negate. E rare, improvvise attenzioni.
Siamo state figlie di nessuna madre.
Siamo ancora, come sempre, due scappate di casa.
[...]
Per ognuna di noi restava la certezza dell'altra al fondo del dolore che non ci siamo mai confessate."

Nella scrittura della Di Pietrantonio c'è questa dolcezza, questa calma di fondo che si amalgama al dolore, alla durezza della vita, dando origine così a pagine meravigliosamente ruvide, capaci di farti male, ma con grazia.
Ti senti cullata da una melodia triste, come una ninna nanna che ti fa addormentare mentre piangi.
Quello che provi è un dolore composto, senza eccessi, dove ogni parola è esattamente dove dovrebbe essere.
Qui ogni parola è preziosa, lucente come un diamante, e proprio come un diamante... taglia.

Da non perdere.

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Trovi utile questa opinione? 
110
Segnala questa recensione ad un moderatore
Borgo Sud 2020-12-05 16:29:44 68
Voto medio 
 
3.3
Stile 
 
4.0
Contenuto 
 
3.0
Piacevolezza 
 
3.0
68 Opinione inserita da 68    05 Dicembre, 2020
Top 50 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

L’origine del cuore

Due sorelle e la loro storia, microcosmo di affinità e lontananza, fisica e caratteriale, condivisione affettiva in un paese, Borgo Sud, arroccato sulle colline, terra forte e gentile, immerse nella durezza del dialetto abruzzese.
Un legame di sangue spezzato da una diversità acclarata, vite devianti e caratteri opposti, visioni estreme, la stessa difficoltà d’ amare.
Adriana è vivace, pericolosa, imprudente, girovaga, da sempre la sorella ha avuto paura di lei provando un forte disagio nel cuore del loro legame di parentela, una giovane donna che sa come ricondurla all’ origine.
La protagonista ha contrabbandato una falsa normalità, due orfane simboliche di genitori indifferenti e in parte sconosciuti, abbandonate al mondo, a loro stesse, semplicemente sorelle, e ciascuna ... “ restava nella certezza dell’altra al fondo del dolore che non si sono mai confessate”....
Il viaggio temporale di questa insegnante universitaria emigrata in Francia riabbraccia nel presente e nel ritorno al borgo natio momenti di vita vissuta, un precoce legame matrimoniale ( con Piero ) precocemente spezzato da plurimi tradimenti a lungo negati, una madre imprevedibile come il suo affetto, un padre egoista e ottuso a cui tutto è dovuto, e Adriana, incontenibile nell’ esercizio della sua libertà, anche se la memoria può giocare brutti scherzi.
Il ritorno, richiamata da un evento tragico e indecifrabile, riabbraccia il sospeso lasciando il costruito, la propria carriera, quel mondo a parte costituito da un libro aperto sulle poesie che ama, un seminario da preparare, un ordine stabilito e tornando a Borgo Sud riemerge una vita che sembra più vera, scandalosa, pulsante tra chiacchere che volano di bocca in bocca.
Sopravvive un legame dicotomico, d’altronde Adriana è sempre stata così, una che cambia umore da un momento all’ altro mentre Il pensiero va all’ex marito, all’ impossibilità’ di vivere un futuro diverso dal suo, forse neanche oggi, uno stato ... “ di inquietudine che tollera la distanza voluta “... Questo è il suo segreto, la sua devozione, l’ essere stata fedele a un uomo che non avrebbe mai potuto amarla.
Quanta memoria rivive, quel giorno in cui Adriana si affacciò con un figlio sulla porta di casa, frutto di un legame turbolento con un uomo violento, alcolizzato, senza presente e futuro.
Quante situazioni, pensieri, luoghi, a cominciare da una madre che si è ritirata piano piano nell’ indifferenza terminale, morta di cancro ma di molto altro, sopraffatta dalla vita, dalla sua inutilità, con i figli distanti.
Il ricordo ...” è una forma di recriminazione, è il perdono che non trovo “...
Le due sorelle sono e saranno sempre due scappate di casa, figlie di nessuna madre, ognuna con la certezza dell’altra al fondo di quel dolore che non si sono mai confessate, nel presente sopravvive una maledizione da cancellare, retaggio di un passato vergognoso e c’è un figlio, Vincenzo, cresciuto tra i cocci di un matrimonio confessato tardivamente e che ne porta gli esiti dentro.
Rimane un legame forte indifferente a se’ stesso, una preghiera per il futuro, un’ aria stanca dopo il pericolo scongiurato, il desiderio e la consapevolezza di un lento ritorno alla propria vita.
E allora ...” so cosa chiedere, non a chi. È limpido e deserto il cielo di novembre. Solo le leggi eterne che governano il moto delle stelle e i cicli delle stagioni sulla terra porteranno la fortuna per Vincenzo, forse un po’ di pace a mia sorella. È questa l’ unica preghiera “...
Un romanzo che riserva una certa asciuttezza espositiva e scava nell’origine abbandonata di un passato tuttora pulsante, una scrittura vivida rivolta alla propria terra, una storia al femminile che declina in una riflessione psico-relazionale sul senso del proprio cammino.
Certi legami sopravvivono, altri si spezzano nell’indifferenza o nella necessità dolorosa della quotidianità e di un futuro diversi.
L’ incedere del racconto abbraccia sensazioni di una vita intera, gioie, dolori, la struggente bellezza e la turbolenza di un rapporto diverso e complementare nella tragicommedia affettiva del proprio lascito famigliare.
Il dolore è un sentimento difficile da affrontare, a tratti traspare e si sente, la fragilità anche, ma l’insieme non genera un’ armoniosa presenza, con l’ impressione di un percorso balbettante e stereotipato tra intervalli di buona letteratura.
Il seguito de “ L’ arminuta “ ( 2017 ) non sembra possederne impatto, forza e profondità, bensì un’ immagine piuttosto sbiadita di se’.
Alla fine, malinconicamente, emergono l’ accettazione di un reale acclarato, la speranza e la consapevolezza di un futuro possibile, una preghiera poco consolatoria, prima di riprendere il cammino quotidiano, con un certo distacco, senza fretta, in luoghi che sembrano mancare....

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Trovi utile questa opinione? 
120
Segnala questa recensione ad un moderatore
 

Le recensioni delle più recenti novità editoriali

Gelosia
Valutazione Utenti
 
3.0 (1)
Su un letto di fiori
Valutazione Utenti
 
4.0 (1)
La mia vita con i gatti
Valutazione Utenti
 
3.8 (1)
Tre
Tre
Valutazione Utenti
 
3.4 (2)
L'arresto
Valutazione Utenti
 
2.0 (1)
I sette killer dello Shinkansen
Valutazione Utenti
 
3.0 (1)
Vecchie conoscenze
Valutazione Utenti
 
4.5 (3)
La stagione dei ragni
Valutazione Utenti
 
4.3 (2)
Il pozzo della discordia
Valutazione Utenti
 
4.0 (1)
Le vite nascoste dei colori
Valutazione Utenti
 
3.8 (1)
Figlia della cenere
Valutazione Utenti
 
3.8 (3)
Un bello scherzo
Valutazione Utenti
 
4.0 (2)

Altri contenuti interessanti su QLibri