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In un futuro in cui la recessione economica ha messo in ginocchio gli Stati Uniti e non solo, una nuova droga chiamata flashback si è diffusa per tutto l’Occidente: la gente si rifugia nei ricordi felici e volta le spalle al futuro. Nick Bottom, un ex detective, lui stesso consumatore di flashback, viene assunto dal vecchio consigliere miliardario Hiroshi Nakamura per rintracciare chi, sei anni prima, ha ucciso il suo unico figlio Keigo. Nick Bottom dovrà tornare a visitare il luogo del delitto, interrogare di nuovo i vecchi sospetti e testimoni e riesaminare nella sua mente tutti i ricordi dell’indagine di allora: un viaggio in un’America devastata, per salvare sé stesso e suo figlio, e per portare alla luce uno dei segreti più oscuri che siano mai esistiti.



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Flashback 2014-10-11 17:13:49 Davidino
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Davidino Opinione inserita da Davidino    11 Ottobre, 2014
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nuovo termine: "distopia"

Mi butto a capofitto nella lettura di questo romanzo incuriosito dalla trama e così scopro di essere incappato in un romanzo del genere "distopico". L'argomento mi piace, non è il primo libro che leggo, anche se, confesso, non conoscevo questo termine.
Siamo quindi in un futuro non troppo lontano dove la crisi economica, più devastante di una guerra, ha cambiato radicalmente l'assetto politico mondiale e dove la comparsa di una nuova droga, il flashback, ha quasi totalmente annichilito la società occidentale. Assumendo tale droga le persone possono rivivere in modo assolutamente realistico i momenti del proprio passato, rifugiandosi così nei ricordi felici.
Il protagonista, Nick Bottom, investigatore privato, viene assunto per indagare su un caso di omicidio. Ma Nick su questo caso ci aveva già lavorato sei anni prima, quando era ancora un poliziotto, prima che un'avvenimento sconvolgesse la sua vita e diventasse dipendente da flashback così da perdere lavoro e famiglia.
L'indagine si rivelerà più complessa del previsto: Nick scoprirà che dietro questo crimine si cela un complotto che coinvolge le alte sfere della società e che metterà in discussione anche il suo passato.

Il romanzo è indubbiamente molto coinvolgente.
Dan Simmons descrive in modo dettagliato la nuova società e i nuovi stili di vita post-crisi con tratti taglienti e drammatici. Lo scrittore sfrutta le attuali problematiche economiche mondiali, con analisi approfondite, per trarne le cause, a dir poco verosimili, del disastro economico a cui il mondo è andato incontro, rendendo così la lettura molto suggestiva. Inoltre la nuova geografia politica rispecchia in modo realistico gli equilibri precari che attualmente stiamo vivendo.
Insomma un libro per molti versi sconvolgente, che fa riflettere sullo stato attuale delle cose. Ma Simmons si dilunga troppo sulle cause economico politiche che hanno portato al crollo degli Stati Uniti tanto che, in queste fasi del romanzo, appare fin troppo evidente la sua avversione per la politica dei democratici di Barack Obama. Lo scrittore sfrutta il carattere distopico per fare del racconto un monito, perché saranno proprio le riforme dei democratici che porteranno al tracollo del paese, con conseguenze a mio parere, davvero poco plausibili.
Inoltre, i passi troppo lunghi ne rendono a volte un po' stancante la lettura.
Un romanzo tuttavia d'effetto, sicuramente da leggere per gli amanti del genere.

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Flashback 2012-06-05 07:12:49 Sara S.
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Sara S. Opinione inserita da Sara S.    05 Giugno, 2012
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Flashback

Immaginate un futuro non troppo lontano, tra vent'anni circa. Immaginate adesso il presente attuale, con la crisi economica, la disoccupazione dilagante, il malcontento crescente della popolazione. Ecco, vi sembrerebbe strano immaginare che tra vent'anni tutto questo NON sarà migliorato? Che la crisi, che NON sarà affatto passeggera come vogliono farci credere, continuerà a peggiorare? E che tutto questo porterà inevitabilmente ad una crisi globale di vasta portata in cui i paesi più pericolosi entreranno in campo con le loro armi nucleari e scoppieranno delle guerre per il territorio? Che le culture invece di progredire e civilizzarsi torneranno a livelli da medioevo? Che l'Unione Europea non esisterà più, come gli stessi Stati Uniti, che verranno invasi e scissi in tante parti? Lo scenario catastrofista descritto da Dan Simmons in questo libro non è affatto strano, ma talmente REALE da mettere i brividi!
Pensate adesso ad una droga, capace di rivivere qualsiasi momento del passato di una persona, inclusi tutti i dettagli che la mente umana non riuscirebbe più a ricordare. Non credete che voi, persone nate prima della crisi quando ancora il mondo sembrava felice ed in crescita, vorreste farne uso per sfuggire alla realtà e rifugiarvi nei vostri ricordi migliori?
Nel prossimo futuro ricreato da Simmons il 90% degli americani sopravvissuti sono disoccupati e drogati di Flashback, proprio perché la loro vita è talmente triste e vuota che è più facile guardare al passato piuttosto che al presente. Non c'è nessun barlume di speranza nell'esistenza di queste persone. E tra le nuove generazioni, quelle nate quando tutto era già cambiato, vige solo uno spietato cinismo, violenza e inciviltà. Coloro i quali non hanno ricordi felici da flashare, non hanno altra scelta che CREARSI dei ricordi. Da qui la nascita delle flash-gang, gruppi di ragazzini spietati e privi di scrupoli che si aggirano armati per le strade delle città, a caccia di ragazze da stuprare in gruppo, o di qualcuno da uccidere, in modo da poter intrappolare quei ricordi nelle loro menti e poterle rivivere tramite Flashback per divertimento.
E' in questo contesto, tramite una scrittura in terza persona che intramezza i punti di vista a capitoli alternati, a svilupparsi la storia di Nick (ex detective, drogato di Flashback, la cui moglie è morta 5 anni prima), quella di Val (il figlio sedicenne di Nick, adolescente privo di valori e membro di una flash-gang) e quella di Leonard (nonno materno di Val, ex professore di lettere, un uomo di 74 anni che ancora non riesce a realizzare che il mondo sia finito così in basso).
La lettura di questo libro è stata a dir poco ipnotica e avvincente. La trama è incredibilmente corposa e nell'arco temporale di sole due settimane (narrate in quasi 600 pagine) succederà di tutto! Ho amato lo stile di scrittura ricco di particolari, che descrive minuziosamente luoghi, azioni e personaggi, ma lo fa in modo talmente spontaneo e lineare che non crea nessun tipo di pesantezza. Certo non è un libro semplice da fagocitare, e richiede una certa concentrazione mentale per potersi calare a 360° nella storia, che, già dall'ambientazione è abbastanza complicata, ma i cui risvolti sono particolarmente vasti. Non è una lettura da spiaggia. Ma se saprete apprezzare lo sconfinato lavoro dell'autore nel ricreare tutti questi particolari e intrecci narrativi, sarà un libro che non dimenticherete tanto facilmente. Io l'ho amato! C'è voluta un'intera settimana a leggerlo senza fretta, cercando il più possibile di assaporarlo in ogni sua sfumatura. E, dato che sono qui a parlarne in toni entusiastici, credo proprio di esserci riuscita! "Flashback" è un romanzo ricco di azione, momenti di suspence, colpi di scena, dove niente è posizionato a caso. Tutte le informazioni che l'autore elargisce generosamente, anche quelle che inizialmente potranno sembrare in eccesso, avranno una spiegazione e un concatenamento importante nella narrazione. La seconda metà del libro vi farà rimanere con il fiato sospeso, e il finale sarà sconcertante, di quelli che non saprete se crederci o no.
Ma "Flashback" non è solo un romanzo con una trama completamente riuscita e ben congegnata. L'autore ha deciso di dare ampio spazio anche alla politica e non mancheranno collegamenti con alcune opere shakespeariane (che purtroppo, essendo io ignorante in materia, sono l'unica parte che non sono riuscita a capire). La politica ha davvero molta importanza ai fini del libro, non solo per quanto riguarda la fanta-politica, ricreata benissimo, ma ci saranno moltissimi rimandi alla politica attuale dei nostri anni, perché saranno le scelte del nostro presente a influenzare il futuro tra vent'anni. Secondo l'autore le scelte sono già state ampiamente fatte e il destino è praticamente segnato, nel scrivere questo libro ha messo in chiaro le sue personali idee politiche (anche se esposte dalla bocca dei suoi personaggi è evidente che è lui stesso a pensarla così), cosa che sicuramente non tutti apprezzeranno. Traspare infatti la tendenza repubblicana dell'autore, che condanna le scelte democratiche dell'attuale presidente Barack Obama, e sostiene che le sue scelte faranno affondare ancora di più la crisi americana. Presa di mira sarà la riforma sanitaria, la crescente disoccupazione, il disarmo nazionale, e anche misure ecologiste delle pale eoliche avranno le loro ampie critiche. Ma senza dubbio, lo spauracchio maggiore dell'autore sono le nazioni straniere, quali il Giappone, il Messico, e soprattutto gli stati islamici. Adesso, non voglio stare a fare disquisizioni politiche in merito alle idee dell'autore, io non mi schiero da nessuna parte, non mi interessa né la destra né la sinistra, per me tutte le scelte politiche fanno schifo, però, da neutrale quale sono devo dire che ho letto con interesse l'argomentazione politica del libro: è ben amalgamata con la storia. Ho trovato così convincenti le ripercussioni descritte che mentre leggevo mi è venuta la pelle d'oca; è uno scenario talmente reale da darmi l'impressione di dare un'occhiata al futuro che verrà, ne sono rimasta molto scossa. Un libro che ha saputo stupirmi, appassionarmi... terrorizzarmi!

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