Le maledizioni Le maledizioni

Le maledizioni

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Román Sabaté è un giovane senza particolari aspirazioni che si ritrova “assunto” da un nuovo partito, Pragma, fondato da un brillante arrivista dell’antipolitica la cui ascesa irresistibile risponde a una totale mancanza di scrupoli: Román sembra far carriera per caso, diventando ben presto il braccio destro del capo indiscusso, finché, passo dopo passo, avverte l’inquietante sospetto di essere solo una marionetta manovrata per un fine inconfessabile. L’omicidio di Lucrecia, moglie del potente manipolatore, sancirà per il protagonista la perdita dell’innocenza e l’inizio di una fuga impossibile, in una realtà dove tutto è apparente e ingannevole, tranne la determinazione di chi vorrebbe metterlo a tacere per sempre. Su tutto incombe una singolare superstizione, “la maledizione di Alsina”, che sembra scombinare i piani accuratamente orditi...

Recensione della Redazione QLibri

 
Le maledizioni 2019-05-24 17:47:45 annamariabalzano43
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annamariabalzano43 Opinione inserita da annamariabalzano43    24 Mag, 2019
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La scomparsa delle ideologie

PERICLE, DISCORSO AGLI ATENIESI, 431 A.C.
Qui ad Atene noi facciamo così.
Qui il nostro governo favorisce i molti invece dei pochi: e per questo viene chiamato democrazia.
Qui ad Atene noi facciamo così.
Le leggi qui assicurano una giustizia eguale per tutti nelle loro dispute private, ma noi non ignoriamo mai i meriti dell’eccellenza. Quando un cittadino si distingue, allora esso sarà, a preferenza di altri, chiamato a servire lo Stato, ma non come un atto di privilegio, come una ricompensa al merito, e la povertà non costituisce un impedimento.
Qui ad Atene noi facciamo così.
La libertà di cui godiamo si estende anche alla vita quotidiana; noi non siamo sospettosi l’uno dell’altro e non infastidiamo mai il nostro prossimo se al nostro prossimo piace vivere a modo suo. Noi siamo liberi, liberi di vivere proprio come ci piace e tuttavia siamo sempre pronti a fronteggiare qualsiasi pericolo. Un cittadino ateniese non trascura i pubblici affari quando attende alle proprie faccende private, ma soprattutto non si occupa dei pubblici affari per risolvere le sue questioni private.
Qui ad Atene noi facciamo così.
Ci è stato insegnato di rispettare i magistrati, e ci è stato insegnato anche di rispettare le leggi e di non dimenticare mai che dobbiamo proteggere coloro che ricevono offesa. E ci è stato anche insegnato di rispettare quelle leggi non scritte che risiedono nell’universale sentimento di ciò che è giusto e di ciò che è buon senso.
Qui ad Atene noi facciamo così.
Un uomo che non si interessa allo Stato noi non lo consideriamo innocuo, ma inutile; e benchè in pochi siano in grado di dare vita ad una politica, beh tutti qui ad Atene siamo in grado di giudicarla. Noi non consideriamo la discussione come un ostacolo sulla via della democrazia. Noi crediamo che la felicità sia il frutto della libertà, ma la libertà sia solo il frutto del valore. Insomma, io proclamo che Atene è la scuola dell’Ellade e che ogni ateniese cresce sviluppando in sé una felice versalità, la fiducia in se stesso, la prontezza a fronteggiare qualsiasi situazione ed è per questo che la nostra città è aperta al mondo e noi non cacciamo mai uno straniero.
Qui ad Atene noi facciamo così.
(Tucidide)

Ecco, per commentare l’ultimo romanzo di Claudia Pineiro, “Le maledizioni”, partirei proprio da qui: dal discorso di Pericle agli ateniesi, come ci giunge attraverso Tucidide. È un discorso sull’essenza e sull’importanza della democrazia, un discorso che detta le linee guida di una buona politica. E tutto ciò potrebbe essere portato ad esempio come modello di governo ideale nella polis ateniese, se non fosse poi stato tutto smentito nel dialogo con i Meli, dal quale traspare la forte tendenza imperialista e brutale di Atene. Da ciò si evince il divario tra la politica espressa nelle idee e quella realizzata nel vivere quotidiano. Oggi questo divario non esiste neanche più nella misura in cui non esistono più né idee né ideologie. È questo il tema centrale del romanzo della Pineiro, che si snoda intorno a figure mediocri impegnate nella cosa pubblica, con fini utilitaristici ad personam. La politica oggi soffre del male inevitabile causato dal progresso della tecnologia. Tutto è velocizzato, la comunicazione deve essere rapida, breve ed esauriente. Il tweet a cui si affida il moderno persuasore delle folle non deve superare i 280 caratteri, il suo contenuto dunque deve riguardare le cose essenziali e fondamentali che vuole trasmettere senza indulgere in considerazioni di tipo ideologico o filosofico. Insieme alla rapidità nella comunicazione, altro elemento fondamentale è l’immagine di sé che il politico vuole trasmettere, un’immagine del tutto fittizia, basata su una famiglia perfetta, che alleva figli secondo i più tradizionali canoni borghesi. Ma l’inganno non può protrarsi a lungo. La carriera politica di Rovira, uomo senza scrupoli, che ha scelto di circondarsi di fedelissimi pronti a tutto, si scontra con la coscienza mai del tutto sopita del giovane Romàn, collaboratore scelto tra tanti grazie alle sue mediocri qualità intellettuali e alle scarse ambizioni che tuttavia non reprimono in lui quei valori e quei principi che costituiranno il punto di partenza per il suo riscatto.
Un’analisi lucida e spietata della realtà politica attuale, che non lascia grande spazio alle illusioni. Compromesso, corruzione, criminalità si intuiscono e divengono quasi palpabili in un mondo che fa dell’ambizione un naturale modus vivendi.



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