Predatori e prede Predatori e prede

Predatori e prede

Letteratura straniera

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Charlotte, North Carolina, è stretta nella morsa del caldo. In quest'atmosfera soffocante, l'antropologa forense Temperance Brennan sta facendo i conti con i postumi di un pesante intervento chirurgico, sballottata tra continui attacchi di emicrania, sogni ossessivi, visioni. Quando riceve quelle foto sconvolgenti da un mittente sconosciuto, per un attimo crede di essere piombata in un'altra allucinazione, di essere dentro l'ennesimo scherzo giocato dal suo cervello sfinito: le immagini mostrano un uomo in una sacca mortuaria, uno scempio di carne e ossa, il volto deturpato, mani e piedi amputati. Tempe non sa a chi appartengano quei brandelli umani, né perché quegli scatti siano stati inviati proprio a lei. Ma qualche giorno dopo, il ritrovamento in aperta campagna di un cadavere martoriato apre la pista a una serie di indizi, da cui emergono dei collegamenti con vecchi casi di bambini scomparsi: un mosaico dell'orrore che Brennan deve e vuole ricomporre, nonostante sia costretta a muoversi ai margini della scena per espresso volere del suo nuovo capo. Determinata a risalire all'identità dell'uomo senza faccia, Temperance si avventura così in una solitaria, azzardata indagine. Fino a toccare con mano quanto pericolosamente possa assottigliarsi il confine che separa la vita reale dalla realtà tumultuosa degli incubi.



Recensione della Redazione QLibri

 
Predatori e prede 2020-06-14 18:32:21 sonia fascendini
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sonia fascendini Opinione inserita da sonia fascendini    14 Giugno, 2020
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Dove sono le ossa?

Ho sempre associato Temperance Brennan alle ossa. In tutti i suoi romanzi mi hanno sempre divertito e intrigato le molte pagine passate in un laboratorio a esaminare ossa, ricostruire cadaveri, cogliere indizi e dare credito a intuizioni. Questo secondo me distingueva e dava un qualcosa in più ai gialli di Kathy Reichs rispetto a molti degli altri presenti sugli scaffali delle librerie. La Tempe di questo romanzo, invece entra ben poco in sala autopsie. Diciamo che non è più quella dei primi tempi. E' alle prese con un aneurisma che le provoca forti mal di testa e la rallenta, pur non riuscendo a fermarla. Si inimica il suo nuovo capo e finisce per essere cacciata dall'istituto di medicina legale, ma anche questo non la fa demordere. Le sue indagini assumono una connotazione un po' diversa. In questo romanzo diventa più un investigatore tradizionale che uno scienziato. Questa volta non sono le ossa a parlare e a sussurrarle i loro segreti, ma sono persone che ancora respirano.Si lanca in pedinamenti, interrogatori di testimoni, si improvvisa esperta del cyber spazio. Insomma un sacco di roba, anche gradevole da leggere, ma non la solita Brennan. La storia è piuttosto complessa. Partiamo del ritrovamento di un cadavere non identificabile a causa dello scempio che sul suo viso hanno fatto un gruppo di maiali. Convinta che l'uomo sia lo stesso che alcune sere prima la osservava nel buio e che sia anche la stessa persona che le ha inviato le foto di un bambino scomparso l'osteopatologa decide di indagare da sola. Affiancata da un poliziotto che stenta a starle dietro, così si lancia in quelli che all'inizio sono solo tentativi. Spara nel buio, finché riesce a mettere assieme una storia che per quanto incredibile si rivela essere parzialmente vera. La verità completa arriverà solo più tardi e sarà peggiore di quanto ipotizzava.
Nel complesso ho trovato questo giallo discreto: parti un po' faticose e pesanti si alternano ad altre pagine agili e piene di sorprese. Durante la lettura ho pensato più volte che ci fossero troppi argomenti diversi messi assieme. Pedofilia, truffe informatiche, traffici loschi, omicidi e chi più ne ha più ne metta. Prima di arrivare all'ultima pagina però tutto è stato spiegato: ogni pezzo è andato al suo posto, ogni incongruenza è stata spianata. il credibile è rimasto tale e l'incredibile è diventato per lo meno ipotizzabile.

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Predatori e prede 2020-06-02 21:35:12 cesare giardini
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cesare giardini Opinione inserita da cesare giardini    02 Giugno, 2020
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Un'indagine complessa e difficile.

E’ il ventesimo thriller di Kathy Reichs che ha come protagonista assoluta la patologa forense Temperance Brennan, Tempe per gli amici, una tosta, decisa più che mai ad impegnare tutta sé stessa per risolvere i casi più complessi e disperati. La dottoressa comincia a sentire il peso degli anni, le è stato riscontrato anche un aneurisma cerebrale curato con l’embolizzazione, che la costringe a stare sempre all’erta a causa di frequenti episodi di emicrania, insonnia e incubi notturni. E il caso che si propone di risolvere, nonostante i bastoni fra le ruote che le mette il suo nuovo capo, Margot Heavner, un’incapace affetta da mania di protagonismo e non solo, è rappresentato dal ritrovamento di un cadavere abbandonato in un campo, con il viso devastato dai morsi di maiali selvatici. E’ forse il personaggio che la Brennan aveva intravisto nei dintorni della sua casa in precedenza ? La corporatura sembra quella, in seguito verranno a galla altre coincidenze compresa una misteriosa telefonata alla stessa Brennan da parte dell’uomo misterioso. L’indagine, ostacolata sempre dalla Heavner, viene portata avanti tra mille difficoltà e false piste, con l’indispensabile aiuto di un anziano poliziotto, tale Slidell, un omaccione dal carattere ruvido e scontroso ma sempre pronto a sostenere la più giovane collega. Inizia così una ricerca difficile, diventa un’ossessione per la Brennan cercare a tutti i costi di dare un volto e un nome al misterioso corpo trovato. Una ricerca sotto traccia, per non oscurare le decisioni della Heavner che sembra aver già archiviato il caso. Alcune strane sigle su un foglietto nascosto in una tasca dei vestiti del morto, un parcheggio abbandonato, una strana casa di cura, informazioni catturate qua e là indirizzano le indagini, dapprima infruttuose, a far luce su alcuni indizi che conducono poco a poco l’investigatrice ad inoltrarsi nei meandri del cosiddetto deep web, quella parte poco nota della rete ( ma che pare ne rappresenti la stragrande maggioranza) preclusa ai più, dove attività lecite e illecite si confondono pericolosamente e dove vengono sbandierate presunte “verità” proclamate da complottisti di mestiere, del tipo, cita l’autrice, il coinvolgimento dei servizi segreti inglesi nell’assassinio della principessa Diana, lo sbarco sulla Luna mai avvenuto ma messo in scena in uno studio televisivo, le Torri Gemelle abbattute dagli stessi americani, etc. Emergono poi, collegati in modi diversi a traffici loschi, il titolare di un’agenzia immobiliare, che affitta edifici militari dismessi a clienti danarosi per rintanarsi in caso di pericolo o per organizzarvi festini, e il fratello dell’ucciso, un viscido giornalista: i due vengono ripresi da una telecamera in compagnia, ecco il colpo di scena, del soggetto trovato cadavere all’inizio del romanzo, al quale nel frattempo si era riusciti a dare un nome ed un volto, formando proprio con lui un terzetto coinvolto anche in rapimenti e violenze su minori.
Come ho accennato, una trama complessa, che tocca argomenti disparati, dalle ambiguità di certi dirigenti della polizia di Charlotte nel North Carolina (città dove lavora la Brennan) collusi con la spettacolarizzazione di un giornalismo di bassa lega, ai pericoli del web, dove verità e menzogne si confondono in modo ingannevole, da un complottismo esacerbato che mira a distorcere a fini ben precisi la verità al tema sconvolgente del rapimento di minori a scopi inconfessabili. Argomenti diversi che, a volte, fanno perdere di vista il filo della trama narrativa, non solo, ma che inducono anche la protagonista del thriller a chiedersi spesso quale possa essere in certe situazioni il confine tra il vero e il falso. Pochi sono i momenti di relax della bravissima Temperance: un incontro con l’ex marito Pete, qualche giorno con il suo compagno Ryan e gli incontri occasionali con la mamma Daisy, un’arzilla anziana signora in procinto di risposarsi, un po’ fuori di testa ma con una straordinaria abilità nel cimentarsi con le più moderne tecnologie informatiche.
Alla fine la tenace Tempe verrà a capo dei misteriosi intrecci, non senza aver sofferto momenti di sofferenza e molte notti insonni. Lo stile narrativo è stringato, e cerca di rendere semplici e comprensibili anche complesse nozioni di informatica ( e ce ne sono molte, soprattutto quando si addentra nei misteri della cosiddetta dark web e dei sotterfugi per rendere impenetrabili certi siti). La lettura non è comunque molto agevole e richiede attenzione e memoria. Alla fine la protagonista avrà anche la sua rivalsa sulla dirigente del servizio che l’aveva sempre ostacolata e che sarà costretta ad abbandonare l’attività.
Molto interessante, in appendice al thriller, una serie di appunti tratti dagli archivi dell’autrice in cui viene spiegato il procedimento di stesura di questo come di altri gialli: procedimento che si articola in varie fasi, dalla raccolta dati e informazioni alla fase che la Reichs chiama “cartacea” (tabelle, verifiche varie, cronologie) e infine alla stesura vera e propria del testo, “natiche incollate alla sedia, occhi sul monitor, dita sulla tastiera”. Interessante e istruttivo!

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