Narrativa straniera Romanzi storici Il codice dello scorpione
 

Il codice dello scorpione Il codice dello scorpione

Il codice dello scorpione

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Nell'autunno spagnolo del 1936, a pochi mesi dall'inizio della guerra civile, la linea di confine che separa gli amici dai nemici è insidiosa e sottile. Ma Lorenzo Falcó, trentasette anni, animo scaltro e scuro e una passione dichiarata per le donne, i bei vestiti e le scarpe di vernice, non ha ideali alti né posizioni da prendere: ex trafficante di armi, avventuriero senza scrupoli, di lavoro fa la spia e si limita a eseguire gli ordini. Con freddezza, precisione. La nuova «faccenda» che lo vede coinvolto, così come la chiama il suo capo, alias l'Ammiraglio, responsabile del nucleo duro dello spionaggio franchista, è tenere le fila di una missione che potrebbe cambiare il corso della storia del Paese. Questa, infatti, è un'Europa turbolenta, questi sono tempi opachi e infiammati; perdere la vita o tradire, per un'idea o per molto meno, non è un'anomalia. Ad Alicante lo aspettano un uomo e due donne, che Falcó non conosce: saranno i suoi compagni di missione, o forse le sue vittime. Violenza, suspense, sogni macchiati di sangue, scontri di potere e un senso malato della lealtà: Pérez-Reverte si muove con maestria tra le ambizioni più nere degli uomini su uno sfondo che intreccia verità storica e finzione.

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Il codice dello scorpione 2017-12-27 10:28:36 ornella donna
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ornella donna Opinione inserita da ornella donna    27 Dicembre, 2017
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Due barbarie parallele

Arturo Perèz Reverte ambienta il suo ultimo romanzo Il codice dello scorpione nel 1937, ai tempi della guerra civile spagnola. E compie una scelta coraggiosa: usa lo spionaggio per raccontare una pagina ancora oscura di quella guerra, che ha caratterizzato la Spagna dal luglio del 1936 all’aprile 1939. Il protagonista non è più l’affascinante capitano Alatriste, ma un altro personaggio dal fascino indiscusso: Lorenzo Falcò. Ha trentasette anni, proviene da una buona famiglia di cui ha deluso le aspettative imbracciando una carriera militare, che pareva risolutiva, ma che in realtà gli ha permesso di percorrere la strada del contrabbando e dell’avventura fine a se stessa. Lorenzo è un bell’uomo, piace ad un nugolo di donne, si profuma di Varon Dandy, fuma Players, beve cocktail e soffre di frequenti mal di testa. Spia senza apparenti scrupoli, addestrato in un campo segreto della Guardia di Ferro rumena, non ha patria, è disilluso, e non crede di avere futuro.
Viene mandato ad Alicante per una pericolosa missione, voluta dai vertici della Falange, eseguita in collaborazione con gli alleati tedeschi.
Il romanzo si svolge nell’autunno del 1936, ma la guerra nel romanzo è confinata sullo sfondo. Tutto il libro è incentrato sullo spionaggio, sul suo mondo occulto e sugli ambigui giochi di potere. La ricostruzione storica è minuziosa, e la scelta terminologica particolare. L’autore descrive i due fronti, franchista e repubblicano, come:
“due barbarie parallele”.
Per cui il franchismo è:
“uno sterminio sistematico di tutto ciò che odorava di democrazia, libertà e ateismo.”
La Repubblica è:
“uno sproposito di improvvisazione, opportunismo e demagogia.” .
E nessuno è innocente,
“Forse i bambini e i cani. Anche se dei bambini non sono sicura. Alla fine crescono sempre.”.
E’ un sordido mondo quello descritto da Arturo Perèz Reverte, sia che siano tedeschi che sovietici che patrioti repubblicani o fascisti.
Un romanzo che non può che intrigare ed affascinare il lettore, trascinando in un mondo spietato e privo di qualunque qualità. Un’ambiguità di fondo che è sia storica che politica, ma che viene descritta splendidamente.

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