L'interprete L'interprete

L'interprete

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Francoforte, 1963. Durante il processo che vede Fritz Bauer indagare sulle responsabilità di alcuni membri del personale del campo di concentramento di Auschwitz, Eva Bruhns viene assunta come interprete dal polacco degli interrogatori dei testimoni. I suoi genitori, proprietari del ristorante Deutsches Haus, (Casa Tedesca), si mostrano decisamente contrari alla carriera scelta dalla figlia, così come lo stesso fidanzato di Eva, Jürgen, ancorato alla convinzione che una donna non debba lavorare se il futuro marito si può permettere di mantenerla. Ma la giovane, vinta dalla curiosità e dalla passione, accetta comunque il lavoro. Eva è figlia di un omertoso dopoguerra, di un boom economico in cui si è disperatamente tentato di seppellire il passato. Ascoltando le scioccanti testimonianze dei processi, però, il suo pensiero corre continuamente ai genitori e ai motivi per cui nella sua famiglia non si parla mai della guerra e di ciò che accadde. Perché sono tutti così restii ad affrontare l’argomento? Lentamente Eva si rende conto che non solo i colpevoli sono stati colpevoli, ma anche coloro che hanno collaborato, in silenzio, rendendo possibile l’inferno dei campi di concentramento. E che tra quelli che non hanno mai alzato la voce per protestare, rendendosi complici, potrebbero esserci persone a lei molto vicine. In questo sconvolgente romanzo Annette Hess sviluppa una trama e dei personaggi di grande spessore, in grado di dare vita a un autentico ritratto non solo della Germania post-bellica ma anche dei complessi rapporti interfamiliari, mostrando quanto sia sottile la linea che separa l’accettazione dalla negazione e dando vita a un complesso affresco storico che riguarda il passato dell’umanità intera.

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L'interprete 2020-03-24 20:29:05 ALI77
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ALI77 Opinione inserita da ALI77    24 Marzo, 2020
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L'OMERTA' E LA SCOPERTA DELLA SHOAH

La protagonista del libro si chiama Eva, è una ragazza tedesca di 28 anni che fa la traduttrice di polacco e vive con i genitori a Bornheim.
La sua vita sta cambiando perché il suo fidanzato Jürgen, dovrebbe chiedere la sua mano.
Il libro si apre con Eva che sta aspettando l'arrivo del suo ragazzo, che è stato invitato a pranzo a casa dei suoi genitori, durante l'attesa la protagonista pensa a quante differenze sociali ci siano tra loro due.
Jürgen, dopo aver studiato teologia, ora è un imprenditore, suo padre si è ammalato e gli ha lasciato le redini dell'azienda di corrispondenza, Eva è invece figlia di Edith e Ludwig Bruhns, due osti che hanno una modesta trattoria che si chiama"Deutsches Haus" - Casa tedesca.

"Tu sei una ragazza normale che ha bisogno di un uomo normale. Magari un artigiano. I conciatetti guadagnano molto bene."
Eva durante il pranzo domenicale, deve lasciare i genitori e Jürgen per andare al lavoro, infatti l'hanno chiamata per una traduzione urgente ma questa volta non saranno dei documenti commerciali, bensì si parlerà di camere a gas e di prigionieri.
Quando Eva torna a casa è molto turbata da questo incontro e dalle parole che ha pronunciato quell'uomo, Josef Gabor, lei non sa cosa è successo e tutto quello che ha sentito le sembra molto strano.
Il giorno dopo, guardando il giornale, capisce però che c'è molto di più: nell'incontro del giorno prima due dei tre uomini presenti con lei, erano il procuratore capo e il procuratore generale che stanno avviando un processo contro degli ex membri delle SS.
Eva non sa chi fossero quegli uomini perché nessuno si è presentato né ha chiarito quale fosse lo scopo della traduzione.
Il processo di Francoforte si svolse dal 1963 al 1965 e fu il primo davanti a una corte tedesca per i crimini dell'Olocausto.
Viene proposto a Eva di fare da traduttrice al processo.
Eva viene descritta dall'autrice come una ragazza " dall'aspetto sano e femminile, labbra carnose, il naso fine e lunghi capelli biondi naturali che tagliava, pettina e arrotolava in un artistico chignon senza ricorrere al parrucchiere"
Mentre Jürgen parla così della protagonista: " gli era sembrata una ragazza tranquilla, all'antica, ingenua. Si sarebbe lasciata guidare, sarebbe stata sottomessa al marito, Jürgen voleva avere dei figli con lei."
Da questi piccoli estratti capiamo quanto Eva sia considera una brava ragazza, ingenua e addomesticabile, un po' anche stupidotta, infatti Jürgen non la tratta come una persona ma come una marionetta da muovere come vuole.
Il personaggio di Jürgen non mi è affatto piaciuto, è poco sensibile verso i sentimenti di Eva, non la rispetta come persona e si intromette nel suo lavoro.
Eva vuole approfondire quello che ha sentito, vuole sapere cosa è successo durante la seconda guerra mondiale, anche se i suoi genitori le dicono di lasciar stare e Jürgen sia deciso a lasciarla se lei accettasse l'incarico.
La donna non è affatto un personaggio stupido o che si lascia influenzare, è una donna moderna, determinata, indipendente e di sicuro non è un'ingenua. Sente che c'è qualcosa che non quadra in questa storia e accetta di fare da traduttrice.
" Eva la guardava. Edith si passò un asciugamnao sul volto e disse: - Lascia che il passato rimana tale, Eva. E' meglio così credimi.-"
Eva sembra fragile, ma non è assolutamente così, è molto forte va contro tutto, la sua famiglia, il suo fidanzato perché decide con la propria testa, che vuole fare questo lavoro, per conoscere quello che è successo.
Il suo personaggio da solo basterebbe per reggere l'intera storia, è ben delineato conosciamo le sue fragilità, il suo passato, le sue paure e lei come donna rivendica la propria indipendenza e la propria "voce". E' lei che vuole scegliere cosa fare, che sia sbagliato o meno.
L'inizio di questo libro è stato molto coinvolgente e interessante, poi purtroppo la narrazione è stata lenta e un po' confusa e credo sia perché l'autrice non ci parla solo del processo ma inserisce alcune sottotrame che però non interessano al lettore e rallentano la storia.
Se il libro verte sulle testimonianze e sul processo di Francoforte perché non concentrare la trama su quello?
A me personalmente non interessa sapere quale sia la vita di Annegret, la sorella maggiore di Eva, queste parti sono veramente noiose, oltre che non capisco quale sia la posizione della donna nei confronti della processo.
Quello che colpisce di questo libro è il popolo tedesco diviso tra chi sa e tace e chi non sa nulla di quello che successe nei campi di concentramento.
Questa omertà è davvero allucinante.
Siamo abituati a leggere dei romanzi ambientati durante la seconda guerra mondiale, ma poi cosa successe?
E' interessante vedere come anche la Germana vivesse il dopoguerra, come tutto quello che era successo nei lager si pensava che fosse solo un'enorme menzogna. Ma non fu così ed è giusto leggere ancora libri sull'argomento. Per non dimenticare.
Il mio giudizio finale è sufficiente per il tema trattato e per il personaggio di Eva, ma non posso dare di più perché questo romanzo è veramente difficile da leggere, in alcuni punti è veramente poco coinvolgente e lento. Ma non posso assolutamente ignorare il fatto, che sia un testo che ci fa conoscere quanto il silenzio e la negazione fosse normale a quell'epoca e se non fosse stato per alcuni uomini, il procuratore capo e il procuratore generale questo processo non si sarebbe svolto.
Il tema è delicato e credo che l'autrice abbia avuto le migliori intenzioni quando ha scritto questo libro, purtroppo si è dato importanza ad alcune sottotrame che non sono interessanti e non aggiungono nulla alla storia.


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Lettura consigliata
  • no
Consigliato a chi ha letto...
Se volete approfondire questo periodo storico e avete già letto dei libri sull'argomento questo è un testo che potrebbe farvi conoscere qualcosa di nuovo, mentre se non siete affini a questo genere e volete iniziare a leggere qualcosa su questo tema, non partite da questo libro.
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