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Caro signor M
 
Caro signor M 2016-05-21 06:31:48 68
Voto medio 
 
3.3
Stile 
 
3.0
Contenuto 
 
4.0
Piacevolezza 
 
3.0
68 Opinione inserita da 68    21 Mag, 2016
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Realtà' vera o presunta....


Finzione e realta' da sempre accompagnano la creazione letteraria, e l' elemento autobiografico permea, corrobora, talvolta riempie ed assorbe completamente la narrazione.
Ma sino a dove ci si puo' spingere, quale realta' mostrare, quale storia, un fatto di cronaca nera, la propria biografia reale o presunta, se stessi, personaggi di fantasia ma viventi o vissuti, e fino a che punto lo scrittore ridisegna la " storia ", la personalizza, la fa propria, la legge, la rilegge, la modifica, la ricostruisce, la completa e la restituisce?
Ed un libro puo' essere, al contrario, riscritto, sembrare cosi' vero da diventare e costituire una prova di reato? Oppure, la fantasia può' superare la realtà', oltrepassarla o convincerci che sia tale, tanto da determinare ed influenzare il nostro agire?
Tutti elementi presenti e ricorrenti in quest' ultima opera di Hermann Koch, autore olandese contemporaneo, divenuto famoso per " La cena " ( romanzo del 2009 ) da cui è' stato liberamente tratto un interessante quanto sconcertante ( per i temi trattati ) film italiano ( " I nostri ragazzi " 2014 ).
Vi si traccia un percorso parallelo tra finzione e realta', passato e presente, letteratura e vita, riscrivendo di continuo la trama, i piani narrativi oltre che le voci narranti.
Si parte dalla strana moria autunnale di insegnanti del liceo Spinoza per arrivare alla misteriosa scomparsa di un professore di storia , Jan Landzaat, avvenuta durante il periodo natalizio e che vede coinvolti ed accusati due suoi allievi, Laura, con cui ha vissuto una breve quanto intensa passione, ed Herman, coetaneo della ragazza e suo attuale compagno.
I fatti sono meticolosamente trasposti e narrati, in parte inventati, in ' La resa dei conti ', romanzo scritto dal signor M., autore anziano, con una moglie giovane ed attraente, una figlia di pochi anni, ormai senza più' ispirazione letteraria, che ha acquisito fama e gloria grazie a questa opera prima, divenuta un bestseller.
Il signor M. e' una presenza inquietante, indefinita, camaleontica, assume tratti dei personaggi da lui stesso creati, forse è' uno di loro, accresce l' attesa e le domande insolute, insieme a quella misteriosa voce narrante che scorre parallela, lo insegue, lo spia, si introduce silente nel suo quotidiano cercando risposte ed affermando la propria verità' o presunta tale.
Come in un thriller la realta' non e' come sembra e si svelerà', sempre che sia credibile, dopo molteplici colpi di scena.
Il racconto si nutre prevalentemente di suspance, di indagine psicologica che scava nei personaggi e nel loro polimorfismo, adulti con tratti adolescenziali, freddi, bugiardi, vulnerabili, cinici, dissoluti, coperti da una maschera che indossano, cambiano, gettano e riprendono di continuo, proprio come la trama stessa.
La scrittura scorre senza entusiasmare, a tratti scadono i contenuti, ripetitivi, e la storia si trascina, mostrando tratti di monotonia e cervellotico rimuginio. La parte centrale presenta intermezzi che svicolano dalla trama, temi cari all' autore e già' trattati in " La cena " , laddove si parla di un universo adolescenziale cinico e dissoluto, dannato, di bullismo, di incomunicabilita' genitori- figli, di freddi e stanchi rapporti matrimoniali, che si trascinano tra convenzioni e falsi moralismi, stereotipi e perbenismo.
E' questo il limite del romanzo, che perde credibilità' e forza quando cade la suspance, che ne è' corpo e traino, perché' la narrazione non è' fluida e l' idea sviscerata non è sorretta da altrettanta capacità descrittiva e narrativa facendo emergere i limiti di una scrittura non proprio profonda ed armonica, ne' dotata di particolare talento.
Quando si esce dal thriller, da quell' attesa protratta che è' giuoco e mistero, ma anche forza ed autenticita', ci addentriamo in una terra di mezzo senza intravedere una valida e possibile via di uscita. Un certo snellimento della trama sarebbe stato più opportuno.
Il giudizio complessivo, alla fine, risente dello svolgimento a singhiozzo e di una certa prolissita' e ripetitività dei contenuti, ma l' idea di fondo e' valida ed accompagna una lettura per lo piu' piacevole.

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Consigliato a chi ha letto...
" La cena," " Villetta con piscina"
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Commenti

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Non sapevo di quest'opera prima di leggere la tua bella recensione, ma del libro "La cena" ho sentito parlare molto bene.
In risposta ad un precedente commento
68
21 Mag, 2016
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In effetti il romanzo " La cena " credo che sia il più riuscito ed ha riscontrato un grande successo per i temi trattati e la singolarità' dello svolgimento narrativo, per il resto non ritengo Koch un grande scrittore
Un caro saluto
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