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Omicidio a Road Hill House
 
Omicidio a Road Hill House 2018-10-18 21:15:39 La Lettrice Raffinata
Voto medio 
 
4.8
Stile 
 
4.0
Contenuto 
 
5.0
Piacevolezza 
 
5.0
La Lettrice Raffinata Opinione inserita da La Lettrice Raffinata    18 Ottobre, 2018
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Apologia di Mr Whicher

Questo non è un libro per tutti. Ho adorato questo libro. Entrambe le affermazioni sono vere.
Il lettore in cerca di una storia leggera e d’evasione farà meglio a cercala altrove, perché qui viene richiesto un grado di attenzione abbastanza alto e non c’è spazio per i temi frivoli. È un volume poco indicato anche per le persone sensibili alle scene cruente, che non vengono affatto risparmiate: il titolo preannuncia un delitto ed una conseguente indagine, quindi già da questa premesse ci si può aspettare dettagliate descrizioni di cadaveri ed autopsie. Infine, l’omicidio non è frutto della fantasia di uno scrittore, bensì un avvenimento reale, e questo rende la lettura davvero cupa ed angosciante.
Chi potrebbe apprezzare “Omicidio a Road Hill House”, allora? Sicuramente gli appassionati dei romanzi gotici e, soprattutto, delle detective novel. In questo volume viene illustrata la genesi di questi particolare filone letterario, con moltissimi riferimenti e citazioni dei grandi autori classici del genere, come Wilkie Collins, Edgar Allan Poe ed Arthur Conan Doyle, che proprio da questo caso di cronaca nera hanno preso spunto per alcuni noti romanzi. La Summerscale non si è limitata alle storia con protagonisti gli investigatori, ma ha scelto di raccontare anche le origini della figura stessa del detective, impiego creato agli inizi dell’Ottocento con la prima squadra formata da alcuni tra i migliori agenti di Scotland Yard.
La vicenda vede come eroe -o antieroe, agli occhi dei suoi contemporanei- l’ispettore Jack Whicher, detective dalla carriera all’ora in ascesa, a cui viene affidata l’indagine sull’omicidio del piccolo Saville Kent. Nel 1860 l’opinione pubblica inglese fu letteralmente sconvolta da questo caso, con persone che scrivevano ogni giorno decine di lettere al Ministero dell’Interno per suggerire il nome di chi ritenevano essere il colpevole o arrivando al gesto assurdo di autodenunciarsi per il crimine.
Pur concedendo molto spazio alla figura di Whicher ed alla sua vita, protagonista è l’intera famiglia Kent, della quale viene illustrata la storia con specifici focus sui personaggi più significativi, nonché su figure a loro collegate come la servitù e alcuni abitanti della zona. L’autrice si sofferma molto sugli aspetti più oscuri e scabrosi, come l’ex governatore diventata padrona di casa, il tentativo di fuga da parte di Constance e William o la riservatezza estrema delle figlie maggiori, per dimostrare come il caso fosse gravato da elementi che puntavano verso diversi sospettati, gettando l’ombra del dubbio anche sugli innocenti.
Questo aspetto si evidenza in special modo nelle reazioni al caso della gente comune, canalizzate negli articoli dei molti quotidiani e settimanali in circolazione all’epoca: nel volume sono riportati numerosissimi articoli e solo un paio tentavano una seria ed attenta analisi degli avvenimenti, mentre la maggior parte preferiva sbandierare le teorie più disparate o puntare il dito contro lo stesso Whicher, colpevole di non aver fornito al pubblico il colpevole tanto agoniato. Fu proprio a causa di siffatte pubblicazioni che le vite di molte persone coinvolte nel caso di Road sono state rovinate ingiustamente. E a 150 anni di distanza, le cose non sembrano troppo diverse.
Preferisco non fornire ulteriori dettagli sui personaggi per evitare spiacevoli spoiler, ma farò un’eccezione per Jack Whicher. Amico di Charles Dickens, il detective soffrì fisicamente e psicologicamente a causa di questa indagine, prima che una serie di insuccessi lo costringessero a lasciare anzitempo le forse dell’ordine. Solo dopo la risoluzione del caso, l’uomo riuscì a rinascere come una fenice e prendere dopo anni quella che era non solo la sua professione ma anche una vera passione.
“Omicidio a Roda Hill House” si prefigge in effetti il fine di ridare dignità alla figura di Whicher, cosa che non fecero i suoi contemporanei. Il volume può essere considerato la fusione tra un saggio, atto appunto a riabilitare il primo vero detective, un romanzo per la struttura e una cronaca giornalistica per il figlio dello stile e la precisione con cui sono riportati i fatti.
Proprio l’eccesso di dettagli nelle descrizioni, unito alle molte divagazioni, può far risultare il libro noioso e prolisso, ma questo pericolo è scongiurato grazie allo stile coinvolgente della Sumemrscale, che trasporta il lettore nella vicenda, al fianco di agenti, medici ed avvocati.
Calarsi nella storia è ancor più facile grazie a mappe e piantine inserite nel volume che aiutano ad orientarsi. Gradevoli e suggestive anche i documenti e le foto d’epoca, che permettono di dare un volto ad alcuni dei protagonisti.

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