Narrativa straniera Gialli, Thriller, Horror Omicidio a Road Hill House
 

Omicidio a Road Hill House Omicidio a Road Hill House

Omicidio a Road Hill House

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La trama e le recensioni di Omicidio a Road Hill House, romanzo di Kate Summerscale edito da Einaudi. È una notte d'estate del 1860. In un'elegante casa in stile georgiano che si erge isolata a Road, nel Wiltshire, un bambino di tre anni viene prelevato con delicatezza dal suo lettino. I genitori dormono nella stanza accanto. I fratelli e la servitù al piano di sopra. La bambinaia nella stessa camera del piccolo con la sorellina. Il cane abbaia, tutti continuano a dormire. La mattina dopo il bambino viene trovato morto in giardino, soffocato, le labbra viola, lo sguardo sereno, la gola orrendamente lacerata e pietosamente avvolto in una coperta. Appare subito evidente che l'omicidio non può essersi consumato che fra le mura domestiche. Dodici persone vivono nella casa, una è la vittima, chi è il colpevole? Sembra un giallo nella sua forma più pura e invece è un fatto di cronaca nera realmente accaduto a metà Ottocento di cui questo libro ricostruisce le vicende. Nell'omicidio di Road Hill House, i primi e gli unici sospettati sono gli abitanti della casa: i famigliari e la servitù. Il caso è orrendo, crudele, spiacevole, bisogna investigare nel tempio sacro della famiglia e del focolare domestico. La polizia locale non osa indagare in una famiglia sprezzante e potente che sembra celare al suo interno molti misteri e legami malati, perciò brancola nel buio. Per la prima volta si manda a chiamare un investigatore «forestiero», un ispettore che viene da Londra da una squadra speciale appena costituitasi a Scotland Yard. Un poliziotto in borghese ma in carne e ossa, che sarà il modello per molti eroi da libro giallo, ispirati alla sua figura e alle sue indagini: gli investigatori di Wilkie Collins e quelli di Henry James, Arthur Conan Doyle, Charles Dickens. Mr Whicher, è questo il suo nome, indaga senza requie, segue le tracce, è capace di leggere i gesti e le espresssioni del volto, sa come far parlare le prove. Capisce subito chi è il colpevole e lo accusa. La soluzione è però troppo scomoda, troppo difficile da accettare. L'opinione pubblica, che ha seguito morbosamente il caso sulla stampa, insorge. Il detective non sarà ascoltato. In Omicidio a Road Hill House Kate Summerscale ricostruisce l'intera vicenda, e le sue implicazioni nelle nostre coscienze, facendo parlare documenti e giornali dell'epoca e padroneggiando con grande maestria e bravura le tecniche del giallo.



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Omicidio a Road Hill House 2018-10-18 21:15:39 La Lettrice Raffinata
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La Lettrice Raffinata Opinione inserita da La Lettrice Raffinata    18 Ottobre, 2018
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Apologia di Mr Whicher

Questo non è un libro per tutti. Ho adorato questo libro. Entrambe le affermazioni sono vere.
Il lettore in cerca di una storia leggera e d’evasione farà meglio a cercala altrove, perché qui viene richiesto un grado di attenzione abbastanza alto e non c’è spazio per i temi frivoli. È un volume poco indicato anche per le persone sensibili alle scene cruente, che non vengono affatto risparmiate: il titolo preannuncia un delitto ed una conseguente indagine, quindi già da questa premesse ci si può aspettare dettagliate descrizioni di cadaveri ed autopsie. Infine, l’omicidio non è frutto della fantasia di uno scrittore, bensì un avvenimento reale, e questo rende la lettura davvero cupa ed angosciante.
Chi potrebbe apprezzare “Omicidio a Road Hill House”, allora? Sicuramente gli appassionati dei romanzi gotici e, soprattutto, delle detective novel. In questo volume viene illustrata la genesi di questi particolare filone letterario, con moltissimi riferimenti e citazioni dei grandi autori classici del genere, come Wilkie Collins, Edgar Allan Poe ed Arthur Conan Doyle, che proprio da questo caso di cronaca nera hanno preso spunto per alcuni noti romanzi. La Summerscale non si è limitata alle storia con protagonisti gli investigatori, ma ha scelto di raccontare anche le origini della figura stessa del detective, impiego creato agli inizi dell’Ottocento con la prima squadra formata da alcuni tra i migliori agenti di Scotland Yard.
La vicenda vede come eroe -o antieroe, agli occhi dei suoi contemporanei- l’ispettore Jack Whicher, detective dalla carriera all’ora in ascesa, a cui viene affidata l’indagine sull’omicidio del piccolo Saville Kent. Nel 1860 l’opinione pubblica inglese fu letteralmente sconvolta da questo caso, con persone che scrivevano ogni giorno decine di lettere al Ministero dell’Interno per suggerire il nome di chi ritenevano essere il colpevole o arrivando al gesto assurdo di autodenunciarsi per il crimine.
Pur concedendo molto spazio alla figura di Whicher ed alla sua vita, protagonista è l’intera famiglia Kent, della quale viene illustrata la storia con specifici focus sui personaggi più significativi, nonché su figure a loro collegate come la servitù e alcuni abitanti della zona. L’autrice si sofferma molto sugli aspetti più oscuri e scabrosi, come l’ex governatore diventata padrona di casa, il tentativo di fuga da parte di Constance e William o la riservatezza estrema delle figlie maggiori, per dimostrare come il caso fosse gravato da elementi che puntavano verso diversi sospettati, gettando l’ombra del dubbio anche sugli innocenti.
Questo aspetto si evidenza in special modo nelle reazioni al caso della gente comune, canalizzate negli articoli dei molti quotidiani e settimanali in circolazione all’epoca: nel volume sono riportati numerosissimi articoli e solo un paio tentavano una seria ed attenta analisi degli avvenimenti, mentre la maggior parte preferiva sbandierare le teorie più disparate o puntare il dito contro lo stesso Whicher, colpevole di non aver fornito al pubblico il colpevole tanto agoniato. Fu proprio a causa di siffatte pubblicazioni che le vite di molte persone coinvolte nel caso di Road sono state rovinate ingiustamente. E a 150 anni di distanza, le cose non sembrano troppo diverse.
Preferisco non fornire ulteriori dettagli sui personaggi per evitare spiacevoli spoiler, ma farò un’eccezione per Jack Whicher. Amico di Charles Dickens, il detective soffrì fisicamente e psicologicamente a causa di questa indagine, prima che una serie di insuccessi lo costringessero a lasciare anzitempo le forse dell’ordine. Solo dopo la risoluzione del caso, l’uomo riuscì a rinascere come una fenice e prendere dopo anni quella che era non solo la sua professione ma anche una vera passione.
“Omicidio a Roda Hill House” si prefigge in effetti il fine di ridare dignità alla figura di Whicher, cosa che non fecero i suoi contemporanei. Il volume può essere considerato la fusione tra un saggio, atto appunto a riabilitare il primo vero detective, un romanzo per la struttura e una cronaca giornalistica per il figlio dello stile e la precisione con cui sono riportati i fatti.
Proprio l’eccesso di dettagli nelle descrizioni, unito alle molte divagazioni, può far risultare il libro noioso e prolisso, ma questo pericolo è scongiurato grazie allo stile coinvolgente della Sumemrscale, che trasporta il lettore nella vicenda, al fianco di agenti, medici ed avvocati.
Calarsi nella storia è ancor più facile grazie a mappe e piantine inserite nel volume che aiutano ad orientarsi. Gradevoli e suggestive anche i documenti e le foto d’epoca, che permettono di dare un volto ad alcuni dei protagonisti.

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Omicidio a Road Hill House 2013-11-24 07:13:41 LittleDorrit
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LittleDorrit Opinione inserita da LittleDorrit    24 Novembre, 2013
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Oltre le apparenze

Una notte d'estate del 1860 a Road Hill House, una villa georgiana nei pressi di Trowbridge, viene commesso uno degli omicidi più agghiaccianti che l'Inghilterra vittoriana annoveri.
È la sera del 29 giugno e Saville Kent, un bimbo di soli tre anni, viene messo nella culla dalla bambinaia ma la mattina dopo non sarà ritrovato nello stesso posto.
Il suo corpicino senza vita, sgozzato da un taglio netto e profondo, verrà rinvenuto nella latrina sita in giardino.
La famiglia è sconvolta.
L'opinione pubblica inorridita.
Ci si pone una domanda: "Chi?" e sopratutto "Perché?"
Unici indizi: una finestra ritrovata aperta nel salone di casa e il cane di famiglia che ha abbaiato più volte durante la notte.
Nella casa dei Kent vivono 12 persone: Samuel Kent, il capofamiglia, Mary Ann la sua seconda moglie (in dolce attesa) e i loro tre figli Mary Amelia (5) Saville (la piccola vittima) e Eveline (1).
Ci sono anche i quattro figli nati dal primo matrimonio di Samuel: Mary Ann (29) Elisabeth (28), Costance (16) e William (14) e tre donne di servizio: la bambinaia, la cuoca e la cameriera.
Iniziano le indagini.
Qualcuno viene sospettato tra il personale di servizio ma....niente di fatto.
C'è bisogno di Scotland Yard.
Giunge sul posto Mr. Whicher, giovane rampante al top della carriera.
L'uomo condurrà un'acuta e sorprendente indagine e farà le sue valutazioni.
L'assassino avrà un volto? La società vittoriana sarà disposta ad accettare un eventuale verdetto?

Faccio subito una premessa: accostarsi a "Omicidio a Road Hill House" credendolo semplicemente un giallo sarebbe un grosso errore che porterebbe ad un inevitabile delusione.
L'opera della Summerscale è, in realtà, la miglior sintesi derivata da cronaca nera, saggio, inchiesta, romanzo storico, poliziesco e giallo/thriller.
Il caso è stato ricostruito dal nulla attraverso lo studio di centinaia di fonti che vengono riportate meticolosamente nella bibliografia. La scrittrice, attraverso la lettura dei giornali dell'epoca, è riuscita a risalire addirittura al tempo meteorologico dei giorni interessati. All'interno del testo sono stati collocati alberi genealogici, piantine, mappe e foto d'epoca che arricchiscono la narrazione.
Il "romanzo" ha diversi pregi: evidenzia i clamorosi errori commessi durante la prima indagine portando alla luce le pecche di un sistema giudiziario totalmente impreparato a determinati accadimenti; dona uno splendido affresco sulle famiglie borghesi e le loro ipocrite facciate; uno spaccato di vita dell'epoca e uno sguardo malizioso sui rapporti personali gestiti all'interno delle famiglie borghesi apparentemente prive di vizi.
La figura stessa di Whicher, riportata alla luce dalle poche notizie ricavate dai rapporti, fu fonte di ispirazione per gli scrittori dell'epoca (Wilkie Collins, Charles Dickens, Conan Doyle) che ne trassero, successivamente, i loro migliori personaggi della neonata "detective novel".
Per la prima volta abbiamo il "detective che rompe gli schemi prefissati" scandalizzando l'opinione pubblica con constatazioni e sicurezza. Quindi, questo non è un romanzo ma un vero e proprio saggio storico.
L'abilità della scrittrice sta nel rendere il tutto godibile, istruttivo, scorrevole, appassionante, e narrativamente valido. Questa è una vera "Bibbia" per gli appassionati di letteratura vittoriana e per chi ne voglia sapere di più sulla nascita della detective novel made in UK.

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Omicidio a Road Hill House 2009-03-25 23:23:48 Mara
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Mara Opinione inserita da Mara    26 Marzo, 2009
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Omicidio a Road Hill House

Questa è la storia di un omicidio avvenuto in una casa di campagna inglese nel 1860. Un bambino, Saville Kent, viene trovato cadavere nelle latrine della casa di famiglia, Road Hill House, la cui morte sembra legata agli equilibri familiari interni più che alla mano di un assassino sconosciuto.

A coadiuvare le indagini di una polizia incapace e supponente, viene chiamato l'ispettore Jack Whicher, della neonata squadra investigativa di Scotland Yard. Whicher intuisce immediatamente chi sia l'autore dell'omicidio, ma lo scontro con l'opinione pubblica è durissimo.

La caccia all'assassino mise in pericolo la sua carriera e, scatenò in Inghilterra, una vera e propria febbre investigativa. In centinaia scrissero ai giornali, al ministro dell'Interno e a Scotland Yard, proponendo le loro soluzioni al mistero.

Anche la narrativa ne fu influenzata profondamente: nacque la detective novel, il cui capostipite fu La pietra di luna di Wilkie Collins.

Le fonti principali consultate da Kate Summerscale per la stesura del libro sono i documenti della polizia e della magistratura, conservati all'Archivio Nazionale di Kew, oltre a libri, pamphlet e articoli di giornale relativi al caso, scritti a partire dal 1860, tutti reperibili alla British Library. A complemento di queste fonti sono state consultate carte, orari ferroviari, manuali di medicina, almanacchi e memorie di membri della polizia. Le condizioni meteorologiche sono state ricavate dai giornali dell'epoca; i dialoghi, dalle testimonianze rese in tribunale.

Kate Summerscale, in questo saggio, mostra una conoscenza approfondita delle fonti, insieme ad una viva intelligenza deduttiva e ricostruttiva.

Il finale, nonostante la dichiarazione di colpevolezza da parte dell'autore del delitto, resta aperto a diverse interpretazioni.

Buona lettura:)

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