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La paranza dei bambini
 
La paranza dei bambini 2016-11-18 11:46:49 C.U.B.
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C.U.B. Opinione inserita da C.U.B.    18 Novembre, 2016
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Camorra 2.0

Napoli che e’ bella da impazzire tra i palazzi, i musei, l’arte, le botteghe, il dialetto, l’allegria.
Sfugge al turista quello che striscia dietro, nei quartieri dove non si passeggia, nelle periferie, nell’attimo che non ha incrociato.
Esiste una realta’ di camorra cui non importa della data di nascita, sono giovani dal futuro incerto che scelgono la via piu’ facile, o l’unica che conoscono, per arrivare a Tutto e Subito.
Denaro e potere: ambizione dei piccoli.
Ragazzini che nemmeno avrebbero l’eta’ per salire in sella sfrecciano sui motorini nel centro, senza regole, senza paura. Giurano fedelta’ e omerta’ con un patto di sangue che si mischia sui polsi tagliati, accendono un cero alla Madonna e ottengono la sacrosanta benedizione della paranza. Parlano attraverso le battute a memoria dei film di gangster, imparano a governare armi su Youtube , non temono la morte se avverra’ dignitosamente in battaglia. Estorsioni, spaccio, rapine, omicidi.

“ Io per diventare bambino c’ho messo dieci anni, per spararti in faccia ci metto un secondo.”

Stiano sereni i suoi sostenitori e si rilassino i detrattori, Roberto Saviano non propone saggistica con questo ultimo libro, ma narrativa. Quindi non puo’ aver copiato. Ha scritto con quella sua penna talentuosa un romanzo appassionato e appassionante, fortemente realistico, tragico, spaventoso.
Dal passo inarrestabile scorre il fiume in piena delle vite disgraziate dei suoi protagonisti, col vigore e l'incoscienza e l'ambizione della giovinezza. Galoppa ad un ritmo serrato frustato dallo scudiscio del (comprensibilissimo) dialetto napoletano che caratterizza, ravviva, porta nel rione.
Scuote il lettore tramortito che rapito dalla miscela di trama e forma barcolla disorientato, lontano dalla sicurezza della carta e’ scaraventato a perdifiato nel mondo di mezzo. Una realta’ surreale a meta’ strada tra lettura e vita vissuta, personaggi inventati incastrati in una situazione sociale esistente.

Oggi digitando su Google “ La paranza dei bambini” si ottengono risultati riconducibili al solo Saviano, qui ci sarebbe da rallegrarsi. Se pero’ accanto si aggiunge la parola “Woodcock” o “ De Falco”, gli estremi delle labbra perdono il sostegno gravitazionale, i risultati sono cronaca.
Libero l'autore dal rigore bibliografico imposto in saggistica, lo spunto arriva dalla lettura dei fascicoli di un’inchiesta condotta dai magistrati sopra citati e che nel giugno scorso porto’ a quarantatre condanne di camorra.

Un bellissimo libro orribile, buona lettura.

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Commenti

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Bellissimo commento, C.U.B. Un libro che non leggerò mai, come non ho letto gli altri di Saviano, non perchè pensi che non siano validi, ma perchè mi generano troppo dolore. So quanto c'è di vero in tutto questo. Non chiudo ottusamente gli occhi, ma voglio pensare alla mia città come l'ho conosciuta, forse superficialmente nella mia giovinezza. La speranza è che le istituzioni sappiano infine fare qualcosa soprattutto per questi giovanissimi disperati. Al di là di ogni banale considerazione.
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C.U.B.
18 Novembre, 2016
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Ciao Annamaria, capisco .
Io in realta' sono cresciuta e vivo in una piccola realta' del nord dove personalmente non ho mai visto nè vissuto niente che si avvicini a tutto questo. E ti giuro mi sembra fantascienza, non fosse che poi la cronaca ( ormai ovunque) dice ben altro. Io credo sia un gran divulgatore, oltre che un ottimo scrittore.
A Napoli ci son stata da turista, quanto ci tornerei. Ovvio si fa il centro, Pompei, poi magari la Costiera. Purtroppo c' e' dell'altro, allora i Saviano me li piglio tutti ( mi manca Gomorra, per assurdo, ma ci arrivero').
siti
19 Novembre, 2016
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Mi unisco all'apprezzamento di Anna Maria per la tua recensione e al tuo su Saviano, anche per me ha delle eccellenti doti di scrittura.
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Rollo Tommasi
29 Dicembre, 2016
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Aggiungerei, accanto alle incontestabili doti di narratore (più che di scrittore), che è un osservatore della società tra i più spietatamente analitici mai generati dal nostro paese... una mente affilatissima che non mi stanco mai di ascoltare quando racconta la realtà.
Complimenti CUB! Sono tornata dopo una lunga assenza, e ritrovo la tua scrittura, sempre vivace, mai banale! A presto :-)
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