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Allontanarsi. La saga dei Cazalet
 
Allontanarsi. La saga dei Cazalet 2017-05-06 15:21:43 Chiara77
Voto medio 
 
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Stile 
 
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Chiara77 Opinione inserita da Chiara77    06 Mag, 2017
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Tempi nuovi per i Cazalet

«Sono felice che il tuo libro sia finito».
«Anch'io. In un certo senso».
«Che c'è che non va?».
«Be', sai, è una specie di addio. Ai personaggi. Mi ci ero affezionata ormai. E io odio dire addio alle persone».
Così afferma Clary, una delle protagoniste della saga dei Cazalet, dopo aver terminato di scrivere il suo romanzo. E' un po' la stessa sensazione che si prova dopo aver concluso la lettura del quarto volume di questa appassionante opera: ormai siamo affezionati ai personaggi, alla loro vita, alle loro passioni e tormenti, ai loro amori.
Si tratta di un romanzo che ha la capacità di trascinare il lettore dentro quel mondo: questo rende la lettura estremamente piacevole. La Howard ha il dono di portarci lì e all'improvviso ci ritroviamo a Londra, nel 1946. La guerra è appena finita ma il cibo è ancora razionato, le case abitabili sono rimaste poche dopo i bombardamenti. E nella famiglia Cazalet ci sono stati e ci saranno cambiamenti: i ragazzi stanno diventando adulti, alcuni matrimoni finiscono, nascono nuove storie d'amore.
Una ventata di modernità soffia sulla famiglia intera: sembra che la vecchia abitudine a tacere e soffocare emozioni e sentimenti stia facendo spazio ad un modo più franco e vero di esprimersi e di vivere la vita. Parecchie persone dovranno smettere di reprimersi, di fingere, di assecondare la falsità della sola apparenza: il mondo sta cambiando.
Mentre la Gran Bretagna è guidata da un governo laburista e sta perdendo la dominazione coloniale sull'India, le donne di classe sociale agiata non hanno più a disposizione schiere di domestici e devono cucinare, fare la spesa, pulire la casa e accudire i bambini personalmente. Molte di queste donne devono anche lavorare, avere uno stipendio con cui costruirsi una loro indipendenza. I tempi sono cambiati ed hanno portato una maggiore libertà e la fine di molte situazioni fasulle, tenute in piedi solo per assecondare una confortante apparenza.
La narrazione è sempre in terza persona ma segue il punto di vista dei vari personaggi. Rispetto ai precedenti romanzi della serie, costruiti nello stesso modo ma in cui emergevano soprattutto le vicende di Louise (alter ego dell'autrice), Polly e Clary, qui, secondo me, la tecnica dell'autrice è maggiormente affinata e perfezionata. Questo ci fa riflettere su come ogni aspetto della vita che viviamo sia il frutto della nostra personale percezione e su come non esista niente di completamente oggettivo quando abbiamo a che fare con le altre persone.
In conclusione, posso affermare che “Allontanarsi” non mi ha affatto delusa, anzi... mi è piaciuto anche di più dei tre precedenti: il volume è abbastanza corposo ma la lettura è stata così gradevole che è scorsa via anche troppo in fretta. Attendiamo, a questo punto, la pubblicazione del quinto volume e la conclusione della saga dei Cazalet.


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Commenti

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Molto titubante se iniziare la lettura di questa saga, ho trovato la tua recensione assai incoraggiante.
Ciao Emilio, in realtà non so se consigliarti di iniziare a leggere la saga oppure no... A me è piaciuta molto, ma de gustibus... Ti posso dire che secondo me il primo volume è quello un pochino più noioso e che lo stile dell'autrice può risultare all'inizio, un po' lento, per via della cura con la quale descrive tutto, anche gli oggetti materiali. Questo però a me è piaciuto perché mi è sembrato di entrare in quell'epoca e nella loro vita quotidiana.
Certo, ci sono le storie d'amore e di tradimento, ma si inseriscono in un contesto più ampio. Ciò che secondo me voleva raccontarci la Howard, a partire dalla sua esperienza di vita, è che anche nelle famiglie all'apparenza "normali" e benestanti, si celano molestie, tradimenti, segreti di vario genere che fanno soffrire le persone. E che mai tutto è come appare in superficie.
Non so se ti posso essere stata d'aiuto nella scelta, come dicevo prima i gusti sui libri sono spesso personali!
Grazie, Chiara, per la generosa risposta.
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